C’è un orologio che più di ogni altro ha smesso di essere “soltanto” uno strumento per misurare il tempo, trasformandosi in un vero e proprio simbolo culturale.
Lo Speedmaster di Omega nasce nel 1957 come cronografo sportivo, ma entra nella leggenda nel 1969, quando accompagna gli astronauti dell’Apollo 11 sulla superficie lunare. Da allora è “Moonwatch” per definizione: un oggetto tecnico diventato mito, capace di attraversare le generazioni senza perdere rilevanza, proprio perché ha saputo evolversi restando fedele alla propria identità.
Le nuove iterazioni dell’Omega Speedmaster
Nel 2026 Omega apre un nuovo capitolo di questa storia presentando due nuovi Speedmaster Moonwatch Professional che incarnano perfettamente questo equilibrio tra memoria e contemporaneità. Non si tratta di una rottura, ma di una rilettura accurata, colta, pensata per tutti gli appassionati e collezionisti che conoscono il linguaggio dello Speedmaster e ne apprezzano le sfumature.


Il primo elemento che racconta questa evoluzione è il quadrante. Entrambi i modelli adottano il tradizionale “step dial” del Moonwatch, disposto su una doppia platina. La platina superiore è nera lucida, con una finitura laccata e verniciata che restituisce una profondità visiva di grande impatto, e ospita i contatori incorniciati da profili rodiati. La base dei contatori è invece bianca, anch’essa laccata e verniciata, creando un gioco di contrasti che sovverte la classica configurazione “panda”. La minuteria applicata sul quadrante è bianca, mentre quella sui contatori è nera: un dettaglio non solo estetico, ma funzionale, che migliora la leggibilità.
A completare il volto dell’orologio troviamo la lunetta in ceramica nera, con scala tachimetrica smaltata bianca, e il vetro zaffiro antigraffio con trattamento antiriflesso. Elementi che parlano di modernità e robustezza, senza tradire la silhouette storica del Moonwatch. Anche al polso la coerenza è totale: i bracciali alternano superfici lucide e spazzolate, riprendendo lo stile tradizionale della collezione, ma integrano il pratico sistema di regolazione brevettato Omega.

Le due versioni condividono la cassa da 42 mm, proporzione iconica per lo Speedmaster, ma si distinguono per materiali e carattere. Il modello in acciaio inossidabile rappresenta l’interpretazione più fedele allo spirito originale: indici e sfere sono rodiati e riempiti di Super-LumiNova bianca, garantendo una leggibilità impeccabile in ogni condizione.
La versione in oro Moonshine™ 18K, invece, introduce una dimensione più preziosa senza scivolare nell’ostentazione. Questa lega proprietaria di Omega, nota per la sua durevolezza e stabilità cromatica, viene utilizzata per la cassa e per tutti gli elementi del quadrante: sfere di ore e minuti, sfere dei contatori e indici, tutti in oro Moonshine™ 18K e riempiti di Super-LumiNova bianca. A completare il quadro, la sfera centrale cronografica in oro Moonshine™ PVD aggiunge un ulteriore accento tecnico-estetico.
Il Calibro Omega 3861
All’interno dei nuovi Moonwatch si cela il Calibro Omega 3861 Co-Axial Master Chronometer, movimento a carica manuale che rappresenta l’evoluzione contemporanea del celebre 321. Si tratta di un cronografo integrato con architettura a camme (in continuità con la tradizione Speedmaster) e innesto laterale, regolato a 3 Hz (21.600 alternanze/ora) e dotato di una riserva di carica di circa 50 ore.
Il 3861 adotta lo scappamento Co-Axial brevettato da Omega e una spirale del bilanciere in silicio (Si14), combinazione che riduce drasticamente gli attriti, migliora la stabilità cronometrica nel lungo periodo e innalza la resistenza ai campi magnetici oltre i 15.000 gauss. È inoltre dotato di bilanciere a spirale libera, funzione di stop dei secondi (hacking seconds) e finiture di alto livello, visibili attraverso il fondello in vetro zaffiro.
l’orologio completo (non solo il movimento) in condizioni reali d’uso, garantendo precisione, affidabilità, resistenza magnetica e prestazioni complessive ai massimi livelli dell’orologeria svizzera contemporanea. Una qualità meccanica tale da consentire a Omega di offrire una garanzia di 5 anni.

Conclusioni
Questi nuovi Speedmaster Moonwatch non hanno la velleità di reinventare un’icona. Fanno qualcosa di più difficile e più maturo: la interpretano con rispetto, aggiungendo complessità visiva, qualità percepita e contenuto tecnico, senza intaccare quel DNA che rende immediatamente riconoscibile uno Speedmaster a distanza di decenni.
E così il cerchio si chiude. Lo stesso orologio che un tempo serviva agli astronauti per misurare il tempo nello spazio continua oggi a misurare qualcosa di più sottile: la capacità di un oggetto di restare attuale, desiderabile e autentico. Nel 2026, lo Speedmaster è un mito che evolve, con la stessa naturalezza con cui il tempo continua a scorrere sul suo quadrante.
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