Come da tradizione della Watch Art Grand Exhibition, Patek Philippe ha sviluppato una serie di creazioni esclusive ispirate al territorio che ospita l’evento. Per Milano, la scelta è ricaduta su due immagini lontane dagli stereotipi più immediati: le facciate policrome di Burano e un aranceto della Sicilia. Due soggetti profondamente diversi, accomunati dalla stesso intento: mettere al centro il lavoro degli artigiani della Maison e alcune delle tecniche decorative più complesse custodite a Ginevra.
“Burano“: il colore diventa un linguaggio
L’orologio da tasca “Burano” Ref. 992/193J-001 in oro giallo interpreta uno degli scorci più iconici dell’isola veneziana attraverso una composizione che riunisce smalto cloisonné, smalto flinqué e smalto paillonné, tre tecniche che raramente convivono nella stessa realizzazione per l’elevato livello di complessità richiesto.


Le facciate delle case e i canali vengono definiti da sottilissimi fili d’oro modellati a mano, e per dare profondità alla composizione sono stati impiegati circa settanta diversi colori di smalto. I riflessi dell’acqua sono ottenuti grazie alla tecnica paillonné, con l’inserimento di minuscole foglie in oro e argento sotto lo smalto trasparente, una lavorazione che dona profondità e variazioni di luce difficili da ottenere con altre tecniche.

Anche la cassa partecipa al racconto. La lunetta presenta incisioni a taille-douce ispirate ai merletti di Burano, ulteriore richiamo a una tradizione artigianale che dialoga con quella della manifattura ginevrina.
L’orologio da tasca è poi corredato di un supporto in oro giallo a forma di arco, impreziosito da un nodo di gomena e da otto anelli, con 108 spinelli (1,15 carati) e 102 zaffiri (1,18 carati). La base ovale in quarzo blu, ricoperta di cristallo di rocca intagliato secondo l’arte glittica, esibisce un cabochon di zaffiro blu (0,4 ct). L’insieme è completato da una catena in oro giallo con medaglione su cui risaltano 18 zaffiri (0,31 ct) e 18 spinelli (0,30 ct).
“Oranges de Sicile“: molto più di un semplice omaggio alla Sicilia
Accanto all’orologio da tasca trova spazio la La pendoletta Dôme “Oranges de Sicile” (Arance di Sicilia) Ref. 20179M-001, una tipologia che occupa da sempre un posto speciale nella produzione artistica della Maison.
Anche qui, però, oltre l’impatto estetico dei due distinti piani prospettici si nasconde un lavoro tecnico impressionante. L’aranceto siciliano, in primo piano, viene realizzato interamente in smalto Grand Feu cloisonné, utilizzando circa quindici metri di filo d’oro per delimitare ogni elemento della composizione. I quarantanove colori di smalto vengono applicati attraverso un processo che richiede dalle nove alle undici cotture tra i 900 e i 910 °C, dove anche una minima variazione può compromettere l’intero lavoro.


In secondo piano, trova posto una miniatura dedicata a Palermo, completando un paesaggio che richiama l’immaginario mediterraneo e i suoi profumi senza ricorrere a riferimenti didascalici o decorativi fini a sé stessi.

Il giro delle ore, ispirato all’orologio di una chiesa siciliana, è impreziosito dalle cifre romane applicate decalcate blu e dalle lancette a foglia traforate laccate blu, con al centro un motivo metallico traforato che ricorda il sole. L’esemplare ospita il calibro 17 PEND, un movimento meccanico con carica mediante motore elettrico.
Il successo di questo tributo
La Watch Art Grand Exhibition rappresenta il momento in cui Patek Philippe mostra il volto più artistico della propria manifattura. Le creazioni dedicate all’Italia si inseriscono perfettamente in questa tradizione.
Se mi dovessero chiedere se questa scommessa sarà vinta o meno risponderei positivamente. Naturalmente saranno gli appassionati a stabilire se queste due creazioni entreranno tra le edizioni speciali più apprezzate di Patek.
La mia impressione, però, è che Patek abbia colto un aspetto fondamentale dell’Italia. Non ha cercato di rappresentarla attraverso stereotipi, monumenti scontati, ma attraverso due immagini capaci di evocare emozioni immediate: i colori delle case di Burano e quelli delle arance siciliane.
Forse è proprio questa la forza di questi due segnatempo. Più che celebrare un luogo preciso, raccontano un modo di vivere e un patrimonio culturale che, ancora oggi, continuano a essere riconosciuti in tutto il mondo.
A cura di Alessandro Castagna
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