Negli ultimi mesi, la comunità di appassionati e addetti ai lavori è stata animata da un’indiscrezione che, a differenza di molte altre, ha basi solide: la maison ginevrina avrebbe depositato un nuovo brevetto (il EP4632499A1), relativo a un meccanismo di calendario annuale di nuova concezione.
Dopo vari “leak” apparsi in rete, ecco che si manifesta l’innovazione che, se concretizzata, segnerebbe un passo tecnico rilevante per Rolex, ma anche un interessante ritorno alle sue radici storiche legate alle complicazioni.
Un brevetto che fa discutere

Il documento, pubblicato presso l’Ufficio Brevetti Europeo, descrive un sistema di calendario annuale compatto, efficiente e con visualizzazione multipla. Nello schema si notano due dischi affiancati, dedicati rispettivamente al giorno della settimana e al mese, posizionati idealmente nella parte superiore del quadrante, mentre la data è indicata da una lancetta centrale che scatta istantaneamente a mezzanotte.
Un layout che evoca immediatamente i “triple calendar” classici della metà del secolo scorso, ma con un’impronta tecnologica moderna e soluzioni brevettate per ridurre attriti e consumi energetici.
Il meccanismo, secondo quanto emerge dal brevetto, utilizza un sistema di accumulo e rilascio istantaneo dell’energia. In pratica, una piccola molla secondaria accumula progressivamente la forza necessaria per far scattare, in un solo istante, le tre indicazioni di giorno, mese e data. Questo permette un salto sincronizzato e privo di ritardi, tipico delle realizzazioni di alta scuola.
A completare il quadro c’è una ruota programma che riconosce automaticamente i mesi da 30 o 31 giorni, riducendo a una sola la correzione annuale: quella di fine febbraio.

Non è la prima volta che Rolex si cimenta con un calendario annuale. Dal 2012, infatti, la collezione Sky-Dweller ospita un meccanismo chiamato “Saros”, in omaggio al ciclo astronomico che regola eclissi e movimenti celesti. Il sistema Saros è integrato nel calibro 9001 e consente di distinguere automaticamente tra mesi da 30 e 31 giorni, con l’unica regolazione richiesta a marzo.
Tuttavia, nel Sky-Dweller il calendario è solo una parte di una complicazione più ampia, che include anche un doppio fuso orario e un anello di riferimento 24 ore.
Un richiamo al passato: le referenze 6062 e 8171
Il nuovo brevetto, invece, sembra suggerire un approccio opposto: semplificare la complicazione, restituendole un’impostazione più “classica”, centrata solo sul calendario. Ciò potrebbe aprire la strada a una nuova linea o a un’espansione delle collezioni più eleganti, come Cellini (oggi ribattezzata “Perpetual 1908”), dove Rolex potrebbe introdurre un calendario annuale o persino un “triple calendar” moderno.
Per comprendere il potenziale simbolico di questo brevetto, bisogna guardare indietro. Negli anni ’50 Rolex produsse due dei suoi orologi più iconici e complessi: la Ref. 6062 e la Ref. 8171, entrambi dotati di calendario completo e fasi lunari.
La 6062, soprannominata “Stelline” per gli indici a forma di stella, era ospitata in una cassa Oyster da 36 mm, impermeabile e raffinata. La 8171, invece, conosciuta come il “Padellone”, si distingueva per le dimensioni più ampie (38 mm) e per la cassa non Oyster, conferendole un aspetto più classico e da “orologio da città”.

Particolare del calendario su Rolex ref. 8171 “Padellone”
Entrambi i modelli presentavano la tipica configurazione giorno e mese in finestrella sotto le ore 12, con data a lancetta centrale: esattamente lo schema che il nuovo brevetto sembra riproporre, sebbene reinterpretato in chiave moderna e semplificata (senza fasi lunari).
Dopo la loro dismissione negli anni ’50, Rolex non tornò più a produrre complicazioni di calendario “completo” per decenni, preferendo concentrarsi su cronometri automatici e sportivi. È proprio per questo che il brevetto EP4632499A1 ha destato tanto interesse: potrebbe rappresentare il primo passo verso un ritorno a quell’eleganza funzionale che fu parte dell’identità Rolex del dopoguerra.
Sebbene il brevetto non citi un calibro specifico, è plausibile che il meccanismo descritto possa evolvere in una nuova famiglia di movimenti automatici, magari derivata dalla piattaforma attuale 32xx.
Gli ingegneri Rolex sembrano aver lavorato per ottenere massima compattezza e un consumo energetico ridotto, elementi fondamentali per mantenere la riserva di carica elevata anche in presenza di un modulo calendario.
L’adozione di un sistema di scatto istantaneo e di componenti ottimizzati per la trasmissione della coppia fa pensare a un approccio progettuale tipico della marca: complicazione sì, ma con l’affidabilità e la robustezza di un calibro “industriale” e non da laboratorio.

In termini di visualizzazione, tutto lascia intendere che il layout sarà simmetrico e bilanciato, forse con due finestrelle orizzontali sotto le 12 e una lancetta centrale con punta a freccia per la data. Un linguaggio estetico che parla direttamente ai collezionisti più tradizionali.

Molti osservatori hanno notato che alcune soluzioni tecniche del brevetto sembrano “scalabili”: la ruota programma, il sistema di accumulo energia e il meccanismo di scatto potrebbero, con opportune modifiche, essere integrati in un calendario perpetuo.
Se Rolex decidesse davvero di spingersi oltre, sarebbe una novità assoluta: la maison non ha mai realizzato un calendario perpetuo seriale nella sua storia. Tuttavia, i brevetti non sempre anticipano prodotti imminenti.
Conclusioni
Il brevetto EP4632499A1 è un indizio del futuro linguaggio meccanico di Rolex.
Un linguaggio che unisce tradizione e innovazione, recuperando un’estetica storica (6062, 8171) e reinterpretandola con la precisione ingegneristica che caratterizza la produzione moderna di Ginevra.
Che si tratti di un nuovo calendario annuale, di un “triple calendar” contemporaneo o di un preludio al primo calendario perpetuo Rolex, una cosa è certa: se mai vedrà la luce, questo movimento rappresenterà uno dei passi più interessanti della maison negli ultimi decenni.
Un passo che, ancora una volta, dimostrerebbe come l’orologeria di Rolex non sia mai immobile ma, in costante fase di perfezionamento di sé stessa.
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