Il cielo sopra Milano si tinge di Azzurro. In occasione della Milano Watch Week 2026, Girard-Perregaux sceglie l’Italia per presentare il nuovo Laureato Chronograph 42 mm Azzurro, una serie limitata a soli 20 esemplari che porta sul quadrante i segni di un rapporto iniziato oltre cinquant’anni fa.

L’Italia appartiene alla storia del Laureato fin dalle sue origini. Milano diventa così il luogo in cui passato e presente tornano a incontrarsi: dall’intuizione di Giovanni Sutti negli anni Settanta alla stagione di Luigi Macaluso, fino all’Azzurro e al piccolo Tricolore che oggi distinguono questa edizione.
Un legame lungo mezzo secolo, raccontato attraverso uno degli orologi più riconoscibili della Manifattura.
Prima dell’Azzurro, c’era già l’Italia
Torniamo al 1975. Design industriale, moda, e automobile stanno definendo una nuova idea di modernità e l’Italia rappresenta uno dei laboratori più vivaci di questa trasformazione.
In questo contesto entra in scena Giovanni Sutti, storico distributore italiano di Girard-Perregaux. La sua intuizione guarda a un orologio capace di intercettare quella sensibilità: sportivo, elegante, sofisticato e contemporaneo. Girard-Perregaux raccoglie l’idea e nel 1975 presenta il primo Laureato.
Anche il nome porta con sé una storia italiana. Inizialmente il modello avrebbe dovuto chiamarsi Diplomato. Fu poi un’agenzia italiana a suggerire Laureato, richiamando attraverso la corona d’alloro l’idea di successo e una tradizione profondamente radicata nella cultura italiana.
Oggi Laureato appare quasi inevitabile, tanto il nome è diventato inseparabile dall’orologio. Eppure, dietro una delle collezioni più riconoscibili di Girard-Perregaux, troviamo fin dall’inizio un dialogo tra manifattura svizzera e sensibilità italiana.
Da quella prima interpretazione prende forma uno sportivo elegante dalla forte identità, sviluppato e prodotto dalla Manifattura. Proporzioni, meccanica e declinazioni cambieranno nel corso dei decenni ma il suo carattere resterà immediatamente riconoscibile.
Da Giovanni Sutti a Luigi Macaluso
Il secondo grande capitolo italiano si apre nel 1992, con l’arrivo di Luigi Macaluso alla guida di Girard-Perregaux.
Fino al 2010, Macaluso accompagna la Maison attraverso una stagione determinante, restituendo centralità alla sua identità manifatturiera e investendo nello sviluppo dei movimenti e nell’Alta Orologeria. I Tre Ponti tornano a occupare una posizione centrale nel linguaggio della Maison, affiancati da tourbillon, calendari perpetui, cronografi e grandi complicazioni.
Durante quegli stessi anni anche il Laureato compie un passaggio importante nella propria evoluzione tecnica.
Nel 1995, a vent’anni dalla nascita della collezione, arriva il GP3000, movimento automatico di Alta Orologeria particolarmente compatto e sottile per gli standard dell’epoca. Tra le sue soluzioni figuravano il pulsante di rilascio dello stelo al posto della tradizionale vite e un sistema che permetteva di rimuovere il dispositivo automatico, trasformandolo in un movimento a carica manuale. Il calibro avrebbe successivamente trovato spazio anche in altre creazioni della Maison.
Sutti e Macaluso appartengono a due momenti diversi della stessa relazione. Il primo accompagna la nascita del Laureato; il secondo lega il proprio nome a una fase decisiva della storia moderna di Girard-Perregaux.
Cinquant’anni dopo il 1975, quel filo arriva nuovamente in Italia.
Cinquant’anni dopo, il Laureato parla Azzurro
Il Laureato Chronograph 42 mm Azzurro mantiene intatti i codici della collezione e concentra la propria identità italiana in pochi elementi mirati.

Il protagonista è naturalmente il quadrante. Il motivo Clous de Paris assume una tonalità Azzurro che cambia il carattere del cronografo, preservando la geometria della superficie, uno dei tratti distintivi del Laureato contemporaneo.

Indici applicati e lancette baton presentano materiale luminescente a emissione bianca, mentre i tre contatori mantengono la classica impostazione del cronografo. Sulla lancetta centrale compare il dettaglio più squisito dell’edizione: il contrappeso riproduce il Tricolore italiano.

Tre colori racchiusi in pochi millimetri, quasi da cercare sul quadrante. Una firma italiana discreta, coerente con un orologio che affida la propria riconoscibilità alle proporzioni e ai dettagli.
L’Azzurro acquista così un significato preciso. È il colore scelto per ricongiungere il Laureato con una parte della propria storia.
Acciaio 904L e GP3300
La cassa misura 42 mm di diametro per 12,16 mm di spessore ed è realizzata in acciaio 904L. Il vetro anteriore in zaffiro riceve un trattamento antiriflesso, mentre il fondello in zaffiro apre la vista sul movimento. L’impermeabilità raggiunge i 100 metri, equivalenti a 10 ATM.

Anche il bracciale utilizza acciaio 904L e conserva quella continuità tra cassa, anse e maglie che contribuisce in maniera sostanziale all’identità del Laureato. Girard-Perregaux affianca al bracciale un secondo cinturino in gomma Azzurro con motivo Clous de Paris, riprendendo texture e tonalità del quadrante. Entrambe le configurazioni adottano una tripla chiusura pieghevole in acciaio.

All’interno lavora il GP3300-2872, calibro meccanico automatico di Manifattura da 25,60 mm. Offre cronografo, ore, minuti, piccoli secondi e datario, insieme a una riserva di carica minima di 46 ore.

La scelta mantiene questa edizione all’interno della tradizione manifatturiera della Maison. Girard-Perregaux dichiara oggi oltre 30 calibri di Manifattura e più di 80 brevetti, ai quali si aggiungono quattro nuovi calibri sviluppati e realizzati internamente negli ultimi dodici mesi.
Uno di venti, a Milano
Il Laureato Chronograph 42 mm Azzurro è limitato a 20 esemplari. Girard-Perregaux rinuncia alla numerazione progressiva sul fondello e sceglie per ciascun orologio l’incisione “UNO DI 20”. La referenza è 81020-11-3724-1GM, con un prezzo al pubblico di €22.300.

La Milano Watch Week 2026 diventa il punto d’arrivo naturale di questo racconto. Per alcuni giorni Milano sarà uno dei luoghi d’incontro dell’orologeria internazionale e Girard-Perregaux vi porta un Laureato che parla al pubblico italiano attraverso dettagli immediatamente riconoscibili: l’Azzurro sul quadrante, il Tricolore sulla lancetta cronografica, persino quelle due parole incise sul fondello.

Dietro quei segni scorrono cinquant’anni di storia. L’intuizione di Giovanni Sutti nel 1975, un nome nato in Italia e diventato parte dell’identità di Girard-Perregaux, poi Luigi Macaluso e una stagione fondamentale per la Manifattura. Nel 2026, Milano aggiunge un nuovo capitolo a quella relazione.
Qui il rapporto viene da molto più lontano: l’Italia era già nella storia del Laureato prima ancora che questo Laureato portasse l’Italia sul quadrante. L’Azzurro e il piccolo Tricolore raccontano il presente, mentre dietro di loro rimangono visibili le tracce di una storia cominciata mezzo secolo fa.
Nel 1975, una parte della storia del Laureato iniziava in Italia. Cinquant’anni dopo, Girard-Perregaux sceglie Milano per farla tornare a casa.
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