Prima dello sfarzo, prima del lusso, prima dei contratti nelle corse automobilistiche, i segnatempo avevano una sola funzione: decretare chi fosse il più veloce, chi fosse il vincitore.
Il conteggio del tempo è imparziale, spietato ma estremamente onesto, esattamente come lo sport. La precisione è l’unico elemento rilevante e il millesimo di secondo può fare tutta la differenza del mondo.
In questa guida andremo a scoprire come l’orologio nel mondo della Formula 1 si sia evoluto dal suo ruolo cronometrico a quello identitario di team e pilota, analizzando i marchi che hanno segnato la storia di queste competizioni.
Luci spente… si parte!
Misurare la velocità
Prima di addentrarci nella analisi dei brand e delle collaborazioni è doverosa una parentesi che ricordi come sia nato questo legame Formula 1 e orologeria. Per farlo dobbiamo tornare indietro nel tempo, precisamente al 1867, anno in cui due veicoli stradali a vapore si sfidarono lungo un percorso di circa otto miglia tra Ashton-under-Lyne e Old Trafford, nei pressi di Manchester.
Questa prova è considerata come il primo confronto tra due veicoli, l’evento di fine XIX secolo più celebre è però datato 22 luglio 1894, quando il quotidiano francese Le Petit Journal organizzò il Concours des voitures sans chevaux, da Parigi a Rouen, lungo circa 126 chilometri. Non si trattava ancora di una gara di velocità nel senso moderno del termine: il concorso premiava infatti soprattutto sicurezza e praticità dei veicoli. Fu tuttavia uno dei primi grandi eventi organizzati dell’automobilismo e contribuì a trasformare la competizione in uno strumento per dimostrare la superiorità tecnica delle diverse automobili.

Le Petit Journal, Concours des voitures sans chevaux
Le prime competizioni automobilistiche si svolgevano prevalentemente su strade e circuiti cittadini, trasformando le vie delle città e le arterie che collegavano il Paese in veri e propri tracciati di gara, ma la progressiva crescita delle velocità e dei rischi ad essa collegati portò alla nascita di strutture concepite espressamente per le corse. Nacquero circuiti storici come Brooklands (1907), Indianapolis Motor Speedway (1909) e il nostro Autodromo Nazionale di Monza (1922).
In questa nuova dimensione la misurazione del tempo assume un’importanza sempre maggiore: in un circuito dove la gara viene costruita sull’inanellarsi di giri su giri non basta più stabilire chi sia arrivato per primo, si vuole sapere quanto tempo abbia impiegato e se sia stato in grado di migliorarsi.

Autodromo Nazionale di Monza
Per decenni questo ruolo rimase un’esclusiva dei cronografi manuali, strumenti già sofisticati che permettevano di raggiungere la precisione del decimo di secondo: uscendo per un attimo dal mondo automobilistico è infatti giusto menzionare Omega che nel 1932 fornì per la prima volta tutti i servizi di cronometraggio di un’edizione dei Giochi Olimpici con 30 cronografi rattrappanti ad alta precisione.
Il limite non risiedeva però nello strumento, bensì in chi quello strumento lo comandava, il momento in cui veniva azionato dipendeva ancora dalla sincronizzazione occhio-mano di un essere umano. Questo elemento chiave accompagnerà l’evoluzione della Formula 1: nel 1950 nasce ufficialmente il Campionato del Mondo ed eredita la cultura della misurazione del tempo collaudata negli anni precedenti.
La soluzione al problema della rilevazione manuale arriva con l’introduzione progressiva di sistemi automatici: nascono le prime fotocellule che si attivano quando una vettura interrompe un fascio luminoso ed il sistema registra automaticamente quell’istante. Il tempo non deve più essere visto da una persona, viene catturato dalla tecnologia.
La svolta conclusiva avviene dal 1971 quando Heuer introdusse il Le Mans Centigraph, un sistema in grado di misurare e visualizzare i tempi fino al millesimo di secondo e di seguire più vetture contemporaneamente. L’evoluzione consentì poi di registrare numeri di vettura, giri completati e tempi sul giro, arrivando a misurazioni al millesimo di secondo.

Heuer e il Le Mans Centigraph
La Formula 1 contemporanea è il risultato di questa evoluzione. Oggi il cronometraggio ufficiale non dipende più dall’uomo che osserva il passaggio di una vettura e preme un pulsante: i regolamenti FIA prevedono specifici sistemi di cronometraggio basati su transponder, integrati in un’infrastruttura tecnologica capace di raccogliere e distribuire i dati della competizione, consentendo persino allo spettatore di analizzare lo svolgimento di una gara.
Il percorso, in poco più di un secolo, è quindi quasi paradossale: dall’orologio nelle mani del cronometrista a un’infrastruttura digitale capace di misurare e analizzare ogni istante della competizione.
Dal cronometro al brand
Fu proprio il passaggio dal segnatempo agli strumenti elettronici di cronometraggio a cambiare la natura del rapporto tra orologeria e motorsport. La Formula 1 diventa sempre più autonoma nella registrazione del tempo e l’orologio assume una nuova funzione simbolica: la precisione, la velocità, l’innovazione e le prestazioni diventano ora un linguaggio attraverso il quale un brand può raccontare i propri valori.
Perché tutto questo potesse trasformarsi in un vero strumento commerciale era necessario un ulteriore passaggio: la nascita della F1 intesa come piattaforma pubblicitaria.
Inizialmente le vetture correvano decorate delle rispettive livree nazionali o di scuderia e la presenza di partner commerciali era limitata e, in ogni caso, estremamente lontana dall’idea moderna di spazio pubblicitario.
Tutto cambiò nel 1968 quando la Commission Sportive Internationale (CSI), l’organismo che all’epoca governava lo sport automobilistico internazionale, aprì alla sponsorizzazione commerciale delle vetture. Al Gran Premio del Sudafrica una Brabham privata schierata dal Team Gunston scese in pista con i colori del produttore di sigarette sudafricano. Una gara più tardi, al Gran Premio di Spagna, la Lotus abbandonò il tradizionale British Racing Green per la celebre livrea rosso, oro e bianco di Gold Leaf.

Lotus 49 con livrea Gold Leaf
Ecco lo spartiacque che cambiò per sempre il volto delle monoposto di Formula 1: le vetture smettono di essere solo una rappresentazione dell’abilità tecnica di un team e iniziano a diventare mezzo di comunicazione. Esattamente in questa nuova F1 i produttori di orologi trovano un terreno ideale.
Da quel momento, tuttavia, parlare genericamente di partnership potrà risultare fuorviante. Nel corso dei decenni i marchi dell’orologeria hanno infatti ricoperto ruoli molto diversi all’interno del mondo della Formula 1. Per comprenderne le differenze è quindi utile distinguere almeno quattro forme principali di collaborazione.
Official Timekeeper
L’Official Timekeeper è il partner ufficiale incaricato della misurazione del tempo nella competizione. Il suo ruolo è dunque legato al sistema di cronometraggio ufficiale, alla rilevazione dei tempi di gara, qualifiche e sessioni del campionato.
Negli corso degli anni questo incarico è stato ricoperto da diversi marchi: Heuer ebbe un ruolo pionieristico nel cronometraggio della F1 negli anni Sessanta, successivamente Longines dal 1982 al 1991 e da TAG Heuer dal 1992 al 2003. Vi fu poi una fase transitoria durante la quale questo ruolo venne affidato a realtà tecnologiche sino a quando Hublot ne assunse l’incarico nel 2010, seguita da Rolex dal 2013 fino al 2024. Dal 2025 TAG Heuer è tornata a ricoprire ufficialmente il ruolo, inaugurando una nuova partnership decennale con Formula 1.
Official Watch o Official Timepiece
Diverso è il concetto di Official Watch, Official Timepiece o Official Watchmaker. In questo caso il rapporto è principalmente legato alla rappresentazione del campionato attraverso il marchio, i suoi prodotti e le sue attività di comunicazione.
Un esempio particolarmente significativo è Rolex. Dal 2013 il marchio è stato Global Partner e Official Timepiece di Formula 1, con una presenza capillare nei circuiti, nelle comunicazioni televisive e negli eventi del campionato. Il rapporto non coincide quindi necessariamente con quello di un fornitore tecnico del cronometraggio: Rolex ha costruito la propria presenza soprattutto attorno al valore simbolico del tempo, alla propria immagine e all’associazione con i più prestigiosi appuntamenti del calendario.
Team Partner
Un ulteriore livello è quello della collaborazione con una singola scuderia.
In questo caso il marchio non rappresenta la Formula 1 nel suo complesso, ma entra nell’universo di un determinato team. Il logo può comparire sulla monoposto, sulle tute, nell’abbigliamento della squadra e negli spazi del paddock. Il produttore può sviluppare orologi dedicati alla scuderia o sfruttare la partnership per campagne pubblicitarie. È il caso, per esempio, di IWC Schaffhausen e Mercedes-AMG PETRONAS: dal 2013 IWC è Official Engineering Partner del team e, nel corso della collaborazione, ha sviluppato una serie di segnatempo ispirati alla squadra e al mondo della Formula 1.
Driver Partner e Ambassador
Ancora diverso è il rapporto diretto con il pilota.
Il driver può diventare ambassador di un marchio indipendentemente dal ruolo che quest’ultimo ricopre nei confronti della Formula 1 o della sua squadra. È una forma di collaborazione particolarmente potente perché trasferisce al prodotto non soltanto la visibilità dello sportivo, ma anche la sua storia personale: vittorie, carattere, stile e reputazione.
Non è un caso che anche Rolex abbia costruito una parte significativa della propria storia nel motorsport attraverso gli ambassador: il marchio sostiene Sir Jackie Stewart dal 1968, molto prima di diventare partner ufficiale della Formula 1 nel 2013.
Licensed / co-branded
Esiste infine una categoria ancora diversa: quella degli orologi prodotti su licenza ufficiale.
In questo caso un marchio può ottenere il diritto di utilizzare il nome, il logo o gli elementi identificativi della Formula 1 o di una squadra per realizzare e commercializzare determinati segnatempo.
Un esempio è Jacques Lemans, che nel 2006 siglò un accordo di licenza con Formula 1 per la produzione di una collezione ufficiale di orologi dedicati al campionato.
Dal cronometro alla sponsorizzazione dunque, ma quali sono i brand che più hanno intrecciato la loro storia con quella della competizione regina, la Formula 1?
Gli orologi protagonisti della Formula 1
Armin Strom — Team Partner / Official Timing Partner

Il nome Armin Strom nasce dall’attività dell’omonimo maestro orologiaio, che nel 1967 apre il proprio laboratorio a Burgdorf, in Svizzera. Negli anni successivi Strom si afferma per la lavorazione artigianale dei movimenti e collabora anche con importanti maison come Omega. Nel 2006 Serge Michel e Claude Greisler ne raccolgono l’eredità, trasformando progressivamente il marchio nella manifattura indipendente che conosciamo oggi.
Il rapporto con la Formula 1 nasce nel 2011, quando Armin Strom diventa Official Timing Partner del Marussia Virgin Racing Team. La collaborazione prosegue nel 2012 con il passaggio a Marussia F1 Team e viene rinnovata fino al 2014.
La partnership si traduce anche nella collezione Racing, con modelli come il Racing One Week, il Racing Regulator e il Racing Chronograph. Particolarmente significativo è il Racing Gravity, i cui ponti del movimento utilizzano materiale proveniente dal blocco motore di una monoposto di Formula 1.
Audemars Piguet — Driver Partner

Audemars Piguet Royal Oak Concept Laptimer Michael Schumacher
Il rapporto tra Audemars Piguet e la F1 prende forma soprattutto attraverso la collaborazione con alcuni dei protagonisti del circus. Il primo progetto di particolare rilievo arriva nel 2004 con Juan Pablo Montoya, al quale viene dedicato un Royal Oak Offshore Chronograph prodotto in 500 esemplari. Il modello introduce inoltre per la prima volta l’utilizzo della fibra di carbonio da parte di Audemars Piguet per la lunetta di un Royal Oak Offshore.
Nel 2008 è invece la volta di Rubens Barrichello, con il Royal Oak Offshore Barrichello, realizzato in 257 esemplari e caratterizzato da una costruzione in oro rosa, ceramica, titanio e da numerosi richiami al mondo automobilistico.
La collaborazione più significativa arriva però con Michael Schumacher. Nel 2015 Audemars Piguet presenta il Royal Oak Concept Laptimer Michael Schumacher, nato da una richiesta dello stesso pilota: creare un cronografo meccanico capace di registrare una successione di giri senza interrompere la misurazione. Dopo quasi cinque anni di sviluppo nasce il calibro 2923, dotato di due lancette cronografiche che lavorano alternativamente. Alla fine di un giro, una lancetta si ferma per conservare il tempo appena registrato mentre l’altra torna istantaneamente a zero e riparte per misurare il giro successivo.
Il principio può ricordare quello di un rattrapante, ma la funzione è diversa: invece di confrontare due eventi che avvengono contemporaneamente, il Laptimer permette di registrare in successione i tempi di più giri mantenendo quello precedente come riferimento. Una soluzione sviluppata specificamente per il motorsport e che, nel 2015, rappresentava una prima assoluta per un cronografo meccanico. La serie fu limitata a 221 esemplari, numero corrispondente alle gare di Formula 1 in cui Schumacher aveva conquistato punti.
Artisans de Genève — Driver Partner

Artisans de Genève Montoya Platinum Challenge
Artisans de Genève rappresenta una delle interpretazioni più radicali del rapporto tra alta orologeria e motorsport. L’atelier ginevrino non produce infatti orologi propri, ma reinterpreta segnatempo esistenti attraverso lavorazioni artigianali eseguite su richiesta del cliente.
Il progetto più celebre è La Montoya, realizzato nel 2018 insieme a Juan Pablo Montoya e basato sul Rolex Daytona 116520. Il legame con il pilota colombiano è particolarmente significativo: Montoya ha vinto per tre volte la 24 Ore di Daytona, nel 2007, 2008 e 2013. Il suo Daytona viene così completamente ripensato, con quadrante e movimento scheletrizzati, una lunetta in carbonio forgiato e un fondello trasparente che lascia in vista il calibro Rolex 4130. I contatori del cronografo, dipinti nei colori della bandiera colombiana, completano il progetto. La prima serie è stata limitata a 50 esemplari.
Nel 2019 arriva La Montoya Gold, prodotta in 42 esemplari, seguita nel 2020 dalla versione Platinum, realizzata come pezzo unico. La collaborazione con Montoya è poi tornata nel 2025 con La Montoya Rose, ancora una volta costruita attorno al Daytona e caratterizzata dal movimento scheletrato e da un rotore in oro rosa.
Più che una semplice personalizzazione estetica, La Montoya rappresenta quindi un intervento radicale sull’architettura dell’orologio: un Daytona trasformato attraverso la stessa ricerca di leggerezza, tecnica e carattere che appartiene al mondo delle corse.
Bell & Ross — Team Partner

Bell & Ross BR-X1 RS17
Nata nel 1992 dall’iniziativa di Bruno Belamich e Carlos-A. Rosillo, Bell & Ross ha costruito la propria identità attorno al concetto di orologio-strumento, inizialmente guardando soprattutto al mondo dell’aviazione. Le casse quadrate ispirate alla strumentazione di bordo sono diventate così uno dei tratti distintivi del marchio, prima che la maison decidesse di trasferire la stessa filosofia nel motorsport.
Il debutto in Formula 1 arriva nel 2016, quando Bell & Ross diventa Official Watch Partner del Renault Sport Formula One Team. La collaborazione prosegue con il passaggio della squadra ad Alpine nel 2021 e rimane attiva fino alla fine della stagione 2023.
Dal rapporto nasce una vera e propria famiglia di orologi ispirati alle monoposto francesi. Il primo è il BR-X1 RS16, seguito dal BR-X1 RS17 nel 2017, il cui design riprende esplicitamente la struttura e i codici cromatici del volante della monoposto Renault R.S.17. Materiali come titanio, ceramica e carbonio forgiato traducono nell’orologio la ricerca di leggerezza e resistenza tipica delle corse.
Negli anni successivi la collezione si evolve insieme alla squadra, fino al BR 03-92 A522 del 2022, dedicato alla monoposto Alpine di Fernando Alonso ed Esteban Ocon. La partnership diventa così un laboratorio creativo nel quale il linguaggio tecnico dell’F1 viene trasferito direttamente sul polso, mantenendo però intatta l’identità strumentale di Bell & Ross.
Breitling — Team Partner

Breitling Navitimer B01 Chronograph 43 Aston Martin Aramco Formula One Team
Fondata da Léon Breitling nel 1884, la maison svizzera ha costruito la propria identità intorno a cronografi e strumenti di precisione, diventando celebre soprattutto nel mondo dell’aviazione. Il legame con le corse automobilistiche è altrettanto antico: negli anni Sessanta alcuni dei più grandi protagonisti della Formula 1, tra cui Jim Clark, Graham Hill e Jo Siffert, indossavano il Breitling Navitimer. Lo stesso marchio riconosce come questi campioni abbiano portato sulla pista uno strumento nato per il cielo.
Un rapporto più diretto con la Formula 1 arriva negli anni Novanta, quando Breitling realizza il Chronomat Renault F1 Team, una speciale versione del Chronomat dedicata alla squadra francese.
Il ritorno ufficiale in Formula 1 arriva però nel 2026: Breitling diventa Official Watch Partner di Aston Martin e dell’Aston Martin Aramco Formula One Team, con una partnership pluriennale che coinvolge l’intero universo Aston Martin. A inaugurare la collaborazione è il Navitimer B01 Chronograph 43 Aston Martin Aramco Formula One Team, caratterizzato da cassa in titanio, quadrante in fibra di carbonio e dettagli verdi ispirati alla monoposto.
Bremont — Team Partner

Fondata nel 2002 dai fratelli Nick e Giles English, Bremont è un marchio britannico nato con una forte vocazione per l’aviazione e gli strumenti di precisione. Il suo ingresso nel motorsport passa inizialmente dalla collaborazione con la storica scuderia scozzese Ecurie Ecosse nel 2012, per la quale realizza una serie limitata di 60 esemplari.
Il legame più importante con la Formula 1 arriva però nel 2021, quando Bremont diventa Official Timing and Watch Partner di Williams Racing, ruolo mantenuto fino al 2023. La partnership viene costruita attorno a un elemento comune particolarmente interessante: entrambe le aziende hanno sede nell’Oxfordshire e sviluppano internamente competenze avanzate di lavorazione CNC e precision engineering.
Nel 2022 nasce il Bremont WR-22, cronografo ispirato al mondo Williams con un rotore che riprende il design di un cerchio da competizione. Ogni esemplare era inoltre accompagnato da un dado ruota originale proveniente da una vettura storica del team. Nel 2023 la collezione viene completata dal WR-45, ispirato alla Williams FW45.
La collaborazione si conclude al termine del 2023, lasciando però un esempio interessante di come una partnership tra orologeria e Formula 1 possa andare oltre il semplice branding, arrivando a mettere in comune tecnologie, competenze produttive e cultura ingegneristica.
Bulova — Team Partner

Fondata a New York nel 1875 da Joseph Bulova, la maison americana ha costruito la propria identità sulla ricerca di precisione e innovazione, diventando celebre soprattutto con l’Accutron, introdotto nel 1960 e basato su un innovativo movimento a diapason. Oggi il marchio fa parte del gruppo Citizen.
Il legame con la Formula 1 arriva alla fine degli anni Ottanta attraverso United Colors of Benetton, per la quale Bulova produceva anche orologi private label. Nel 1989 il logo Bulova compare sulla Benetton B189, guidata da Alessandro Nannini e Johnny Herbert, e rimane presente nel 1990 sulla B190, anche su specchietti e caschi dei piloti. Parallelamente vengono prodotti orologi dedicati al Benetton Formula 1 Racing Team.
Si tratta di una collaborazione breve ma significativa, perché lega uno dei marchi americani più innovativi dell’orologeria a una delle squadre che, proprio in quegli anni, stava trasformando la Formula 1 in una piattaforma globale di comunicazione e tecnologia.
Cartier — Licensed / Co-branded

Il rapporto tra Cartier e la Formula 1 passa da una delle collaborazioni più particolari della storia dell’orologeria legata al motorsport. Nel 1983 Enzo Ferrari firma infatti con Cartier International un accordo di licenza per sviluppare una linea di prodotti Ferrari, tra cui gli orologi della collezione Ferrari Formula. La particolarità è che l’accordo nasce mentre Longines è ancora partner e cronometrista della Scuderia Ferrari, ruolo che ricopriva dal 1980. I due rapporti erano quindi paralleli e con funzioni differenti.
Cartier gestiva il progetto, la produzione e la distribuzione della nuova linea, mentre i design dovevano essere approvati personalmente da Enzo Ferrari. L’operazione aveva anche un obiettivo preciso: contrastare la diffusione di prodotti Ferrari non autorizzati.
Nasce così Ferrari Formula, una collezione di orologi e accessori che riprende l’identità della Scuderia senza utilizzare direttamente il marchio Formula 1. Ed è qui che la storia diventa particolarmente curiosa: sugli orologi non compare il nome Cartier e non è documentato con certezza chi ne abbia materialmente realizzato tutti gli esemplari. Le ipotesi più accreditate chiamano in causa Baume & Mercier e, per alcune fasi produttive, Longines, ma nessuna delle due ricostruzioni è sufficientemente documentata per essere presentata come un fatto.
La collezione rimane attiva fino al 1988 e comprende diverse varianti, dai modelli al quarzo ai cronografi meccanici. Tra i pezzi più particolari figura un cronografo in oro realizzato nel 1988 in due esemplari: uno rimase a Enzo Ferrari, mentre l’altro venne donato a Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita a Maranello.
Cartier rappresenta quindi un caso particolare nella storia della Formula 1: non un semplice orologio “Cartier-Ferrari”, ma un progetto di licensing nel quale la maison francese ebbe un ruolo centrale, pur lasciando ancora aperta la questione di chi producesse materialmente i segnatempo.
Casio — Team Partner / Driver Partner

Casio Edifice EQB-1200AT
Casio entra nell’universo della Formula 1 attraverso la linea Edifice, nata nel 2000 con una forte vocazione per il motorsport. Il rapporto più significativo arriva nel 2009, quando Edifice diventa Official Team Watch di Red Bull Racing, dando vita a una partnership che prosegue fino al 2015 e accompagna la squadra durante gli anni dei quattro titoli mondiali consecutivi.
La collaborazione coinvolge direttamente anche Sebastian Vettel, che nel 2009 diventa ambassador Edifice. Durante gli anni con Red Bull vengono realizzati diversi modelli dedicati al pilota, tra cui l’EQW-A1110SV e l’EF-535SVSP, caratterizzati dal suo logo. Vettel porta così sul polso un marchio decisamente più accessibile rispetto alle maison tradizionalmente associate ai campioni di Formula 1.
Quando Red Bull passa a TAG Heuer nel 2016, Casio non abbandona il paddock: la partnership viene trasferita alla Scuderia Toro Rosso, diventata Scuderia AlphaTauri nel 2020, e prosegue fino alla fine della stagione 2022. Anche in questa fase vengono sviluppati diversi modelli Edifice dedicati alla squadra, tra cui l’EQB-1200AT, realizzato utilizzando fibra di carbonio dello stesso tipo impiegato sulle monoposto AlphaTauri.
Il percorso di Casio è particolarmente significativo perché dimostra come il legame tra orologeria e Formula 1 non sia stato appannaggio esclusivo dell’alta orologeria: attraverso Edifice, un marchio nato dalla tecnologia elettronica ha costruito per oltre un decennio una presenza stabile nel paddock, legandosi alla ricerca di prestazioni della Formula 1.
Certina — Team Partner / Driver Partner

Fondata nel 1888 a Grenchen, in Svizzera, Certina ha costruito la propria identità attorno a robustezza, precisione e sportività. Il debutto in Formula 1 arriva nel 2005, quando diventa Official Partner del Sauber Petronas F1 Team, dando vita a una collaborazione destinata a proseguire per un decennio, anche durante gli anni della BMW Sauber.
Il rapporto si lega in particolare a Robert Kubica, ambassador Certina dal 2006 e protagonista della BMW Sauber. Per il pilota polacco viene realizzato il DS Action Robert Kubica, caratterizzato da un quadrante in fibra di carbonio e da un’estetica ispirata alle monoposto: la serie limitata va esaurita in poche settimane.
Nel corso della partnership vengono inoltre realizzati diversi modelli dedicati alla squadra, tra cui il DS Podium BMW Sauber F1 Team, mentre il marchio acquisisce progressivamente visibilità anche sulle vetture. Un rapporto lungo dieci anni che porta Certina a costruire una presenza stabile nel paddock e a legare direttamente la propria produzione sportiva alla Formula 1.
Chronotech — Team Partner

Chronotech, marchio italiano nato a Milano, entra in Formula 1 nel 2005 come sponsor del Renault F1 Team, proprio nell’anno in cui Fernando Alonso conquista il primo dei suoi due titoli mondiali. La collaborazione prosegue fino al 2008, attraversando anche la stagione 2006, quella del secondo campionato consecutivo vinto da Renault.
Il rapporto porta alla realizzazione di diverse edizioni speciali dedicate alla squadra e ai suoi piloti, tra cui il Chronotech Renault F1 Team R26 Steering Wheel, ispirato direttamente alla monoposto con cui Alonso conquista il titolo nel 2006 e caratterizzato da una cassa che riprende le forme di un volante di Formula 1. Vengono inoltre realizzati modelli commemorativi per alcune vittorie e podi di Alonso e Giancarlo Fisichella.
Una partnership breve ma particolarmente rappresentativa della Formula 1 degli anni Duemila, quando anche marchi italiani più accessibili potevano trasformare le livree delle monoposto dei grandi team in veri e propri oggetti da polso.
Citizen — Team Partner

Fondata in Giappone nel 1930, Citizen ha costruito la propria identità sulla ricerca tecnologica, dalle innovazioni dell’orologeria elettronica fino alla tecnologia Eco-Drive. Il rapporto con la Formula 1 risale al 1975, quando il marchio diventa sponsor della Maki Engineering, piccola scuderia giapponese che prende parte ad alcune gare del campionato con la Maki F101C. Il logo Citizen compare sulla monoposto durante quelle apparizioni.
Molto più avanti, nel 2003, Citizen viene inoltre associata alla Toyota Racing attraverso una serie di orologi dedicati alla squadra, tra cui un particolare cronografo con cassa ispirata al musetto della Toyota TF103. La documentazione disponibile su questo secondo rapporto è però meno precisa, rendendo difficile definirlo una vera partnership ufficiale.
La presenza di Citizen in Formula 1 rimane quindi soprattutto una curiosità storica: un esempio di come, già negli anni Settanta, anche i produttori giapponesi di orologi iniziassero a utilizzare il motorsport come vetrina per la propria immagine tecnologica.
Franck Muller — Team Partner / Driver Partner

Vanguard Racing Vegas Limited Edition realizzata per il Gran premio di Las Vegas
Fondata a Ginevra nel 1991 dal maestro orologiaio Franck Muller, la maison si è affermata rapidamente per la ricerca di complicazioni meccaniche e per un’estetica sempre più riconoscibile. Il suo ingresso in Formula 1 arriva nel 1994, attraverso una collaborazione personale con Jean-Denis Delétraz: il logo Franck Muller compare sulla copertura motore della Larrousse LH94 durante il Gran Premio d’Australia.
Nel 1995 Delétraz porta il marchio anche sulla Pacific PR02, che in alcune gare presenta una curiosa particolarità: sulla stessa monoposto compaiono contemporaneamente due marchi di orologeria, Franck Muller e Catamaran. Nel 1998 la maison diventa invece sponsor della Minardi, occasione per cui viene realizzata anche una serie limitata di 50 esemplari dedicata alla Scuderia.
Una presenza breve e frammentaria, ma interessante perché testimonia l’ingresso di Franck Muller nel motorsport proprio negli anni in cui la giovane maison ginevrina stava costruendo la propria identità internazionale.
Girard-Perregaux — Team Partner

Laureato Absolute Chronograph Aston Martin F1 Edition
La storia di Girard-Perregaux affonda le proprie radici nel 1791, quando Jean-François Bautte iniziò la propria attività a Ginevra. Il rapporto con la Formula 1 prende forma soprattutto attraverso Ferrari: dal 1993 al 2004 la maison realizza la collezione Girard-Perregaux pour Ferrari, con numerosi modelli dedicati alla Scuderia e alle sue monoposto. Tra i più interessanti il F2003 GA, ispirato alla Ferrari campione del mondo nel 2003, e il 156 F.1, dedicato alla Ferrari 156 con cui Phil Hill conquistò il titolo mondiale nel 1961.
Nel 2021 Girard-Perregaux torna ufficialmente in Formula 1 al fianco di Aston Martin. Dalla collaborazione nasce nel 2022 il Laureato Absolute Chronograph Aston Martin F1 Edition, realizzato utilizzando polvere di titanio e fibra di carbonio provenienti da due monoposto Aston Martin della stagione 2021. Il cinturino incorpora inoltre gomma e carbonio derivati dalle stesse vetture; la produzione è limitata a 306 esemplari.
Dopo cinque stagioni con Aston Martin, concluse nel 2025, la maison ha iniziato il 2026 al fianco di Williams Racing come Official Watch Partner and Chronograph. Un nuovo capitolo che conferma Girard-Perregaux tra i marchi più longevi e trasversali nel rapporto tra alta orologeria e Formula 1.
H. Moser & Cie. — Team Partner / Timekeeping Partner

H. Moser & Cie. Streamliner Cylindrical Tourbillon Skeleton Alpine Limited Edition
Fondata nel 1828 da Heinrich Moser, la maison svizzera H. Moser & Cie. è oggi conosciuta per un approccio all’alta orologeria tanto tradizionale quanto anticonvenzionale. Il rapporto con la Formula 1 nasce nel 2024, quando Moser diventa First Global Partner e Timekeeping Partner di Alpine Motorsports, affiancando non solo il BWT Alpine F1 Team ma l’intero programma sportivo della casa francese.
La collaborazione va però oltre la semplice sponsorizzazione. Gli ingegneri Alpine e gli orologiai Moser avviano infatti uno scambio tecnico tra il centro tecnologico di Enstone e la manifattura svizzera. Il primo risultato è lo Streamliner Cylindrical Tourbillon Skeleton Alpine Limited Edition, seguito nel 2025 da una coppia di orologi sviluppati insieme a piloti e tecnici: lo Streamliner Alpine Drivers Edition, cronografo scheletrato con movimento AgenGraphe, e lo Streamliner Alpine Mechanics Edition, progettato specificamente per le esigenze di un team di Formula 1 e dotato di tecnologia connessa.
Un esempio particolarmente riuscito di come una partnership possa superare il semplice utilizzo di colori e loghi, trasformando il rapporto tra orologeria e Formula 1 in un vero progetto di ricerca e sviluppo.
Hublot — Official Timekeeper / Team Partner

Hublot MP-05 LaFerrari
Fondata nel 1980 da Carlo Crocco, Hublot si distingue fin dagli esordi per la volontà di combinare materiali e linguaggi apparentemente lontani, sintetizzati nel concetto di “Art of Fusion”. Il primo modello del marchio unisce infatti per la prima volta una cassa in oro a un cinturino in caucciù, anticipando quella ricerca sui materiali che diventerà uno dei tratti distintivi della maison.
Il rapporto con la Formula 1 raggiunge il suo apice nel 2010, quando Hublot diventa Official Watchmaker del campionato, ruolo mantenuto fino al 2012. Proprio in questo periodo nasce uno degli episodi di marketing più celebri della storia recente dell’orologeria: nel novembre 2010 Bernie Ecclestone viene aggredito e derubato a Londra, perdendo anche il proprio Hublot. Dopo l’aggressione invia a Jean-Claude Biver una fotografia del volto tumefatto accompagnata dalla frase “See what people will do for a Hublot”. Biver trasforma immediatamente l’episodio in una pubblicità, pubblicata l’8 dicembre sul Financial Times e sull’International Herald Tribune.
Nel 2011 Hublot annuncia inoltre una partnership strategica con Ferrari, ufficialmente attiva dal 2012 e proseguita fino alla fine del 2020. Il rapporto va ben oltre la Formula 1, coinvolgendo la Scuderia, il Ferrari Challenge, le competizioni GT e numerosi eventi del Cavallino. Tra i protagonisti della collaborazione figura anche Sebastian Vettel, mentre la maison realizza una lunga serie di segnatempo Ferrari.
Tra i progetti più estremi spicca il MP-05 LaFerrari del 2016, un tourbillon manuale dotato di ben 50 giorni di riserva di carica, mentre il Big Bang Ferrari 1000 GP celebra nel 2020 il millesimo Gran Premio della Scuderia con una produzione limitata a soli 20 esemplari.
Hublot rappresenta quindi uno dei casi in cui il rapporto tra orologeria e Formula 1 si sviluppa contemporaneamente sul piano istituzionale, attraverso il ruolo di Official Timekeeper, e su quello creativo e commerciale, attraverso una delle partnership più articolate mai costruite con Ferrari.
IWC Schaffhausen — Team Partner / Driver Partner

IWC Portugieser Tourbillon Rétrograde Chronograph Lewis Hamilton
Fondata nel 1868 a Schaffhausen dall’orologiaio americano Florentine Ariosto Jones, IWC ha costruito la propria identità sulla combinazione tra alta orologeria e ingegneria di precisione. Il legame con la Formula 1 nasce nel 2013, quando la maison diventa partner ufficiale del Mercedes-AMG PETRONAS Formula One Team.
La collaborazione si sviluppa anche attraverso Lewis Hamilton, ambassador IWC dal 2013 e protagonista di tre segnatempo realizzati insieme alla maison. Nel 2014 nasce l’Ingenieur Chronograph Edition Lewis Hamilton, con cassa in titanio e un elemento di fibra di carbonio proveniente da una vettura da competizione. Nel 2019 arriva il Big Pilot’s Watch Perpetual Calendar Edition “Lewis Hamilton”, con cassa in ceramica nera, quadrante bordeaux e dettagli in oro. Nel 2023 il progetto raggiunge un nuovo livello con il Portugieser Tourbillon Rétrograde Chronograph Lewis Hamilton, dotato di tourbillon volante, cronografo e data retrograda e prodotto in soli 44 esemplari, in riferimento al numero di gara del pilota.
Nel 2025 IWC porta infine il proprio rapporto con la Formula 1 sul grande schermo, diventando uno degli sponsor ufficiali di APXGP, la scuderia immaginaria di F1® THE MOVIE. La maison realizza per il film diversi orologi dedicati alla squadra, tra cui due Pilot’s Watch Chronograph con colori e dettagli ispirati alla vettura, trasformando ancora una volta la Formula 1 in un terreno di sperimentazione per il design e la comunicazione del marchio.
Jacques Lemans — Licensed / Co-branded

JACQUES LEMANS Formula 1 F5007
Fondata nel 1975 in Austria da Alfred e Norbert Riedl, Jacques Lemans entra nel mondo della Formula 1 nel 2006 attraverso un accordo diretto con Bernie Ecclestone e Formula 1 Management. Non si tratta della sponsorizzazione di una scuderia, ma di un vero accordo di licensing che permette al marchio di utilizzare ufficialmente il logo Formula 1 sui propri orologi.
Nasce così la F1 Collection, presentata a Baselworld nel 2006 e pensata per un pubblico molto più ampio rispetto all’alta orologeria, con prezzi compresi fra 190 e 390 euro. Nonostante il posizionamento accessibile, i modelli riprendono materiali tipici del motorsport, tra cui carbonio, titanio, ceramica e caucciù. L’accordo decennale rimane attivo fino al 2015, mentre la collezione viene sviluppata in numerose varianti.
Jacques Lemans rappresenta quindi un caso particolare nella storia della Formula 1: non un marchio presente sulla livrea di una monoposto, ma un produttore che ottiene direttamente dalla Formula 1 il diritto di trasformarne il nome, il logo e l’estetica in una collezione di orologi.
Longines — Official Timekeeper / Team Partner

Fondata nel 1832 a Saint-Imier, Longines ha una delle tradizioni più antiche nel cronometraggio sportivo. Il rapporto con la Formula 1 assume una dimensione particolarmente importante all’inizio degli anni Ottanta, quando la maison acquisisce da Heuer il sistema ACIT, basato sull’identificazione automatica delle vetture, e nel 1982 diventa Official Timekeeper del campionato insieme a Olivetti, ruolo mantenuto fino al 1991.
Parallelamente Longines costruisce un rapporto diretto con Scuderia Ferrari, iniziato nel 1980 e proseguito per tutto il decennio. Dal 1981 vengono prodotti diversi orologi Ferrari, tra cui il ref. 4870.4, distribuito anche come regalo a piloti e dirigenti della Scuderia. Gilles Villeneuve e Didier Pironi ricevettero esemplari personalizzati, mentre per Enzo Ferrari venne realizzata una speciale versione in oro massiccio.
La presenza sulle monoposto è altrettanto concreta: il logo Longines compare sulle Ferrari degli anni Ottanta, fino alla 640 del 1989 guidata da Nigel Mansell. La maison collabora inoltre con Renault tra il 1981 e il 1985, anche se l’accordo con Ferrari impedisce la produzione di orologi Renault dedicati.
Longines rappresenta quindi uno dei passaggi fondamentali nella trasformazione del cronometraggio in Formula 1: un marchio che non si è limitato a legare il proprio nome alle corse, ma ha portato le proprie competenze nel campionato al servizio di una tecnologia di misurazione del tempo sempre più efficiente.
Movado — Licensed / Co-branded

Fondata nel 1881 a La Chaux-de-Fonds, Movado entra nell’universo Ferrari nel 2012 attraverso un accordo di licensing globale per progettare, produrre e distribuire orologi con i marchi Ferrari e Scuderia Ferrari. La collezione, presentata a Baselworld nel 2013, nasce con un posizionamento molto più accessibile rispetto alla contemporanea collaborazione tra Ferrari e Hublot, con prezzi fino a 1.500 euro.
Il progetto comprende la linea Formula Italia e diversi cronografi ispirati alle vetture Ferrari. È interessante notare come Ferrari stessa considerasse la collezione Movado complementare alla propria attività nel segmento dell’alta orologeria: nei documenti societari dell’epoca Hublot viene infatti indicata come partner per gli orologi high-luxury, mentre Movado è associata agli Scuderia Ferrari Watches.
L’accordo viene rinnovato nel 2017 e prosegue fino al 2022, trasformando Movado in uno dei principali interpreti della fascia più accessibile dell’orologeria Ferrari. Una collaborazione di licensing, quindi, più che una sponsorizzazione della Scuderia, ma comunque direttamente legata all’immaginario e alla tecnologia delle monoposto del Cavallino.
Omega — Driver Partner

Omega Speedmaster Racing World Champion
Il rapporto tra Omega e Michael Schumacher nasce nel 1996, quando il pilota tedesco diventa ambassador della maison. La prima collezione dedicata al campione viene presentata proprio sul kartodromo di Kerpen, dove Schumacher aveva iniziato a correre: due Speedmaster Racing con quadrante rosso o giallo, accompagnati da un particolare cofanetto a forma di pneumatico.
La collaborazione cresce insieme ai successi del pilota. Dopo il titolo del 2000 viene realizzato lo Speedmaster Racing World Champion, prodotto in 11.111 esemplari, seguito dalle edizioni dedicate ai mondiali 2001 e 2002. Quest’ultima, limitata a 5.555 pezzi, utilizza un quadrante in fibra di carbonio e celebra il quinto titolo di Schumacher riportando sul fondello gli anni dei suoi cinque campionati mondiali.
Nel 2004 arriva infine The Legend, dedicato al settimo titolo conquistato da Schumacher. La collezione comprende diverse varianti e porta il tributo alla carriera del pilota direttamente sul quadrante: gli indici delle ore arrivano infatti soltanto fino al 7, richiamando i suoi sette mondiali.
Oris — Team Partner / Driver Partner

Oris Robert Kubica Limited Edition
Fondata nel 1904 a Hölstein, in Svizzera, Oris entra in Formula 1 nel 2002 attraverso Allan McNish, per il quale realizza il TT1 Allan McNish Limited Edition, prodotto in 1.000 esemplari e fornito con un particolare cofanetto a forma di casco.
Nel 2003 nasce il rapporto più importante, quello con Williams Racing, che prosegue fino al 2018. Dalla partnership vengono realizzati numerosi segnatempo dedicati alla squadra e ai suoi piloti: tra i più curiosi il Kazuki Nakajima Limited Edition del 2008, prodotto in 1.088 esemplari e accompagnato da un cofanetto a forma di pneumatico, e il Robert Kubica Limited Edition del 2018, limitato a 250 pezzi.
Quindici anni di collaborazione fanno di Oris uno dei partner più longevi di Williams, con il marchio presente anche sulle monoposto e una produzione di orologi che ha trasformato team e piloti in vere e proprie collezioni.
Panerai — Official Timekeeper / Licensed

Fondata a Firenze nel 1860, Officine Panerai costruisce la propria identità intorno agli strumenti professionali e alla tradizione militare italiana, prima di trasformarsi in una delle maison più riconoscibili dell’alta orologeria contemporanea.
Il rapporto con Ferrari nasce nel 2005 attraverso Richemont: Panerai viene incaricata di sviluppare la collezione “Ferrari engineered by Panerai” e assume contestualmente il ruolo di Official Timekeeper to Ferrari. La collaborazione, proseguita fino al 2010, porta alla realizzazione di numerosi cronografi dedicati alla Scuderia e alle sue vetture.
Tra i modelli più interessanti figura il Luminor Chrono Ferrari, declinato in diverse versioni e caratterizzato da una forte impronta automobilistica.
Richard Mille — Driver Partner / Team Partner

Fondata nel 2001, Richard Mille ha costruito fin dagli esordi una filosofia che unisce alta orologeria, motorsport e ingegneria avanzata. Il rapporto con la Formula 1 nasce nel 2004 con Felipe Massa e porta alla realizzazione del RM 006 Tourbillon Felipe Massa, un orologio di appena 43 grammi sviluppato per resistere alle violente accelerazioni e alle vibrazioni di una monoposto. Il modello introduce inoltre una platina in carbon nanofibre, tecnologia destinata a diventare uno dei tratti distintivi della maison.
Da Massa in poi, Richard Mille costruisce un vero e proprio network di piloti, tra cui Fernando Alonso, Kimi Räikkönen, Romain Grosjean, Charles Leclerc e Lando Norris, affiancando alle collaborazioni individuali anche quelle con le scuderie. Particolarmente importante è il rapporto con McLaren, iniziato nel 2016: proprio la monoscocca in fibra di carbonio introdotta dalla squadra nel 1981 viene indicata da Richard Mille come una delle principali ispirazioni per l’impiego della carbon nanofibre nella costruzione dei propri movimenti.
Il risultato più estremo della collaborazione è il RM 50-03 Tourbillon Split Seconds Chronograph Ultralight McLaren F1 del 2017, sviluppato insieme agli ingegneri McLaren e all’Università di Manchester. Il progetto sfrutta anche il grafene nella ricerca della massima leggerezza e viene presentato da Richard Mille come il cronografo meccanico più leggero mai realizzato.
La ricerca della leggerezza torna anche nel RM 67-02, scelto da diversi atleti e piloti, il cui peso complessivo è di soli 32 grammi. Parallelamente, la maison ha sviluppato un rapporto diretto anche con Ferrari, oggi esteso alla Formula 1, al WEC, alle competizioni GT e alla Ferrari Driver Academy.
Più che una semplice sponsorizzazione, Richard Mille ha quindi trasformato il motorsport in un banco di prova per la propria orologeria: materiali compositi, costruzioni ultraleggere e soluzioni tecniche sviluppate con piloti, ingegneri e team diventano parte integrante della progettazione dei suoi segnatempo.
Rolex — Official Timepiece / Global Partner

Tra i marchi più profondamente legati al motorsport, Rolex occupa una posizione particolare. La sua storia nelle corse inizia già negli anni Trenta con Sir Malcolm Campbell, il “King of Speed”, che dal 1930 indossa un Rolex Oyster durante i suoi tentativi di battere i record di velocità. Il 4 settembre 1935, alla guida della Bluebird sulle Bonneville Salt Flats, Campbell supera per la prima volta la soglia delle 300 miglia orarie, raggiungendo circa 485 km/h e stabilendo il suo nono record mondiale. Dopo l’impresa telegrafa a Rolex: l’Oyster, scrive, continua a mantenere perfettamente l’ora.
Quella stagione pionieristica dei record di velocità rappresenta il primo capitolo di un rapporto con il motorsport destinato a evolversi nel corso dei decenni, fino a legarsi ad alcuni dei suoi appuntamenti più prestigiosi. È in questo percorso che entra in scena Daytona: nel 1963 Rolex presenta il Cosmograph Daytona, destinato a diventare un’icona del mondo dell’orologeria, cronografo progettato per i piloti e dotato di scala tachimetrica per il calcolo della velocità media. Rolex era già partner del Daytona International Speedway dalla sua inaugurazione nel 1959 e nel 1992 diventa Title Sponsor della 24 Ore di Daytona: da allora ogni pilota vincitore riceve un Cosmograph Daytona inciso con il nome della gara, la data e la parola “Winner”.
La Formula 1 arriva nel 2013, quando Rolex diventa Global Partner e Official Timepiece del campionato. Il rapporto, tuttavia, affonda le proprie radici molto più indietro: già dal 1968 Rolex sostiene Sir Jackie Stewart, tre volte campione del mondo e uno dei piloti più rappresentativi della storia della Formula 1. La partnership con il campionato nasce quindi come naturale evoluzione di un legame con il motorsport costruito attraverso i suoi protagonisti.
A differenza di molte maison, Rolex non ha mai avuto bisogno di creare un’estetica esasperatamente legata alla Formula 1. Il suo rapporto con il motorsport è costruito sulla continuità: dai record di Campbell alle grandi gare endurance, fino ai Gran Premi. Ed è questa una delle caratteristiche più interessanti della partnership: Rolex non ha semplicemente portato il proprio nome in Formula 1, ma ha inserito il campionato all’interno di una storia automobilistica iniziata quasi un secolo prima.
Seiko — Team Partner / Driver Partner

Fondata a Tokyo nel 1881 da Kintaro Hattori, Seiko è uno dei nomi più importanti dell’orologeria giapponese e nel 1969 presenta il primo orologio al quarzo prodotto in serie. Il rapporto con la Formula 1 assume una dimensione concreta nel 2005, quando il marchio diventa partner del BAR Honda, dando vita a una collaborazione che prosegue con Honda Racing F1 fino al 2008.
La partnership porta alla nascita di numerosi modelli Sportura, Ignition e Brightz dedicati alla squadra e a Jenson Button, diventato ambassador Seiko nel 2006. Tra i più interessanti figura lo Sportura Ultimate Kinetic Chronograph del 2006, mentre nel 2008 Seiko realizza un cronografo sviluppato anche sulla base dei suggerimenti ricevuti direttamente dai tecnici Honda: acciaio, alluminio, fibra di carbonio e poliuretano vengono utilizzati per tradurre nel segnatempo i materiali e le esigenze del motorsport.
Particolarmente curioso è inoltre il Sportura Honda Racing F1 Ultimate Kinetic Chronograph, fornito con un autentico componente della monoposto Honda e relativo certificato di autenticità. Seiko rappresenta così uno degli esempi più interessanti di come, nella Formula 1 degli anni Duemila, anche un grande produttore industriale potesse trasformare il rapporto con una scuderia in un vero progetto di sviluppo tecnico.
Swatch — Team Edition / Licensed

Fondata nel 1983 come risposta alla crisi del quarzo, Swatch ha rappresentato una delle più importanti rivoluzioni dell’orologeria svizzera, portando sul mercato un concetto di segnatempo colorato, accessibile e fortemente legato alla cultura popolare.
Il rapporto con la Formula 1 trova una delle sue espressioni più interessanti nel 2003, quando Swatch realizza alcuni segnatempo dedicati al Sauber Petronas F1 Team e riservati ai membri del Sauber Petronas Club. Tra questi figura un modello della collezione Swatch Originals, caratterizzato da cinturino blu con grafiche della squadra e quadrante scheletrato, oltre a un Swatch Irony dedicato al team.
Non si tratta quindi di una partnership paragonabile a quelle di Rolex o TAG Heuer, ma di una curiosa incursione di Swatch nel mondo della Formula 1, perfettamente coerente con la filosofia del marchio: trasformare anche l’universo delle corse in un oggetto pop, accessibile e immediatamente riconoscibile.
TAG Heuer — Official Timekeeper / Team Partner / Driver Partner

Pochi marchi possono vantare un rapporto con la Formula 1 profondo quanto quello di TAG Heuer. La storia inizia quando il marchio era ancora Heuer: nel 1969 Jo Siffert diventa ambassador della maison e porta il logo Heuer sulla propria monoposto, rendendolo il primo marchio non automobilistico a comparire su una vettura di Formula 1. Due anni più tardi Heuer entra nella storia anche come partner della Scuderia Ferrari, fornendo sistemi di cronometraggio alla squadra e sviluppando il Centigraph, capace di misurare e stampare i tempi con una precisione di 1/1.000 di secondo.
È però al polso dei piloti che Heuer costruisce una parte fondamentale della propria leggenda. Nel 1969 nasce il Monaco, uno dei primi cronografi automatici della maison, con la rivoluzionaria cassa quadrata e il Calibro 11. Nel 1970 Steve McQueen lo sceglie per il film Le Mans, indossando la ref. 1133B insieme alla tuta Heuer ispirata a quella di Jo Siffert. Il risultato trasforma il Monaco in uno degli oggetti più riconoscibili nella storia dell’orologeria legata al motorsport.
Nel 1985 Heuer entra a far parte del gruppo TAG e nasce TAG Heuer. Nello stesso periodo prende forma la lunghissima collaborazione con McLaren, durata trent’anni, durante la quale il marchio accompagna campioni come Alain Prost, Ayrton Senna, Mika Häkkinen e Lewis Hamilton. Nel 1986 arriva inoltre il TAG Heuer Formula 1, un modello al quarzo colorato e accessibile che porta l’estetica delle corse a un pubblico completamente nuovo.
Dopo McLaren, il rapporto con il Circus prosegue attraverso Red Bull Racing e Max Verstappen, diventato ambassador TAG Heuer nel 2016. Dal 2025 la maison compie però un ulteriore salto di livello, tornando a ricoprire il ruolo di Official Timekeeper della Formula 1 nell’ambito della partnership decennale tra LVMH e il campionato. È un ritorno particolarmente significativo: TAG Heuer aveva già ricoperto questo ruolo dal 1992 al 2003 e oggi torna a occuparsi ufficialmente del tempo della categoria. L’ultimo progetto della maison legato al mondo delle corse è il Monza Flyback Chronograph, ne parliamo qui.
La storia di TAG Heuer dimostra quindi come un marchio possa attraversare quasi ogni epoca della Formula 1: dai cronometri meccanici utilizzati nei box ai sistemi elettronici di cronometraggio, dai polsi di Siffert e McQueen alle partnership con McLaren e Red Bull, fino al ritorno come Official Timekeeper. In questo caso, più che di una semplice sponsorizzazione, si può parlare di una vera e propria identità costruita insieme al motorsport.
Timex — Driver Partner

Fondata nel 1854 come Waterbury Clock Company negli Stati Uniti, Timex si avvicina alla Formula 1 nella metà degli anni Settanta attraverso Emerson Fittipaldi, due volte campione del mondo nel 1972 e nel 1974. Il marchio realizza tre segnatempo celebrativi dedicati al pilota brasiliano, anticipando una formula che sarebbe diventata molto comune negli anni successivi: trasformare i successi di un campione in una vera e propria collezione di orologi.
Il primo modello è basato sul Timex Rally M25 e presenta una bandiera a scacchi sotto le ore 12, mentre sul quadrante sono riportati il nome di Fittipaldi e i suoi due titoli mondiali. Seguono un Timex Electric e un Q Timex Quartz, entrambi caratterizzati dal nome del pilota e dalla riproduzione del suo casco.
Più che una vera sponsorizzazione di squadra, quella tra Timex e Fittipaldi rappresenta quindi uno dei primi esempi di orologeria costruita attorno all’immagine di un campione di Formula 1: un’anticipazione, già negli anni Settanta, del rapporto sempre più stretto tra piloti, orologi e cultura del motorsport.
Tissot — Team Partner / Driver Partner

Lotus 80 con sponsor Tissot
Fondata nel 1853 a Le Locle, Tissot entra nel mondo della Formula 1 già negli anni Settanta. Il debutto arriva nel 1976 con Loris Kessel, mentre dal 1977 il marchio costruisce rapporti più strutturati con Team Renault e, dal 1979, con Lotus. Nel 1978 nasce inoltre la prima collezione Tissot F1, composta da segnatempo digitali e ana-digitali ispirati all’universo delle corse.
Tra i modelli più curiosi dell’epoca figura il Tissot TSX2 F1, un orologio digitale che rappresenta perfettamente la passione dell’epoca per la tecnologia al quarzo. Dopo una prima fase di collaborazione negli anni Settanta e Ottanta, Tissot torna sulla griglia nel 1994 al fianco della Sauber Mercedes, con il proprio logo ben visibile sulla copertura motore e sull’alettone posteriore della C13.
Tudor — Team Partner / Official Timekeeper Partner

Tudor Black Bay Chrono Carbon 26
Il rapporto tra Tudor e il motorsport non nasce con la Formula 1. Già alla fine degli anni Sessanta il marchio era coinvolto nelle competizioni automobilistiche attraverso il Tudor Watch Racing Team, costruendo una tradizione che sarebbe proseguita negli anni successivi anche nel mondo delle gare endurance e dei rally.
Il ritorno ai massimi livelli del motorsport arriva nel 2024, quando Tudor diventa Official Partner del Visa Cash App RB Formula One Team, oggi Visa Cash App Racing Bulls. La collaborazione porta il marchio direttamente sulla monoposto e sulle tute dei piloti, oltre a coinvolgere Daniel Ricciardo e Yuki Tsunoda.
Per celebrare la partnership viene realizzato il Black Bay Ceramic “Blue”, inizialmente riservato ai membri della squadra e caratterizzato da cassa in ceramica nera opaca, quadrante blu e dettagli coordinati con la livrea. Il modello è certificato Master Chronometer da METAS, con resistenza ai campi magnetici fino a 15.000 gauss e 70 ore di riserva di carica.
La partnership prosegue anche nel 2026, con Tudor ancora Official Partner di Visa Cash App Racing Bulls. Un ritorno alla Formula 1 costruito quindi su una tradizione motorsport più antica, ma interpretato attraverso un linguaggio contemporaneo fatto di performance, materiali tecnici e una forte identità visiva.
Le nostre riflessioni
Questo viaggio ci ha portato a conoscere gli eventi salienti che hanno caratterizzato il legame tra le competizioni più veloci e l’orologeria, dagli albori del motorsport fino alle moderne collaborazioni tra marchi, piloti e campionati. Due mondi che hanno imparato a correre fianco a fianco, accomunati dalla stessa ossessione per la precisione e dalla volontà di spingere sempre più in là il limite.
A cura di Gabriele Passarella
Sei alla ricerca del regalo perfetto? Esplora il nostro store online e scopri l’intera collezione firmata IWS – Italian Watch Spotter!
Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale sul mondo dell’orologeria seguici su Instagram e visita il nostro canale Youtube.