Nel panorama dell’orologeria indipendente europea, Venezianico rappresenta oggi uno dei casi e percorsi più interessanti di costruzione identitaria. Fondato nel 2017 da Alberto e Alessandro Morelli, il brand nasce a Venezia con una visione chiara: dare forma a un linguaggio orologiero contemporaneo che si fondi su una filiera reale e su un legame culturale autentico con il territorio.
Questo approccio ha permesso a Venezianico di evolvere rapidamente da giovane “microbrand” a interlocutore in un segmento più ambizioso. La collaborazione con realtà manifatturiere italiane, il progressivo sviluppo di movimenti proprietari e, soprattutto, il dialogo con artigiani specializzati in tecniche avanzate (come il guilloché eseguito su torni storici) sono tutti elementi che delineano la loro volontà di realizzare un orologio italiano non solo per storia e gusto, ma per cultura del progetto.
Il primo modello che ha segnato realmente questa svolta è stato il Redentore Utopia, un vero e proprio manifesto. Il progetto nasceva attorno all’idea di riportare il guilloché artigianale al centro del quadrante, affidando la realizzazione a Riccardo Renzetti, maestro incisore e custode di una tradizione quasi scomparsa. L’utilizzo di torni a rosa ottocenteschi, l’incisione interamente a mano e l’attenzione alla costruzione della superficie hanno dato al Redentore Utopia un “peso” che andava oltre la fascia di prezzo.
Per molti appassionati, collezionisti e addetti ai lavori quello è stato il momento in cui Venezianico ha smesso di essere percepito come “microbrand promettente” ed è entrato in conversazione più ampia con l’orologeria italiana contemporanea.

Oggi il Redentore Utopia II si colloca in continuità diretta con quel primo capitolo, ma ne rappresenta anche un’evoluzione matura. La stessa maison lo definisce esplicitamente “un nuovo capitolo nel viaggio Made in Italy di Venezianico”, e l’iter del progetto lo conferma. Al centro troviamo Marea, una nuova texture di quadrante, la cui ispirazione è un fenomeno naturale: il moto della laguna veneziana. Il risultato è una superficie quasi ornamentale stratificata, sensibile alle variazioni di luce e capace di generare riflessi unici con il cambio di angolazione.
Il nuovo calibro V5001
La maturazione è evidente anche sul piano meccanico. Il nuovo calibro V5001 rappresenta l’evoluzione diretta del precedente V5000, mantenendone l’architettura ma elevandone sensibilmente il livello di finitura. Ponti e platina ricevono un trattamento galvanico in oro 24k, le ruote adottano una doppia decorazione a spirale, mentre le superfici sono completate da Côtes de Genève radiali e perlage fine.

Dal punto di vista tecnico il movimento resta estremamente sottile (3,5 mm), offre 60 ore di riserva di carica ed è regolato a ±3 secondi al giorno. La costruzione privilegia la stabilità nel tempo grazie a un bilanciere a inerzia variabile in rame-berillio con quattro masselotte, a un ponte del bilanciere doppio e alla protezione antiurto KIF Elastor®. Il calibro è interamente pensato e prodotto in Italia su idea di Fausto Berizzi e Andrea Menegazzo, ed è visibile attraverso un fondello trasparente che invita all’osservazione.
Il quadrante “Marea”
Il quadrante rimane tuttavia l’elemento narrativo più potente del Redentore Utopia II. Ogni esemplare monta un quadrante guilloché inciso a mano presso l’Atelier Renzetti, uno dei pochissimi laboratori al mondo ancora attivi su questa tecnica.

Oggi il laboratorio è guidato da Linda Renzetti, figlia di Riccardo, quarta generazione di una famiglia interamente votata all’arte dell’incisione. Il lavoro avviene su torni a rosa risalenti al XIX secolo, privi di elettricità, dove l’incisione è frutto di pressione, ritmo ed esperienza. Qui ciascuna linea è scelta ed ogni gesto irreversibile.

Nello specifico, il pattern Marea non è applicato, ma il risultato di un lungo processo di ricerca: sviluppo su carta, test su grandi lastre in alluminio, prototipi su dischi in ottone, fino al raggiungimento di un equilibrio preciso tra profondità dell’incisione, lucidatura delle superfici e comportamento della luce. In questo contesto, il guilloché smette di essere decorazione e diventa una forma di espressività.

Le configurazioni del Venezianico Redentore Utopia II
La collezione si articola in due varianti: Redentore Utopia II-Alpha, con quadrante galvanico oro e cinturino in pelle di vitello grained realizzato artigianalmente, e Redentore Utopia II-Beta, con quadrante galvanico grafite e cinturino in pelle saffiano, anch’esso fatto a mano.

Le proporzioni della cassa mostrano una progettazione consapevole. I 38 mm di diametro, con 44,2 mm lug-to-lug e 8,9 mm di spessore, sono coerenti con la presenza di un movimento sottile da 3,5 mm e collocano l’Utopia II nella tradizione degli orologi eleganti contemporanei.

La lunetta sottile lucida amplia visivamente il quadrante, mentre il vetro zaffiro con trattamento antiriflesso è funzionale alla lettura di una superficie complessa come quella guilloché. L’impermeabilità a 3 ATM riflette una scelta decisa: privilegiare spessore contenuto e proporzioni rispetto alla versatilità sportiva.
Conclusioni
L’edizione è limitata, proposta a €4.500, con una finestra di pre-order di 72 ore: i primi 100 pezzi vengono consegnati immediatamente, i restanti entro maggio 2026.
Guardando il Redentore Utopia II si ha la sensazione che Venezianico stia costruendo qualcosa di più di una semplice linea di prodotto. C’è coerenza tra l’idea originaria del primo Utopia e questa evoluzione: la stessa attenzione alla cultura del dettaglio, la stessa volontà di dare spazio a competenze artigianali autentiche. Se il primo Redentore Utopia aveva posto le basi di un manifesto, l’Utopia II ne rappresenta la maturazione naturale: più consapevole, più tecnica, ma ancora profondamente legata a quell’ispirazione iniziale.
E in questo gesto circolare, che evoca romanticamente la laguna veneziana, si riconosce oggi la firma più interessante di Venezianico.
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