Una spiacevole notizia arriva da Le Locle. Nella notte tra il 13 e il 14 settembre, il museo privato di Ulysse Nardin è stato vittima di un furto durante il quale sono stati sottratti diversi orologi storici appartenenti alla collezione della Maison.

Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità locali, diversi individui si sarebbero introdotti nell’edificio intorno alle 3:00 del mattino, forzando l’accesso al museo e alcune delle vetrine espositive.

Il numero esatto degli oggetti sottratti e il valore complessivo della refurtiva non sono ancora stati comunicati. Ulysse Nardin ha tuttavia confermato che tra gli orologi rubati figurano esemplari estremamente rari, parte del patrimonio storico della Manifattura fondata a Le Locle nel 1846.
Cosa sappiamo sul furto a Ulysse Nardin
Durante l’effrazione il sistema di allarme si sarebbe regolarmente attivato, provocando l’intervento di una società di sicurezza. L’accesso utilizzato dai responsabili, tuttavia, non sarebbe stato individuato durante il primo controllo.

Il furto sarebbe stato scoperto soltanto circa un’ora più tardi, quando gli autori avevano già lasciato il museo.

La polizia giudiziaria ha aperto un’indagine per identificare i responsabili e ricostruire con precisione quanto accaduto. Le autorità stanno inoltre cercando eventuali testimoni che abbiano osservato persone, veicoli o comportamenti sospetti a Le Locle tra le 2:00 e le 4:00 del 14 settembre.
Due furti a Le Locle in poco più di un mese
Quanto accaduto assume un peso ancora maggiore alla luce di un precedente molto recente.
Lo scorso 9 agosto, il Musée d’Horlogerie du Locle – Château des Monts era stato a sua volta vittima di un furto. In quell’occasione, quattro persone erano riuscite a sottrarre meno di dieci oggetti dalla collezione del museo, prima di allontanarsi.
In poco più di un mese, quindi, due importanti collezioni orologiere di Le Locle sono state colpite da altrettanti furti. Due episodi che toccano una città profondamente legata alla storia dell’orologeria e un patrimonio costruito e preservato attraverso generazioni.
Al momento non risultano confermati collegamenti tra i due casi, ed è importante evitare qualsiasi conclusione in questo senso.
Le nostre considerazioni
Al di là del valore economico, gli orologi sottratti appartengono alla memoria storica di Ulysse Nardin. Sono oggetti conservati perché possano continuare a raccontare una storia iniziata quasi due secoli fa e arrivata fino a noi. Vederli scomparire da un museo significa, almeno per il momento, perdere una piccola parte di quella memoria.
Per questo ci sentiamo di rivolgere un appello a chi ci legge. Se nelle prossime settimane o nei prossimi mesi dovessero riemergere esemplari Ulysse Nardin storici particolarmente rari o dalla provenienza poco chiara, un’attenzione in più potrebbe fare la differenza.
Naturalmente senza sospetti affrettati o iniziative personali. Qualsiasi elemento concreto dovrà essere affidato alla Maison e alle autorità competenti, perché possano svolgere le verifiche necessarie.
Oggi possiamo soltanto esprimere la nostra vicinanza alle persone di Ulysse Nardin che hanno custodito e raccontato questi pezzi nel tempo, con una speranza molto semplice: poterli rivedere presto nelle loro vetrine a Le Locle.
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