Verso la fine di Interstellar, il blockbuster dal successo mondiale di Christopher Nolan, Cooper cerca di comunicare con la figlia Murph da una dimensione nella quale può osservare, ma non attraversare fisicamente, momenti diversi della sua infanzia. L’unico canale possibile per la comunicazione è un Hamilton a tre lancette lasciato anni prima nella sua camera. Muovendo la lancetta dei secondi, trasmette in codice Morse i dati quantistici che permetteranno a Murph di completare, dalla Terra, l’equazione gravitazionale.
La scena, oggi tra le più note del cinema di Christopher Nolan, non è la prima a portare sul grande schermo un Hamilton, che vanta un’esperienza a Hollywood già lunga alle spalle. Il primo passaggio sul grande schermo risale a Shanghai Express del 1932, ma anche per 2001: Odissea nello spazio Stanley Kubrick chiese all’azienda di progettare orologi e segnatempo destinati al futuro immaginato nel film. Il lavoro con Nolan prosegue oltre Interstellar, con Tenet, Oppenheimer e, più recentemente, The Odyssey, in quattro modi distinti di portare l’orologeria al cinema.
Nei film successivi a Interstellar, la maison non si è limitata a fornire al cinema modelli di catalogo: sviluppa prop specifici e cerca esemplari d’epoca presso collezionisti; poi lavora con il production designer Nathan Crowley alla costruzione di oggetti capaci di rispondere a esigenze precise e specifiche della sceneggiatura.
I due Hamilton di Interstellar
Nel film del 2014 compaiono due orologi. Cooper, il pilota interpretato da Matthew McConaughey, indossa un Hamilton Khaki Aviation Pilot Day Date Auto, referenza H64615135. È un automatico da 42 millimetri con cassa in acciaio, quadrante nero e ampie indicazioni delle ore e dei minuti. Il giorno della settimana si trova a ore 12, mentre la data è collocata a ore 6. Il calibro H-40 offre una riserva di carica di 80 ore.

È una scelta molto coerente con il personaggio: un orologio da aviatore contemporaneo, robusto e facilmente leggibile, che accompagna Cooper durante la missione spaziale in cui cercherà di mettere in salvo l’intera umanità.
Il modello destinato a Murph, invece, non esisteva nel catalogo Hamilton. Fu progettato appositamente per il film insieme a Nolan e Nathan Crowley, partendo dai codici estetici dei field watch della maison.Il prop presenta una cassa in acciaio da 42 millimetri, un quadrante nero con numeri arabi, lancette a cattedrale e un cinturino in pelle.

Il suo design doveva essere credibile sia come orologio appartenuto a Cooper sia al polso di Murph adulta, interpretata da Jessica Chastain, ma anche essere abbastanza leggibile da permettere alla cinepresa di mostrare il movimento anomalo della lancetta dei secondi nella sequenza decisiva.
Per diversi anni, quello che gli appassionati avevano iniziato a chiamare “the Murph” rimase esclusivamente un oggetto di scena. Hamilton lo porta sul mercato nel 2019 con il nome Khaki Field Murph. La versione commerciale riprende le proporzioni del prop, con una cassa da 42 millimetri, vetro zaffiro, cinturino in pelle nera e calibro automatico H-10 con 80 ore di autonomia.


Hamilton aggiunge anche un dettaglio che non compariva nell’orologio utilizzato nel film. Sulla lancetta dei secondi venne stampata in lacca la parola “Eureka” in codice Morse, visibile chiaramente soltanto con una lente. È il riferimento alla scena in cui Murph comprende il messaggio del padre e completa i calcoli.
I primi 2555 esemplari sono stati consegnati in una confezione disegnata da Crowley e ispirata al tesseratto. Il numero corrisponde ai giorni di sette anni terrestri, il tempo che trascorre sulla Terra durante un’ora trascorsa sul pianeta di Miller.


Nel 2022 Hamilton ha affiancato al modello originale una versione da 38 millimetri, ancora equipaggiata con l’H-10. La riduzione delle dimensioni ha reso il Murph più vicino alle proporzioni dei field watch storici e più facile da indossare, ampliandone il pubblico oltre la cerchia dei collezionisti legati al film. La referenza è diventata nel frattempo una linea stabile del catalogo Hamilton, con successive varianti di quadrante e cinturino.
Il successo del Murph è legato certamente alla popolarità di Interstellar, ma anche al modo in cui l’orologio viene utilizzato nel film. Lo spettatore ne conosce immediatamente il funzionamento e può quindi accettare la trasformazione della lancetta dei secondi in uno strumento di comunicazione. L’intero passaggio dipende da un oggetto meccanicamente familiare, che poi avrà, grazie agli appassionati, un nome e una provenienza, oltre che la funzione indispensabile nello sviluppo della storia.
La versione di serie ha permesso di acquistare un oggetto che, fino a quel momento, esisteva soltanto nell’universo del film.
Dunkirk e l’orologio che scandisce la colonna sonora
In Dunkirk, uscito nel 2017, il contributo più interessante dell’orologeria non riguarda una referenza visibile sullo schermo. Nolan registrò il ticchettio del proprio orologio da tasca a carica manuale e inviò il suono a Hans Zimmer insieme alla sceneggiatura. Il compositore lo campionò e lo utilizzò come base ritmica della colonna sonora.

Il film intreccia tre archi narrativi di durata diversa: una settimana per i soldati sulla spiaggia, un giorno per l’imbarcazione civile diretta verso Dunkerque e un’ora per i piloti impegnati sopra la Manica. Zimmer combina il battito dell’orologio con lo Shepard tone, un’illusione acustica che produce la sensazione di un’ascesa continua. Il ticchettio resta così presente sotto la musica e accompagna il progressivo avvicinamento delle tre linee narrative.

A sinistra, il compositore Hans Zimmer. A destra, il regista Christopher Nolan.
È sicuramente un episodio laterale rispetto agli orologi di scena, ma aiuta a comprendere come Nolan concepisca il tempo, trattandolo come una materia fluida onnipresente, malleabile e modificabile in tutte le direzioni. L’orologio (e il tempo) qui sono trattati come uno strumento tecnico: il suo suono fornisce alla musica una pulsazione regolare e immediatamente associabile a un conto alla rovescia. In questo caso anche se un orologio Hamilton non è coinvolto, è curioso il collegamento con l’orologeria, che passa interamente attraverso il sound design.
L’Hamilton BeLOWZERO costruito per Tenet
Con Tenet, nel 2020, Hamilton riceve una richiesta molto diversa. Nolan aveva bisogno di un orologio che permettesse ai personaggi di orientarsi durante le operazioni temporali del film, nelle quali persone e oggetti possono muoversi in direzione opposta rispetto all’ambiente circostante. Nessun modello, allora disponibile, offriva le funzioni richieste dalla produzione.

John David Washington e Robert Pattinson in Tenet.
Il punto di partenza fu il Khaki Navy BeLOWZERO, un diver professionale da 46 millimetri caratterizzato da una cassa imponente e da quattro viti ben visibili agli angoli. Hamilton e il reparto scenografico lavorano per diciotto mesi allo sviluppo del prop. Nei laboratori dello Swatch Group in Svizzera venne progettato un modulo digitale da integrare nel quadrante, con indicazioni rosse e blu legate alle due direzioni temporali mostrate nel film.

La produzione richiese decine di orologi, necessari per le diverse scene e per le riprese degli stunt. Alcuni tecnici Hamilton furono presenti sul set per assistere la troupe nella gestione delle funzioni sviluppate appositamente. Il progetto è di fatto la realizzazione di una vera complicazione cinematografica, pensata non per la vendita ma per comunicare un’informazione narrativa in modo chiaro davanti alla macchina da presa.


Per l’uscita del film, Hamilton presenta due edizioni limitate ispirate al prop. Entrambe conservano la cassa da 46 millimetri del BeLOWZERO, realizzata però in titanio con rivestimento PVD nero, il calibro automatico H-10 e l’impermeabilità fino a 100 bar, pari a 1.000 metri. Una versione ha la punta della lancetta dei secondi rossa, l’altra blu.


Il display digitale utilizzato sul set non è presente negli orologi commerciali, una distinzione indicata e voluta chiaramente anche da Hamilton. Le due referenze riprendono soltanto l’estetica del prop e sono prodotte in 888 esemplari per colore. La scelta del numero rimanda alla struttura palindroma del titolo Tenet, leggibile nello stesso modo in entrambe le direzioni.
Anche il packaging, progettato da Nathan Crowley, adotta i codici cromatici del film.


Per Tenet, di fatto Hamilton sviluppa uno strumento di scena tecnicamente complesso, del quale l’edizione commerciale offre soltanto una traduzione estetica.
Gli Hamilton vintage di Oppenheimer
Per Oppenheimer, uscito nel 2023, Nolan non ha bisogno di un nuovo prop, ma di trovare orologi coerenti con il periodo storico e con i tre personaggi principali. Hamilton coinvolge la propria rete di collezionisti per reperire sei esemplari vintage risalenti agli anni compresi tra il 1920 e il 1940.

Oppenheimer (con Cillian Murphy, Emily Blunt, Robert Downey Jr., e Matt Damon) è diretto da Christopher Nolan con props a cura di Guillaume DeLouche.
Cillian Murphy indossa tre Hamilton differenti nel ruolo di J. Robert Oppenheimer. Il Cushion B degli anni Trenta, che ha una cassa dalla forma morbida e un’impostazione ancora legata all’Art Déco. L’Endicott e il Lexington, entrambi degli anni Quaranta, presentano proporzioni contenute e quadranti molto puliti. Il passaggio da un modello all’altro accompagna le diverse fasi della vita del fisico senza introdurre elementi estranei all’abbigliamento dell’epoca.



Anche se gli orologi non sono presentati come riproduzioni documentate di esemplari realmente appartenuti a Oppenheimer, la selezione risponde a un criterio di ricostruzione e caratterizzazione: casse piccole, numeri ben leggibili e una sobrietà americana adatta a un uomo elegante, lontano dall’immagine dell’uomo d’affari convenzionale.


Per Kitty Oppenheimer, interpretata da Emily Blunt, venne scelto un Lady Hamilton A-2 del 1947 in oro 14 carati. La cassa rettangolare e il bracciale sottile lo rendono un esempio rappresentativo dell’orologeria femminile del periodo, quando il segnatempo veniva spesso integrato in un gioiello dalle dimensioni molto ridotte.


Il generale Leslie Groves, interpretato da Matt Damon, porta invece un Hamilton Piping Rock degli anni Venti e un Military Ordnance nero degli anni Quaranta. Il primo, con la sua cassa geometrica, appartiene alla storia più elegante del marchio; il secondo è un orologio di servizio, essenziale e robusto. L’alternanza riflette la doppia identità di Groves, ufficiale dell’esercito e responsabile amministrativo di un progetto scientifico senza precedenti.
La presenza degli Hamilton in Oppenheimer è molto più discreta rispetto a Interstellar e Tenet, e proprio per questo la selezione risulta interessante dal punto di vista collezionistico. Le sei referenze mostrano come un orologio d’epoca possa contribuire alla costruzione di un personaggio attraverso proporzioni, materiali e tipografie, anche quando non riceve un primo piano dedicato.
Hamilton Khaki Field Auto The Odyssey Limited Edition
La collaborazione più recente è legata a The Odyssey del 2026. In questo caso Hamilton ha presentato l’orologio come un modello sviluppato con Christopher Nolan e ispirato alla sua rilettura del poema omerico. Il risultato è il Khaki Field Auto The Odyssey Limited Edition, referenza H70675530.


L’orologio utilizza una cassa in bronzo, un materiale coerente con l’ambientazione e che farà assumere a ogni cassa una patina differente nel corso del tempo; la cassa, di 42 millimetri spessa 10,9 millimetri, è abbinata a un fondello in titanio. Il quadrante nero spazzolato presenta un motivo color bronzo ispirato all’elmo di Ulisse, un indice applicato a forma di rivetto a ore 12 e lancette che richiamano la lama di una spada. Sul fondello sono incisi l’elmo e la firma di Nolan.

Il calibro è ancora una volta l’H-10, movimento automatico a tre lancette con 80 ore di riserva di carica e spirale Nivachron. Il vetro è in zaffiro, l’impermeabilità raggiunge i 100 metri e il cinturino è in pelle di vitello.


La produzione è limitata a 2.112 pezzi, una cifra scelta per richiamare la ricorrenza del numero dodici nella mitologia greca.

Il packaging riprende la forma di uno scudo e comprende una replica indossabile della spilla di Atena vista nel film, legata al dono di Penelope a Ulisse, oltre a una placca con la firma del regista.
Quella tra Hamilton e Nolan è una collaborazione costruita progetto per progetto
È proprio la differenza tra questi progetti a rendere il caso Nolan curioso e interessante. Hamilton non applica lo stesso modello a ogni film e non forza la presenza di un prodotto contemporaneo quando la storia richiede altro. In alcuni casi l’orologio viene progettato da zero; in altri viene cercato tra gli esemplari di ottant’anni fa. La scelta finale dipende dal personaggio, dal periodo e dalla funzione che l’oggetto deve svolgere sullo schermo.
Per l’orologeria, il risultato forse più interessante resta il Murph: un design creato per una scena, rimasto per anni fuori catalogo e infine trasformato in una referenza autonoma. Tenet dimostra quanto lavoro possa esserci dietro un prop che appare anche solo per pochi minuti, Oppenheimer ricorda invece l’importanza degli orologi nel costume cinematografico. Con The Odyssey, questa collaborazione diventa un progetto dichiaratamente rivolto ai collezionisti, chiudendo per ora un percorso iniziato con una lancetta dei secondi che comunicava in codice Morse.
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