Il Nuovo 5374G-001 Di Patek Philippe: La Massima Espressione Di Eleganza

Scritto da:IWS Team|
3 minuti

Patek Philippe è senza dubbio uno dei nomi più autorevoli dell’orologeria, un mostro sacro che non vive
di ricordi ma cerca l’innovazione e il miglioramento continuo.
La Casa Svizzera non si ferma e non vive di successi arretrati ma ne crea sempre di nuovi.

Ebbene, oggi sono a raccontarvi del nuovo arrivato della Casa, un pezzo che definire sbalorditivo potrebbe risultare banale: il 5374G-001 è stato presentato quest’anno insieme ad altri cinque modelli (scopri qui il 5304/301R-001) in un’esclusiva mostra dell’artigianato.

Il nuovo 5374G-001 di Patek Philippe

Ma perché ho deciso di parlarvi proprio di questo modello?
Molto semplice: quando unisci il Grand Feu, grandi complicazioni ed un design spaziale hai la piena
attenzione del Mondo dell’Orologeria!
In queste righe vi presenterò e vi spiegherò perché questo Patek Philippe è puro spettacolo.

Le Grandi Complicazioni del 5374G-001

La casa svizzera rispolvera per quest’orologio il famoso 5374, introdotto per la prima volta nel 2016.
Lo troviamo riutilizzato in questo strepitoso pezzo con il classico calendario perpetuo e con la ripetizione
dei minuti a timbri “cattedrale”, un vero e proprio capolavoro dell’orologeria moderna.

Il tutto è coronato da Fasi Lunari, indicazione Giorno/Data/Mese/Anno Bisestile e indicazione delle 24
ore con lancette.

Il segnatempo è dotato di un calibro a carica automatica R 27 Q con una riversa di carica da 38 ore ad un
massimo di 48 ore.

Tutto questo è reso possibile da 467 componenti disposti in 28 mm di diametro e 6,9 mm di spessore, un
movimento a dir poco spaziale.

Non vi è impermeabilità della corona e della cassa, ma solo una protezione contro polvere e umidità.

Il Quadrante E La Tecnica Grand Feu

L’attenzione cade subito sul quadrante di questo meraviglioso pezzo.
Un blu vivo, fantastico e per nulla stancate ci cattura e ci attrae alla scoperta delle grandi complicazioni
che cela dentro sé.

Parliamo di come è stato realizzato e di cos’è veramente la Tecnica Grand Feu.
Il termine deriva dal Latino “Grande Fuoco” che ci favorisce già un’idea dell’arduo e complicato metodo
di realizzazione.

Il Grand Feu si ottiene aggiungendo sottili strati di polvere di smalto blu sul quadrante da 18K che Patek
ha deciso di utilizzare per questo orologio.

Ogni strato che viene inserito necessita di una cottura a 850°C per far sì che il nuovo materiale si fonda
con quello sottostante.

Esiste una percentuale di fallimento per nulla trascurabile durante i vari processi di aggiunta e cottura,
questa, oltre al tempo di realizzazione, è la principale causa del costo del segnatempo.

A completare lo spettacolare quadrante è l’applicazione delle Cifre Beguet in oro.

Il tutto viene racchiuso in 42 mm di pura bellezza di oro bianco con uno spessore di 12,2 mm.
La cassa si presenta al suo utilizzatore in modo armonioso, il blu di Grand Feu fa da sfondo alla linee
tonde, mai forzate o eccessivamente geometriche, che si incontrano nella perfetta scelta dello stile Beguet.

L’orologio viene ceduto con un doppio fondo per la cassa: uno in cristallo di zaffiro per poter ammirare il
pregevole e perfetto R 27 Q ed un fondo pieno.

Non chiedetemi perché dover utilizzare il fondo pieno, non saprei darvi una risposta, dopotutto Patek cura
l’estetica esterna quanto l’estetica interna, coprire quel movimento così bello e perfetto per me è inconcepibile.

Il cinturino in alligatore

Il quadro di casa Patek si conclude con un favoloso cinturino in alligatore che richiama il blue del
quadrante, restando su una nota più scura per creare un piacevole e leggero contrasto che va ad abbinarsi
perfettamente al risultato del Gran Feu ed uno spettacolare Fermaglio Déployant.

Conclusioni

Ancora una volta Patek ha creato un orologio di assoluta bellezza ed eleganza che nonostante l’elevatissima complicazione si dimostra essenziale ed armonioso. Rimane uno dei nostri orologi preferiti di quest’anno.

Per approfondire vi invitiamo a visitare il sito ufficiale di Patek Philippe.

Autore: Andrea Parodi

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Team Italian Watch Spotter
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