The Gentlemen 2: avete riconosciuto tutti gli orologi della seconda stagione?

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19 Settembre 2026
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Quando Guy Ritchie porta The Gentlemen dal cinema alla serialità, nel 2024, conserva uno dei tratti più riconoscibili del proprio linguaggio visivo, ovvero l’uso degli oggetti come strumenti di caratterizzazione. Abiti, automobili, interni e orologi definiscono status, provenienza e gusto dei personaggi; nella seconda stagione, questo lavoro sul polso diventa ancora più evidente. Theo James, nei panni di Eddie Horniman, passa da Rolex ad Audemars Piguet, da Jaeger-LeCoultre a Omega, Chopard e Panerai, mentre attorno a lui compaiono Vacheron Constantin, Ulysse Nardin e altri nomi dell’alta orologeria contemporanea.

Rispetto alla prima stagione cambia anche il principio con cui Loulou Bontemps, costume designer e collaboratrice abituale di Ritchie, costruisce la selezione. Nella prima stagione, alcuni degli orologi di Eddie, fra cui un Nautilus in oro rosa, vengono immaginati come parte del patrimonio paterno: oggetti ereditati insieme alla proprietà e al titolo, coerenti con un personaggio che si ritrova improvvisamente proprietario di un mondo al quale non ha ancora deciso se appartenere.

Nella seconda stagione gli orologi sono invece acquisti personali, ed è questa libertà a spiegare l’eclettismo della collezione. A emergere non sono una singola scuola o una predilezione precisa per una complicazione o per una manifattura, ma un ventaglio di modelli diversi, dai cronografi neovintage ai calendari perpetui fino dai diver professionali reinterpretati in metalli preziosi.

Rolex Cosmograph Daytona ref. 16520

Il Rolex Cosmograph Daytona ref. 16520, riconoscibile nella configurazione in acciaio con quadrante bianco, appartiene alla generazione che segna uno dei passaggi più importanti nella storia del cronografo della Corona. Presentata nel 1988 e prodotta fino al 2000, la 16520 introduce infatti la carica automatica nella famiglia Daytona e porta la cassa a 40 millimetri, adottando il vetro zaffiro e una configurazione del quadrante ormai molto vicina a quella contemporanea.

Al suo interno lavora il calibro Rolex 4030, sviluppato partendo dallo Zenith El Primero 400 ma sottoposto a modifiche sostanziali: Rolex elimina la data, interviene sul sistema di regolazione e sul bilanciere, modifica numerosi componenti e soprattutto riduce la frequenza dagli originari 36.000 a 28.800 alternanze/ora, privilegiando affidabilità e intervalli di manutenzione più lunghi rispetto alla caratteristica alta frequenza dello Zenith. È una referenza particolarmente interessante perché appartiene a una breve parentesi della storia Rolex, precedente all’arrivo nel 2000 del calibro di manifattura 4130, e rappresenta ormai uno dei punti di riferimento del collezionismo Daytona neovintage.

Audemars Piguet Royal Oak Perpetual Calendar ref. 26674ST

Con il Royal Oak Perpetual Calendar ref. 26674ST.OO.1320ST.01, Audemars Piguet porta il calendario perpetuo, una delle complicazioni più tradizionali dell’orologeria, all’interno dell’ultima evoluzione tecnica del Royal Oak.

La cassa in acciaio misura 41 millimetri per 9,5 di spessore, conserva il bracciale integrato e il quadrante blu decorato con motivo Grande Tapisserie, mentre all’interno introduce il calibro automatico 7138, presentato nel 2025. La novità principale non riguarda tanto le informazioni visualizzate quanto il modo in cui vengono regolate: grazie a un sistema protetto da brevetti, tutte le correzioni del calendario possono essere effettuate attraverso la corona, senza ricorrere ai tradizionali piccoli correttori incassati nella carrure.

Jaeger-LeCoultre Duometre Chronograph Moon

Il Jaeger-LeCoultre Duometre Chronograph Moon ref. Q622252J rappresenta probabilmente il pezzo meccanicamente più articolato dell’intera selezione. La cassa in oro rosa misura 42,5 millimetri per 14,2, ma il vero interesse è affidato al calibro manuale 391, composto da 482 elementi e costruito secondo il principio DualWing che definisce la collezione Duometre.

Due bariletti e due treni degli ingranaggi distinti alimentano separatamente l’indicazione dell’ora e le complicazioni, convergendo però sul medesimo organo regolatore: una soluzione concepita per evitare che l’attivazione del cronografo sottragga energia al treno del tempo e modifichi l’ampiezza del bilanciere.

Il movimento lavora a 3 Hz, dispone di 50 ore di autonomia e riunisce cronografo monopulsante, fasi lunari, indicazione giorno/notte, due riserve di carica e secondi foudroyante. Più che attraverso la semplice quantità di complicazioni, il Duometre si distingue dunque per l’architettura con cui le mette in relazione, affrontando alla radice uno dei problemi classici degli orologi complicati: la distribuzione dell’energia.

Jaeger-LeCoultre Reverso Tribute Chronograph

Il Reverso Tribute Chronograph adatta la complicazione cronografica alla geometria della celebre cassa rettangolare concepita originariamente, nel 1931, per essere ribaltata e proteggere il quadrante durante le partite di polo. Nella referenza in oro rosa Q389257J, la cassa misura 49,4 x 29,9 millimetri e ospita il calibro manuale di forma 860, cronografo integrato con ruota a colonne e innesto orizzontale, frequenza di 4 Hz e 52 ore di riserva di carica.

La costruzione bifacciale permette di mantenere sul recto una lettura essenziale di ore e minuti e di riservare al verso scheletrato l’indicazione cronografica, con grande lancetta centrale dei secondi e contatore retrogrado dei 30 minuti. Il movimento deve inoltre gestire due serie di lancette poste sui lati opposti della cassa e farle avanzare entrambe in senso orario, nonostante il loro orientamento fisico sia naturalmente inverso.

Un altro Jaeger-LeCoultre Reverso compare al polso di Susie Glass – interpretata da Kaya Scodelario – che indossa un Reverso Classic Duetto in oro rosa con diamanti. Rispetto al Tribute Chronograph del suo compagno d’affari, qui il principio della cassa reversibile viene declinato in una chiave più propriamente gioielliera, mantenendo però intatta una delle architetture più riconoscibili della Maison.

Omega Speedmaster Moonwatch Professional Moonshine Gold

Lo Speedmaster Moonwatch Professional ref. 310.60.42.50.10.001 mantiene la configurazione tecnica e le proporzioni fondamentali del Moonwatch contemporaneo, ma sostituisce l’acciaio con una costruzione integralmente in Moonshine Gold 18 carati, lega proprietaria di Omega caratterizzata da una tonalità più pallida rispetto all’oro giallo tradizionale e formulata per conservare maggiore stabilità cromatica nel tempo.

La cassa asimmetrica misura 42 millimetri, il quadrante verde presenta la tradizionale costruzione step e la lunetta in ceramica coordinata integra la scala tachimetrica in Ceragold. Il calibro manuale 3861 costituisce l’evoluzione contemporanea dell’architettura dello Speedmaster: adotta lo scappamento Co-Axial, una spirale in silicio, lavora a 3 Hz, dispone di 50 ore di autonomia ed è certificato Master Chronometer da METAS, compresa la resistenza a campi magnetici di almeno 15.000 gauss.

Nonostante il ricorso a un metallo prezioso e a una costruzione ben lontana dall’originaria funzione strumentale, rimangono intatti la carica manuale, l’organizzazione tricompax, la scala tachimetrica e numerosi riferimenti formali alle generazioni storiche del Moonwatch.

Panerai Radiomir Quaranta PAM01026

Il Radiomir Quaranta PAM01026 riduce a 40 millimetri una delle forme più fortemente associate alla storia di Panerai, quella cassa a cuscino nata dagli strumenti destinati ai reparti speciali della Marina italiana e divenuta, nel corso degli anni Novanta e Duemila, sinonimo di proporzioni decisamente maggiori.

La cassa e la lunetta sono realizzate in Goldtech, lega proprietaria Panerai caratterizzata da un’elevata presenza di rame, responsabile della tonalità calda e rossastra, alla quale viene aggiunto platino per migliorarne la stabilità nel tempo. Sul quadrante bianco satinato soleil rimangono i grandi numeri arabi e gli indici luminescenti, ai quali si aggiungono piccoli secondi a ore 9 e datario a ore 3.

Il calibro automatico P.900, spesso soltanto 4,2 millimetri, lavora a 28.800 alternanze/ora e raggiunge tre giorni di riserva di carica attraverso un singolo bariletto. Con un’impermeabilità di 30 metri, il Quaranta abbandona ogni vera pretesa di strumento subacqueo e utilizza piuttosto il patrimonio formale del Radiomir per costruire un orologio dalle proporzioni contemporanee, più vicino al registro elegante rispetto ai grandi Panerai che definiscono l’immagine del marchio negli anni della sua espansione internazionale.

Panerai Luminor Due Goldtech

Il Luminor Due Goldtech, che compare invece al polso di Bobby Glass, rappresenta l’altro grande processo di ridimensionamento operato da Panerai sul proprio archivio. Mantiene il dispositivo a leva che protegge e serra la corona, probabilmente il tratto più immediatamente riconoscibile della famiglia Luminor, ma lo inserisce in una cassa di 42 millimetri per circa 10,5 millimetri di spessore, notevolmente più sottile rispetto alla costruzione tradizionale.

Anche in questo caso lavora un calibro automatico P.900 con 72 ore di autonomia e frequenza di 4 Hz. Anche questo Panerai modifica volutamente le proporzioni del suo modello vintage, lo spessore e l’impermeabilità per conservare il vocabolario estetico del modello originario dentro una categoria di utilizzo molto diversa.

Panerai Radiomir 1940 3 Days Oro Rosso PAM00515

Il Radiomir 1940 3 Days Oro Rosso PAM00515, indossato da Lord Hawthorne, appartiene invece a una fase della produzione Panerai assai più vicina, almeno nelle proporzioni, alle ricostruzioni dei modelli militari storici. La cassa in oro rosso misura 47 millimetri, il quadrante marrone mantiene l’impostazione essenziale e fortemente leggibile tipica della Maison e il movimento è il manuale P.3000, calibro di manifattura spesso 5,3 millimetri e dotato di due bariletti collegati in serie per assicurare tre giorni di riserva di carica.

Lavora alla frequenza relativamente lenta di 21.600 alternanze/ora, coerente con una costruzione che privilegia grande bilanciere e robustezza rispetto alla ricerca dell’alta frequenza.

Vacheron Constantin Historiques 222

Al polso di Sheikh Khaled Suliman compare il Vacheron Constantin Historiques 222, riedizione contemporanea dell’orologio disegnato da Jörg Hysek nel 1977 per celebrare i 222 anni della Maison. La referenza in oro giallo 4200H/222J-B935 conserva le proporzioni relativamente contenute dell’originale, con una cassa monoblocco di 37 millimetri per 7,95 millimetri di spessore, bracciale integrato e la piccola Croce di Malta applicata sulla carrure a ore 5.

Il calibro automatico 2455/2, visibile attraverso il fondello in zaffiro, lavora a 4 Hz, offre circa 40 ore di riserva di carica ed è certificato con il Punzone di Ginevra. Storicamente il 222 appartiene alla stessa stagione che produce Royal Oak e Nautilus, ma nasce da un progettista diverso e conserva una propria identità formale; la sua recente riscoperta contribuisce oggi a restituirgli un ruolo più preciso nella storia degli sportivi integrati degli anni Settanta.

Rolex Submariner Date in oro giallo

Il Rolex Submariner Date in oro giallo, che appare al polso di Cico Maldini, prende invece uno degli archetipi più rigorosi dell’orologeria professionale e lo trasferisce integralmente nel metallo prezioso. Nelle versioni contemporanee la cassa Oyster misura 41 millimetri, conserva l’impermeabilità a 300 metri, la lunetta girevole unidirezionale con disco Cerachrom e l’architettura del bracciale Oyster con chiusura Glidelock, che permette una regolazione progressiva della lunghezza senza utensili.

Il calibro automatico 3235 utilizza lo scappamento Chronergy, spirale Parachrom blu e un grande bariletto che porta la riserva di carica a circa 70 ore. Nonostante la costruzione in oro, rimangono quindi sostanzialmente inalterate le specifiche professionali che definiscono il Submariner in acciaio: una sovrapposizione fra strumento e oggetto prezioso che Rolex pratica ormai da decenni e che costituisce una parte importante della storia stessa del modello.

Ulysse Nardin Marine Chronometer Manufacture

Per Amir viene scelto un Ulysse Nardin Marine Chronometer Manufacture, modello che riprende direttamente uno dei capitoli storicamente più importanti della manifattura di Le Locle: la produzione dei cronometri da marina destinati alla navigazione. Nella versione da 43 millimetri, la cassa robusta, la lunetta scanalata, i grandi numeri romani e il contatore dei piccoli secondi con datario a ore 6 traducono il disegno dei cronometri di bordo in un orologio da polso contemporaneo.

All’interno lavora il calibro automatico di manifattura UN-118, dotato di scappamento realizzato con componenti in silicio, frequenza di 4 Hz e circa 60 ore di riserva di carica. Ulysse Nardin è tra le Maison che adottano più precocemente il silicio nell’orologeria meccanica moderna, facendone non soltanto un materiale sperimentale ma una componente strutturale della propria produzione seriale.

The Gentlemen 2 porta sul grande schermo una collezione incredibile di orologi

Un Daytona ancora legato a un’ébauche Zenith si trova accanto a un Royal Oak equipaggiato con un calibro presentato nel 2025, mentre un cronografo militare monopulsante convive con un calendario perpetuo. È una selezione ampia, talvolta persino disordinata e volutamente eterogenea, quella di The Gentlmen 2. Nella quale convivono manifatture, epoche e approcci alla meccanica molto diversi fra loro, che servono a riflettere e misurare la maturità e il cambiamento di Eddie Horniman – e del suo universo – dalla prima alla seconda stagione.

Nel primo capitolo l’orologio appartiene soprattutto al linguaggio dell’eredità — è un oggetto ricevuto insieme al titolo, alla proprietà e a un mondo già formato. Nella seconda stagione è invece qualcosa di scelto, quindi più personale e meno prevedibile. Una differenza che permette a Loulou Bontemps e al reparto costumi di lavorare su un repertorio molto più vasto e, in alcuni casi, eccezionalmente specialistico.

Il valore complessivo dei pezzi resta notevole, ma conta meno della varietà con cui la serie attraversa cronografi, calendari perpetui, diver, sportivi integrati e orologi di forma, facendo convivere modelli storici e interpretazioni contemporanee. Resta quindi da vedere se una terza stagione porterà Eddie Hornimann verso una collezione più coerente e riconoscibile, o se proprio questa apparente incoerenza continuerà a essere parte del personaggio.


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