A WATCHES & WONDERS 2026 BVLGARI SVELA TUTTE LE NOVITA’ PER L’OCTO FINISSIMO E L’ICONICA COLLEZIONE SERPENTI

DATA
14 Aprile 2026
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In occasione di Watches and Wonders 2026, il principale salone mondiale dedicato all’orologeria, Bvlgari presenta il nuovo modello di Octo Finissimo con cassa da 37 mm, disponibile anche in versione Ripetizione Minuti e un Octo Finissimo Ultra Tourbillon, insieme a una serie di importanti novità per la collezione Serpenti, tra cui Serpenti Tubogas Stud e Serpenti Aeterna.

“È con rinnovato entusiasmo che partecipiamo per il secondo anno consecutivo a Watches and Wonders, un appuntamento fondamentale per esprimere la duplice anima di gioielliere e orologiaio della nostra Maison” dice Jean-Christophe Babibe, CEO di Bvlgari e anche CEO di LVMH Watches dallo scorso aprile 2025. “Quest’anno consolidiamo la nostra presenza celebrando un’orologeria d’avanguardia, frutto di una perfetta alchimia tra maestria micromeccanica svizzera e impareggiabile creatività italiana, animata da una vera ossessione per la bellezza.

La nostra ‘passione creativa’ ci spinge a esplorare nuovi orizzonti e a ridefinire i codici dell’orologeria e della gioielleria, come dimostrano le nostre creazioni audaci e la costante ricerca di innovazione. Watches and Wonders è il palcoscenico ideale per condividere questa visione e il futuro entusiasmante dell’orologeria secondo la nostra Maison”.

Il nuovo Octo Finissimo con cassa da 37 mm

Octo Finissimo è l’orologio dei record per Bvlgari, che lo scorso anno ha celebrato i suoi 140 anni di storia. Dall’anno del suo debutto, il 2014, questo orologio dalle caratteristiche uniche ha raggiunto record e primati difficili da elencare: tra i tanti, è per esempio il segnatempo a tre lancette e cronografo più sottile al mondo. Per l’appuntamento più importante di questo 2026, si presenta in quattro nuove edizioni dedicate alla sperimentazione dei materiali e alla maestria della tecnica svizzera in connubio con l’arte orologiera italiana.

Protagonista assoluta la nuova cassa da 37 mm, la più piccola fino ad oggi mai realizzata per un Octo Finissimo. La sua geometria ottagonale richiama volutamente l’architettura dell’antica Roma, con le sue curve, i suoi basamenti e le sue cupole per creare un legame eterno con la città della Maison. Come spiega Fabrizio Buonamassa Stigliani, Direttore Creativo Orologeria di Bvlgari, “l’Octo Finissimo è per noi una tela bianca reinventata. Riducendone il diametro abbiamo creato uno spazio in cui la creatività può esprimersi nella sua forma più pura. È l’espressione di un’innovazione continua, dove ogni dettaglio diventa un’opportunità per ripensare l’orologeria”.

Introdurre un nuovo diametro non è un semplice aggiustamento proporzionale, ma comporta una revisione complessiva del progetto, cioè una riorganizzazione dell’equilibrio tra movimento, cassa e bracciale.

2.35mm per lo spessore, 31mm per il diametro: sono questi i numeri del nuovo calibro automatico BVF 100, progettato e sviluppato interamente in-house nella Manifattura Bvlgari. È dotato di micro-rotore e garantisce una riserva di carica di 72 ore, mantenendo quindi un’autonomia pienamente contemporanea nonostante la riduzione delle dimensioni.

Il dato più rilevante riguarda però il volume complessivo del movimento, ridotto del 20% rispetto alla configurazione precedente, a fronte di un incremento minimo dello spessore (0.12 mm rispetto all’Octo Finissimo con cassa da 40mm). È un risultato che deriva direttamente dall’esperienza maturata sui movimenti Piccolissimo e Solotempo sviluppati per l’iconica linea Serpenti, qui trasposta in un contesto automatico più complesso.

Sul movimento, l’adozione di Côtes de Genève radianti su ponti e platina principale rappresenta un’evoluzione nella finitura, meno convenzionale rispetto al motivo lineare e più complessa da eseguire, coerente con il livello di miniaturizzazione raggiunto.

La nuova proporzione incide in modo sensibile anche sulla percezione al polso: con un peso di appena 65 grammi, l’orologio acquisisce una presenza più compatta e continua, mentre la distribuzione delle masse risulta più equilibrata.

Anche il bracciale è stato oggetto di intervento. La chiusura pieghevole integrata con pulsanti e il nuovo sistema di fissaggio a vite tra cassa e bracciale contribuiscono a una maggiore coerenza strutturale, oltre a migliorare l’integrazione tra superfici e finiture.

Le due versioni in titanio – materiale diventato ormai sinonimo della collezione, perché utilizzato in dieci modelli dell’Octo Finissimo – aiutano a ribadire il linguaggio tecnico della collezione, alternando assorbimento e riflessione sulle superfici angolate della cassa. Due le proposte in questo materiale, diverse per le finiture: una con finitura sabbiata – per accentuare contrasti e profondità – l’altra in finitura satinata-lucida, per valorizzare gli spigoli della cassa.

A sinistra, Octo Finissimo 37, in titanio sabbiato, da 37 mm. Quadrante in titanio opalino con lancette Dauphine e indici bruniti, piccoli secondi al 7/8. Bracciale in titanio sabbiato con fibbia déployante integrata da pulsanti. A destra, Octo Finissimo 37, in titanio satinato e lucido, da 37 mm. Quadrante in titanio opalino con lancette Dauphine e indici applicati rodiati. Bracciale in titanio satinato e lucido. In entrambi, batte il movimento automatico di manifattura, calibro BVF 100, riserva di carica di 72 ore.

La terza è in oro 18 carati, per una versione più compatta e densa.

In foto Octo Finissimo 37, in oro giallo lucido e satinato, corona in oro giallo incisa serrata a vite con inserto in ceramica nera. Quadrante in oro giallo con lancette Dauphine e indici applicati, placcati in oro giallo. Bracciale in oro giallo lucido e satinato.

Il quarto orologio della serie è l’Octo Finissimo Minute Repeater, disponibile in un’edizione limitata di 20 esemplari. Mantiene l’uso del titanio in virtù delle proprietà di questo materiale a bassa densità, che oltre alla leggerezza, è in grado di garantire la miglior diffusione sonora possibile.

Octo Finissimo 37 Ripetizione Minuti, in titanio sabbiato, da 37 mm, vetro zaffiro, corona in titanio incisa serrata a vite con inserto in ceramica nera, fondello chiuso da 8 viti a testa pentagonale e integrato da vetro zaffiro, pulsante trapezoidale per l’attivazione della ripetizione minuti al 9. Impermeabilità fino a 3 atmosfere. Quadrante in titanio opalino con lancette Dauphine rodiate, indici traforati, piccoli secondi con cornice traforata. Movimento manuale di manifattura, calibro BVL 362, riserva di carica di 42 ore. Bracciale in titanio sabbiato con fibbia déployante integrata da pulsanti.

La Ripetizione Minuti resta senza dubbio una tra le più complesse complicazioni di orologeria, appannaggio di una ristretta cerchia di maison: la sua costruzione estremamente complicata prevede un suono intenso e cristallino e una cadenza perfettamente regolare quando viene azionato il meccanismo. Solo un savoir-faire raro e molto specifico può soddisfare questi parametri, a maggior ragione se la sfida è ottenere un suono perfetto nel volume più ridotto possibile, che è stata la sfida principale di Bvlgari fin dalla prima presentazione a Baselword, dove si è aggiudicato il titolo di orologio più sottile al mondo con questa complicazione.

Octo Finissimo Ultra Tourbillon in platino

Accanto al lavoro di ricalibrazione condotto sul 37 mm, Bvlgari continua a sviluppare in parallelo la propria ricerca sull’ultra-sottile, e conquista una nuova tappa nel campo degli ultra-piatti con una nuova interpretazione dell’Octo Finissimo Ultra Tourbillon, con cassa da 40mm proposta per la prima volta in platino.

Lo spessore complessivo rimane fisso a 1.85 mm, un dato che colloca il modello ai limiti strutturali dell’orologeria meccanica contemporanea. In questa configurazione, la cassa non è più un elemento separato dal movimento, ma parte integrante della sua costruzione: fondello e platina coincidono, e l’intero sistema è progettato come un unico piano funzionale.

Octo Finissimo Ultra Tourbillon Platinum, da 40 mm, in platino satinato e lucido, spessore di 1,85 mm, platina e fondello in carburo di tungsteno, tamburo del bariletto satinato circolare e inciso radialmente e corone planari in acciaio sabbiato al 3 (messa all’ora) e all’8 (ricarica del meccanismo). Parti piene del quadrante in blu, quadrante piccolo scheletrato di ore e minuti in ottone opalino con lancette Dauphine azzurrate e indici squelette; scala dei secondi satinata circolare ad incorniciare la gabbia del tourbillon al 5. Calibro manuale di manifattura, BVF 900: platina in carburo di tungsteno, bilanciere a regolazione inerziale oscillante a 28.800 alternanze/ora, 15 rubini, riserva di carica di 42 ore. Bracciale in platino con fibbia pieghevole integrata dello spessore di 1,5 mm. Edizione limitata a 10 esemplari.

Il calibro BVF 900, a carica manuale, integra un tourbillon volante e opera a una frequenza di 28.800 alternanze/ora, con una riserva di carica di 42 ore. In un contesto di questo tipo, la presenza stessa del tourbillon non è soltanto una complicazione, ma un vincolo progettuale, che richiede una gestione estremamente precisa delle tolleranze e della rigidità strutturale.

L’introduzione del platino modifica in modo significativo l’equilibrio del progetto. Materiale denso, stabile ma complesso da lavorare, il platino impone parametri diversi rispetto al titanio – leggero, a bassa densità e più facile da lavorare – utilizzato nella versione precedente. La sua integrazione in una costruzione ultra-sottile implica una gestione ancora più rigorosa delle deformazioni e delle finiture, soprattutto considerando la necessità di mantenere integrità e affidabilità nel tempo.

La cassa da 40 mm e il bracciale integrato sono interamente realizzati in questo metallo, con una combinazione di superfici satinate e lucide che ne sottolinea la struttura senza alterarne la leggibilità. Gli accenti blu sul quadrante scheletrato introducono un elemento di contrasto visivo, evidenziando alcune componenti del movimento senza interferire con la sua architettura complessiva.

Come nella precedente iterazione, anche qui l’organizzazione del quadrante segue una logica funzionale: l’indicazione del tempo è decentrata, mentre il tourbillon rimane completamente visibile, integrato nel piano del movimento. La leggibilità non è il primo obiettivo, ma viene mantenuta entro parametri operativi coerenti con la natura del pezzo.

La serie è limitata a dieci esemplari, un numero che riflette non tanto (o non solo) una scelta commerciale quanto la complessità produttiva di un oggetto di questo tipo. Più che un’estensione della collezione, l’Ultra Tourbillon in platino è come un banco di prova, in cui materiali, ingegneria e capacità esecutiva vengono portati simultaneamente al limite.

All’interno della famiglia Octo Finissimo, la linea Ultra continua così a occupare una posizione distinta. Condivide il linguaggio formale della collezione, ma ne estremizza i principi costruttivi, trasformando la riduzione dello spessore in un problema ingegneristico radicale più che in un esercizio di stile.

L’infinita rinascita di Serpenti: il più iconico degli orologi Bvlgari continua a evolvere in versioni bicolor Gold & Steel con borchie e pavè di diamanti

Accanto alla ricerca sull’ultra-sottile sviluppata nella linea Octo Finissimo, a Watches and Wonders Geneva 2026 Bvlgari interviene su un altro dei propri territori fondativi, quello della collezione Serpenti. Lavorando non sulla meccanica ma sul linguaggio formale e materico, la collezione capsule Serpenti Tubogas Studs introduce una nuova configurazione che combina tre codici già esistenti – il serpente, la struttura Tubogas e il motivo delle borchie.

Il riferimento storico rimane fondamentale. Il primo orologio Serpenti debuttò nel 1948 sottoforma di orologio-gioiello da indossare avvolto intorno al polso, ed è da allora anche l’icona più eclettica di Bvlgari, che per quasi ottant’anni ha attraversato le categorie lasciandosi declinare in gioielli, accessori, orologi, fino a creazioni più preziose, come una sintesi perfetta tra arte e il più alto artigianato orafo d’eccellenza.

Accanto al Serpente – il simbolo mitologico delle tradizioni alchemiche – la tecnica Tubogas, che diventa firma della Maison negli anni successivi. La tecnica, basata sull’avvolgimento di sottili nastri di metallo prezioso su un’anima in rame o legno poi da rimuovere, prevede che le maglie si incastrino senza saldature visibili creando un bracciale flessibile ma stabile – come un tubo, o il corpo di un serpente.

Il punto di partenza per questa capsule è l’estetica Gold & Steel, introdotta dalla Maison negli anni Settanta e qui ripresa in chiave più esplicita. L’accostamento tra oro e acciaio non è trattato come contrasto decorativo, ma come elemento strutturale del progetto. L’acciaio, per sua natura più associato a un ambito tecnico e industriale, viene integrato in un contesto gioielliero complesso, mentre l’oro ne definisce accenti e gerarchie visive.

La borchia assume invece un ruolo centrale, come variazione principale di questa collezione. Ripresa dal repertorio della gioielleria Bvlgari, la sua geometria piramidale viene applicata lungo il bracciale Tubogas, modificandone la percezione. Da elemento fluido e continuo, la spirale acquista una scansione più ritmica e quasi architettonica, senza perdere la propria flessibilità perché la presenza delle borchie, lucide o incastonate con diamanti, introduce un’interferenza nella superficie fluida, trasformando l’oggetto da linea organica a struttura più articolata.

Nella collezione Tubogas Studs, questi elementi vengono riorganizzati senza alterarne la riconoscibilità. Il serpente mantiene la propria costruzione avvolgente, ma la superficie viene interrotta e ridefinita dalle borchie in oro, che dialogano con l’acciaio sottostante attraverso un gioco di contrasti cromatici e materici. È una soluzione tecnicamente complessa, che richiede una gestione precisa dell’assemblaggio e delle finiture, soprattutto nel passaggio tra materiali con caratteristiche fisiche differenti.

Verde malachite, blu sodalite, rosso corniola e una delicata sfumatura champagne della madreperla, sono invece i colori con cui Bvlgari gioca per i nuovi quadranti, che diventano l’espressione della maestria artigianale dei maestri di arte orafa della Maison. La corniola, con la sua tonalità calda e compatta, rafforza la presenza dell’oro giallo, mentre la madreperla introduce una qualità più diffusa e luminosa. La sodalite e la malachite, con le loro strutture naturali più marcate e i toni più saturi, dialogano invece con le versioni bicolore, accentuando la dimensione minerale e materica dell’insieme.

L’intera collezione è proposta in edizioni limitate, articolate attorno a queste variazioni di materiali e superfici. In ogni caso, l’equilibrio rimane costante: la tensione tra oro e acciaio, tra continuità e interruzione, tra gioielleria e costruzione tecnica.

Flessibilità, piacere tattile e ritmo geometrico sono i tratti distintivi di una collezione che, sin dai primi orologi-gioiello Serpenti Tubogas, ha accolto continuamente nuove iterazioni, svelando la sua natura trasformativa e il fascino eterno del segno del serpente a ogni nuova apparizione. In questa capsule collection Serpenti Tubogas Studs Bvlgari non introduce un nuovo codice, ma riorganizza quelli esistenti con maggiore evidenza spostando l’attenzione dal simbolo – il serpente – al modo in cui questo viene costruito e percepito. Il linguaggio Gold & Steel e l’uso delle borchie da scelta estetica, diventano così un vero e proprio strumento progettuale.

I due nuovi anelli B.zero1

Tra le altre novità, la collezione femminile Serpentisi amplia, accogliendo altri pezzi, tra cui due nuovi anelli B.zero1 – la cui iconica spirale viene reinterpretata in acciaio – e una parure Bvlgari Tubogas che invece proseguono il dialogo già iniziato tra oro e acciaio.

La collana, abbinata a bracciale Tubogas, parte della capsule collection.

Bvlgari Serpenti Aeterna: un viaggio infinito attraverso il dialogo eterno con il tempo, l’arte e l’artigianato

Bvlgari porta la linea Serpenti in una direzione ancora diversa rispetto alla capsule Serpenti Tubogas Studs. Con Serpenti Aeterna, il lavoro non riguarda più l’interazione tra materiali o codici stilistici, ma una progressiva astrazione della forma. Per questo orologio il serpente – che da sempre per antonomasia è disposto alla metamorfosi – viene ridotto a una linea continua in cui la testa e le squame perdono tridimensionalità, fino a raggiungere una tensione che definisce il bracciale e il quadrante senza ricorrere a elementi figurativi del tutto espliciti.

Per la prima versione ref. 104312 – la costruzione è interamente affidata alla gioielleria: il corpo dell’orologio, in oro rosa, è completamente pavé e articolato attraverso una composizione di 122 gemme selezionate per varietà cromatica, taglio e dimensione. Rubelliti, ametiste, topazi, smeraldi, citrini, zaffiri, tanzaniti e diverse varietà di tormaline – tra tutte, la più speciale è la Paraiba – vengono disposte secondo un ordine che non segue una simmetria rigida, ma una logica di equilibrio visivo. Il risultato è una superficie irregolare ma straordinariamente unitaria, in cui ogni pietra mantiene una propria identità all’interno dell’insieme.

Dal punto di vista tecnico, la complessità è legata soprattutto alla gestione dell’incastonatura su una struttura curva e continua. Nei laboratori illuminati dalla luce della Città Eterna, gli artigiani della Maison modellano i metalli più preziosi e selezionano ad una ad una le gemme più ricercate per dare vita a vere e proprie opere d’arte che si nutrono di emozioni, sperimentazione ed estro.

Il progetto ha richiesto oltre 225 ore di sviluppo, a cui si aggiungono circa 185 ore dedicate alla selezione e preparazione delle gemme e più di 60 ore per l’incastonatura. Il quadrante, anch’esso interamente pavé di diamanti, si integra nella struttura senza soluzione di continuità, mentre all’interno del bracciale le scaglie traforate permettono alla luce di attraversare le pietre, amplificando la variazione cromatica.

Accanto a questa versione, Bvlgari introduce per la prima volta un Serpenti Aeterna in oro giallo. Anche il trattamento è più essenziale: il metallo definisce la forma con maggiore evidenza, mentre l’incastonatura di diamanti (oltre 80) è concentrata lungo la testa, la coda e alcune linee strutturali del bracciale. Anche il quadrante in madreperla contribuisce a insieme più uniforme e luminoso, in contrasto con la densità visiva della versione completamente gem-set.

In entrambe le configurazioni, il punto centrale rimane la costruzione della forma. Il serpente non è più esplicito in tutte le sue parti ma appena suggerito, rimodellato attraverso curve e proporzioni. Il risultato è un oggetto che si colloca al limite tra orologio e gioiello, dove la funzione rimane presente ma subordinata alla definizione plastica dell’insieme.

In casa Bvlgari si supera una nuova frontiera: DATAMATRIX è l’estensione digitale per ogni segnatempo

A pochi mesi dal lancio della tecnologia Connected Jewelry, Bvlgari introduce un aggiornamento significativo sul piano tecnologico con il Bvlgari Digital Passport. Già dal 2020, ogni orologio della Maison integra sul fondello un codice 2D crittografato e scansionabile inciso, il Datamatrix, utilizzato inizialmente come strumento interno di tracciabilità.

Con questa nuova implementazione, il codice diventa accesso diretto a un’identità digitale associata al singolo segnatempo. Attraverso l’applicazione dedicata, il Datamatrix consente di consultare specifiche tecniche, dati di autenticità, informazioni sulla garanzia e contenuti editoriali legati al modello senza necessità di registrazione o di fornire dati personali, per mantenere separata l’identità del cliente dai dati del prodotto. Il sistema è basato sulla tecnologia Aura Blockchain, che garantisce l’integrità e l’immutabilità delle informazioni nel tempo.

Si tratta di una funzionalità davvero unica nel panorama dell’industria orologiera svizzera e di una tappa importante nel percorso digitale di Bvlgari. Trasformando ogni orologio in un portale d’accesso al proprio passaporto digitale, offriamo un modo semplice e sicuro per dimostrarne l’autenticità, garantendo al tempo stesso maggiore trasparenza e nuove possibilità di interazione.” Spiega Jonathan Brinbaum, Managing Director di Bvlgari Watches.

L’introduzione del Digital Passport naturalmente non modifica l’oggetto in sé, ma estende la sua definizione: l’orologio non è più esclusivamente un manufatto fisico, ma un’entità che comprende anche una dimensione informativa e tracciabile che rafforza il legame tra creazione, proprietario e Maison.

Conclusioni

Nel complesso, le novità presentate da Bvlgari a Watches and Wonders Geneva 2026 restituiscono un’immagine particolarmente coerente della Maison, costruita su una pluralità di registri che convivono senza sovrapporsi, anzi intrecciandosi e contaminandosi gli uni con gli altri per risultati che continuano ad essere un esempio straordinario di artigianato. L’Octo Finissimo continua a operare come laboratorio tecnico, dove la riduzione diventa uno strumento per ridefinire continuamente i limiti dell’orologeria contemporanea, sia in termini di ergonomia sia di ingegneria estrema.

La cassa da 37mm segna una tappa nuova nella sfida degli ultra-piatti, un risultato eccezionale per una collezione che già vanta innumerevoli primati. Serpenti, al contrario, rimane il territorio della forma e della materia, dove il progetto si sviluppa attraverso il linguaggio della gioielleria e la magia del colore combinata a nuove superfici e volumi. In questo florido equilibrio si inserisce anche l’introduzione del Digital Passport, un’estensione digitale che interviene sul modo in cui l’oggetto viene definito e accompagnato nel tempo e ragione sul suo valore nel corso degli anni.

Queste due direttrici non si escludono, ma si rafforzano reciprocamente. Da un lato, la precisione costruttiva e la ricerca sull’ultra-sottile consolidano la legittimità tecnica della Maison; dall’altro, la libertà formale e materica di Serpenti amplia il campo espressivo, mantenendo un legame diretto con la tradizione gioielliera romana.


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