86 sono gli esemplari del nuovo Piaget Andy Warhol Camouflage ma anche il riferimento all’anno, il 1986, degli autoritratti dell’artista americano che lo hanno ispirato. Quarant’anni dopo gli autoritratti, realizzati pochi mesi prima della morte dell’artista e parte dell’ultima stagione della sua ricerca, il motivo mimetico che attraversava il volto dell’artista prende forma sul quadrante, in un intarsio di oro, sodalite e turchese.

Dopo il Collage del 2025, Piaget prosegue la collaborazione con la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts tornando su un soggetto che si presta particolarmente al proprio linguaggio. Il colore rimane il punto d’incontro, ma questa volta la composizione affida all’oro un ruolo più articolato: accanto alle pietre, il metallo contribuisce al disegno attraverso le sue tonalità e le diverse finiture.
Il legame fra Andy Warhol e Piaget
Il rapporto fra Warhol e Piaget precede di diversi decenni l’attuale collaborazione. L’artista possedeva sette orologi della Maison, fra cui la referenza 15102, disegnata da Jean-Claude Gueit e prodotta in serie limitate tra il 1972 e il 1977. Con la sua cassa coussin da 45 mm, scandita da godronature concentriche, il modello aveva già quella presenza scultorea che ne avrebbe accompagnato le successive interpretazioni. Ripreso nel 2014 con il Black Tie Vintage, ha assunto ufficialmente il nome dell’artista nel 2024, attraverso l’accordo di licenza con la Fondazione. Il Collage, arrivato l’anno successivo in 50 esemplari, ha aperto il percorso dedicato alla rilettura delle sue opere.

Già in quella prima edizione, l’intarsio di pietre ornamentali permetteva di ricomporre in forma astratta un autoritratto del 1986. Su una base di onice nero si disponevano elementi in opale rosa, crisoprasio verde e serpentino giallo, accompagnati da una cassa in oro giallo. Il fondo scuro dava risalto alle campiture, mantenendo leggibile la loro disposizione sul quadrante.

Nel Camouflage, il disegno si frammenta in 27 elementi dai contorni irregolari. Il blu profondo della sodalite e quello più acceso del turchese incontrano l’oro satinato e l’oro rosa lucido, introducendo un contrasto che riguarda tanto il colore quanto la risposta dei materiali alla luce. La cassa passa all’oro bianco: una cornice più fredda, che accompagna le pietre e lascia emergere le tonalità calde del metallo all’interno della composizione.
La lavorazione del quadrante del Piaget Andy Wahrol Camouflage
È soprattutto osservando i singoli elementi, prima che vengano assemblati, che si comprende la precisione richiesta da questo lavoro. Le sagome presentano rientranze profonde, estremità strette e curve che devono combaciare con quelle dei pezzi adiacenti; ogni profilo determina quindi anche la forma dello spazio destinato ad accoglierne un altro. La continuità del motivo dipende dalla qualità di questi accostamenti, oltre che dalla selezione delle pietre, le cui venature e variazioni cromatiche devono trovare posto in un disegno prestabilito.

Per lo studio, la progettazione e la realizzazione del quadrante, sono state impiegate oltre cento ore di lavoro. A raccontare la complessità dell’intarsio sono dunque la geometria dei pezzi e la convivenza, sulla stessa superficie, di materiali e finiture differenti.

La scelta del soggetto aggiunge un ulteriore livello di lettura. Negli autoritratti del 1986, il camouflage attraversava il volto di Warhol, interferendo con la riconoscibilità di un’immagine ormai celebre. Si può leggere in questa sovrapposizione una tensione fra esposizione e occultamento: l’artista si mostra attraverso un motivo concepito per nascondere. Piaget conserva quella trama e lascia scomparire il volto, concentrando l’interpretazione sui rapporti fra le forme e i colori.

Il passaggio trova una continuità nella storia della Maison, che dai primi anni Sessanta esplora le possibilità delle pietre ornamentali. Qui quel patrimonio tecnico offre uno strumento preciso per affrontare l’opera di Warhol: il disegno viene ricostruito attraverso materiali che portano con sé una consistenza, venature e riflessi propri.
Cassa e movimento
Intorno al quadrante, le godronature della cassa coussin introducono una regolarità che bilancia il profilo frastagliato delle campiture. Le lancette dauphine mantengono una geometria netta, mentre il movimento rimane il calibro di manifattura 501P1 a carica automatica, già utilizzato nel Collage. Sul fondello compaiono la firma dell’artista e l’indicazione della tiratura limitata.

Il Camouflage sviluppa così la ricerca avviata con il predecessore, dando maggiore spazio alla lavorazione dell’oro. Il risultato conserva l’immediatezza grafica del motivo, ma invita a soffermarsi sui dettagli: la satinatura di una campitura, una venatura nella sodalite, il punto in cui una curva di turchese incontra il metallo. È a questa distanza che l’omaggio a Warhol rivela più chiaramente la mano di Piaget.
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