La data è la complicazione più fastidiosa?

Scritto da:Fabrizio B.|

“Bellissimo, se solo non ci fosse la data…”

Quante volte hai sentito o letto questa frase? Oramai la data sembra sia un obbligo nelle menti di chi disegna orologi o di chi li produce. Un obbligo imprescindibile che pian piano diventa sempre più radicato, ma secondo IWS non dovrebbe essere così!

Premessa

Nella storia dell’orologeria, le complicazioni nascono come veri e propri strumenti, utili per chi indossa l’orologio. Dalla ripetizione minuti che scandiva il tempo su richiesta quando ancora non esisteva la luminescenza, al cronografo ideato per le cronometrare i tempi delle corse. Nel corso degli anni abbiamo scritto anche diversi articoli, approfondendo le più importanti (inserire articoli).

I primi calendari perpetui di Audemars Piguet

Nell’era moderna però le complicazioni sono inutili.

Può sembrare un modo cattivo o alquanto sprezzante ma in realtà è proprio questa consapevolezza che ci ha fatto innamorare dell’orologeria. Come qualsiasi opera d’arte, l’unica utilità è quella di invocare emozioni nelle menti di chi la osserva o la possiede, così come nell’orologeria.

Ma se un dettaglio di troppo (ovvero la data) rovinasse tutto?

É un problema non da poco. Basterebbe chiedere a una decina di persone per ottenere un riscontro negativo riguardante al datario nella maggiorparte degli orologi moderni.

Tolto il fatto dell’utilità (perché sia chiaro, a volte può anche far comodo averla), i motivi per cui ha senso apporre la casella della data sul quadrante è solo uno: dare continuità al design dell’orologio, a discapito della simmetria. Ma in quali orologi è necessario? Noi diremmo in pochi.

Ci sono solo alcuni design in cui l’armonia non è interrotta dalla data, forse perché siamo abituati a vederla ormai da anni in un determinato modello o perché nasce proprio con quel fine. Prendiamo ad esempio il Lange 1: la caratteristica “gran data” non stonerà mai, è una firma della maison; oppure il Datejust di Rolex: è nato proprio per questo fine e lo stile è inimitabile.

Considerando i design di Gerald Genta, sia Nautilus, che Royal Oak o Ingenieur funzionano bene in termini di armonia del quadrante, anche se un po’ meno sul Pasha.

In quali orologi moderni toglieresti la data?

Veniamo invece agli orologi moderni in cui secondo noi si potrebbe fare a meno di questa complicazione. Se siete degli esponenti dei marchi citati qua di seguito, non prendetela sul personale, raccogliamo da anni il feedback di lettori, amici, collezionisti e appassionati, e questo è ciò che ci dicono. Questo articolo è solamente uno spunto di riflessione, ci saranno persone a cui invece piacerà!

CODE 11.59 by Audemars Piguet

Audemars Piguet ha fatto molto parlare di sé con questa collezione. In certi mercati è stata controversa e poco apprezzata, mentre in altri è stata acclamata con discreto entusiasmo. Se ancora non l’avete digerita vi consigliamo di guardare il nostro video su YouTube con Michael Friedman per guardarla sotto un’altra prospettiva.

Li mettiamo tra i primi per vari motivi. La costruzione della cassa è fenomenale, l’unico dettaglio poco apprezzato inizialmente erano i quadranti, tra grafiche e data.

Nel 2020 c’è stato un bell’upgrade con i quadranti fumé ma è rimasto questo fattore che lascia insoddisfatti un’ampia cerchia di collezionisti.

Tu cosa voteresti? Con o senza? Guarda sotto quanta differenza fa un piccolissimo dettaglio come la casella tra ore 4 e 5.

Data vs. Senza data sul CODE 11.59

Patek Philippe Twenty~4

In questo modello la presenza della data è meno evidente e invasiva perché di fatto sostituisce un indice al 6. Tuttavia, se ci fosse proprio un 6 al suo posto sarebbe sicuramente più equilibrato.

Il nuovo Twenty~4 con quadrante verde oliva
Data vs. Senza data sul Twenty~4
Confronto da vicino

Cartier Pasha

Si vede al volo, considerando le due misure, come in uno ci sa la data e nell’altro no, e come questo condizioni l’equilibrio dell’orologio. Sebbene sia in una posizione particolare e non sia del tutto nuova (era presente anche su alcuni vecchi modelli) sicuramente la data sul Pasha de Cartier non è quell’elemento che lo rende più bello, almeno a parere nostro.

Data vs. Senza data sul Pasha
Confronto da vicino
Cinturino in pelle e senza data

Autore

Fabrizio B.
Co-fondatore e COO
Classe 1999. Da una piccola idea, ha dato vita con i suoi soci a quella che è ora tra le pagine di orologeria più conosciute in Italia. Persistenza, totale dedizione e un’instancabile voglia di fare, sono tutto ciò di cui ha bisogno. Prende il ruolo di COO e Chief Editor per i canali social.

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