L’oro ha un peso, un colore, una densità. In orologeria possiede anche una voce, determinata da come viene inciso, lucidato, satinato, portato alla luce oppure lasciato entrare nella meccanica. Armin Strom Tribute³ Au750, presentato alla Milano Watch Week 2026, nasce da questa idea: utilizzare lo stesso metallo prezioso per costruire superfici profondamente diverse tra loro.
La cassa è in oro rosa 18 carati. Lo sono il quadrante decentrato e il contatore dei piccoli secondi. Lo sono, per la prima volta sul Tribute³, anche tutti e tre i ponti del calibro AMW21.

Poi la materia cambia volto. Soleil, grain d’orge, Clou de Paris: tre guilloché scandiscono quadrante, piccoli secondi e ponte a tre quarti, portando i métiers d’art al centro di una collezione nata attorno alla meccanica.
Otto esemplari. 38 millimetri. E una sigla, Au750, che questa volta descrive molto più della lega utilizzata.
L’oro diventa protagonista
Il Tribute³ Au750 conserva la composizione decentrata che caratterizza il modello. All’interno della cassa in oro rosa 18 carati da 38 mm, ore e minuti occupano la parte sinistra del quadrante, mentre sul lato opposto affiorano gli organi del movimento.

Il bariletto rimane completamente esposto sotto un finger bridge in oro rosa lucidato a specchio. Anche il bilanciere adotta la caratteristica costruzione con ponte a dito; sul retro, il terzo elemento prende la forma del grande ponte a tre quarti.

Sono tre ponti, tutti realizzati in oro massiccio! Il Tribute³ aveva già fatto della disposizione degli organi meccanici parte del proprio volto. Con l’Au750, Armin Strom interviene sulla materia stessa di quella costruzione. L’oro supera la carrure, attraversa il quadrante e raggiunge il movimento.

Sul quadrante decentrato viene lavorato con un guilloché soleil, disposto radialmente attorno alle indicazioni. Pochi millimetri più in là, il contatore dei piccoli secondi cambia trama e adotta un grain d’orge.

Le nuove lancette in acciaio con rivestimento PVD grigio in stile Breguet, prodotte dalla Manifattura e rifinite a mano, spezzano la continuità cromatica dell’oro. Numeri romani e lancette riportano la lettura del tempo verso codici più classici; bariletto e bilanciere esposti appartengono inequivocabilmente al linguaggio Armin Strom.
Tre guilloché
Sul fondello cambia ancora tutto. Dietro il vetro zaffiro, il ponte a tre quarti in oro rosa 18 carati domina la vista sull’AMW21. La superficie è percorsa da un guilloché Clou de Paris, incorniciato da bordi smussati e lucidati a mano. La platina con rivestimento PVD grigio rimane visibile al di sotto e costruisce uno stacco cromatico netto con il ponte.

Soleil sul quadrante. Grain d’orge sui piccoli secondi. Clou de Paris sul movimento.
La sequenza è importante. La materia resta identica, la sua percezione cambia a ogni passaggio. Il soleil conduce la luce verso l’esterno; il grain d’orge la frammenta in una trama più minuta; il Clou de Paris la cattura nella propria geometria.

Il repertorio delle finiture prosegue con anglage lucidato a mano, superfici frosted, perlage circolare, lucidatura a specchio e viti lucidate nere. Armin Strom assembla inoltre ogni Tribute³ Au750 due volte, secondo il metodo adottato dalla Manifattura per controllare precisione meccanica e qualità delle finiture.
AMW21: 100 ore in 4,2 millimetri
Sotto guilloché e lucidature lavora il calibro di Manifattura AMW21, movimento meccanico a carica manuale interamente progettato e sviluppato da Armin Strom.
Misura 33,5 mm di diametro e 4,2 mm di spessore, riunisce 135 componenti e 21 rubini e oscilla a una frequenza di 3,5 Hz, pari a 25.200 alternanze/ora. Il sistema di regolazione abbina una spirale piana a un bilanciere a inerzia variabile.

La riserva di carica raggiunge le 100 ore e una parte sostanziale dell’efficienza deriva dal motor barrel. La sua costruzione rovescia l’architettura convenzionale: l’albero avvolge la molla all’interno di un tamburo fisso. Una soluzione compatta, sviluppata per ridurre gli ingombri e contribuire alle oltre quattro giornate di autonomia dell’AMW21.
Il bariletto acquista così una doppia presenza. È uno dei protagonisti visivi del quadrante e, allo stesso tempo, uno degli elementi tecnici sui quali poggia l’efficienza del calibro.
La Manifattura produce internamente il 97% dei componenti dell’AMW21. Un numero che, nel panorama dell’orologeria indipendente, restituisce la misura concreta del controllo esercitato da Armin Strom sul proprio prodotto.
Una manifattura intera in 38 millimetri
C’è molta materia nel Tribute³ Au750. C’è ancora più lavoro. Eppure l’orologio misura appena 38 mm di diametro per 9,38 mm di altezza.
Le proporzioni concentrano il progetto anziché comprimerlo. Quadrante decentrato, piccoli secondi, bariletto, bilanciere e ponti costruiscono una composizione fitta, mantenendo distinti i diversi livelli visivi.

Il vetro e il fondello sono in zaffiro con trattamento antiriflesso; l’impermeabilità è di 5 ATM. Un cinturino in nubuck grigio con cuciture tono su tono accompagna la cassa, chiuso da una fibbia ad ardiglione in oro rosa 18 carati.
Il grigio ritorna sulle lancette e sulla platina dell’AMW21. L’oro, invece, attraversa tutto il resto.
Caldo e freddo. Pieno e vuoto. Superficie decorata e organo meccanico. Il Tribute³ Au750 costruisce il proprio carattere su queste tensioni, senza perdere la chiarezza che da sempre distingue il lavoro di Armin Strom.
Tribute³ Au750: otto esemplari alla Milano Watch Week
Il nuovo Armin Strom Tribute³ Au750, referenza RG26-TRI.AU, debutta alla Milano Watch Week 2026 in una serie limitata a otto esemplari per tutto il mondo, proposti a CHF 69.000.
Milano offre anche il contesto giusto per comprenderlo. Il Tribute³ Au750 appartiene a quella categoria di orologi per i quali la macrofotografia mostra molto, ma lascia inevitabilmente qualcosa fuori dall’inquadratura: il movimento della luce sulle superfici.
Sul polso, bastano pochi gradi d’inclinazione. Il soleil si apre, il grain d’orge acquista profondità, il ponte lucidato restituisce un riflesso netto. Sul retro, la trama del Clou de Paris interrompe l’ampia superficie del ponte a tre quarti e lascia affiorare, lungo il perimetro, il lavoro dell’anglage.

Da un lato il tempo. Dall’altro il movimento che lo misura. Tra i due, lo stesso oro attraversa l’intero orologio cambiando continuamente espressione.
È forse questo il dettaglio da trattenere osservando il Tribute³ Au750 alla Milano Watch Week. L’oro rosa potrebbe essere il suo elemento più evidente; Armin Strom sceglie invece di renderlo il punto di partenza. Lo incide, lo lucida, lo porta dentro il calibro e gli affida tre geometrie differenti.
Alla fine rimangono otto orologi e pochi centimetri quadrati di materia. Nelle mani giuste, sono sufficienti per raccontare fin dove può spingersi l’arte di fare orologi.
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