Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

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16 Settembre 2026
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Nell’arte di Jeff Koons anche un soggetto apparentemente semplice può diventare qualcosa di sorprendente una volta cambiati scala, materiali e proporzioni. Il suo Balloon Dog è forse l’esempio più evidente di questo approccio: una forma che appartiene all’immaginario di tutti, trasformata in una scultura monumentale e inconfondibile.

Portare quella stessa sensibilità al polso è tutt’altra storia. Un orologio ha dimensioni precise, un movimento da far funzionare, materiali da lavorare e, soprattutto, deve continuare a fare quello per cui è nato: misurare il tempo. È proprio qui che l’incontro con Hublot diventa interessante. Il risultato non è semplicemente un’opera di Koons applicata a un segnatempo, ma il tentativo di capire fino a che punto si possa spingere la forma di un orologio senza perderne l’anima meccanica.

I risultati della collaborazione tra Jeff Koons e Hublot sono il Classic Fusion Balloon Dog by Jeff Koons e l’MP-14 Origin by Jeff Koons. Il primo prende una delle immagini più celebri dell’artista americano e la trasferisce sul polso attraverso una radicale reinterpretazione dell’architettura del Classic Fusion. Il secondo spinge invece il concetto molto più lontano, entrando nel territorio delle Exceptional Timepieces di Hublot e utilizzando un’architettura tridimensionale, un movimento completamente inedito per la Maison e una quantità considerevole di elementi preziosi per mettere in scena una sorta di Big Bang meccanico.

La distanza tra i due orologi è evidente, ma proprio questa differenza rende la collaborazione particolarmente interessante. Il Balloon Dog lavora sulla riconoscibilità immediata della forma; l’MP-14 Origin sulla sua scomposizione. Nel primo caso il volume diventa il protagonista estetico, nel secondo è il movimento stesso a generare il volume. Ma senza ulteriori indugi, andiamo subito a scoprirli.

Il Classic Fusion Balloon Dog

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

Il punto di partenza del Classic Fusion Balloon Dog è una delle opere più conosciute di Jeff Koons, il Balloon Dog appartenente alla serie Celebration, sviluppata dall’artista a partire dalla metà degli anni Novanta. L’idea alla base dell’opera è apparentemente semplice: prendere un oggetto effimero e familiare come un animale realizzato con un palloncino e trasformarlo in una presenza permanente, monumentale e perfettamente controllata.

La cassa stessa è stata riprogettata per simulare la presenza di un oggetto gonfiato dall’aria. Il diametro rimane contenuto a 42 mm, ma la percezione dimensionale dell’orologio è completamente diversa rispetto a quella di un Classic Fusion tradizionale. Spigoli, superfici piatte e transizioni nette lasciano spazio a geometrie convesse, superfici bombate e raccordi arrotondati. La cassa sembra quasi essere stata sottoposta a una pressione interna capace di deformarne i volumi, creando quella caratteristica sensazione di tensione elastica propria dei palloncini.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

Questa ricerca formale coinvolge praticamente ogni elemento dell’orologio. Il vetro zaffiro presenta una superficie rialzata e bombata, mentre le teste delle viti in titanio con profilo a H, elemento distintivo della costruzione Hublot, sono state a loro volta reinterpretate con una geometria più morbida e tridimensionale. Persino i punti di raccordo tra cassa e cinturino partecipano alla simulazione di un volume gonfio.

Il risultato è particolarmente evidente nelle versioni in alluminio anodizzato rosso e blu, due tonalità che non sono semplicemente una scelta cromatica, ma una precisa citazione della dimensione lucida e satura delle sculture di Koons. A queste si affianca una versione in acciaio inossidabile sottoposta a lucidatura a specchio, che richiama invece direttamente la superficie riflettente delle opere dell’artista.

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L’alluminio è una scelta tecnicamente significativa. Oltre a consentire di ottenere colori particolarmente intensi attraverso l’anodizzazione, permette di lavorare il materiale in modo da mantenere leggerezza e precisione geometrica. La lavorazione delle componenti attraverso macchine CNC a cinque assi è fondamentale per ottenere le curvature necessarie a costruire quell’effetto “puffy” che caratterizza il progetto.

Sul quadrante, la filosofia progettuale diventa ancora più evidente. La superficie è interamente realizzata in alluminio anodizzato e presenta una struttura bombata, sulla quale sono applicati indici tridimensionali dotati di Super-LumiNova bianca. Anche le lancette delle ore e dei minuti sono in metallo rodiato e integrano inserti tridimensionali luminescenti.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

La lancetta dei secondi introduce forse il riferimento più esplicito all’opera di Koons: il contrappeso non è un semplice elemento funzionale, ma riproduce in bassorilievo la sagoma di un Balloon Dog.

Ancora più curioso è il trattamento della corona, progettata per ricordare la valvola attraverso cui viene gonfiato un palloncino. Nelle versioni colorate è realizzata in alluminio anodizzato abbinato alla gomma e assume una forma volutamente più morbida e arrotondata. A ore 10:30 compare inoltre una piccola “coda” in gomma, un elemento decorativo che richiama direttamente la coda del cane.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

Anche il cinturino segue questa logica. La base è in gomma, mentre l’inserto in pelle metallizzata presenta una superficie lavorata con un effetto imbottito e cuciture tono su tono. Persino la fibbia déployante in acciaio è stata reinterpretata secondo il vocabolario formale dell’orologio, con una decorazione in alluminio anodizzato e superfici bombate.

Dietro questa apparente semplicità si trova il calibro HUB1710, un movimento automatico di manifattura relativamente compatto: 25,6 mm di diametro per appena 3,7 mm di spessore. È costituito da 185 componenti e oscilla a 4 Hz, pari a 28.800 alternanze all’ora. La frequenza elevata consente una buona stabilità della marcia e una maggiore fluidità dell’indicazione dei secondi.

La riserva di carica è di 50 ore. Il movimento integra inoltre una funzione di data a ore 3, visualizzata attraverso un disco nero con numeri bianchi. Particolarmente interessante è il rotore automatico in metallo rodiato, anch’esso reinterpretato con forme arrotondate e voluminose, quasi fosse una miniatura meccanica del linguaggio scultoreo della cassa.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

Il Classic Fusion Balloon Dog sarà prodotto solo in 200 esemplari per ciascuna delle tre configurazioni, con un prezzo indicato di 24.600 euro.

Il MP-14 Origin

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Se il Balloon Dog trasforma un orologio in una scultura, l’MP-14 Origin by Jeff Koons tenta qualcosa di ancora più audace: trasformare il funzionamento dell’orologio in una rappresentazione cosmologica.

Il progetto entra nella collezione Exceptional Timepieces, il laboratorio nel quale Hublot concentra le proprie sperimentazioni più radicali in materia di meccanica, materiali e dell’indicazione. E in questo caso la novità tecnica è particolarmente significativa: l’MP-14 Origin introduce infatti il primo tourbillon centrale automatico realizzato dalla Maison.

La cassa da 44 mm è uno degli elementi più spettacolari dell’intero progetto. Realizzata in zaffiro trasparente e titanio, presenta una geometria ottagonale e raggiunge uno spessore di 20 mm. La sua costruzione richiede circa 534 ore di lavorazione, un dato che restituisce immediatamente la complessità necessaria per trasformare un materiale estremamente duro e fragile come lo zaffiro in una struttura tridimensionale di questo tipo.

Qui lo zaffiro non è più semplicemente il materiale utilizzato per proteggere il quadrante o il movimento. Diventa la cassa, una sorta di involucro trasparente che consente di osservare la stratificazione interna del segnatempo.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

All’interno si sviluppa una struttura composta da anelli concentrici in oro bianco, impreziositi da diamanti taglio baguette e zaffiri blu. I quattro anelli complessivi comprendono 202 pietre per un peso complessivo di circa 2,3 carati.

Due di questi anelli sono fissi e svolgono la funzione di scale temporali. Gli zaffiri blu indicano ore e quarti d’ora. Gli altri due sono invece mobili e costituiscono il vero sistema di indicazione: uno rappresenta le ore e l’altro i minuti.

Al loro interno si muovono due piccoli cubi sospesi. Quello delle ore è realizzato in acciaio lucido e ricoperto da una vernice rossa traslucida; quello dei minuti è invece in acciaio lucido lasciato nella sua tonalità naturale. Non sono lancette tradizionali, quindi, ma indicatori tridimensionali che sembrano orbitare all’interno della cassa.

Al centro di questa costruzione si trova il vero cuore dell’orologio.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

Il calibro HUB9014 rappresenta il risultato tecnico più importante dell’MP-14 Origin. Si tratta di un movimento automatico di manifattura composto da 594 componenti, con una frequenza di 3 Hz, pari a 21.600 alternanze all’ora, e una riserva di carica di 60 ore.

La sua caratteristica fondamentale è il tourbillon centrale. Normalmente il tourbillon viene collocato in una posizione periferica o comunque integrato all’interno del movimento. Qui, invece, diventa il centro geometrico e concettuale dell’intero sistema.

Il tourbillon è collocato sotto una cupola di zaffiro trasparente ispirata alle Gazing Ball di Koons. La superficie della cupola è rifinita a mano con una vernice blu traslucida applicata da un micropittore. Il risultato è un nucleo visivo che sembra sospeso all’interno della struttura e dal quale si sviluppano tutti gli altri elementi.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

Per mantenere libera questa , Hublot ha adottato un sistema di carica automatica periferica. Il peso oscillante non occupa infatti la posizione centrale normalmente destinata al rotore, ma corre lungo la periferia del movimento. È una soluzione che permette di preservare la trasparenza visiva dell’insieme e, allo stesso tempo, garantire l’efficienza del sistema automatico.

La funzione meccanica viene così trasformata in linguaggio estetico. Il tourbillon non è semplicemente una complicazione da osservare attraverso il vetro: diventa il “primo impulso” dal quale sembra originarsi l’intero universo meccanico dell’orologio.

L’MP-14 Origin raggiunge una dimensione quasi scenografica anche attraverso il modo in cui i materiali sono utilizzati. Zaffiro, titanio, oro bianco, diamanti e zaffiri non sono semplicemente elementi decorativi separati, ma componenti di una struttura nella quale ogni superficie contribuisce alla percezione di profondità.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

Il bracciale integrato prosegue questa ricerca: è realizzato in zaffiro e titanio e sembra nascere direttamente dalla cassa. Le viti in titanio mantengono il linguaggio industriale tipico di Hublot, mentre la trasparenza permette di evitare una separazione visiva netta tra corpo dell’orologio e cinturino.

Anche la corona è stata sottratta alla vista tradizionale. Due sistemi di comando nascosti sono integrati nell’architettura e permettono rispettivamente di effettuare la carica e la regolazione dell’ora. Le loro funzioni sono identificate dalle incisioni “ENERGY PULSE” e “COSMIC ALIGN”.

Il risultato è un oggetto nel quale la lettura dell’ora passa quasi in secondo piano rispetto all’esperienza meccanica. L’orologio non vuole soltanto mostrare il tempo: vuole mettere in scena la sua origine.

Jeff Koons x Hublot: quando il tempo diventa materia, forma e movimento

L’MP-14 Origin, limitato a soli 30 esemplari e proposto a 479.000 euro, si colloca nel territorio più estremo dell’alta orologeria Hublot, dove la funzione di misurazione del tempo viene reinterpretata attraverso architetture meccaniche non convenzionali.

Le nostre considerazioni

Insomma due approcci differenti, ma una medesima ambizione: fare dell’orologio qualcosa che non si limita a misurare il tempo. Nel Balloon Dog il tempo prende la forma di un oggetto pop, lucido e quasi giocoso; nell’MP-14 Origin assume invece le sembianze di un sistema cosmico in espansione. È qui che la collaborazione trova il suo punto più interessante: non nella semplice applicazione dell’arte all’orologeria, ma nella possibilità di utilizzare la meccanica stessa come materia artistica.


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