La ricerca esasperata della tradizione rischia talvolta di trasformarsi in un esercizio nostalgico: celebrare il passato è importante, ma ridurlo ad un semplice richiamo estetico o narrativo non basta a preservarne realmente il valore.
La tradizione continua a mantenere il suo significato autentico solo quando diventa uno strumento per trasmettere competenze, conoscenze e cultura alle generazioni future.

È proprio su questo principio che si fonda il programma Naissance d’une Montre della Time Æon Foundation, un progetto che restituisce alla tradizione il suo significato più autentico: non la semplice celebrazione del passato come un’eredità da ammirare passivamente ma come un patrimonio di competenze che deve essere preservato e tramandato nel tempo.
L’intento della Time Æon Foundation
La Time Æon Foundation nasce nel 2006 a La Chaux-de-Fonds con una missione precisa: censire, preservare e tramandare i più rari saperi manuali dell’orologeria prima che vadano perduti.
L’idea era maturata già l’anno precedente, di fronte alla progressiva industrializzazione del settore e alla conseguente scomparsa di gesti, tecniche e metodi produttivi trasmessi per generazioni. Tra le figure all’origine di questa riflessione vi sono Robert Greubel, Stephen Forsey e Philippe Dufour, tre protagonisti dell’orologeria indipendente contemporanea, accomunati dalla convinzione che la conoscenza artigianale potesse sopravvivere soltanto tornando alla sua forma di trasmissione più diretta: il rapporto tra maestro e allievo.
Non un sapere affidato esclusivamente a manuali o archivi, ma una conoscenza viva, appresa attraverso l’osservazione, la pratica e il confronto quotidiano.
La statura dei promotori aiuta a comprendere la portata dell’iniziativa. Philippe Dufour è considerato uno dei massimi interpreti della costruzione e della finitura manuale dell’orologeria svizzera. Il suo lavoro ha dimostrato come la qualità di un segnatempo dipenda dalla padronanza dei gesti, dalla precisione dell’esecuzione e dalla cura riservata anche alle superfici normalmente sottratte allo sguardo.
Robert Greubel e Stephen Forsey, fondatori di Greubel Forsey, hanno invece costruito il proprio percorso intrecciando ricerca meccanica, costruzioni tridimensionali e tecniche di finitura tradizionali. Le loro creazioni mostrano come la salvaguardia del passato possa diventare il punto di partenza per esplorare nuove soluzioni.

Da questa visione prende forma il programma Naissance d’une Montre, letteralmente “Nascita di un orologio”. L’obiettivo non consiste soltanto nel realizzare segnatempo ispirati ai metodi del passato, ma nel trasformare la loro costruzione in un processo di formazione.
Ogni progetto diventa così uno strumento attraverso il quale recuperare tecniche rare, documentarle, applicarle e trasmetterle a nuovi artigiani. Un orologiaio viene formato affinché realizzi un segnatempo mediante utensili tradizionali, macchine storiche e lavorazioni controllate direttamente dall’uomo, per poi diventare a sua volta custode di quelle competenze.
Il valore dell’opera finita resta centrale, ma è il percorso necessario a realizzarla a definire il senso dell’intero programma.
A oggi, Naissance d’une Montre comprende quattro capitoli, differenti per linguaggio e costruzione, ma uniti dalla stessa idea: il sapere sopravvive soltanto quando torna a essere praticato. Scopriamoli!
Le creazioni “Naissance d’une Montre”
Per comprendere il valore del quarto capitolo è necessario ripercorrere i tre progetti che lo hanno preceduto. Ognuno ha affrontato un diverso ambito della meccanica tradizionale, facendo della costruzione di un orologio un’occasione concreta di formazione.
Michel Boulanger e Naissance d’une Montre 1
Il primo progetto prende forma nel 2009, quando Robert Greubel, Stephen Forsey e Philippe Dufour scelgono come allievo l’orologiaio francese Michel Boulanger, allora docente presso il Lycée Diderot di Parigi.
Ogni mese Boulanger si reca a La Chaux-de-Fonds per apprendere dai tre maestri e dagli specialisti di Greubel Forsey le tecniche necessarie alla costruzione del proprio orologio. L’insegnante torna così idealmente allievo, seguendo un percorso che comprende progettazione, lavorazione dei componenti, assemblaggio, regolazione e finitura.
Avviato nel 2009, Naissance d’une Montre 1 viene presentato ufficialmente nel gennaio 2012 al Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra e richiede complessivamente sei anni di lavoro.
Il risultato è un orologio da polso dalla cassa rotonda, animato da un movimento meccanico a carica manuale con indicazione di ore e minuti e un tourbillon costruito secondo i principi dei grandi orologiai del XIX secolo.
La composizione del movimento ruota attorno a un piccolo quadrante decentrato, che lascia ampio spazio alla meccanica e assegna al tourbillon un ruolo centrale. A rendere il segnatempo rilevante, tuttavia, non è soltanto la presenza della complicazione, ma il metodo impiegato per realizzarla.
I componenti vengono prodotti attraverso tecniche tradizionali e macchine manuali, riducendo al minimo il ricorso ai normali processi industriali automatizzati. L’orologio dimostra così che gli standard costruttivi del XIX secolo possono ancora essere recuperati e applicati nel XXI.
Dominique Buser, Cyrano Devanthey e Naissance d’une Montre 2
Il secondo capitolo viene affidato a Dominique Buser e Cyrano Devanthey, due orologiai conosciutisi durante gli studi presso l’École d’Horlogerie di Soletta.
Dopo aver seguito percorsi professionali differenti, i due si ritrovano alcuni anni più tardi all’interno della manifattura Urwerk, scoprendo una comune passione per le macchine e gli utensili storici. Per circa vent’anni raccolgono, restaurano e imparano a utilizzare antiche attrezzature, recuperando dagli orologiai più esperti le conoscenze necessarie al loro impiego.
Questa esperienza diventa la base di Naissance d’une Montre 2, sviluppato sotto l’egida della Time Æon Foundation con il sostegno di Robert Greubel, Stephen Forsey, Felix Baumgartner e Martin Frei. Il prototipo funzionale del movimento viene presentato al SIHH del 2019.
Anche in questo caso, “fatto a mano” non significa rifiutare qualsiasi macchina. Significa lavorare senza affidarsi ai normali processi automatizzati, servendosi di torni, fresatrici e attrezzature storiche azionate e controllate direttamente dall’artigiano.

Il segnatempo presenta una configurazione molto diversa rispetto al primo progetto. Il movimento invertito espone sul lato del quadrante il sistema di regolazione della forza costante con il relativo differenziale, insieme al grande bilanciere a quattro bracci e all’indicazione centrale di ore e minuti. Sul fondello trova invece posto l’indicatore della riserva di carica.
Il cuore tecnico è un sistema di bariletto a forza costante regolato mediante differenziale. La sua funzione è gestire la trasmissione dell’energia, limitando le variazioni di coppia provocate dal progressivo scaricamento della molla motrice.
Non si tratta di un classico remontoir d’égalité collocato immediatamente prima dello scappamento, ma di una soluzione integrata nella costruzione del bariletto, nella quale il differenziale assume un ruolo determinante.
Completato come pièce unique, Naissance d’une Montre 2 viene venduto da Phillips nel maggio 2023 per 406.400 franchi svizzeri, con il ricavato destinato a sostenere le attività della Foundation.
Chronométrie Ferdinand Berthoud e Naissance d’une Montre 3
Il terzo progetto nasce dalla volontà di Karl-Friedrich Scheufele, presidente di Chronométrie Ferdinand Berthoud, di proseguire il percorso della Foundation coinvolgendo artigiani, apprendisti e specialisti provenienti da diversi dipartimenti di Chronométrie Ferdinand Berthoud e Chopard.
Avviato nel 2019, Naissance d’une Montre 3 richiede sei anni di lavoro, oltre 11.000 ore complessive e il contributo di più di ottanta persone. Il primo esemplare viene presentato nel 2025, in coincidenza con il decimo anniversario della rinascita della Maison.
L’obiettivo è trasferire in un orologio da polso lo spirito delle opere di Ferdinand Berthoud, recuperandone le soluzioni meccaniche, il metodo scientifico e la ricerca della precisione.

Il segnatempo trae ispirazione dalla Montre de poche Astronomique N. 3, realizzata nel 1806 da Jean Martin su progetto di Ferdinand Berthoud. La sua costruzione combina un sistema a forza costante mediante trasmissione a fusée e catena con un bilanciere bimettallico fesso di tipo Guillaume, progettato per compensare le variazioni determinate dalla temperatura.
La fusée, collegata al bariletto tramite una catena composta da numerosi elementi assemblati individualmente, modifica il proprio braccio di leva durante lo svolgimento della molla. In questo modo compensa la progressiva diminuzione della coppia erogata dal bariletto e rende più uniforme l’energia trasmessa al treno del tempo.
Il movimento, visibile dal lato del quadrante, è completato da un’indicazione centrale dei secondi e inserito in una cassa in oro 18 carati da 44 mm. Il segnatempo viene prodotto in undici esemplari, realizzati mediante utensili tradizionali e senza assistenza digitale. Ciascuno riceve inoltre la certificazione di cronometro del COSC.
Il Carrousel e l’eredità di Bahne Bonniksen
Per comprendere il quarto progetto dobbiamo tornare alla fine del XIX secolo, uno dei periodi di maggiore fermento tecnico dell’orologeria meccanica.
Tra i protagonisti di questa stagione vi è Bahne Bonniksen, orologiaio danese nato nel 1859 e stabilitosi a Coventry, allora uno dei principali centri della produzione orologiera britannica.
Cronometrista e insegnante di meccanica e regolazione, Bonniksen dedicò gran parte della propria carriera allo sviluppo di un dispositivo rotante destinato a migliorare la precisione degli orologi da tasca.
Il problema era uno dei grandi temi della cronometria ottocentesca. La permanenza prolungata dell’orologio in determinate posizioni verticali poteva accentuare gli errori di marcia causati dalla gravità e dagli inevitabili squilibri del bilanciere e dello scappamento.
Una delle risposte più celebri era stata elaborata da Abraham-Louis Breguet, che aveva concepito il tourbillon nel 1795 e ottenuto il brevetto nel 1801. Facendo ruotare bilanciere e scappamento all’interno di una gabbia, il sistema permetteva di mediare nel tempo gli errori generati nelle diverse posizioni verticali.
Bonniksen sviluppò una soluzione alternativa. Nel 1892 brevettò e commercializzò il suo “position equalising karrusel”, un meccanismo nel quale la gabbia rotante trasporta il bilanciere e lo scappamento, ma viene azionata da un treno dedicato derivato dal normale ruotismo di marcia.

La differenza rispetto al tourbillon tradizionale riguarda soprattutto la disposizione e la trasmissione degli organi meccanici. Nel tourbillon classico, una ruota dei secondi rimane fissa alla platina e interagisce con il pignone dello scappamento mentre la gabbia ruota. Nel Carrousel di Bonniksen, invece, la ruota dei secondi è mobile e viene trasportata dalla gabbia.
Il calcolo delle velocità deve quindi tenere conto del movimento relativo degli elementi contenuti nel sistema rotante.
Il Carrousel non è semplicemente un tourbillon dotato di un diverso tempo di rotazione. È un dispositivo basato su una distinta distribuzione del moto, nel quale la gabbia viene azionata indipendentemente e non richiede una ruota fissata alla platina.
Questa configurazione offriva anche una notevole robustezza. L’assenza della ruota fissa eliminava alcuni rischi di regolazione, contatto e impuntamento, lasciando che ogni componente ruotasse sui propri perni.
Il Carrousel ottenne risultati significativi nelle prove cronometrie degli osservatori per oltre vent’anni e venne adottato da importanti orologiai inglesi, svizzeri e tedeschi. La sua storia rimase tuttavia legata al destino dell’industria britannica.
La conversione delle industrie meccaniche alle esigenze belliche durante la Prima guerra mondiale contribuì al progressivo abbandono del sistema e alla dispersione di molti dei perfezionamenti sviluppati da Bonniksen.
Naissance d’une Montre 4 nasce dal desiderio di riportare al centro dell’attenzione questa pagina della cronometria, ricostruendola dopo anni di studio documentale, restauro e ricerca tecnica.
Naissance d’une Montre 4 – Le Carrousel
Questo quarto capitolo non introduce soltanto un nuovo orologio. Segna la nascita di una nuova Maison.
Bonniksen viene fondata nel 2026 a La Chaux-de-Fonds dall’orologiaio prototipista Maximin Chapuis e dall’imprenditore ed esperto di orologeria Jason Chevrolat. Nasce esattamente vent’anni dopo la Time Æon Foundation e pone al centro della propria ricerca il Carrousel, la sua storia e le possibilità offerte da una rilettura contemporanea.
Il nome non rappresenta una semplice citazione. La Maison intende recuperare l’approccio scientifico, il rigore meccanico e l’ingegno che caratterizzarono l’opera di Bahne Bonniksen, collegando l’età d’oro dell’orologeria inglese alla tradizione svizzera della Vallée de Joux nella costruzione di meccanismi complicati.

La storia di Maximin Chapuis è direttamente legata alla missione della Foundation. Cresciuto in Provenza e formatosi tra micromeccanica, progettazione, orologeria, restauro e prototipazione, Chapuis è stato allievo di Michel Boulanger presso la scuola di orologeria di Parigi.
Il suo interesse per il Carrousel era però iniziato già durante gli studi nella Vallée de Joux, quando la scarsità di informazioni disponibili su questo tipo di regolatore rotante lo spinse ad avviare una ricerca approfondita.
Attraverso restauri, studio delle fonti e confronti con orologiai esperti, Chapuis ha approfondito sia la costruzione degli orologi inglesi della tarda epoca vittoriana sia quella dei complessi meccanismi svizzeri. Il suo percorso comprende inoltre attività di insegnamento presso il WOSTEP e l’ingresso, nel 2020, nella British Watch and Clock Makers’ Guild, fondata dallo stesso Bonniksen nel 1907.
Al suo fianco, Jason Chevrolat porta una formazione tecnica e imprenditoriale e un’esperienza maturata presso realtà come Jean Dunand, Christophe Claret e Bovet. Ha successivamente fondato Artcuracy, società attiva nella consulenza orologiera, nella formazione e nella gestione di collezioni private, con una particolare attenzione all’orologeria indipendente e vintage.
Naissance d’une Montre 4 si inserisce così in una vera catena generazionale. Chapuis, allievo di Boulanger, raccoglie indirettamente una parte del sapere trasmesso a quest’ultimo da Robert Greubel, Stephen Forsey e Philippe Dufour.


Il progetto rende concreta la finalità della Foundation: trasferire le competenze affinché possano generare nuovi artigiani, nuovi orologi e, in questo caso, una nuova Maison.
Sviluppato con il supporto della Time Æon Foundation e di Greubel Forsey, nel rispetto dell’indipendenza creativa e operativa di Bonniksen, il progetto è stato preceduto da oltre 5.500 ore di ricerca storica e tecnica, condotta anche con il sostegno dei discendenti di Bahne Bonniksen.
L’obiettivo dichiarato è realizzare il primo Carrousel costruito a mano inserito in un orologio da polso con diametro inferiore a 40 mm.
La formulazione è importante. Il primato rivendicato riguarda simultaneamente la costruzione manuale, l’impiego del Carrousel e le dimensioni inferiori ai 40 mm, non la prima applicazione assoluta del meccanismo a un orologio da polso.
La costruzione segue i principi promossi dalla Foundation. Ogni componente viene concepito, lavorato e rifinito nell’atelier di alta orologeria e micromeccanica della Maison a La Chaux-de-Fonds.

Il processo non coincide con un rifiuto indiscriminato delle macchine, ma privilegia utensili tradizionali e lavorazioni governate direttamente dall’artigiano, riducendo la dipendenza dai normali sistemi industriali automatizzati.
Al momento dell’annuncio, il segnatempo si trova ancora in fase di sviluppo. Le specifiche comunicate descrivono un calibro invertito a tre lancette, collocato tra due vetri zaffiro bombati che permetteranno di osservare il movimento da diverse angolazioni e ne accentueranno la profondità.
L’elemento strutturale più riconoscibile sarà un’atipica platina a tre quarti. Le indicazioni di ore e minuti saranno decentrate a ore dodici e disposte su un anello graduato, mentre un’apertura eccentrica mostrerà il Carrousel completamente imperniato.
Le lancette di ore e minuti reinterpreteranno le tradizionali lancette inglesi a pera, mentre una grande lancetta centrale dei secondi renderà omaggio agli orologi da tasca scientifici. Una scala periferica dei secondi contribuirà a sottolineare la simmetria della costruzione.

Anche i dettagli annunciati richiamano i codici dell’alta orologeria inglese: castoni avvitati, ruote a sei razze, marchio del costruttore e superfici lucidate a specchio nero. Elementi che saranno affiancati da materiali e finiture contemporanei, evitando che il progetto si trasformi in una semplice ricostruzione storica.
Il dinamismo del calibro sarà generato da tre movimenti distinti. La grande lancetta centrale dei secondi completerà una rotazione ogni 60 secondi, mentre il Carrousel effettuerà un giro completo in 30 secondi. A questi si aggiungerà il moto orario e antiorario dei rispettivi ruotismi, creando una composizione meccanica in continua trasformazione.
Per la maison Bonniksen, Naissance d’une Montre 4 rappresenta il punto d’incontro tra la padronanza tecnica e il savoir-faire artigianale, ma soprattutto la dimostrazione di come un patrimonio di conoscenze, quando viene realmente trasmesso, possa continuare a generare nuove idee, nuovi maestri e nuovi protagonisti dell’orologeria indipendente.
La celebrazione della tradizione non significa necessariamente rimanere ancorati al passato. L’esperienza della Time Æon Foundation dimostra come la memoria storica possa trasformarsi in uno strumento concreto per costruire il futuro dell’orologeria: non una semplice conservazione di tecniche e conoscenze, ma un percorso capace di generare nuovi maestri, nuovi progetti e nuove realtà indipendenti.
A cura di Gabriele Passarella
Sei alla ricerca del regalo perfetto? Esplora il nostro store online e scopri l’intera collezione firmata IWS – Italian Watch Spotter!
Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale sul mondo dell’orologeria seguici su Instagram e visita il nostro canale Youtube.