Una delle notizie più clamorose dell’anno scuote il mondo dell’orologeria svizzera: François-Paul Journe e Chanel si preparano a prendere il controllo di Ebel. Un’operazione da 66,5 milioni di dollari che riunisce due nomi di assoluto prestigio e apre un nuovo, inatteso capitolo nella storia della Maison fondata nel 1911 a La Chaux-de-Fonds.
La notizia è stata ufficializzata oggi, 8 ottobre 2026, da Movado Group attraverso un comunicato stampa diffuso da Business Wire e pubblicato anche dal Financial Times. L’accordo vincolante prevede la cessione del 95% di Ebel a un gruppo di investitori guidato da Montres Journe SA, la società ginevrina fondata dal celebre maestro orologiaio indipendente François-Paul Journe. All’operazione partecipano anche Chanel e Pierre Jacques, quest’ultimo destinato ad assumere il ruolo di CEO del marchio.
Un’acquisizione che porta improvvisamente Ebel al centro dell’attenzione internazionale e solleva una domanda tanto semplice quanto affascinante: che cosa può diventare una Maison con oltre 115 anni di storia sotto la guida di alcuni dei protagonisti più influenti dell’orologeria contemporanea?
F.P. Journe, Chanel ed Ebel: tutti i dettagli dell’acquisizione
L’operazione, annunciata da Movado Group, prevede un corrispettivo di 66,5 milioni di dollari per il 95% di Ebel, mentre il gruppo americano conserverà una partecipazione minoritaria del 5%. Il completamento della transazione è previsto nei prossimi mesi, subordinatamente alle consuete condizioni contrattuali e agli eventuali aggiustamenti previsti dall’accordo.
Alla guida del gruppo acquirente troviamo Montres Journe SA, la società fondata nel 1999 da François-Paul Journe, una delle figure più autorevoli e apprezzate dell’alta orologeria indipendente. Accanto a lui compare Chanel, che negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza nel settore attraverso investimenti e partecipazioni in alcune delle più interessanti realtà orologiere svizzere.
A completare il quadro è Pierre Jacques, destinato a diventare il nuovo CEO di Ebel. Una figura ben conosciuta nel panorama dell’alta orologeria, anche per la sua precedente esperienza alla guida di De Bethune, il cui coinvolgimento aggiunge un ulteriore elemento di interesse alla futura evoluzione del marchio.
Per Movado Group, proprietario di Ebel dal 2004, la cessione segna la conclusione di un percorso durato oltre vent’anni. Per i nuovi investitori, invece, rappresenta l’opportunità di lavorare su una Maison che custodisce un patrimonio storico, tecnico e stilistico di straordinario valore.
Il ritorno di Ebel: una delle grandi firme dell’orologeria svizzera
Per comprendere la portata di questa acquisizione bisogna guardare alla storia di Ebel. Fondata nel 1911 da Eugène Blum e Alice Lévy, la Maison ha costruito la propria identità attraverso un dialogo particolarmente riuscito tra design, eleganza e tecnica orologiera.
Dagli orologi Sport Classic, con le loro caratteristiche linee fluide e i bracciali dalle maglie ondulate, fino alla celebre famiglia 1911, Ebel ha saputo interpretare un’estetica riconoscibile, capace di attraversare decenni e tendenze. Negli anni Ottanta e Novanta il marchio ha conosciuto una stagione di grande visibilità internazionale, affermandosi come uno dei nomi più rappresentativi dell’orologeria svizzera di lusso.

Ebel Perpetual Calendar Chronograph Ref. 8136901 in oro giallo 18k, circa 1990 | Credits: Phillips
Oggi, con l’ingresso di François-Paul Journe e Chanel, quel patrimonio potrebbe diventare il punto di partenza di un nuovo percorso.
Il coinvolgimento di Journe è particolarmente significativo. Parliamo di un maestro orologiaio che ha fatto dell’indipendenza creativa, della ricerca meccanica e della coerenza progettuale i principi fondamentali della propria Manifattura. La possibilità che questa sensibilità incontri l’eredità di Ebel apre prospettive estremamente interessanti, soprattutto sul piano del prodotto e dell’identità del marchio.

Ebel 1911 Ref. 8134901 con obsidian dial, diamond hour markers, and link bracelet in oro giallo 18k, circa 1990 | Credits: Phillips
Anche la presenza di Chanel merita attenzione. La Maison francese ha dimostrato negli anni una crescente sensibilità verso l’alta orologeria e il sostegno alle realtà indipendenti, contribuendo a rafforzare un ecosistema nel quale competenze artigianali e libertà creativa possono convivere.
Quale futuro attende Ebel?
Al momento non sono stati annunciati cambiamenti nelle collezioni o una precisa strategia di riposizionamento. Saranno i prossimi mesi a chiarire le intenzioni del nuovo gruppo di investitori e il ruolo che ciascun protagonista avrà nello sviluppo della Maison.

Ebel Sports Classic Chronograph Ref. 8134901 in oro giallo 18k, circa 1986 | Credits: Phillips
Le aspettative, tuttavia, sono inevitabilmente elevate. François-Paul Journe, Chanel e Pierre Jacques rappresentano tre competenze differenti e potenzialmente complementari, dalla creazione orologiera alla visione strategica, fino alla gestione di un marchio di alta gamma.
La sfida sarà valorizzare l’identità storica di Ebel e restituire centralità a un nome che ha contribuito a scrivere pagine importanti dell’orologeria svizzera.

Ebel Sports Classic Chronograph Ref. 8134901 con blue mother of pearl dial, in oro giallo 18k, circa 1993 | Credits: Phillips
Per un marchio fondato nel 1911, il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno di una nuova partenza. E con protagonisti di questa caratura, sarà impossibile per il mondo dell’orologeria distogliere lo sguardo.
Fonte: Movado Group, comunicato ufficiale diffuso tramite Business Wire e pubblicato su Financial Times, 8 ottobre 2026.
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