Per mesi abbiamo letto analisi, report e previsioni che descrivevano un mercato del lusso in rallentamento e un settore degli orologi da collezione alle prese con una fase di normalizzazione dopo gli eccessi registrati negli anni successivi alla pandemia. Eppure, osservando attentamente quanto accaduto alla New York Watch Auction XIV di Phillips, emerge una fotografia molto diversa. L’asta si è conclusa con il 100% dei lotti venduti (totalizzando $75.800.000 su 156 lotti), numerosi risultati oltre le aspettative e una serie di aggiudicazioni che confermano come il capitale continui a fluire verso gli esemplari più rari, importanti e desiderabili del panorama collezionistico internazionale.
Più che un rallentamento, quello che emerge da New York sembra essere un processo di selezione sempre più marcato. I collezionisti continuano a spendere, e in alcuni casi a spendere cifre straordinarie, ma lo fanno con una consapevolezza diversa rispetto a qualche anno fa. La domanda si concentra sempre più sulle grandi rarità, sulle referenze storicamente rilevanti e sugli esemplari che possono vantare caratteristiche irripetibili. In questo contesto, il vintage e l’orologeria indipendente si confermano ancora una volta i segmenti più forti e dinamici dell’intero mercato.
Il vintage continua a dominare il collezionismo
I risultati ottenuti da alcuni dei principali lotti vintage rappresentano probabilmente una delle indicazioni più interessanti dell’intera asta. Tra i protagonisti assoluti troviamo il Rolex Daytona Ref. 6241 “John Player Special”, aggiudicato per circa 1,8 milioni di dollari, una cifra che supera ampiamente le aspettative iniziali e che conferma il fascino senza tempo esercitato dai grandi Rolex Daytona Paul Newman. Anche il Rolex Daytona Ref. 6263 “Paul Newman Panda” ha registrato una performance eccezionale superando gli 825.000 dollari, mentre un ulteriore Rolex Daytona Ref. 6239 Paul Newman ha oltrepassato la soglia del milione di dollari.

Lotto 31 – Rolex Ref. 6241 Cosmograph Daytona “John Player Special” | Credits: Phillips
Si tratta di risultati che raccontano molto più della semplice popolarità di Rolex. Questi numeri dimostrano che il mercato continua a riconoscere un valore crescente agli esemplari che rappresentano pietre miliari della storia dell’orologeria. La ricerca della rarità, della provenienza impeccabile e dell’originalità rimane il principale motore del collezionismo di alto livello.

Lotto 2 – A. Lange & Söhne Ref. 117.040 Grande Lange 1 Limited Edition for Dubail Paris | Credits: Phillips
Non è un caso che anche referenze meno scontate abbiano attirato l’attenzione. Un Universal Genève Film-Compax, ad esempio, ha superato i 100.000 dollari partendo da una stima compresa tra 12.000 e 24.000 dollari. Un risultato che suggerisce come il mercato stia ampliando progressivamente il proprio raggio d’interesse verso marchi e referenze che fino a pochi anni fa vivevano all’ombra dei grandi nomi tradizionali.

Lotto 21 – Universal Genève Ref. 22522 Film-Compax | Credits: Phillips
Anche Patek Philippe ha confermato il proprio ruolo di riferimento assoluto nel segmento del vintage di alta gamma. La leggendaria Ref. 1518, una delle referenze più importanti della storia della manifattura ginevrina, ha raggiunto quasi 4 milioni di dollari.

Lotto 25 – Patek Philippe Ref. 3940 Perpetual Calendar “First Series, Beyer” | Credits: Phillips
Molto significativo anche il risultato ottenuto dalla Ref. 3940 Prima Serie firmato Beyer, salita oltre i 965.000 dollari, così come quello della Ref. 3970 Prima Serie, che ha sfiorato gli 840.000 dollari. A questi livelli il collezionismo si allontana sempre più dalla semplice passione e assume le caratteristiche di un vero e proprio mercato dei beni culturali, dove storia, rarità e rilevanza tecnica diventano fattori determinanti.
F.P. Journe e gli indipendenti sono una categoria dominante
Se il vintage ha confermato la propria straordinaria solidità, l’orologeria indipendente è probabilmente il segmento che ha lanciato il messaggio più forte all’intero settore. Il protagonista assoluto dell’asta è stato il celebre F.P. Journe Chronomètre à Résonance Souscription No. 007, aggiudicato per l’impressionante cifra di 13,9 milioni di dollari. Un risultato destinato a entrare nella storia delle aste di orologeria e che testimonia il crescente prestigio raggiunto da François-Paul Journe presso i collezionisti più importanti del mondo.

Lotto 10 – F.P. Journe Chronomètre à Résonance “Souscription, No. 007” | Credits: Phillips
Per comprendere la portata di questo dato bisogna andare oltre il semplice numero. Il risultato ottenuto dal Résonance non rappresenta soltanto il valore di un singolo orologio particolarmente raro ma la dimostrazione che una parte del mercato considera ormai alcuni F.P. Journe allo stesso livello delle più importanti referenze storiche di Patek Philippe. Un cambio di paradigma che fino a pochi anni fa sarebbe apparso impensabile.

Lotto 85 – F.P. Journe Tourbillon Souverain Anniversaire “Hong Kong”, “Number 1 of 5” | Credits: Phillips
Lo stesso discorso vale per il Tourbillon Souverain Anniversaire “Hong Kong”, prodotto in appena cinque esemplari e aggiudicato per oltre 4,3 milioni di dollari. Ma il fenomeno non riguarda esclusivamente Journe. Il prototipo unico dell’Urban Jürgensen Tourbillon Minute Repeater ha superato il milione di dollari, mentre il De Bethune DB15 Number 001 ha registrato una delle sorprese più significative dell’intera vendita raggiungendo oltre 400.000 dollari partendo da una stima massima di appena 60.000 dollari.

Lotto 20 – Urban Jürgensen Ref. Proto of 3pcs Tourbillon Minute Repeater “Unique Piece, Prototype” | Credits: Phillips
Questi risultati confermano come gli orologi indipendenti abbiano ormai completato la loro trasformazione da nicchia per appassionati a vera e propria categoria di riferimento del collezionismo contemporaneo. Oggi i collezionisti più sofisticati sono sempre più attratti da unicità, creatività tecnica, produzione limitata e forte identità progettuale. Elementi che molti indipendenti riescono a offrire in misura persino superiore rispetto alle grandi maison tradizionali.
La fascia tra 10.000 e 50.000 dollari resta stabile, ma senza euforia
Se i grandi risultati catturano inevitabilmente l’attenzione, una lettura completa dell’asta richiede di osservare anche ciò che è accaduto nella fascia intermedia del mercato. Ed è qui che emerge probabilmente il dato più interessante per comprendere l’attuale stato del collezionismo.
Gran parte dei lotti compresi tra i 10.000 e i 50.000 dollari ha trovato facilmente un acquirente, ma senza registrare gli exploit osservati nelle fasce superiori. Molte aggiudicazioni si sono collocate in prossimità delle stime oppure leggermente al di sopra, mostrando un mercato sano ma decisamente più disciplinato rispetto al passato.
Questa dinamica suggerisce una conclusione importante. Il denaro continua a essere presente nel settore degli orologi di lusso, ma viene investito con maggiore attenzione. I collezionisti non sembrano più interessati ad acquistare semplicemente una referenza desiderabile. Cercano piuttosto l’esemplare migliore disponibile, la configurazione più rara, la provenienza più interessante o la storia più significativa. In altre parole, il mercato continua a premiare l’eccellenza e tende invece a penalizzare la mediocrità.
Il mercato non rallenta, si evolve!
La vera lezione lasciata dalla Phillips New York Watch Auction XIV è probabilmente questa. Il mercato degli orologi da collezione non appare affatto debole. Al contrario, continua a mostrare una straordinaria capacità di attrarre capitali quando vengono presentati esemplari realmente eccezionali. I grandi Rolex vintage continuano a superare il milione di dollari, i migliori Patek Philippe mantengono quotazioni elevatissime e gli indipendenti stanno raggiungendo risultati che fino a pochi anni fa sembravano semplicemente irrealistici.

Lotto 77 – Roger Smith Ref. Series 3 “Unique Piece” | Credits: Phillips
C’è poi un dato che aiuta a comprendere ancora meglio quanto stia accadendo. Considerando le stime pre-asta, la New York Watch Auction XIV presentava un valore medio teorico compreso tra circa 112.000 e 224.000 dollari per lotto, con una media centrale vicina ai 170.000 dollari. Una cifra notevole che, tuttavia, racconta soltanto una parte della storia.

Lotto 105 – Voutilainen Masterpiece Chronograph II “Number 1 of 10” | Credits: Phillips
Come spesso accade nelle grandi aste internazionali, il valore complessivo della vendita è stato fortemente influenzato da una manciata di risultati straordinari. I 13,9 milioni di dollari raggiunti dall’F.P. Journe Chronomètre à Résonance Souscription No. 007, i 5,2 milioni del Patek Philippe Ref. 5004G-020 appartenuto a Eric Clapton, i quasi 4 milioni del Patek Philippe Ref. 1518 e gli oltre 1,8 milioni del Rolex Daytona Ref. 6241 “John Player Special” hanno contribuito in maniera significativa al valore totale dell’asta.

Lotto 88 – Patek Philippe Ref. 5004G-020 “Eric Clapton” | Credits: Phillips
Proprio questa apparente contraddizione permette di leggere con maggiore chiarezza l’attuale fase del mercato. Da una parte troviamo una fascia intermedia composta da collezionisti estremamente attivi, pronti a competere per orologi compresi tra i 10.000 e i 50.000 dollari, ma con un approccio molto più razionale rispetto agli anni del boom. Dall’altra osserviamo una ristretta élite internazionale disposta a spendere cifre milionarie pur di assicurarsi i migliori esemplari disponibili. Il risultato è un mercato che continua a crescere nella parte più alta della piramide mentre la fascia media si mantiene solida ma priva dell’euforia speculativa vista negli anni recenti.

Lotto 101 – Patek Philippe Ref. 1518 | Credits: Phillips
La differenza rispetto al recente passato è proprio questa. La fase in cui quasi qualsiasi orologio sportivo di lusso beneficiava di una crescita generalizzata sembra ormai archiviata. Al suo posto troviamo un collezionismo più maturo, più selettivo e maggiormente orientato verso rarità, qualità, provenienza e rilevanza storica.
La vera notizia, quindi, non è che un F.P. Journe abbia raggiunto 13,9 milioni di dollari o che un Rolex Daytona Paul Newman abbia nuovamente superato il milione. La vera notizia è che nel 2026 esiste un numero crescente di collezionisti pronti a contendersi questi orologi fino a cifre impensabili pur di assicurarsi il meglio che il mercato possa offrire.
Più che raccontare un rallentamento, quest’asta racconta l’evoluzione di un mercato sempre più sofisticato, dove la speculazione lascia progressivamente spazio alla cultura collezionistica e dove le grandi rarità continuano a esercitare un potere di attrazione straordinario. Se c’è un messaggio che emerge chiaramente da New York, è che la domanda per il meglio dell’orologeria mondiale resta più forte che mai.
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