Sette edizioni limitate. Venticinque creazioni di Alto Artigianato. Oltre 500 segnatempo e oggetti riuniti sotto la stessa cupola. Dal 2 al 18 ottobre, Patek Philippe porta per la prima volta in Italia la WATCH ART Grand Exhibition e sceglie Milano per la più grande scenografia mai realizzata nella storia della mostra.
Il luogo è il CityOval, già Palazzo delle Scintille, nel cuore di CityLife: circa 2.900 metri quadrati sotto una cupola alta trenta metri, articolati in quindici aree tematiche dedicate alla collezione contemporanea, alle Grandi Complicazioni, ai métiers d’art, alla ricerca, alla produzione e al patrimonio storico della Manifattura.
I numeri danno immediatamente la misura dell’evento. WATCH ART Milano riunisce 152 orologi della collezione corrente, 84 esemplari provenienti dal Patek Philippe Museum, 12 legati a proprietari storici, sette dedicati all’Advanced Research, tre supercomplicazioni e 21 pezzi nella sala “Master of Sound”. Nello spazio dedicato alla Manifattura trovano posto 53 movimenti all’interno di vetrine rotanti e altri 64 in un’installazione interattiva. L’Atrium accoglie invece una scultura alta nove metri e larga 4,5, composta da 2.028 gocce traslucide, interpretazione del Jet d’Eau di Ginevra.
Milano arriva dopo Dubai nel 2012, Monaco di Baviera nel 2013, Londra nel 2015, New York nel 2017, Singapore nel 2019 e Tokyo nel 2023. Sei edizioni che hanno accolto complessivamente quasi 225.000 visitatori. La settima Grand Exhibition porta però con sé un corpus di creazioni sviluppato espressamente per l’Italia.
Sono sette edizioni limitate, affiancate da 25 opere di Alto Artigianato dedicate al Paese. Milano, Venezia, Roma, Ravenna, Torino, Napoli, Capri, Toscana, Sicilia, Puglia, Lago di Como e Costiera Amalfitana attraversano quadranti, casse e pendolette. Compaiono nelle mappe, nei paesaggi, nei calendari in italiano e persino nei dischi delle città.
Il centro meccanico dell’intera operazione ha un’altra natura. È una nuova referenza in platino e, soprattutto, un nuovo calibro.
Patek Philippe 5978P-010: quattro dischi, 30 millisecondi
La Ref. 5978P-010, prodotta in 120 esemplari, associa per la prima volta il cronografo manuale CH 29-535 a un calendario perpetuo istantaneo, dando origine al nuovo CH 29-535 PS QI. La genealogia è importante: cronografo e calendario perpetuo convivono nella produzione seriale Patek Philippe dalla Ref. 1518 del 1941; dal 2011 il CH 29-535 PS Q anima la Ref. 5270. Milano segna un nuovo passaggio tecnico in questa storia.
Giorno, data, mese e ciclo degli anni bisestili avanzano simultaneamente in 30 millisecondi. Il dispositivo deriva dal sistema coperto da due brevetti apparso nel 2008 sulla Ref. 5207 e successivamente adottato sulle Ref. 5208 nel 2011 e 5308 nel 2023.

Il problema da risolvere è energetico. Quattro dischi possiedono una massa maggiore rispetto a un sistema a lancette e il salto deve restare affidabile anche quando il movimento dispone di sole dieci ore di autonomia. Una grande bascula composta da 15 elementi governa il cambio simultaneo; due saltarelli complementari, attivi in direzioni opposte, mantengono costante l’energia richiesta indipendentemente dall’ampiezza dello spostamento. Il sistema evita così sia avanzamenti incompleti sia il rischio che un disco oltrepassi la posizione corretta.
Il CH 29-535 PS QI conserva la costruzione cronografica a ruota a colonne e innesto orizzontale del CH 29-535 e le sue sei innovazioni brevettate. Tra queste figurano profili dei denti studiati per ridurre l’usura e migliorare il rendimento dell’ingranamento, un cappellotto eccentrico per la regolazione, martelli di azzeramento autoregolanti, sincronizzazione diretta e una camma dei minuti traforata.

Il movimento misura 32 mm di diametro per 8,1 mm di spessore, conta 500 componenti e 33 rubini, lavora a 4 Hz, utilizza un bilanciere Gyromax con spirale Breguet e offre tra 55 e 65 ore di riserva di carica a cronografo disinnestato.
La cassa Calatrava in platino 950 misura 42 mm. Lunetta concava, anse incurvate e finemente scavate, lucidatura integrale e il tradizionale diamante incastonato sulla carrure a ore 6. Lo spessore è di 14,24 mm da vetro a vetro e 14,45 mm totale, con 22 mm tra le anse e impermeabilità fino a 30 metri. Il fondello in zaffiro a vite reca l’iscrizione “Patek Philippe Milano 2026”.

Il quadrante blu marino soleil sfuma verso il nero lungo il bordo. Il centro leggermente incassato e testurizzato e i due contatori con decorazione azuré organizzano una quantità considerevole di informazioni senza compromettere la lettura. Giorno della settimana, data e mese, in italiano, occupano l’arco superiore; le fasi lunari sono a ore 6, mentre le due finestrelle tonde dedicate al giorno/notte e al ciclo degli anni bisestili trovano posto rispettivamente a ore 9, sotto i piccoli secondi, e a ore 3, sotto il contatore istantaneo dei 30 minuti.
Indici applicati e lancette dauphine sono in oro bianco con materiale luminescente. La lancetta cronografica centrale a freccia in Pfinodal e quella del contatore dei 30 minuti sono laccate di rosso. Il cinturino in materiale composito blu marino con motivo tessile riprende il rosso nelle cuciture e aggiunge punti d’arresto tricolori; il fermaglio déployant a tre lame con sistema di sicurezza è in platino.

La 5978P-010 non è quindi una semplice configurazione dedicata a Milano. È il debutto mondiale di una nuova Grande Complicazione e del calibro che la rende possibile.
Tre Calatrava, tre complicazioni, il tricolore italiano
Rosso, verde e bianco definiscono tre Calatrava contemporanee ispirate al linguaggio della Ref. 6007. La base comune è una cassa in oro bianco da 38 mm; meccanica e tirature cambiano radicalmente.
Ref. 7047G-010: Ripetizione Minuti
La 7047G-010 è prodotta in appena cinque esemplari. Quadrante laccato rosso intenso, motivo carbonio realizzato direttamente nella lacca, cinturino in alligatore rosso lucido e punti d’arresto tricolori.
All’interno lavora il R 27 PS, automatico con ripetizione minuti su due timbri classici e piccoli secondi a ore 6. Il calibro misura 28 × 5,05 mm, conta 327 componenti e 39 rubini e utilizza un mini-rotore unidirezionale in oro 22 carati. Gyromax, Spiromax, frequenza di 3 Hz e autonomia compresa fra 43 e 48 ore completano le specifiche.

Il cursore della ripetizione è integrato nella carrure a ore 9. La cassa misura 10,24 mm da vetro a vetro e 10,62 mm complessivi, con 21 mm fra le anse. È protetta da umidità e polvere ma non dichiarata impermeabile. Attraverso il fondello in zaffiro compare il calibro e, sul vetro, la dicitura “Patek Philippe Milano 2026”.
Una ripetizione minuti da 38 mm vestita di rosso e carbonio: uno degli incontri più insoliti fra una grande complicazione Patek Philippe e il linguaggio della Calatrava contemporanea.
Ref. 7147G-010: Calendario Perpetuo
Il verde appartiene alla 7147G-010, limitata a 100 esemplari.
La cassa in oro bianco da 38 mm accoglie un quadrante laccato verde con motivo carbonio centrale, cifre arabe applicate in oro bianco e indicazioni del calendario in italiano. Il cinturino coordinato in alligatore riprende i punti d’arresto tricolori.

Il calibro 240 Q misura 27,5 × 3,88 mm, con 275 componenti, 27 rubini e mini-rotore in oro 22 carati. Frequenza di 3 Hz, Gyromax, Spiromax in Silinvar e autonomia di 38-48 ore.
Giorno della settimana e indicazione delle 24 ore condividono il contatore a ore 9; mese e ciclo bisestile quello a ore 3; data e fasi lunari sono a ore 6. Quattro correttori intervengono separatamente sulle indicazioni. In dotazione c’è uno stilo di funzione in ebano e oro bianco.
Ref. 7007G-010: Data e secondi al centro
Il terzo elemento del trittico è la 7007G-010, realizzata in 200 esemplari.
Quadrante laccato bianco, centro con motivo carbonio, cifre arabe applicate antracite in oro bianco con materiale luminescente e lancette a bastone coordinate. La data è a ore 3; il cinturino in alligatore bianco prosegue la scelta cromatica.

Il 26-330 S C automatico misura 27 × 3,32 mm, con 207 componenti, 30 rubini, rotore centrale in oro 21 carati, frequenza di 4 Hz e autonomia di 35-45 ore.
La cassa misura 38 × 9,97 mm, oppure 8,81 mm considerando la distanza fra i due vetri, con 21 mm tra le anse. Impermeabilità: 30 metri.
Aquanaut 5167A-014: blu e rosso per Milano
La 5167A-014 porta l’Aquanaut in una serie di 250 esemplari.
La cassa in acciaio misura 40,8 mm tra ore 10 e ore 4, con 8,10 mm dal vetro al fondello e 8,95 mm dal vetro alle anse. Le superfici lucide sono accostate alla satinatura verticale di lunetta e fianchi; corona a vite e impermeabilità fino a 30 metri.

Il quadrante blu soleil sfuma verso il nero mantenendo il motivo Aquanaut in rilievo. Cifre arabe applicate e lancette a bastone sono in oro bianco con materiale luminescente; minuteria e lancetta centrale dei secondi sono rosse. Data a ore 3.
Il movimento è ancora il 26-330 S C: 27 × 3,32 mm, 207 componenti, 30 rubini, 4 Hz, rotore centrale in oro 21 carati e 35-45 ore di autonomia.

Il cinturino integrato in materiale composito blu notte riprende il motivo del quadrante e termina nel fermaglio déployant. Il fondello in zaffiro porta l’iscrizione “Patek Philippe Milano 2026”.
5531G-012 e 5531G-013: Milano, giorno e notte
Le 5531G-012 e 5531G-013 sono prodotte in cinque esemplari ciascuna.
Al centro del quadrante, la prima riproduce Milano di giorno, la seconda di notte, entrambe attraverso smalto Grand Feu cloisonné. La 012 richiede 45 cm di filo d’oro, circa 0,15 g, e 16 colori di smalto; la 013 impiega la stessa quantità di filo e una tavolozza di 12 colori. Il disco delle città riporta 24 toponimi in italiano e riserva a “Milano” il rosso.

Il R 27 HU automatico misura 32 × 8,5 mm, conta 452 componenti e 45 rubini, lavora a 3 Hz e offre 43-48 ore di autonomia. Il mini-rotore in oro 22 carati è guilloché e la spirale Spiromax è realizzata in Silinvar.
La particolarità della Ref. 5531 rimane una delle soluzioni tecniche più raffinate della collezione: la ripetizione minuti suona l’ora locale, quella del fuso selezionato a ore 12 e indicato dalle lancette centrali. Il pulsante a ore 2 permette di spostare l’ora locale a scatti di un’ora.

La cassa in oro bianco misura 40,2 mm di diametro, 43,83 mm corona compresa, 47,35 mm da ansa ad ansa e 12,08 mm di spessore totale. Anse traforate, carrure e cursore della ripetizione sono lavorati con guillochage manuale Clous de Paris.
La 012 monta un cinturino in vitello marrone chiaro grainé con impunture écru; la 013 un vitello blu notte grainé con impunture rosse. Fermaglio déployant in oro bianco. Per entrambe sono previsti due fondelli intercambiabili: zaffiro con “Patek Philippe Milano 2026” decalcato e oro bianco pieno con la stessa dicitura incisa.
25 creazioni di Alto Artigianato, quattro racconti dell’Italia
La seconda metà del progetto Milano 2026 è composta da 25 creazioni di Alto Artigianato: sei pendolette Dôme, una pendoletta da tavolo, quattro orologi da tasca e quattordici da polso. Patek Philippe le divide in quattro temi: regioni e città d’Italia, artigianato tradizionale italiano, pittura italiana, arti e mestieri.
Qui il dato tecnico conta quanto il soggetto. Incisione e guillochage manuali, incastonatura, smalto Grand Feu cloisonné, pittura miniata, paillonné, flinqué, grisaglia e intarsio in legno vengono utilizzati singolarmente o combinati sulla stessa creazione.
Per le strade d’Italia
Quattro Calatrava da 38 × 8,3 mm, tutte limitate a sei esemplari, raccontano altrettanti paesaggi italiani attraverso la presenza della Cinquecento. Le casse sono in oro bianco o rosa, le lunette lavorate Clous de Paris e il movimento è sempre il calibro 240 ultrapiatto automatico, visibile attraverso il fondello in zaffiro.

La 5177G-053 dedicata alla Costiera Amalfitana impiega circa 43 cm di filo d’oro e richiede nove cotture a 830 °C; la pittura miniata amplia ulteriormente la tavolozza cromatica. Alligatore turchese e oro bianco accompagnano il paesaggio costiero.

La 5177G-054 “Viaggio in Puglia” sale a 47 cm di filo d’oro, 28 colori di smalto più 13 dedicati alla pittura miniata e 12 cotture a 820 °C. Cassa in oro bianco e alligatore blu scuro.

Le 5177R-010 “Chianti” e 5177R-011 “Lago di Como” passano all’oro rosa, rispettivamente con alligatore beige miele e corallo. Nel complesso, le quattro referenze utilizzano fra 43 e 60 cm di filo d’oro, da 28 a 40 colori di smalto, da 13 a 32 colori per la pittura miniata e da nove a dodici cotture fra 820 e 830 °C.

Francobolli, Roma e una mappa di Milano
La Dôme unica 20183M-001 “Francobolli italiani” combina cloisonné, paillonné, pittura miniata e incisione. I francobolli e la carta d’Italia sulla cupola richiedono 17,02 metri di filo d’oro, circa 31,82 g, 26 colori di smalto e da otto a tredici cotture fra 800 e 830 °C. Le fontane e i nomi delle città sono incisi e smaltati; tre paillons in oro marcano sulla cupola le città rappresentate. Il giro delle ore è in marmo, con centro guilloché soleil en vagues. Il movimento è il 17”’ PEND, meccanico con carica mediante motore elettrico.


La 20184M-001 “Roma di notte”, ancora un esemplare unico, utilizza grisaglia al blanc de Limoges, pittura in oro fino giallo e bianco e incisione. Ogni placca affronta dieci cotture a circa 780 °C. L’anello delle ore laccato bianco è affiancato da due colombe-gioiello applicate e incise; il centro è guilloché soleil en vagues sotto smalto grigio traslucido. Misura 128 × 213,5 mm e monta il 17”’ PEND.


La 25028M-001 “Città di Milano”, limitata a tre esemplari, affronta il tema urbano su tre superfici. La pianta concentrica della città passa dal quadrante alle due pareti curve laterali, obbligando lo smaltatore a mantenere la continuità delle strade. Servono circa 11 metri di filo d’oro, 21,3 grammi, 20 colori di smalto e da otto a nove cotture fra 850 e 900 °C per ciascun elemento smaltato. Il fondo guilloché a motivo grain d’orge rimane visibile attraverso lo smalto traslucido; il Duomo occupa il centro della composizione.


Burano, Venezia e la Reggia di Venaria
Il tasca unico 992/193J-001 “Burano” utilizza cloisonné, flinqué, paillonné e incisione manuale. Circa 2,8 metri di filo d’oro, 70 colori di smalto e una quindicina di cotture a 800 °C costruiscono case e riflessi della laguna. La cassa in oro giallo misura 44,1 × 8,8 mm, con corona impreziosita da uno spinello rosso da 0,26 ct; il movimento è il manuale 17”’ LEP PS. Supporto e catena aggiungono spinelli, zaffiri, quarzo blu e cristallo di rocca.


La 995/147G-001 “Crociera a Venezia” cambia completamente tecnica. L’intarsio del motoscafo e del Canal Grande utilizza 334 tessere e 15 minuscole incrostazioni selezionate fra 37 essenze di legno, affiancate dalla pittura miniata su smalto. Il quadrante nero opaco richiama la strumentazione di bordo; corona, supporto e catena sono impreziositi da onice. Il movimento è ancora il 17”’ LEP PS manuale.


Le Golden Ellipse 5738/50R-027 “La Grande Galleria” e 5738/50G-050 “Motivo barocco” sono rispettivamente limitate a cinque e sei esemplari. Entrambe misurano 34,5 × 39,5 mm per 6,5 mm, con calibro 240 e fondo pieno.


La prima, in oro rosa, utilizza circa 1,2 metri di filo d’oro, 20 colori e 12 cotture oltre gli 800 °C per ricostruire la prospettiva della Grande Galleria della Reggia di Venaria, lunga ottanta metri. La seconda, in oro bianco, richiede circa un metro di filo d’oro, la stessa tavolozza di venti smalti e dodici cotture per riprodurre un dettaglio degli apparati barocchi della Reggia.
Toscana e Golfo di Napoli
La Golden Ellipse 5738/50R-017 “Tramonto in Toscana”, prodotta in dieci esemplari, affida l’intero quadrante all’intarsio in legno: 203 tessere e 75 minuscole incrostazioni provenienti da 57 essenze. Cassa in oro rosa da 34,5 × 39,5 × 6,5 mm, calibro 240 e cinturino in vitello color gold.

I tre Calatrava dedicati al Golfo di Napoli sono invece tutte limitate a sei pezzi, misurano 38 × 8,3 mm e utilizzano il calibro 240. Condividono quadrante guilloché a onde, smalto flinqué, cloisonné Grand Feu, pittura miniata e 112 diamanti per circa 0,87 ct su lunetta e attacchi; altri 29, circa 0,24 ct, sono sulla fibbia.
La 5077/100J-010 “Golfo di Napoli”, in oro giallo, porta sul quadrante alberi di limone e i Faraglioni di Capri. Impiega 40 cm di filo d’oro, 30 colori di smalto, nove colori per la pittura miniata e da otto a nove cotture fra 750 e 820 °C. Il cinturino è in alligatore blu lucido.

La 5077/100R-072 “Spiaggia di Capri”, in oro rosa, utilizza 41 cm di filo, 22 colori, altri dieci per la pittura miniata e fra 15 e 20 cotture da 800 a 840 °C. Ombrelloni, bagnanti e schiuma del mare compongono la scena; il cinturino è in alligatore blu turchese.

La 5077/100G-082 “Baia rosa”, in oro bianco, porta la tavolozza a 84 colori di smalto, con circa 48 cm di filo d’oro, 15 colori per la pittura miniata e da sette a otto cotture comprese fra 750 e 840 °C. Il golfo al tramonto è incorniciato dalle bouganville e accompagnato da un alligatore rosa fucsia.

Tre quadranti da 38 mm, costruiti attraverso tre combinazioni cromatiche e tecniche profondamente diverse.
Sicilia: Longwy e cloisonné
La Dôme unica 20185M-001 “Limoni di Sicilia” porta in orologeria lo smalto di Longwy su porcellana, ispirandosi alle maioliche siciliane. Il disegno viene tracciato sul biscotto con sottili contorni neri, quindi riempito con 14 smalti opachi e rifinito a pennello attraverso altri cinque pigmenti. Ogni placca richiede cinque cotture a temperature decrescenti da 1.020 a 745 °C. Misura 126 × 221,2 mm e utilizza il 17”’ PEND.


La 20179M-001 “Arance di Sicilia”, anch’essa unica, lavora invece sulla profondità. Gli aranci in primo piano sono costruiti in Grand Feu cloisonné; Palermo rimane sul secondo piano attraverso la pittura miniata. La decorazione richiede circa 15 metri di filo d’oro, 26,8 grammi, 49 colori di smalto e altri quattro o cinque colori pastello per la pittura miniata. Ogni placca affronta da nove a undici cotture fra 900 e 910 °C. Anche qui il movimento è il 17”’ PEND.


Mosaico fiorentino, Ravenna e Murano
La 7040/250G-011 “Mosaico fiorentino” è un pezzo unico con ripetizione minuti. La cassa Officier in oro bianco misura 36 × 10,1 mm e contiene il R 27 PS automatico.

Il quadrante riproduce l’effetto di un mosaico fiorentino in pietre dure attraverso Grand Feu e pittura miniata. La lavorazione impiega 16 colori di smalto, nove strati di fondente trasparente e complessivamente 25 cotture a circa 750 °C. La lunetta porta 168 diamanti per circa 0,83 ct; altri 26, circa 0,19 ct, sono sulla fibbia.


La Dôme unica 20180M-001 “Ravenna” porta questi numeri ancora più lontano: circa 33,4 metri di filo d’oro, pari a 84,29 grammi, venti colori di smalto e dieci cotture a 750 °C per ciascuna placca. Cloisonné, paillonné e pittura miniata ricostruiscono l’effetto del micromosaico del Mausoleo di Galla Placidia. Misura 128 × 213,5 mm e monta il 17”’ PEND.


La mini-Dôme 10039M-001 “Millefiori”, prodotta in cinque esemplari, utilizza circa 14,5 metri di filo d’oro, 27,5 grammi, dieci colori di smalto e dieci cotture a 770 °C per placca. Il giro delle ore in madreperla bianca porta dodici zaffiri arancio scuro taglio baguette per 1,92 ct. Misura 92,6 × 152,3 mm e utilizza ancora il 17”’ PEND.
Dante
La 995/151G-001 “Dante” è un pezzo unico in oro bianco ispirato al ritratto di Dante dipinto intorno al 1495 da Botticelli.


Cloisonné, pittura miniata, polvere d’oro e incisione convivono sulla stessa superficie. Sono impiegati 14 smalti, circa 19 cm di filo d’oro e 25 cotture a 800 °C. Le stelle emergono dalla polvere d’oro, mentre elementi ispirati ai disegni realizzati da Botticelli per la Divina Commedia incorniciano la composizione.

La cassa misura 44,1 × 9,1 mm, con cabochon in smalto blu sulla corona, e ospita il manuale 17”’ LEP PS con piccoli secondi. Il supporto in oro bianco integra segmenti di quarzo rutilato e poggia su una base in lapislazzuli con inclusioni di pirite; completa l’insieme una catena in oro bianco con medaglione smaltato.
Leone, merletti e stucchi
La Golden Ellipse 5738/50G-039 “Leone sdraiato”, limitata a sei esemplari, utilizza la grisaglia al blanc de Limoges per interpretare il leone scolpito da Pasquale Ricca nel 1866, ricollocato nella composizione davanti al colonnato della Basilica di San Francesco di Paola a Napoli.

Il quadrante richiede 19-20 cotture a temperature decrescenti fra 780 e 755 °C. La cassa in oro bianco misura 34,5 × 39,5 × 6,5 mm, il fondo è pieno e il movimento il calibro 240. Alligatore nero e fibbia in oro bianco completano l’insieme.

Le Calatrava 5077/100R-069 “Merletti rosa” e 5077/100G-080 “Merletti blu” combinano smalto champlevé, paillonné e cristallo di zaffiro inciso a mano. I materiali Patek Philippe presentano una discrepanza sulla tiratura delle due referenze; per questo il numero di esemplari non viene riportato qui. Le schede tecniche concordano invece sulle caratteristiche costruttive: entrambe misurano 38 × 8,3 mm, utilizzano il calibro 240 e presentano 112 diamanti sulla cassa, circa 0,87 ct, e 29 sulla fibbia, circa 0,24 ct.

La versione rosa, in oro rosa, impiega sei colori di smalto e da otto a dodici cotture a 760 °C, con cinturino in vitello marrone cioccolato satinato. Quella blu, in oro bianco, utilizza cinque colori e da otto a quindici cotture alla stessa temperatura, abbinati a vitello blu marino satinato.

L’ultima referenza è il tasca unico 995/148G-001 “Stucchi italiani”. Fondo guilloché soleil, smalto flinqué verde traslucido e un’applicazione incisa a rilievo riproducono le volute e le conchiglie degli stucchi rinascimentali e barocchi. Sono necessarie sei cotture a 765 °C.


La cassa in oro bianco misura 45 × 9,7 mm; la corona porta una tsavorite da 0,28 ct. Quadrante in smalto bianco opaco, cifre Breguet applicate e lancette a foglia in oro bianco. Il 17”’ LEP PS manuale governa ore, minuti e piccoli secondi.

Il supporto in oro bianco termina con una conchiglia incisa a mano e poggia su marmo bianco con una seconda tsavorite da 0,35 ct. La catena, ancora in oro bianco, riprende la conchiglia nel medaglione.
Gondolo Ladies First: Patek Philippe riapre un capitolo del 2009
A completare le novità presentate a Milano arriva una collezione che sposta il racconto dalla complicazione al design dell’orologio-gioiello. Si chiama Gondolo Ladies First e comprende sei nuove referenze: tre con quadrante opalino e réhaut di diamanti, tre Joaillerie con pavé esteso a quadrante, cassa e anse. Tutte recuperano una silhouette che occupa un posto particolare nella storia recente della Manifattura.
Il riferimento è la Ladies First Chronograph Ref. 7071 del 2009. Non soltanto per la cassa di forma coussin, con angoli smussati e proporzioni morbide: fu proprio quell’orologio a introdurre il primo movimento cronografico di Manifattura a carica manuale di Patek Philippe, il CH 29-535 PS, scegliendo un modello femminile per il suo debutto. Il nuovo Gondolo riparte da quelle proporzioni, recuperando allo stesso tempo una linea la cui storia affonda nell’Art Déco e nel rapporto di Patek Philippe con il mercato brasiliano. Negli anni il Gondolo ha assunto forme coussin, quadrate, rettangolari e tonneau; persino il Twenty~4 degli anni Novanta trova parte delle proprie origini in questo vocabolario formale.
La cassa misura 31 × 34,8 mm per 8,03 mm di spessore, è interamente lucida e presenta anse articolate pensate per seguire il profilo del polso. Fondo pieno e impermeabilità fino a 30 metri sono comuni a tutte e sei le referenze. Anche il movimento è lo stesso: il calibro E15 al quarzo, appena 15 × 13 mm per 1,8 mm di spessore, con 57 componenti, sei rubini, frequenza di 32.768 Hz e un’autonomia della batteria di circa tre anni. Una scelta precisa, che Patek Philippe lega alla volontà di privilegiare praticità e facilità d’uso in una collezione costruita innanzitutto attorno a forma, colore e gioielleria.

Il primo gruppo comprende le Ref. 7043G-001, 7043R-001 e 7043GR-001. Il quadrante opalino è attraversato da un motivo a onde concentriche stampato a rilievo; indici applicati sfaccettati a trapezio dialogano con piccoli cabochon in oro utilizzati per la minuteria e con sottili lancette a foglia. A incorniciare il quadrante troviamo un réhaut inclinato con 108 diamanti taglio brillante per 0,41 ct, le cui dimensioni vengono graduate seguendo il perimetro della cassa.

La 7043G-001 abbina oro bianco, quadrante blu-grigio e cinturino in vitello con motivo denim nella stessa tonalità; la 7043R-001 passa all’oro rosa, con quadrante castagna e vitello marrone effetto denim. La 7043GR-001 lavora invece sul bicolore: cassa in oro bianco, corona e anse articolate in oro rosa, quadrante argentato e cinturino in vitello beige martellato. Tre letture della stessa forma, ottenute senza modificare proporzioni o costruzione.

Le tre Gondolo Ladies First Joaillerie cambiano decisamente intensità. Le Ref. 7043/250G-001, 7043/250R-001 e 7043/250GR-001 portano l’incastonatura dal réhaut all’intero orologio: 687 diamanti taglio brillante per complessivi 3,11 ct. Di questi, 303 formano sul quadrante in oro 18 carati un pavé circolare che si sviluppa attorno al centro; 108 occupano il réhaut, 253 rivestono cassa e anse e altri 23 sono incastonati sulla fibbia.

Sono le pietre colorate a distinguere le tre varianti. La 7043/250G-001 in oro bianco utilizza 12 topazi blu taglio trapezio per 0,20 ct, lancette a foglia blu e alligatore blu pavone lucido. La 7043/250R-001 in oro rosa sostituisce il blu con 12 tsavoriti verdi per 0,22 ct, lancette verdi e alligatore coordinato. La bicolore 7043/250GR-001 abbina invece oro bianco a corona e anse in oro rosa, 12 ametiste viola taglio trapezio per 0,17 ct, lancette viola e alligatore della stessa tonalità. Il colore delle lancette viene ottenuto attraverso trattamento ALD, Atomic Layer Deposition, così da accordarlo alle pietre e al cinturino.

Interessante, soprattutto considerando il posizionamento di Patek Philippe, è proprio la presenza del quarzo. L’E15 non viene nascosto dietro la natura gioielliera dell’orologio: diventa parte del progetto. Secondo la Manifattura, soltanto il 20% dei suoi componenti è elettronico, mentre il restante 80% viene prodotto secondo gli stessi criteri applicati ai calibri meccanici; le parti meccaniche ricevono inoltre lo stesso tipo di attenzione nelle finiture riservato ai movimenti manuali e automatici.

C’è infine un altro debutto legato alla collezione. Gondolo Ladies First inaugura “I AM. I WEAR.”, la nuova campagna Patek Philippe dedicata al pubblico femminile, sviluppata a Londra da Leagas Delaney e accompagnata da un cortometraggio diretto da Mona Fastvold e Brady Corbet.
Una mostra che vale il viaggio, anche senza un orologio al polso
Ci sono oltre 500 pezzi esposti, certo. Ci sono il Patek Philippe Museum, le Grandi Complicazioni, i movimenti, gli artigiani al lavoro e alcuni orologi che difficilmente avremo un’altra occasione di vedere riuniti nello stesso luogo. Ma fermarsi ai numeri significherebbe perdere una parte importante della WATCH ART.
Perché qui possiamo osservare cosa accade prima che un orologio diventi un orologio. Possiamo vedere una mano piegare il filo d’oro di un cloisonné, seguire un’incisione, osservare un guillochage o capire cosa significhi costruire un quadrante attraverso dieci, quindici, venti passaggi in forno. Pochi metri più avanti, quattro indicazioni di un calendario perpetuo scattano insieme in trenta millisecondi. Scale quasi opposte dello stesso mestiere.
Milano aggiunge un’altra ragione per esserci. È incisa sui fondelli delle Limited Editions, compare in rosso sul disco delle città della 5531, viene ritratta di giorno e di notte e ricostruita attraverso undici metri di filo d’oro. È anche la città scelta da Patek Philippe per presentare al mondo il nuovo calendario perpetuo istantaneo della Ref. 5978P-010.
E qui arriviamo forse all’informazione più importante per chi ci sta leggendo: la WATCH ART Grand Exhibition è aperta a tutti e l’ingresso è gratuito. Si tiene dal 2 al 18 ottobre 2026 al CityOval di Milano; è richiesta la registrazione e Patek Philippe consiglia di prenotare in anticipo per evitare le code.
Non bisogna essere clienti Patek Philippe. Non bisogna possedere un orologio importante e nemmeno conoscere la differenza tra un calendario annuale e uno perpetuo. Le Grand Exhibition nascono proprio per portare fuori dalla Manifattura orologi, patrimonio, tecniche e persone che normalmente vediamo soltanto attraverso fotografie e vetrine.
Per noi che viviamo l’orologeria, è uno di quegli appuntamenti da segnare in agenda senza pensarci troppo. Per chi degli orologi sa poco o nulla, può diventare una mostra di arte, tecnica, design, storia e lavoro manuale prima ancora che di lancette e complicazioni.
Eventi di questa portata arrivano raramente così vicino a noi. Questa volta Patek Philippe è a Milano, le porte sono aperte e l’ingresso è gratuito. Anche senza un orologio al polso, vale la pena entrarci.
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