L'orologio dei sogni - Capitolo 1

Scritto da:IWS Team|

Per qualcuno è già realtà, per altri non ancora: oggi vi presentiamo i nostri orologi dei sogni!

È tipico dei bambini dire “da grande sarò..” o “da grande avrò…”. Ecco, noi non siamo ancora cresciuti e con questo spirito vi presentiamo quei modelli che stuzzicano la nostra curiosità e ci fanno sognare. Non necessariamente i nostri preferiti, ma di sicuro quei pezzi che la sera, dopo aver pensato a tutte le cose da fare, ci tengono compagnia.


Audemars Piguet Royal Oak QP Scheletrato

Vi avrei voluto tartassare con il Patek 5971P, o ancor meglio con il Cartier Crash ma non è il caso. Sul primo, un domani, arriverà di certo qualche approfondimento. Sul secondo invece ve lo posso già dire: sto lavorando ad un bell’articolo, e come tale non voglio rovinarvi la sorpresa.

Il terzo orologio della mia più proibita wish list è lui, l’Audemars Piguet Royal Oak 25829ST. Si è insinuato nella mia testa subito dopo la diretta con Alino Diamanti (di cui vi lascio il link qui), che mi ha ricordato che è il miglior Royal Oak mai fatto finora.

Per come la vedo io non gli servono presentazioni, ma facciamo uno strappo alla regola. Automatico, 39mm in acciaio (o platino), scheletrato e calendario perpetuo.
Vuoi un Royal Oak? C’è. Vuoi un calendario perpetuo? C’è. Vuoi uno scheletrato? C’è.

Ciò che davvero amo di questo orologio, oltre alla sua complessità, è il concetto che sta dietro ad esso. I 39mm lo rendono versatile e portabile, la scheletratura da un’idea della complessità e della cura del movimento, la carica automatica lo rende comodo ed il metallo lo rende facilmente indossabile. Il tutto senza andare a toccare la leggibilità, che spesso si perde sugli scheletrati, mantenuta ottima grazie ai dettagli a contrasto.

Oltre che un buon argomento di conversazione, penso sia uno di quegli orologi per la vita, che si possono apprezzare per ore, cogliendo sempre dettagli nuovi. Grazie Ale per avermelo fatto riscoprire. Lo prometto: un giorno me lo vedrete al polso!

Credits: thecollectorscircle.com

Andrea Casalegno
Direttore Editoriale


Rolex Submariner 6536

Spesso mi viene posta la domanda su quale sia il mio orologio preferito, quello che potremmo considerare “l’exit watch”, l’orologio della vita. Domanda tanto semplice quanto complessa in quanto, da amante dell’orologeria e della sua storia, ci sono molti modelli che vorrei in collezione.

Come non voler possedere un Breguet, padre dell’orologeria? Un Royal Oak o un Nautilus disegnati dal maestro Genta? Un Submariner o un Daytona vintage, icone che hanno segnato la storia? Un Reverso di Jaeger Le Coutre, simbolo di eleganza assoluta? 
E vogliamo parlare delle nuove stelle nascenti? F.P. Journe, Dufour, A. Lange & Sohne, Asaoka, Atelier de Chronometrie, Akrivia, Voutilainen, Urban Jurgensen per citarne alcune.

Ecco, se proprio dovessi scegliere diciamo che vorrei un modello per ogni maison sopra citata.

Ma torniamo alla realtà. Chi mi conosce sa che sono un grande amante di Rolex vintage, in particolare del modello Submariner. Per capire il perché, vi invito a leggere l’articolo condiviso scritto dal nostro fantastico team relativo al primo orologio, quello che ha fatto nascere l’amore per l’orologeria.

Abbiamo quindi ristretto il campo di ricerca, concentriamoci sui Submariner. Nuovo o vintage? La mia risposta è tassativa: vintage! La storia, le proporzioni, i bracciali utilizzati, i quadranti a pallettoni, sono solo alcune delle caratteristiche che rendono unici questi modelli.

Il Submariner è stato presentato da Rolex nel 1953, e nel corso della seconda metà del ‘900 sono stati presentati tantissimi modelli. 

Ma se proprio dovessi sceglierne uno, andrei senza dubbio sulla referenza 6536, tra i primi modelli prodotti da Rolex che possiamo collocare alla fine degli anni’ 50. Il motivo della mia scelta? Cassa da 37mm, coroncione senza spallette di protezione, quadrante radio con grafica oro, vetro plastica, calibro 1013 con rotore a farfalla, bracciale rivettato e meraviglioso inserto ghiera con triangolo rosso ad ore 12. 

Parere personale? L’orologio perfetto, reperibile sul mercato ad un prezzo che si aggira intorno ai 40.000€. 

Alessandro Metelli
Autore


BVLGARI Octo Finissimo

Molti potrebbero storcere il naso accostando Bvlgari all’alta orologeria Svizzera, ma per me non è così. La maison ha fatto un’ottima mossa strategica decentrando la produzione in Svizzera ed assumendo come figura centrale il Designer Fabrizio Buonamassa Stigliani.

Questo connubio, unito alle iconiche forme di Gerald Genta, ha dato vita ad uno degli orologi dei miei sogni: l’Octo Finissimo. Non solo Bvlgari è riuscita a creare un segnatempo che secondo me diventerà molto ricercato nei prossimi anni, ma anche a sviluppare un movimento automatico da record. Potrebbe non essere considerato il primo orologio da acquistare se si vuole iniziare una collezione, ma di certo farebbe una bella figura agli occhi degli appassionati.

Ciò che apprezzo inoltre dell’Octo, è la ricercatezza estetica: il design ottagonale riprende le forme della Basilica romana di Massenzio, ed il tutto viene viene realizzato con materiali e finiture moderne. Questo connubio tra arte/architettura e scienza/meccanica, tipico dell’epoca Rinascimentale, mi ricorda molto la filosofia di un altro grande marchio di successo, Pagani Automobili. Quest’ultimo ha fatto dell’utilizzo di materiali innovativi e forme senza tempo il suo marchio di fabbrica. Bvlgari potrebbe aver mosso i primi passi verso una filosofia simile, e con il tempo sono sicuro che verrà ancor di più apprezzato.

Pietro Punzo
IWS Graphic Designer


Patek Philippe 130 single button

Nel corso del ‘900, l’orologeria ci ha regalato parecchi pezzi unici, o comunque esemplari degni di nota non soltanto dal punto di vista estetico ma anche per quanto riguarda l’importanza che rivestono nella storia di una determinata maison.

Eleggerne un unico e descriverlo come il proprio “orologio dei sogni” non è compito facile e, almeno per quanto mi riguarda, e tale preferenza non rimane fissa nel tempo. Tuttavia oggi vorrei parlarvi di un oggetto che unisce bellezza, storia ed importanza.

Il Patek Philippe 130, introdotto nel 1934, riveste un ruolo chiave nella storia del brand, in quanto fu il primo cronografo ad entrare stabilmente in catalogo e restarci per trent’anni.
Poco dopo il lancio del 130, Patek Philippe ne concepì una versione infinitamente più rara ed intrigante, stiamo parlando del 130 monopulsante o single button.
La caratteristica fondamentale riguarda l’assenza dei tasti, in favore della corona con pulsante coassiale, la quale riunisce ed adempie alle funzioni cronografiche.

All’interno dei 130 single button, gli esemplari in acciaio conosciuti risultano solamente due, legati a doppio filo da una storia comune. Inoltre, come per tutti i primissimi esemplari di questa referenza, potete notare come come il layout dei contatori sia abbastanza inusuale, infatti sono posti ad ore 12 ed ore 6.

Un’ordine speciale, due pezzi unici

Quasi sempre i collezionisti, oltre al segnatempo in sè, risultano interessati alla sua storia ed a quella dei suoi proprietari originali.

Detto ciò, addentriamoci nella affascinante storia di questo (questi) pezzi.
Questi due orologi sono il risultato di un ordine speciale commissionato da due fratelli medici al concessionario argentino Walser Wald, come confermatoci dai numeri di cassa consecutivi.

Molto probabilmente l’ordine non era frutto di un capriccio ma ricalcava la necessità di disporre di un cronografo da utilizzare nello svolgimento dell’attività lavorativa.
Ciò ci viene confermato da vari elementi:

  • Presenza della scala pulsometrica
  • Cassa in acciaio, materiale più resistente dell’oro
  • Diametro della cassa di 35.2mm, maggiore rispetto agli altri esemplari della stessa referenza

Entrambi i segnatempo vennero consegnati lo stesso giorno ai legittimi proprietari, i quali, siamo sicuri, avranno regalato loro una vita in linea con lo scopo per cui erano stati concepiti.

Orologi eccezionali chiamano ed hanno sempre chiamato prezzi altrettanto importanti.
Il primo è stato battuto da Phillips a maggio 2015, totalizzando la somma di 4.645.000 chf (4.151.000 euro)
Il secondo, invece, non calca le scene del mercato pubblico da quasi vent’anni, ovvero dal 2001 quando Antiquorum lo vendette per 1.818.000 chf (1.690.000 euro).

Lorenzo Rabbiosi
Revisore e autore


Jaeger-LeCoultre Master Ultra Thin Perpetual (ref. 1302520)

Mi ricordo che, un anno dopo essere entrato nel mondo dell’orologeira, feci un piccolo blocco note sul PC, elencando categoricamente tutti gli orologi che un domani, nel lontano futuro, quando avrò detto finalmente “okay, basta così“, avrei voluto che facessero parte della mia collezione. L’ho creato il 21 Febbraio 2017, e non l’ho modificato dal quel giorno. Detto ciò, quello che leggerete nel prossimo paragrafo è per filo e per segno quello che ho scritto 3 anni fà:

Orologio Subacqueo / Orologio “Everyday” Estivo: Tudor Black Bay “si spera in quadrante blu” (eh già, quest’inedito l’avevo previsto ben 3 anni fà), ed il Rolex Submariner (al giorno d’oggi sarebbe la ref. 114060. Lo so, lo so, mi piace criticare Rolex ma allo stesso tempo desidero il nuovo modello…)
Cronografo: Omega Speedmaster Professional “Moonwatch” (vetro plastica perchè fu equipaggiato proprio così il segnatempo che fece il viaggio sulla Luna) e un Heuer Carrera vintage (if you know, you know).
Orologio rettangolare / non tondo – tale da arricchire geometricamente la collezione: un Jaeger-LeCoultre Reverso ed un Cartier Tank.
Orologio Sportivo: Audemars Piguet Royal Oak. Quadrante blu, acciaio, you know the vibes.
All Gold, baby: mettendo da parte l’Omega di mio nonno, solo un orologio può entrare in questa categoria – si tratta di un Rolex Day-Date con quadrante in Lapis-Lazzuli.
Orologio Elegante: su questa fronte ci sono già, in quanto un mio caro amico (coincidentalmente anche il Direttore Editoriale) mi vendette uno splendido Reda (brand ormai dissolto) che risale agli anni ’40. Cassa in acciaio da 34mm, ultra-piatto, quadrante patinato con sfere blu, sub-seconds… un vero gioiello.

Quel file contiene qualche orologio in più, ma il titolo di “graal”, ovvero, “l’orologio dei sogni”, è sempre stato dato, ed affinchè non lo indossi sul polso, sempre sarà dato al seguente segnatempo:
Master Ultra Thin Perpetual JLC 1302520 (Front ) Large size

Questa scelta potrebbe esservi sorprendente: le altre categorie sono piene di icone nel mondo dell’orologeria… che cos’ha di speciale questo pezzo?

Ho sempre ritenuto che le due qualità più importanti di un orologio fossero il design, e la storia dietro il segnatempo in questione. A dire il vero, la storia dietro questo pezzo non è nulla di particolare, anzi, non posso trovarne. So solo che fece il suo debutto nel 2013, e sin dal momento in cui l’ho visto per la prima volta nel 2017, mi sono innamorato subito, e non riesco a togliermelo dagli occhi.

Si tratta di un calendario perpetuo ultra piatto firmato Jaeger-LeCoultre. In inglese, questo brand possiede un sopprannome alquanto affascinante: “the watchmaker’s watchmaker“, ovvero l’orologiaio degli orologiai (in quanto ha fornito innumerevoli movimenti ai brand più importanti, quali Patek Philippe e Rolex). Questo pezzo in particolare monta un quadrante super pulito ed elegante in color beige guscio d’uovo, contrastato rispettivamente dall’acceso blu della sfera dei secondi e dall’azzurro più scuro delle fasi lunari. I contatori del calendario perpetuo sono tanto proporzionati quanto ben posizionati, così come ogni singola particolarità di questo segnatempo. A far battere questo capolavoro è il cal. 868/1, che, come Jaeger-LeCoultre, è impareggiabile.

In più, tutti questi aspetti sono incassati in una ricca e calda cassa in oro rosa, che irradia pura classe. Misurando 39mm x 9.2mm, risulta molto indossabile – dimensioni molto discrete, ancor più se pensiamo che un movimento così complicato è contenuto in ben meno di 10mm.

Posso elencare tutte le qualità di questo orologio, sia estetiche che meccaniche, ma penso che il motivo per cui adoro questo segnatempo possa essere individuato attraverso quello che provo quando lo guardo.

Infatti, quando lo ammiro, me lo vedo al polso da sessanta/settantenne, rilassandomi su una poltrona, rimembrando i giorni in cui questo pezzo era null’altro che un sogno.

Inoltre, questo segnatempo entra a far parte della collezione di Brunello Cucinelli, uno dei miei idoli quando si tratta di moda e design. Affascinante!

Ultima riflessione: tutto ciò per €32,300 ? Per me la scelta è ovvia.

Patrick Romano
Traduttore e Autore


Così da evitare articoli troppo lunghi, abbiamo deciso di dividere queste pubblicazioni in due parti. Pertanto, stay tuned per la seconda parte dei nostri Orologi dei Sogni!

Autore

Team Italian Watch Spotter
Team Italian Watch Spotter
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