Il piccolo display decentrato, il bariletto in evidenza, i ponti disposti in modo simmetrico, il movimento portato sul lato quadrante come parte integrante dell’estetica. Sono questi gli elementi che dal 2005, anno del suo debutto, hanno reso la Collezione Tradition una delle collezioni più riconoscibili di Breguet.

Ma anche una delle più delicate da aggiornare, perché non ci sono grandi superfici neutre, né elementi secondari su cui intervenire senza conseguenze, e il movimento diventa la struttura visiva dell’orologio. Tutto è esposto: bariletto, ruotismi, ponti, scappamento e indicazioni si distribuiscono frontalmente, costruendo quella simmetria meccanica rovesciata che è forse la vera firma della linea. In un orologio pensato così, ogni finitura, ogni colore, ogni cambiamento di materiale pesa più che in altri, perché modifica inevitabilmente l’equilibrio dell’insieme.

Il Breguet Tradition 7027 originale, lanciato sul mercato nel 2005.
Per il 2026 a cambiare sono proprio materiali, colori e finiture. Per la nuova collezione – che accoglie il Tradition Seconde Rétrograde 7037, il Tradition GMT 7067, il Tradition Seconde Rétrograde 7038 e una nuova versione del Tradition Seconde Rétrograde 7097 – il filo comune è evidente: smalto Grand Feu, numeri arabi Breguet, nuovi colori con sfumature nere, blu e antracite, vetro avventurina, e per la prima volta su alcuni modelli Tradition, cinturini in gomma.
Tradition Seconde Rétrograde 7037 nel nuovo blu
Il Tradition Seconde Rétrograde 7037 è probabilmente il modello che meglio racconta questo cambio di registro, anche perché riporta in collezione una referenza che negli ultimi anni era uscita dal catalogo. La sostanza resta quella di un Tradition essenziale: cassa in oro bianco da 38 mm, ore e minuti su quadrante decentrato, piccoli secondi retrogradi a ore 10 e calibro automatico 505 SR.

La novità più evidente è il trattamento blu del movimento, che non riguarda un solo componente ma l’intera architettura visibile dal lato quadrante. La platina microbillé, i ponti satinati e il copribariletto guilloché con motivo a spirale nel nuovo blu compongono una superficie meccanica più grafica e più immediata rispetto alle esecuzioni tradizionali.

Il calibro mantiene comunque una costruzione molto Breguet, con spirale in silicio, 50 ore di riserva di carica e massa oscillante in platino 950 a forma di mezzaluna, richiamo diretto agli orologi perpétuelle di Abraham-Louis Breguet.


A ore 12, il quadrante decentrato in smalto Grand Feu bianco crea il contrasto necessario, mentre i numeri arabi Breguet alleggeriscono la lettura rispetto ai romani e danno all’insieme un aspetto meno formale. È una scelta, questa dei numeri arabi, che può sembrare contemporanea, ma che appartiene pienamente alla storia della Maison perché Abraham-Louis Breguet li disegnò nel 1783 e li adottò già alla fine del Settecento.

Anche il cinturino contribuisce a cambiare il tono del 7037. La gomma blu con texture effetto tessuto e cuciture grigio chiaro lo rende meno rigido, più credibile in un uso quotidiano, anche senza trasformarlo davvero in un orologio sportivo. Il dettaglio più interessante, però, è pratico: Breguet ha introdotto perni quick-release per sostituire il cinturino senza cacciavite, e lo stesso sistema è previsto anche per la fibbia ad ardiglione in oro bianco. Su una collezione abituata a codici molto tradizionali, è un aggiornamento piccolo solo in apparenza.

Accanto alla versione in oro bianco, Breguet propone anche una variante in platino 950 con movimento nero e quadrante in smalto Grand Feu nero, che rispetto alla versione blu è meno brillante ma più compatta, più profonda e decisamente più austera.

Le due versioni proposte, a sinistra in platino con movimento nero, a destra in oro bianco con movimento blu.
Tradition GMT 7067: verde Grand Feu e doppia ora
Il Tradition GMT 7067 è il modello più complesso tra le nuove proposte, ma anche quello in cui la complicazione appare più naturale per la storia di Breguet. La cassa è in platino 950 da 40 mm e ospita il calibro 507 DRF a carica manuale. L’ora locale è indicata dal quadrante principale, mentre l’home time trova posto nel sottoquadrante a ore 8; a ore 10, vicino alla corona dedicata alla regolazione della complicazione, compare l’indicatore giorno/notte.

La seconda ora può essere corretta a scatti di un’ora, in avanti o indietro, una soluzione pratica su un orologio che racconta il viaggio senza ricorrere ai codici tipici del GMT sportivo. Anche il riferimento storico non è secondario: la Maison collega questa complicazione tanto alla nomina di Abraham-Louis Breguet a orologiaio della Marina Reale francese nel 1815 quanto alla successiva storia della famiglia Breguet nel mondo dell’aviazione.
Il quadrante principale è in smalto Grand Feu verde dégradé, con una sfumatura che dal verde pino del centro vira verso il nero del bordo esterno. Dato che il verde è stato uno dei colori più utilizzati dall’orologeria recente, il rischio dell’effetto moda è sempre presente. Qui, però, la tonalità funziona perché non vive come elemento isolato: dialoga con il movimento trattato in nero PVD, con la cassa in platino e con la profondità stessa dello smalto, dando all’orologio un carattere più tecnico che puramente decorativo.


C’è poi la possibilità di scegliere il quadrante dell’home time con numeri arabi oppure con numeri orientali, opzione che rimanda agli orologi realizzati da Breguet per clienti dell’Impero Ottomano nei primi anni dell’Ottocento, spesso caratterizzati da quadranti smaltati e numerazioni dedicate. Su un GMT, il riferimento non risulta forzato perchè lega la doppia ora al tema del viaggio, delle committenze internazionali e della personalizzazione, tutti elementi che appartengono alla storia della Maison.
Anche il 7067 è montato su un cinturino in gomma, in questo caso nero con cuciture verdi e fibbia ad ardiglione in platino.
Tradition Seconde Rétrograde 7038: avventurina e diamanti, senza perdere la meccanica
Con il Tradition Seconde Rétrograde 7038, Breguet porta la collezione in un territorio più prezioso. La cassa in oro bianco rodiato da 37 mm sfoggia una lunetta incastonata con 58 diamanti taglio brillante, mentre la fibbia in oro bianco rodiato ne aggiunge altri 25.
Il rischio, in una referenza di questo tipo, è spesso che la parte gioiello prenda il sopravvento sulla costruzione meccanica. Breguet evita questa impressione scegliendo un quadrante decentrato in vetro avventurina nera, utilizzato per la prima volta nella linea Tradition. La superficie scura, attraversata da riflessi argentati, accompagna il movimento invece di coprirlo, creando un effetto di profondità che si integra bene con la finitura nera di platina e ponti.

Il calibro è ancora il 505 SR automatico, con piccoli secondi retrogradi, spirale Breguet in silicio e 50 ore di riserva di carica. Platina e ponti presentano una finitura nera profonda, mentre il copribariletto è decorato con guilloché soleil, motivo che ritorna anche sulla massa oscillante in oro rodiato a forma di mezza corona, visibile dal fondello. Un dettaglio che consente di tenere insieme fronte e retro dell’orologio, evitando che la decorazione sembri concentrata solo sulla parte più immediatamente visibile.
Il cinturino è in tessuto nero con finitura satinata e fibbia ad ardiglione incastonata. Breguet prevede anche una versione con cinturino in alligatore nero effetto satinato, più vicina ai codici classici dell’orologeria gioiello.
Tradition Seconde Rétrograde 7097: il più classico, ma non il più prevedibile
Il nuovo Tradition Seconde Rétrograde 7097 resta il più vicino alla Breguet tradizionale. La cassa in oro rosa da 40 mm, i piccoli secondi retrogradi a ore 10 e il calibro automatico 505 SR1 con 50 ore di riserva di carica mantengono l’impianto già noto della referenza.

A cambiare è il quadrante decentrato, ora in smalto Grand Feu bianco, con numeri arabi Breguet e lancette azzurrate. Rispetto al guilloché, lo smalto cambia molto la percezione dell’orologio: meno trama, più luce, una presenza più piena e materica. È un dettaglio sottile, ma nella collezione Tradition i dettagli sottili sono importanti, perché ogni elemento è visibile e partecipa all’equilibrio generale.

Anche il movimento è stato riletto attraverso nuove finiture: il copribariletto grigio antracite crea un contrasto più netto con il bianco dello smalto, mentre il treno del tempo e il bilanciere introducono accenti rosé che dialogano con la cassa in oro rosa.
Il settore dei secondi retrogradi, in oro satinato e finemente sabbiato, resta ben visibile senza interrompere la composizione. Sul fondello, la massa oscillante in oro bianco lucido riprende la forma storica ispirata agli orologi perpétuelle di Breguet.

Il cinturino è in vitello grigio con cuciture écru e fibbia ad ardiglione in oro rosa; è prevista anche una versione in gomma grigia effetto pelle con cuciture tono su tono, più coerente con la direzione introdotta dagli altri modelli della serie.
Conclusioni
I prezzi indicativi per il mercato europeo sono di 53.800 euro per il Tradition Seconde Rétrograde 7037 in oro bianco e 59.100 euro per la variante in platino. Il Tradition Seconde Rétrograde 7038 è proposto a 60.200 euro, il Tradition Seconde Rétrograde 7097 a 51.400 euro, mentre il Tradition GMT 7067 arriva a 74.700 euro.
Dopo l’anno del 250° anniversario, Breguet inizia quindi a rimettere mano anche alle collezioni regolari, ripartendo dalla Tradition e riportando in catalogo anche la referenza 7037, fuori catalogo da diversi anni.
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