Indipendent Atelier presenta “Project Tai Yu”

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07 Febbraio 2026
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Kiu Tai Yu, figura riservata ma centrale dell’orologeria indipendente, entra nell’Académie Horlogère des Créateurs Indépendants nel 1992, diventando il primo orologiaio cinese ammesso all’AHCI. Cresce in una famiglia profondamente legata all’arte tradizionale cinese, formandosi come calligrafo e come incisore grazie alla madre e al padre, entrambi artisti rinomati.

Lavora fin dagli esordi in modo autonomo, lontano dai poli produttivi europei, prima riparando e poi costruendo orologi in tirature estremamente ridotte e pensando ogni progetto come un insieme di soluzioni tecniche, decorative e simboliche.

Kiu Tai Yu nel suo atelier mentre idossa una cravatta AHCI. Image courtesy of Xbiao.

La sua storia è riconosciuta a livello internazionale e il suo un linguaggio visivo che combina numeri romani, arabi e caratteri cinesi trova concretizzazione nel primo Tourbillon realizzato nel 1991.

E poi il Millennium, realizzato dopo altri dieci lunghissimi anni di studio in soli venti esemplari, che resta il suo orologio più noto e al tempo stesso il meno visibile sul mercato e sulle piattaforme internazionali.

Il Millennium originale, prodotto in tiratura limitata di 20 esemplari negli anni 2000.

Oggi, attraverso Independent Atelier, collettivo fondato da Benjamin Hui, questo stesso orologio viene ricreato in una serie limitata di 25 pezzi, per onorare Kiu Tai Yu e la sua preziosissima eredità.

L’evoluzione dell’orologeria indipendente in Cina

Per comprendere il perimetro entro cui si colloca Project Tai Yu, è sufficiente guardare alle radici neonate della storia dell’orologeria cinese, la cui prima produzione moderna con meccanismi di scappamento comincia solo nel 1955. Per decenni, in Cina l’obiettivo era stato colmare un bisogno produttivo, piuttosto che costruire un linguaggio. In questo contesto, segnato dall’idea della funzionalità e della standardizzazione, l’idea stessa di orologeria indipendente non aveva ancora spazio né legittimità.

Kiu Tai Yu lavora ad uno dei suoi orologi. Image courtesy of Watch Traveler.

Mentre l’orologeria cinese muoveva ancora i primi passi verso la produzione moderna, Tai Yu deviava radicalmente dal sistema, scegliendo la strada dell’autonomia, dello studio solitario, della costruzione di orologi pensati come opere compiute, più complesse dall’idea embrionale di mero prodotto.

In una tradizione ancora breve e guardata con sospetto dal collezionismo internazionale, Tai Yu non ha mai cercato di legittimarsi attraverso l’imitazione dei codici europei, ma piuttosto di trovare una voce ogni volta unica (anche se sempre fedele a sé stessa), e di costruire un linguaggio ibrido e profondamente personale, in cui tecnica, decorazione e simbolismo convivono senza mediazioni.

Kiu Tai Yu a destra, insieme a Francois-Paul Journe (a sinistra) e Franck Muller (al centro).

Project Tai Yu è un omaggio a una voce pionieristica dell’orologeria indipendente cinese

Project Tai Yu è sviluppato da Independent Atelier a partire dallo studio diretto di due orologi originali di Tai Yu, ritrovati dal fondatore Benjamin Hui in oltre dieci anni di lunghe ricerche dedicate a studiare, preservare e onorare la figura e l’eredità di Tai Yu.  

Indipendent Atelier di Benjamin Hui presenta Project Tai Yu

Il nuovo Project Tai Yu, qui con cinturino alligatore JeaYou nero con una mezza forma a papillon rossa sul lato delle anse.

Independent Atelier, che è in realtà un collettivo di membri dell’Accademia del GPHG e di orologiai indipendenti, per questo progetto specifico ha coinvolto Zhang YuXin, a sua volta talentuoso orologiaio cinese e membro dell’Accademia del GPHG.

L’intervento non riguarda l’impostazione estetica, che viene mantenuta invariata, ma la struttura tecnica e la qualità costruttiva. La cassa resta in oro giallo 18 carati (35 mm di diametro, 11,2 mm di spessore e 46 mm da ansa ad ansa) ed è ricca di dettagli pur mantenendo le dimensioni contenute e fedeli dell’originale.

Le incisioni a spirale sulle anse e i dettagli in lacca rossa sono riproposti, così come la sezione laterale riempita in smalto a freddo rosso con il nome Tai Yu, assente invece in alcuni esemplari originali. Al lato opposto, la corona zigrinata incisa è incastonata tra due spallette che sporgono dalla carrure.

Indipendent Atelier di Benjamin Hui presenta Project Tai Yu

Il dettaglio della corona incisa del Project Tai Yu.

Anche il quadrante segue fedelmente il modello storico, suddiviso in due sezioni. La parte superiore rifinita in smalto nero porcellanato ospita l’apertura sul bilanciere, fissato da un ponte bicolore color oro con viti azzurrate e appoggiato su una base laccata rossa. Le iscrizioni ai lati in bianco riportano l’anno e la tiratura limitata.

La metà inferiore è dedicata alla lettura del tempo. Le incisioni decorative, i simboli di buon auspicio (Buona Fortuna e Amore in cinese) e la dicitura Millennium in caratteri cinesi neri vengono ripresi senza razionalizzazioni grafiche, mantenendo quella leggera irregolarità e l’anima massimalista che caratterizzava l’orologio originale, mescolandosi ai numeri arabi e romani circoscritti al piccolo quadrante rosso che ospita lancette a gladio per ore e minuti.

Indipendent Atelier di Benjamin Hui presenta Project Tai Yu

Il quadrante del Project Tai Yu.

La differenza sostanziale è nel movimento, di cui abbiamo però informazioni limitate. Il Millennium utilizzava un calibro ETA modificato manualmente da Tai Yu, che aveva realizzato a mano gran parte delle componenti, cosa estremamente rara oggi come allora. Project Tai Yu introduce il calibro automatico IATY-01, che conserva l’architettura di base ma aggiorna scappamento, asse del bilanciere, sistema antiurto Incabloc e spirale, per una riserva di carica di 38 ore. Modifiche forse non visibili a colpo d’occhio, ma capaci di determinare un utilizzo quotidiano più stabile e una manutenzione più semplice.

Project Tai Yu è corredato da due cinturini in pelle di alligatore JeaYou, uno nero e uno rosso, entrambi dotati di fibbia ad ardiglione in oro giallo con incisioni riempite di smalto rosso. La versione nera, caratterizzata da una mezza forma a papillon rossa sul lato delle anse, riporta anche il nome Tai Yu in oro giallo.  Project Tai Yu è prodotto in una serie limitata di 25 esemplari, con un prezzo indicativo di 30.500 franchi svizzeri, tasse escluse.

Conclusioni

Project Tai Yu è un omaggio che si articola in un sofisticato lavoro di ricostruzione tecnica e formale che rende nuovamente accessibile un oggetto rimasto per anni ai margini della circolazione, e che ancora oggi è immediatamente riconducibile al suo ideatore, resistito alle standardizzazioni forzate tipiche degli ultimi anni.

In un Paese in cui l’orologeria moderna ha una storia sorprendentemente recente e per decenni è stata percepita più come industria funzionale che come linguaggio culturale, Kiu Tai Yu è stata senza dubbio la figura chiave del XX secolo. La sua importanza non risiede solo nei primati tecnici ma nell’aver dimostrato, in un contesto ancora diffidente verso l’idea stessa di orologeria indipendente, che era possibile sviluppare una voce autonoma, coerente e riconoscibile.


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