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Oggi siamo qui a raccontarvi la storia di uno degli orologi sportivi della casa coronata che risultò di vitale importanza per gli esploratori di grotte.
Noto a tutti i collezionisti con il nome di Rolex Freccione, stiamo parlando del Rolex Explorer referenza 1655 che da sempre custodisce un posto speciale nel cuore di ogni appassionato.
Andiamo ora a scoprire tutti i dettagli di questo orologio storico divenuto ad oggi l’oggetto del desiderio di molti appassionati.
Rolex Explorer II ref. 1655

Il Rolex Explorer II 1655, divenuto celebre tra gli amanti della casa coronata, venne introdotto nel 1971 e venne declinato in differenti versioni con piccoli aggiornanti grafici a livello di quadrante e lunetta.
Particolari che, ça va sans dire, hanno proprio reso altamente collezionabile e ricercato questo orologio in tutte le sue declinazioni.
Curioso il fatto che, al pari della maggior parte degli sportivi della casa coronata, questo vero tool watch, specificamente destinato agli speleologi all’epoca, non era affatto considerato uno status symbol come oggi.

Nato quindi per una reale esigenza sul campo, questo orologio venne dotato di un’insolita lunetta fissa in acciaio al di sopra della quale vennero riportate le 24 del giorno.
Al di sopra della lunetta si possono osservare i numeri pari in cifre arabe e i numeri dispari rappresentati con indici a forma di hash che vanno a rappresentare le ore del giorno o della notte, attraverso l’indicazione della freccia arancione posta sul quadrante.
Grazie a questa freccia di grandi dimensioni, da cui il soprannome “Freccione” da parte del mondo del collezionismo, è possibile capire facilmente se l’orologio sta indicando ore diurne o notturne.
Una complicazione di estremo aiuto per gli speleologi che, passando molti giorni all’interno delle caverne, potevano facilmente perdere la concezione del tempo e andare a confondere il giorno con la notte.

Alimentato dal calibro 1575 a 26 rubini, questo movimento automatico è racchiuso all’interno di una cassa oyster in acciaio dal diametro di 39 mm.
Grazie alla corona e al fondello a vite, questo orologio risulta impermeabile fino a 100 metri, caratteristica molto importante per gli speleologi che, a volte, dovevano proprio fare i conti con l’acqua durante le loro esplorazioni.
Prodotto fino al 1985, il Rolex Explorer II 1655 è contraddistinto da un quadrante nero con indici luminescenti al trizio a contrasto.
Durante i 15 anni di produzione di tale modello furono realizzati in totale sette quadranti differenti: cinque da Stern, più due quadranti service prodotti da Beyeler.

Ad ore 12 è possibile osservare l’iconico triangolo contrapposto agli indici rettangolari posti ad ore 6 e 9.
Dato il design piuttosto particolare del quadrante, i collezionisti presto lo battezzarono con il nome di “Disco Dial” data la sua somiglianza con la pista di una discoteca degli anni ’70.
Per quanto risulti altamente ricercato al giorno d’oggi, questo orologio non ebbe però un grande successo quando nacque.
Le vendite infatti, risultarono piuttosto scarse al punto da far decidere a Rolex di iniziare a servirsi dei testimonial che potessero pubblicizzare tale orologio.

Tra questi fu scelto una delle icone di Hollywood più famose di sempre, Steve McQueen.
Tale orologio, grazie all’associazione con la star del cinema, fu presto denominato dai collezionisti come “Rolex Steve McQueen”.
Ma quali sono le varie versioni di questo orologio prodotte nel corso dei suoi 15 anni?
Arrivati a questo punto bisogna andare a distinguere, come si dice in gergo, i vari “Mark” dei quadranti oltre che quelli della lunetta.
I quadranti
MK1

Il primo quadrante che venne prodotto per la ref. 1655 della casa coronata presentava un’ampia corona ad ore 12 oltre che al piede della “R” di Rolex arrotondato.
Ad ore 6 è invece possibile notare la scritta “T SWISS T” che indica la presenza del trizio come materiale luminescente di indici e sfere.
MK2

Simile al quadrante della prima serie, in questa seconda versione possiamo notare la presenza di una corona del marchio con un differente design per ciò che concerne, soprattutto, i punti della corona che risultano più spessi.
La seconda differenza è data dallo spazio della parola “PERPETUAL”, la quale risulta meno larga rispetto al quadrante precedente.
Sempre osservando la medesima scritta, è possibile notare che la parte superiore della lettera L è allineata con il tratto inferiore destro della lettera X di Rolex a differenza del quadrante di prima produzione dove la “A” di “PERPETUAL” si torva sotto alla “X”.
Anche in questa seconda versione di quadrante troviamo la scritta “T SWISS T” ad ore 6.
MK3

Questo terzo quadrante prende il nome, da parte dei collezionisti, di “Rail Dial”.
In questa terza versione la corona del logo è più ampia, più definita e simmetrica.
Nella parte inferiore del quadrante, oltre alla scritta “T SWISS T”, è possibile osservare i particolari della scritta “SUPERLATIVE CHRONOMETER OFFICIALLY CERTIFIED” dove le lettere C delle parole CHRONOMETER e CERTIFIED sono allineate verticalmente.
MK4

In questa quarta versione di quadrante la corona del marchio risulta più stretta e alta.
L’allineamento del testo della parola “PERPETUAL” risulta il medesimo del quadrante MK2.
Il tratto più evidente di questo terzo quadrante è dato dalla scritta “T SWISS < 25 T” con carattere serif al posto di “T SWISS MADE T”, a dimostrazione che il trizio utilizzato su questa versione di quadrante emetteva meno di 25mCi.
MK5

L’ultima versione di quadrante della referenza 1655 della casa coronata presenta sempre la scritta “T SWISS < 25 T” ad ore 6 ma senza carattere serif.
La corna del logo ad ore 12 è invece più stretta con un’apertura più grande nell’ovale alla base.
Quadranti service
I quadranti service furono invece disponibili dopo la produzione dell’orologio e vennero prodotti per poter essere forniti in fase di manutenzione degli orologi nei decenni successivi nel caso in cui l’orologio richiedesse un intervento sul quadrante.
Sempre per ciò che concerne le differenze del quadrante, un altro evidente particolare risiede nella lancetta dei secondi la quale, ad inizio produzione, presentava una forma dritta ad ago.
Successivamente, a questa lancetta venne aggiunto un punto luminescente quasi a donargli una forma di “lecca lecca” che fece dare il nome di “Lollypop” a tale componente da parte dei collezionisti.
La lunetta
Per quanto riguarda invece la lunetta fissa in acciaio, nel corso dei 15 anni di produzione della referenza, venne realizzata in quattro differenti versioni.
In aggiunta a queste varianti venne anche creata, al pari dei quadranti, una lunetta di fornitura per le eventuali riparazioni successive di tale componente dell’orologio.
MK1

La prima lunetta della referenza è contraddistinta da numeri con un carattere spesso e il bordo di questi ultimi è in prossimità del bordo interno della lunetta.
Questa componente è presente sugli orologi con quadrante MK1 e MK2.
MK2

In questa seconda versione il font dei numeri risulta sempre spesso e le cifre sono centrate.
Questa variante di lunetta si può trovare abbinata in parte ai quadranti MK1 e ai quadranti MK3 e MK4.
MK3

In questa terza versione, che possiamo trovare sui quadranti MK3 e MK4, troviamo invece caratteri dalla linea sottile posizionati al centro della lunetta.
MK4

L’ultima versione creata della lunetta presenta invece un carattere sottile e diverso rispetto agli altri.
La differenza sostanziale la si può notare andando ad osservare il carattere “1”.
Questa quarta versione di lunetta è possibile trovarla abbinata ai quadranti MK5.
Considerazioni finali
Al pari di ogni Rolex sportivo storico, la referenza 1655 risulta ad oggi uno dei modelli più ricercati della casa coronata in tutte le sue varianti.
Per quanto a volte possano sembrare tutte simili, le varie versioni di questa referenza racchiudono al loro interno dei piccoli particolari che le contraddistinguono e che rendono, una versione piuttosto che un’ altra, la più ricercata da parte dei collezionisti.
Molte volte ritengo inoltre che sia incredibile che, un orologio nato come strumento con un uso ben specifico e che, non ebbe gran successo quando venne commercializzato all’inizio per il mondo intero, possa diventare un oggetto così tanto desiderato.
Ma del resto, è proprio questo il bello del mondo del collezionismo degli orologi, ossia rendere speciale qualcosa che al suo interno racchiude una storia e che fu concepito per un utilizzo ben preciso.
Se siete fan di Rolex e volete saperne di più sul vintage, vi invito a leggere la nostra guida dedicata ai Rolex Daytona a 4 cifre.
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