Ghali è da tempo uno degli artisti italiani più interessanti da osservare anche dal punto di vista orologiero. Le sue apparizioni pubbliche raramente passano inosservate e al Roland Garros è arrivata un’ulteriore conferma.

Al suo polso è stato infatti “spottato” un Patek Philippe Grande Sonnerie Ref. 6301P, una delle referenze più complesse e prestigiose attualmente presenti nel catalogo della Maison ginevrina.
Le tre complicazioni più prestigiose dell’orologeria
La cassa da 44,8 mm è realizzata in platino, materiale che la Maison riserva alle sue creazioni più esclusive. Il quadrante invece è in smalto “Grand Feu” nero con finitura “glacée”, impreziosito da cifre stile Breguet applicate e da lancette “a foglia” in oro bianco con rivestimento luminescente. L’ora, i minuti e i piccoli secondi saltanti a ore 6 sono completati, dai due indicatori della riserva di carica che si contrappongono a ore 9 e a ore 3, con le loro scale a semicerchio e la loro dicitura “MOUVEMENT” o “SONNERIE”
All’interno del Ref. 6301P si celano, grazie al calibro GS 36-750 PS IRM, le tre principali complicazioni di suoneria dell’orologeria meccanica. Per scegliere la modalità di suoneria, l’utente deve muovere il piccolo cursore che si trova nella carrure a ore 6, secondo le posizioni seguenti: “piccola suoneria” a sinistra, “grande suoneria” al centro e “silenzio” a destra

La ripetizione minuti è attivabile a volontà premendo il pulsante alloggiato nella corona a ore 3. Così facendo, la suoneria indica le ore con colpi gravi, i quarti con tre colpi (come la grande suoneria) e i minuti trascorsi dall’ultimo quarto con colpi acuti. La ripetizione minuti può essere attivata in qualsiasi momento, anche quando la suoneria è in modalità “silenzio”
La Petite Sonnerie entra automaticamente in funzione durante la giornata annunciando il passaggio delle ore e dei quarti. La Grande Sonnerie, invece, rappresenta il livello più alto di questa categoria. Ad ogni quarto l’orologio ripete sia le ore trascorse sia il quarto appena raggiunto, dando vita a una sequenza estremamente sofisticata che richiede una gestione impeccabile dell’energia e una costruzione meccanica fuori dal comune.
Parliamo di una complicazione che pochissime manifatture al mondo sono in grado di realizzare.
Il legame tra l’orologeria e la musica
C’è poi un aspetto che rende questo “spot” particolarmente interessante. La sonnerie è una complicazione che vive attraverso il suono. Martelli e gong entrano in azione più volte durante la giornata producendo una sequenza di rintocchi studiata nei minimi dettagli.
In un settore che spesso concentra l’attenzione su proporzioni, materiali e record tecnici, la Grande Sonnerie continua a distinguersi grazie a qualcosa di molto più sottile ed affascinante: l’acustica.

Da questo punto di vista il collegamento con un artista come Ghali viene quasi spontaneo. La musica è il suo linguaggio e il suono è anche il linguaggio attraverso cui questo Patek Philippe esprime una parte della propria identità.
Un prezzo da record
Il listino del Patek Philippe Grande Sonnerie Ref. 6301P supera i 1.524.659 euro, una cifra impressionante, certo, ma quasi inevitabile quando si osserva il livello di complessità racchiuso all’interno della cassa.
Più interessante del prezzo, forse, è ciò che questo orologio rappresenta. La Grande Sonnerie appartiene a quella ristretta categoria di segnatempo che esistono prima di tutto come dimostrazione di savoir-faire. Oggetti che richiedono anni di sviluppo, competenze rarissime e una quantità di lavoro difficilmente quantificabile.
Vederne uno al polso di Ghali durante il Roland Garros è stata una sorpresa. Capire che si trattava di un 6301P lo è stata ancora di più.
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