Esistono diversi modi di portare alla luce la complessità di un movimento meccanico. La scheletratura è certamente uno dei più affascinanti: attraverso un accurato lavoro di ajourage della platina e dei ponti, la costruzione del calibro viene progressivamente svelata, lasciando emergere ruotismi e componenti solitamente celati alla vista. Ma rendere visibile la meccanica rappresenta soltanto una parte dell’esercizio. La vera complessità consiste nel conferirle un ruolo nel disegno dell’orologio, stabilendo una relazione coerente tra movimento, quadrante e cassa.
È proprio su questa relazione che Hermès sviluppa le sue Meccaniche misteriose. La trasparenza diventa un elemento della composizione e permette alla meccanica di partecipare pienamente all’espressione estetica del segnatempo. Un principio interpretato attraverso tre universi distinti dell’orologeria Hermès: le geometrie contemporanee dell’H08, l’immaginario equestre dell’Arceau e la purezza dello Slim d’Hermès. Tre identità differenti nelle quali scheletrature, trasparenze e sovrapposizioni instaurano ogni volta un nuovo dialogo tra ciò che il movimento rivela e ciò che il design sceglie di mostrare.
Nel 2026 questa ricerca prende forma attraverso tre interpretazioni. L’Hermès H08 Squelette esplora la scheletratura attraverso la leggerezza del titanio e il carattere grafico delle sue geometrie; l’Arceau Samarcande associa la ripetizione minuti alla trasparenza di una testa di cavallo in vetro zaffiro e a un quadrante realizzato dalla cristalleria Saint-Louis; lo Slim d’Hermès Squelette Lune coniuga infine la scheletratura con un calibro ultrapiatto automatico con microrotore e una doppia indicazione delle fasi lunari.
Hermès H08 Squelette
Quando l’H08 è stato presentato, la sua identità dipendeva in larga parte da una forma difficile da definire con una sola geometria: non propriamente tonda, non completamente quadrata, ma costruita intorno a una cassa a cuscino nella quale curve e angoli convivono senza cercare una sintesi convenzionale. È una struttura che si presta naturalmente alla scheletratura, perché il movimento può riprenderne le tensioni interne senza dover aderire alla tradizionale organizzazione circolare di un calibro.


Nell’H08 Squelette la cassa misura 39 millimetri ed è realizzata in titanio satinato con trattamento DLC opaco, abbinato a una lunetta in ceramica nera satinata soleil e rifinita da smussi lucidati a specchio.
Il contrasto tra superfici opache, ceramica e aperture del quadrante evita che la scheletratura si trasformi in un accumulo indistinto di elementi: il calibro rimane visibile, ma viene incorniciato e ordinato dalla geometria della cassa. L’impermeabilità fino a 10 bar, la corona a vite e il cinturino in caucciù strutturato mantengono inoltre il carattere sportivo dell’H08, che non viene sacrificato in nome della meccanica a vista.


Al centro si trova il nuovo calibro automatico di manifattura Hermès H1978 S, un movimento in titanio di 27 millimetri di diametro e 4,165 millimetri di spessore, composto da 168 elementi e regolato a una frequenza di 4 Hz. La riserva di carica raggiunge le 60 ore, mentre platina e ponti in titanio ricevono un trattamento PVD che ne uniforma l’aspetto e accentua la dimensione grafica del movimento.


È una scheletratura che non cerca la classicità della finitura tradizionale, né l’effetto quasi barocco prodotto da alcuni movimenti completamente traforati. Le linee dei ponti e la sovrapposizione degli ingranaggi proseguono il disegno della cassa, trasformando il calibro in un reticolo tridimensionale sopra il quale vengono applicati numeri arabi e minuteria.
La leggibilità, spesso il primo elemento a essere compromesso in un orologio scheletrato, viene preservata attraverso indici trattati con Super-LumiNova, lancette a bastone nere e una minuteria grigia che rimane nettamente separata dal movimento. Nella variante con accenti blu, la luminescenza diventa parte dell’identità visiva dell’orologio e sottolinea il contrasto tra l’aspetto tecnico del calibro e il colore acceso del cinturino in caucciù.


L’H08 Squelette non provoca la sensazione che si tratti di un H08 al quale sia stato semplicemente rimosso il quadrante, perchè il movimento viene ripensato come componente del design e lascia che la scheletratura svolga il ruolo che, in un modello tradizionale, sarebbe affidato sia alla superficie, che alla texture e al colore del quadrante.
Hermès Arceau Samarcande
Con l’Arceau Samarcande, la scheletratura gioca con la cassa Arceau. Creata da Henri d’Origny nel 1978, rimane una delle forme più riconoscibili di Hermès, con il profilo rotondo e le anse asimmetriche che richiamano le staffe; nel Samarcande, però, questa familiarità viene utilizzata come cornice per uno degli orologi tecnicamente più ambiziosi della collezione.

Il quadrante è realizzato dai maestri vetrai della cristalleria Saint-Louis ed è attraversato da una testa di cavallo traforata, costruita in vetro zaffiro e proposta, a seconda della versione, anche con incastonatura di diamanti. Attraverso la sagoma dell’animale, che sembra emergere o scomparire in funzione della luce e dell’angolo di osservazione, appare il nuovo calibro automatico scheletrato H1927, sviluppato appositamente per Hermès e dotato di ripetizione minuti.

In un’impostazione particolarmente coerente con la storia della Maison, il cavallo non viene applicato sopra il movimento come un elemento decorativo autonomo, ma diventa la soglia preliminare e obbligata attraverso cui la meccanica viene osservata, una piccola sagoma . Il quadrante non separa più l’immagine dalla funzione: le due cose occupano lo stesso spazio, e il vuoto disegnato nella testa del cavallo permette al movimento di apparire senza rinunciare alla figurazione.

Il calibro H1927 misura 28 millimetri di diametro e 4,95 millimetri di spessore, conta 339 componenti e 40 rubini, lavora a 3 Hz e offre una riserva di carica di 48 ore. La carica automatica è affidata a un microrotore, una scelta che consente di mantenere libera una porzione più ampia del movimento e di evitare che una massa oscillante tradizionale ne nasconda l’architettura. Il microrotore, visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro, è decorato con il motivo Duc attelé, mentre martelletti e componenti della ripetizione minuti rimangono anch’essi esposti allo sguardo.


La finitura combina lucidatura manuale, smussatura, cerchiatura e micropallinatura, creando differenze di superficie che diventano particolarmente importanti in un movimento scheletrato, nel quale la luce sostituisce in parte il ruolo decorativo normalmente svolto dal quadrante. La frequenza relativamente tradizionale di 21.600 alternanze l’ora e il microrotore contribuiscono a una costruzione che, pur racchiudendo una ripetizione minuti rimane contenuta in una cassa di 38 millimetri.

Le versioni previste utilizzano oro grigio oppure oro rosa, con differenti combinazioni di cristallo Saint-Louis blu o bianco, testa di cavallo rodiata o placcata 5N e, in alcune referenze, incastonatura di diamanti. Il risultato può essere più scuro e teatrale oppure più luminoso, ma l’elemento centrale rimane il rapporto tra ciò che si vede e ciò che si ascolta.
Slim d’Hermès Squelette Lune
Lo Slim d’Hermès Squelette Lune affronta la scheletratura attraverso un registro ancora diverso, nel quale il movimento ultrapiatto e la doppia fase lunare devono convivere all’interno di un orologio che ha sempre fatto dell’essenzialità la propria caratteristica principale.
La cassa misura 39,5 millimetri ed è proposta in titanio satinato con trattamento DLC oppure in platino lucidato. Le due versioni modificano notevolmente il carattere dell’orologio: il titanio accentua la leggerezza e il contrasto tra le superfici scure e il movimento colorato, mentre il platino riporta lo Slim d’Hermès verso un’idea più tradizionale di preziosità, pur mantenendo il quadrante completamente aperto.

Il calibro automatico di manifattura H1953 misura appena 3,57 millimetri di spessore, nonostante integri un microrotore e una doppia fase lunare. È composto da 178 elementi e 29 rubini, funziona a 3 Hz e offre 48 ore di riserva di carica; i ponti sono sia smussati a mano che micropallinati, in una combinazione che riduce i riflessi più aggressivi e mette in risalto i profili delle aperture.

La fase lunare, collocata a ore 6, segue il ciclo dell’astro nei due emisferi e introduce una complicazione astronomica in una costruzione altrimenti estremamente razionale. Le due nuove interpretazioni cromatiche, verde acqua e blu, interessano il movimento stesso e non si limitano a rivestire una superficie applicata sopra di esso; ponti, aperture e indicazione lunare partecipano così alla composizione, creando profondità diverse a seconda della luce.

È forse il modello in cui l’idea di una “meccanica misteriosa” si mostra in modo più esplicito, ma anche più elegante e curioso. A differenza dell’H08 (in cui il movimento viene trattato come un’architettura contemporanea) e dell’Arceau Samarcande (in cui il movimento è percepibile attraverso il suono), nello Slim d’Hermès la scheletratura serve a creare uno spazio nel quale la fase lunare possa sembrare sospesa.


Il quadrante scheletrato, nero oppure blu, conserva una minuteria bianca e lancette a bastone rodiate, mantenendo quella chiarezza grafica che Philippe Apeloig aveva impresso alla collezione Slim attraverso la particolare tipografia dei numeri. Anche se gran parte della materia scompare, l’orologio non perde la propria identità, perché la scheletratura viene organizzata intorno alle proporzioni e al linguaggio originale della collezione.
Hermès Meccaniche Misteriose: tre orologi, tre modi di svelare la meccanica
Tre orologi, tre identità e altrettanti modi di portare la meccanica alla luce. Le Meccaniche Misteriose raccontano bene l’ampiezza del savoir-faire orologiero di Hermès: anziché partire da una scheletratura prestabilita e declinarla su casse differenti, la Maison segue il percorso inverso. Il lavoro sul movimento viene ripensato secondo il carattere di ciascun orologio, rispettandone proporzioni, geometrie e codici estetici.
Osservati insieme, i tre modelli raccontano approcci profondamente diversi. Nell’H08 Squelette, pieni e vuoti seguono le geometrie della cassa e portano il movimento all’interno della composizione del quadrante. L’Arceau Samarcande sceglie invece la trasparenza: la testa di cavallo in vetro zaffiro lascia affiorare il movimento della ripetizione minuti, mentre il quadrante realizzato dalla cristalleria Saint-Louis porta nell’orologio un savoir-faire profondamente legato all’universo Hermès. Lo Slim d’Hermès Squelette Lune cambia nuovamente registro, accompagnando lo sguardo attraverso la costruzione aperta del calibro ultrapiatto automatico con microrotore fino alla doppia indicazione delle fasi lunari.
Grafico nell’H08, equestre nell’Arceau, essenziale nello Slim d’Hermès: il linguaggio cambia insieme all’orologio. Anche la presenza della meccanica assume ogni volta un ruolo differente, passando dalla scheletratura alla trasparenza, fino al dialogo tra movimento e rappresentazione del ciclo lunare. Nessuna soluzione viene semplicemente trasferita da un modello all’altro.
Nell’orologeria, del resto, sottrarre materia significa attribuire maggiore importanza a ciò che rimane. Proporzioni, profondità, leggibilità, finiture e rapporto tra pieni e vuoti diventano parte determinante dell’equilibrio complessivo. Hermès governa questi elementi attraverso ajourage, trasparenze e sovrapposizioni, facendo sì che ogni apertura partecipi al disegno dell’orologio senza ridursi a un esercizio puramente stilistico.
Le Meccaniche Misteriose raccontano così una forma di virtuosismo meno scontata: non quanto della meccanica sia possibile mostrare, ma quanto rivelarne, dove farlo e con quale intenzione. H08, Arceau e Slim d’Hermès raggiungono questo risultato percorrendo tre strade differenti, dimostrando come il savoir-faire possa esprimersi anche nell’arte di scegliere cosa lasciare allo sguardo.
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