Si sa, ogni celebrità hollywoodiana che si rispetti, ha al suo polso un segnatempo di un certo spessore. C’è chi a cui piacciono gli orologi, c’è a chi piace ostentare e c’è chi li indossa per sponsorizzare un determinato brand. Pochi invece, hanno una passione viscerale per l’alta orologeria e uno di questi è Ryan Reynolds che ha cominciato ad attirare l’attenzione degli appassionati di orologeria per ragioni che avevano ben poco a che fare con il cinema. Tutto, al polso di Ryan, ha lasciato trasparire una conoscenza sorprendentemente approfondita dell’alta orologeria.
D’altronde, vedere una celebrità indossare un Rolex Daytona o un Audemars Piguet Royal Oak non rappresenta certo una novità. Le cose cambiano quando al polso compaiono nomi come Roger W. Smith, Kari Voutilainen, F.P. Journe, Greubel Forsey e Sylvain Pinaud. Orologiai e manifatture che, pur godendo di un prestigio straordinario tra gli intenditori, rimangono relativamente sconosciuti al grande pubblico.

È proprio questa la particolarità del percorso di Reynolds. L’attore canadese, conosciuto soprattutto per il ruolo di Deadpool e per la sua attività imprenditoriale, sembra aver sviluppato un interesse sempre più specifico verso le espressioni più ricercate dell’orologeria meccanica. Un interesse che non si limita alla rarità o al valore economico degli oggetti, ma che trova un possibile filo conduttore nella qualità delle lavorazioni, nell’originalità delle soluzioni tecniche e nelle storie personali degli artigiani che li realizzano.
A rendere ancora più curioso questo avvicinamento è un episodio risalente all’agosto 2026, quando Reynolds avrebbe condiviso sui social la propria intenzione di frequentare un corso di orologeria per comprendere come smontare e rimontare un movimento meccanico. Un dettaglio apparentemente marginale, ma significativo: per chi osserva questi strumenti soltanto come accessori di lusso, il desiderio di comprenderne il funzionamento rappresenta un passo tutt’altro che scontato.
Naturalmente, gli orologi fotografati al suo polso non costituiscono una prova definitiva della loro appartenenza alla sua collezione privata. Le apparizioni pubbliche permettono però di ricostruire un percorso estetico e culturale che, soprattutto nell’ultimo anno, ha assunto contorni decisamente interessanti. Andiamo subito a vederli insieme.
Dagli Omega Speedmaster ai Rolex Daytona: le origini di una passione
Prima che il suo nome iniziasse a circolare tra gli appassionati di orologeria indipendente, Ryan Reynolds era già conosciuto per alcune scelte piuttosto riconoscibili.
Tra queste, un posto particolare spetta sia all’Omega Speedmaster Dark Side of the Moon, sia all’Omega Speedmaster Moonwatch in oro Moonshine, caratterizzato dal quadrante verde e dalla lunetta coordinata. Un cronografo che mantiene l’identità dello Speedmaster Professional, reinterpretandola attraverso una combinazione cromatica e materica decisamente più sportiva nella prima versione e preziosa nella seconda, rispetto alle tradizionali versioni in acciaio.

La cassa da 42 mm ospita il calibro Omega 3861, movimento cronografico a carica manuale dotato di scappamento Co-Axial e certificazione Master Chronometer. Una meccanica che conserva l’impostazione storica del Moonwatch, pur introducendo importanti aggiornamenti sul piano della precisione e della resistenza ai campi magnetici.

Reynolds ha indossato questo modello in diverse occasioni pubbliche, tra cui il Met Gala del 2022 e alcuni appuntamenti promozionali legati al film “Deadpool & Wolverine”.
Un altro capitolo significativo riguarda Piaget, maison della quale l’attore è stato ambasciatore a partire dal 2016. Durante questa collaborazione ha indossato diversi modelli, tra cui il Polo S e l’Altiplano, espressioni di due anime differenti della manifattura svizzera: quella sportiva ed elegante del primo e quella più classica, legata alla tradizione degli orologi ultrapiatti, del secondo.
Ma è soprattutto il Rolex Cosmograph Daytona con quadrante cosiddetto Paul Newman a segnare un passaggio interessante.

Fotografato al polso di Reynolds durante alcuni eventi nella primavera del 2026, questo cronografo appartiene a una delle famiglie più ricercate dell’orologeria vintage. La sua particolarità risiede nel quadrante esotico, riconoscibile per la grafica dei contatori cronografici, gli indici squadrati e la caratteristica minuteria periferica.
Attenzione, l’identificazione precisa della referenza richiede cautela. Le caratteristiche visibili nelle fotografie hanno portato alcune fonti a suggerire le referenze 6241 o 6264, entrambe caratterizzate dalla lunetta nera in materiale acrilico.
Al di là della referenza, indubbiamente la scelta è significativa. Il Daytona Paul Newman non è semplicemente un cronografo di lusso, ma un oggetto che racchiude decenni di storia del collezionismo, trasformazioni del gusto e rivalutazioni del mercato.
È un orologio che, per essere apprezzato fino in fondo, richiede di conoscere ciò che si nasconde dietro un quadrante apparentemente semplice.
Roger W. Smith e Kari Voutilainen: il fascino dell’orologeria artigianale
Se gli Omega e i Rolex raccontano una prima fase del rapporto di Reynolds con l’orologeria, le sue apparizioni con alcuni segnatempo indipendenti suggeriscono un’evoluzione ben più profonda.
Uno degli esempi più affascinanti è il Roger W. Smith Series 2, espressione della tradizione orologiera britannica portata avanti dall’artigiano dell’Isola di Man.
Allievo e successore spirituale di George Daniels, Roger Smith rappresenta una delle figure più importanti dell’orologeria indipendente contemporanea. Il suo lavoro si distingue per un approccio produttivo estremamente artigianale, nel quale gran parte dei componenti viene realizzata e rifinita all’interno del laboratorio.
Il Series 2 racchiude perfettamente questa filosofia. Il quadrante presenta una disposizione classica delle indicazioni, con piccoli secondi e riserva di carica, mentre il movimento a carica manuale impiega lo scappamento coassiale sviluppato secondo la tradizione di Daniels.
Non è un orologio che cerca di impressionare attraverso dimensioni generose o complicazioni spettacolari. Il suo valore risiede soprattutto nella qualità dell’esecuzione, nella coerenza del progetto e nella quantità di lavoro manuale necessaria per completare ogni singolo esemplare.
Accanto a Roger W. Smith troviamo Kari Voutilainen, altro protagonista assoluto dell’orologeria indipendente.
Reynolds è stato fotografato con un Voutilainen 28 Inversé, un segnatempo che porta sul lato quadrante alcuni degli elementi meccanici normalmente nascosti alla vista.

Il progetto ruota attorno al celebre calibro 28, sviluppato dall’orologiaio finlandese e caratterizzato da un grande bilanciere e da uno scappamento a impulso diretto su due ruote.
Nella configurazione Inversé, l’architettura del movimento viene ripensata per consentire di ammirare la meccanica dal lato anteriore dell’orologio. Ponti, ruotismi e organo regolatore diventano così parte integrante della composizione estetica.
È una scelta che racconta bene una delle caratteristiche più affascinanti dell’orologeria indipendente: la possibilità di trasformare un movimento meccanico in un’espressione artistica personale, senza rinunciare alle esigenze della cronometria.
Greubel Forsey Balancier Contemporain
Tra gli orologi più interessanti recentemente identificati al polso di Ryan Reynolds figura anche il Greubel Forsey Balancier Contemporain, referenza P00185, realizzato in oro rosso 18 carati 5N.
Presentato in una cassa dal diametro di 39,6 mm e dallo spessore di 12,21 mm, questo modello rappresenta una delle interpretazioni più equilibrate della filosofia costruttiva di Greubel Forsey.
La manifattura, fondata da Robert Greubel e Stephen Forsey, ha costruito la propria reputazione attraverso una ricerca particolarmente approfondita sulla cronometria, sulle architetture tridimensionali dei movimenti e sulle finiture manuali.
Nel Balancier Contemporain, questi elementi convivono all’interno di dimensioni relativamente contenute.

Il quadrante, realizzato in oro con finitura rodiata, presenta una composizione articolata su differenti livelli. Le indicazioni di ore, minuti, piccoli secondi e riserva di carica sono distribuite secondo un’organizzazione che lascia ampio spazio alla meccanica.
Protagonista assoluto è il grande bilanciere da 12,6 mm, visibile attraverso un’apertura nella parte inferiore del quadrante.
La sua oscillazione è accompagnata da un insieme di superfici lucidate a specchio, anglage eseguiti a mano e componenti lavorati con una precisione straordinaria. Il ponte del bilanciere, in particolare, rappresenta un esempio della capacità della manifattura di coniugare funzione tecnica ed estetica.
Il movimento a carica manuale comprende 255 componenti e 33 rubini, lavora a una frequenza di 21.600 alternanze/ora e garantisce una riserva di carica cronometrica di 72 ore grazie a due bariletti accoppiati in serie.
L’identificazione della referenza P00185 è stata riportata da Superwatchman nel settembre 2026, sulla base di una fotografia dell’attore con l’orologio al polso.
La presenza di un Greubel Forsey tra i segnatempo indossati da Reynolds aggiunge un ulteriore elemento alla ricostruzione dei suoi gusti. Qui il fascino non deriva tanto dalla riconoscibilità del marchio, quanto dalla complessità della costruzione e dal livello delle finiture, aspetti che possono essere pienamente apprezzati soprattutto da chi possiede una conoscenza approfondita dell’orologeria.
Sylvain Pinaud Origine, F.P. Journe, Simon Brette e le nuove frontiere del collezionismo
Un altro nome che merita particolare attenzione è quello di Sylvain Pinaud, orologiaio indipendente francese attivo in Svizzera.
Tra i segnatempo attribuiti a Reynolds compare infatti un Origine, una delle creazioni più rappresentative della produzione di Pinaud.
L’orologio nasce da un progetto presentato nel 2021, dopo circa tre anni di sviluppo, e si distingue per un quadrante asimmetrico che lascia ampio spazio al grande bilanciere collocato a ore 6.
La costruzione del movimento è concepita per valorizzare tanto la precisione cronometrica quanto la qualità estetica dei singoli componenti.
Il calibro a carica manuale lavora a 21.600 alternanze/ora, dispone di una riserva di carica di circa 55 ore e impiega un bilanciere da 13,2 mm dotato di spirale Phillips.
Le dimensioni della cassa, pari a 40 mm di diametro e 11 mm di spessore, contribuiscono a mantenere proporzioni eleganti nonostante la complessità dell’architettura interna.
Nel 2022 l’Origine ha ricevuto il premio Horological Revelation al Grand Prix d’Horlogerie de Genève, riconoscimento che ha contribuito a consolidare la reputazione del suo creatore.
Particolarmente interessante è la variante Origine Two-Tone Pièce Unique, sviluppata nell’ambito di una collaborazione con The Horology Club. Il progetto ha dato vita a due esemplari unici caratterizzati dall’alternanza di oro bianco e oro rosa, con combinazioni invertite tra le rispettive configurazioni.
Rimane comunque un accostamento particolarmente significativo. Sylvain Pinaud appartiene a quella generazione di artigiani che sta contribuendo a ridefinire il concetto stesso di alta orologeria, riportando al centro l’identità personale del creatore e il rapporto diretto tra progettazione, costruzione e finitura.
Mentre, la presenza di un F.P. Journe Chronomètre à Résonance aggiunge un ulteriore livello di complessità al quadro.
Questo modello rappresenta una delle interpretazioni più originali della ricerca cronometrica contemporanea, grazie all’impiego di due organi regolatori indipendenti progettati per sfruttare il fenomeno della risonanza.

L’obiettivo è favorire l’interazione tra i due oscillatori, migliorando la stabilità della marcia attraverso un principio fisico studiato e reinterpretato da François-Paul Journe.
Il quadrante, con le sue indicazioni separate, rende immediatamente riconoscibile l’architettura del movimento. Reynolds è stato fotografato con un Chronomètre à Résonance in oro rosa, referenza RQ, durante il Fanatics Fest 2026 a New York.
Anche Simon Brette rientra tra i nomi associati alle apparizioni più recenti dell’attore.
Il suo Chronomètre Artisans rappresenta un progetto particolarmente interessante perché pone al centro della propria identità la collaborazione tra specialisti di differenti discipline orologiere. La costruzione del movimento, le lavorazioni decorative e la disposizione dei componenti rispondono a una visione nella quale la qualità artigianale diventa parte essenziale del linguaggio estetico.
Non si tratta semplicemente di produrre pochi orologi, ma di sviluppare un oggetto nel quale ogni componente contribuisca a raccontare una precisa idea di orologeria. Ed è proprio questa la caratteristica che accomuna molti dei segnatempo indipendenti recentemente comparsi al polso di Reynolds: nonostante le profonde differenze stilistiche, ciascuno rappresenta una visione personale della meccanica.
Considerazioni finali
Insomma, cosa spinge un attore di fama internazionale, abituato a muoversi tra cinema, imprenditoria e grandi eventi pubblici, ad avvicinarsi a nomi che persino molti appassionati di orologi conoscono soltanto superficialmente?
Non possiamo conoscere con certezza le motivazioni personali di Ryan Reynolds, né stabilire quanto delle sue scelte derivi da acquisti autonomi, consigli di esperti o rapporti con le manifatture.
Ciò che possiamo osservare, tuttavia, è una successione di segnatempo difficilmente riconducibile alla semplice ricerca di visibilità.
In un periodo nel quale il mercato dell’orologeria di lusso continua a essere fortemente influenzato dalla riconoscibilità dei marchi e dalla desiderabilità commerciale di determinate referenze, Reynolds sembra guardare anche a una dimensione più intima del collezionismo.
Quella nella quale conoscere il nome dell’orologiaio che ha progettato il movimento può essere importante quanto leggere il marchio stampato sul quadrante.
Forse è ancora presto per definire Ryan Reynolds uno dei grandi collezionisti contemporanei, ma possiamo senza dubbi dire che è sulla buona strada per diventarlo.
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