Quando House of Cards debutta su Netflix nel 2013, cambia subito il passo della serialità contemporanea. È una delle prime grandi produzioni originali della piattaforma, rilasciata con una formula che all’epoca sembrava ancora radicale: tutti gli episodi disponibili insieme, pensati per essere guardati senza aspettare la settimana successiva. La serie, creata da Beau Willimon e prodotta anche da David Fincher, è l’adattamento americano dell’omonima produzione britannica e segue l’ascesa politica di Frank Underwood e sua moglie Claire, interpretati rispettivamente da Kevin Spacey e Robin Wright.
Ambientata tra Washington, il Congresso e la Casa Bianca, House of Cards costruisce il proprio immaginario su un’estetica molto precisa: abiti sartoriali, interni istituzionali, palette fredde, dialoghi taglienti e un’attenzione quasi ossessiva per il dettaglio. Gli orologi rientrano perfettamente in questa grammatica visiva. Non sono mai trattati come protagonisti, ma compaiono con una coerenza a completare la scenografia del personaggio: IWC per Frank Underwood, Cartier per Claire e anche per Garrett Walker, TAG Heuer Monaco per Remy Danton, Breitling Navitimer per Doug Stamper.
Il risultato è un piccolo atlante dell’orologeria contemporanea da schermo: non una selezione casuale di segnatempo costosi, ma una serie di modelli con una storia precisa, una forte identità di design e caratteristiche tecniche riconoscibili.
Frank Underwood: IWC come uniforme da polso
Il caso più interessante è quello di Frank Underwood. Nel corso della serie, il suo polso è legato quasi esclusivamente a IWC Schaffhausen. Non è un dettaglio secondario, perché Kevin Spacey è stato anche ambassador del marchio, elemento che aiuta, in parte, a spiegare la presenza ricorrente della maison nella serie. Gli IWC avvistati su Frank includono almeno cinque modelli: Portugieser Automatic in oro rosso, Portugieser Chronograph in acciaio, Spitfire Chronograph “Ju Air” Edition, Portofino 8 Days e Da Vinci Automatic Big Date.
IWC Portugieser Automatic
Il modello più ricorrente è probabilmente l’IWC Portugieser Automatic in oro rosso. La configurazione è quella classica della famiglia Portugieser moderna: piccoli secondi a ore 9, indicatore della riserva di carica a ore 3, datario a ore 6, numeri arabi applicati, lancette feuille e minuteria chemin de fer.

La cassa misura 42,3 mm, una dimensione importante ma coerente con la storia della linea. Il Portugieser nasce infatti come orologio da polso di grande formato, sviluppato a partire dalla fine degli anni Trenta per rispondere alla richiesta di due importatori portoghesi che desideravano un segnatempo da polso con la precisione di un cronometro da marina. Da qui derivano il quadrante ampio, la leggibilità molto alta e l’impostazione quasi strumentale della collezione.
Dal punto di vista meccanico, il Portugieser Automatic è uno dei modelli più rappresentativi della manifattura IWC. Le versioni moderne montano movimenti automatici con sistema di carica Pellaton e lunga autonomia. Interessante la riserva di carica di sette giorni, una delle caratteristiche tecniche più riconoscibili del modello. La versione vista nella serie è abbinata a un cinturino in alligatore marrone scuro.
IWC Portugieser Chronograph
Altro modello centrale è l’IWC Portugieser Chronograph in acciaio. Rispetto all’Automatic, ha una cassa leggermente più contenuta, da 40,9 mm, e un layout più simmetrico: contatore dei minuti cronografici a ore 12, piccoli secondi a ore 6, scala dei minuti periferica e assenza di datario.

La referenza più frequentemente associata al modello è la 3714, introdotta nel 1998 e diventata uno dei cronografi IWC più riconoscibili degli ultimi decenni. Il movimento è il calibro automatico IWC 79350, basato su architettura Valjoux 7750 modificata, con frequenza di 4 Hz, 31 rubini e circa 44 ore di riserva di carica. È un cronografo elegante più che sportivo. Non ha lunetta tachimetrica, non ha un’impostazione racing marcata, non moltiplica scale e indicazioni. La complicazione cronografica viene inserita in un disegno ordinato, costruito intorno alla simmetria verticale dei due contatori. È probabilmente per questo che il Portugieser Chronograph è diventato uno dei cronografi più credibili con un abito: tecnico quanto basta, ma ancora pienamente dress.
IWC Spitfire Chronograph “Ju Air” Edition
Tra i modelli meno citati, ma interessanti per ampliare la selezione, c’è l’IWC Spitfire Chronograph “Ju Air” Edition. Qui si passa dalla linea Portugieser alla famiglia Pilot’s Watches: cassa in acciaio da 43 mm, quadrante ardesia con finitura soleil, bracciale in acciaio e un’impostazione più tecnica.
Il modello nella serie dispone di funzione flyback, cronografo con due contatori, datario e riserva di carica di 68 ore. Il bracciale integra inoltre un sistema di micro-regolazione della chiusura, introdotto da IWC nel 2012, pensato per migliorare la vestibilità al polso.
Lo Spitfire porta nella serie un pezzo della tradizione aeronautica di IWC, storicamente una delle aree più forti della maison insieme a Portugieser, Ingenieur e Aquatimer.
IWC Portofino Handwound 8 Days
Al polso di Frank identifichiamo anche un IWC Portofino 8 Days con quadrante blu, un orologio a carica manuale con una riserva di carica di otto giorni, ospitato in una cassa in acciaio da 45 mm. Il quadrante è essenziale: piccoli secondi, datario e indicatore retrogrado della riserva di carica. La versione citata nella serie è abbinata a un cinturino in alligatore nero realizzato da Santoni.

Rispetto al Portugieser, il Portofino ha un’impostazione più classica, ma in questa configurazione diventa più contemporaneo per dimensioni, colore del quadrante e autonomia del movimento.
IWC Da Vinci Automatic Big Date
L’unico IWC non rotondo associato a Frank è il Da Vinci Automatic Big Date, riconoscibile per la cassa tonneau in acciaio. Dimensioni 43,1 x 51 mm, quadrante argenté, minuteria chemin de fer e cinturino in alligatore nero.
Il Da Vinci è una famiglia importante nella storia IWC, spesso utilizzata dalla maison per sperimentare con forme, calendari e complicazioni. In questo contesto, la cassa tonneau aggiunge varietà a una selezione altrimenti dominata da casse rotonde e quadranti molto aperti.
Claire Underwood: Cartier Tank Française e Tank Louis Cartier
Claire Underwood indossa Cartier Tank, in particolare Tank Française e Tank Louis. Il Tank è senza dubbio tra gli orologi di forma più riconoscibili del Novecento, concepito da Louis Cartier nel 1917 e diventato negli anni un riferimento assoluto per proporzioni, geometria e continuità stilistica. Nel caso di Claire, l’interesse è soprattutto nella scelta di varianti relativamente essenziali, con dimensioni contenute e una presenza molto controllata.
Il Tank Française, introdotta nel 1996, porta il linguaggio del Tank su un bracciale metallico integrato, più moderno e quotidiano. Il Tank Louis Cartier, invece, conserva la grammatica più classica: cassa rettangolare, brancards arrotondati, cinturino in pelle, numeri romani e minuteria chemin de fer.

È una presenza elegante ma molto riconoscibile, perfettamente in linea con il personaggio. Anche quando appare solo per pochi istanti, il profilo del Tank basta a identificare immediatamente la famiglia.
Remy Danton: TAG Heuer Monaco
Tra gli orologi più riconoscibili della serie c’è anche il TAG Heuer Monaco, associato a Remy Danton. Il modello nasce nel 1969, anno cruciale per il cronografo automatico, ed è legato al calibro 11, sviluppato nell’ambito del consorzio Chronomatic insieme a Breitling, Büren e Dubois-Dépraz.

La cassa quadrata, il quadrante blu, i contatori geometrici e la corona a sinistra nelle versioni storiche ne hanno fatto uno degli orologi sportivi più identificabili del secondo Novecento. La consacrazione pop arriva nel 1971, quando Steve McQueen lo indossa in Le Mans. Da allora, il Monaco è rimasto uno dei cronografi più immediatamente riconoscibili anche fuori dal mondo degli appassionati.
Nelle versioni moderne, la cassa misura spesso circa 39 mm, ma la forma quadrata conferisce una presenza al polso superiore a quella di molti orologi rotondi di pari diametro.
Doug Stamper: Breitling Navitimer

Doug Stamper indossa un Breitling Navitimer, che è uno dei grandi cronografi tecnici del Novecento. Presentato da Breitling nel 1952, nasce come strumento per piloti e integra una lunetta con regolo calcolatore circolare, utile per calcoli legati alla navigazione aerea: velocità media, consumo di carburante, conversioni e distanze.

Il quadrante è denso, ricco di scale e informazioni, molto diverso dalla pulizia del Portugieser Chronograph. Nel corso della sua storia ha montato numerosi movimenti, dai Venus e Valjoux delle prime generazioni ai calibri automatici moderni, fino al calibro di manifattura Breitling B01 nelle versioni contemporanee.
Garrett Walker: Cartier Tank Louis XL e Calibre de Cartier
Anche il presidente Garrett Walker viene associato a Cartier, in particolare al Tank Louis XL e al Calibre de Cartier. Il Tank Louis XL riprende la grammatica del Tank Louis Cartier in una dimensione più adatta al gusto contemporaneo, spesso con movimento meccanico.

Il Calibre de Cartier appartiene invece a un’altra stagione della maison: presentato nel 2010, nasce come proposta maschile sport-elegante, con cassa rotonda, grande XII romano, corona prominente e movimento automatico di manifattura 1904-PS MC.

Sono due Cartier molto diversi: uno legato alla tradizione dell’orologio di forma, l’altro al tentativo della maison di rafforzare la propria presenza nell’orologeria maschile meccanica degli anni Duemiladieci.
Conclusione
Gli orologi di House of Cards compongono una selezione più varia di quanto potrebbe sembrare a un primo sguardo. Il nucleo più forte è certamente IWC, con Frank Underwood che alterna Portugieser, Portofino, Pilot’s Watch e Da Vinci, offrendo una panoramica piuttosto ampia del catalogo della maison di Schaffhausen. Accanto a questa presenza dominante, la serie inserisce alcuni modelli ormai entrati nel vocabolario dell’orologeria contemporanea: il Cartier Tank, il TAG Heuer Monaco, il Breitling Navitimer.
Il punto interessante di questi orologi è concreto: House of Cards utilizza segnatempo credibili, riconoscibili e tecnicamente coerenti con il livello del costume. Sono dettagli piccoli, spesso semi-nascosti dal polsino, ma contribuiscono alla precisione complessiva dell’immagine.
Per un appassionato, il piacere sta proprio qui: riconoscere un Portugieser dal layout del quadrante, un Tank dalla linea della cassa, un Monaco dalla geometria quadrata, un Navitimer dalla complessità della lunetta. Pochi centimetri di metallo, vetro e movimento che, senza prendersi la scena, aggiungono profondità a una delle serie più influenti degli ultimi anni.
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