TimeForArt 2026: gli incredibili capolavori che cancellano il confine tra arte e orologeria

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09 Ottobre 2026
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Esiste un confine, nell’orologeria, oltre il quale la misurazione del tempo smette di essere l’unica ragione d’essere di un segnatempo. È il momento in cui un quadrante diventa una superficie pittorica, una cassa assume il linguaggio della scultura e un movimento meccanico partecipa a una composizione artistica. Un territorio che l’alta orologeria frequenta da secoli, attraverso mestieri d’arte, decorazioni e complicazioni straordinarie, e che oggi continua a offrire possibilità espressive pressoché inesauribili.

È proprio attorno a questa relazione che nasce TimeForArt, un’iniziativa capace di riunire due universi profondamente legati dalla ricerca estetica, dalla manualità e dalla capacità di trasformare un’idea in qualcosa di tangibile. Promosso dallo Swiss Institute di New York, TimeForArt è un progetto biennale che coinvolge alcune delle più importanti Maison orologiere e una selezione di protagonisti dell’orologeria indipendente, invitati a realizzare creazioni eccezionali destinate a un’asta benefica.

La particolarità risiede anche nella sua finalità: il 100% del ricavato è destinato a sostenere l’arte contemporanea, finanziando mostre, programmi pubblici, attività educative e iniziative di coinvolgimento della comunità organizzate gratuitamente dallo Swiss Institute. L’orologeria diventa così uno strumento concreto di sostegno alla produzione artistica, instaurando un rapporto che va ben oltre la semplice ispirazione estetica.

A rendere il progetto ancora più interessante è la libertà interpretativa lasciata ai partecipanti. Alcune Maison scelgono di confrontarsi direttamente con artisti contemporanei, altre recuperano tecniche decorative di grande tradizione, mentre le realtà più sperimentali esplorano materiali, geometrie e soluzioni progettuali inedite. Il risultato è una collezione eterogenea, nella quale ogni orologio racconta una differente idea di arte e di tempo.

Dalle prime edizioni al 2026

TimeForArt arriva quest’anno alla sua terza edizione, dopo i due appuntamenti del 2022 e del 2024. Le precedenti aste hanno contribuito a consolidare un’iniziativa che guarda tanto al collezionismo orologiero quanto al mondo dell’arte contemporanea, valorizzando il contributo di grandi manifatture, atelier indipendenti e artisti.

L’edizione 2026 rappresenta un nuovo capitolo di questo percorso. Il 5 dicembre, alle ore 15:00 di New York, TimeForArt tornerà in collaborazione con Phillips, all’interno della New York Watch Auction XV. Saranno 26 i marchi partecipanti, con un catalogo che attraversa discipline e sensibilità estremamente diverse.

Tra le proposte troviamo quadranti in pietre dure lavorate a intarsio, miniature smaltate, incisioni a bassorilievo, sculture tridimensionali, interpretazioni architettoniche e collaborazioni con artisti affermati. Non mancano prototipi e creazioni che anticipano nuove direzioni progettuali, confermando come TimeForArt sia anche un’occasione privilegiata per osservare l’evoluzione del design orologiero contemporaneo.

Le creazioni di TimeForArt 2026

ALTO – ART01 “Bulls Eye”

ALTO sceglie di esplorare le possibilità espressive della pietra naturale attraverso una versione unica del suo ART01. Il protagonista è un quadrante realizzato in bull’s eye, una varietà di occhio di tigre caratterizzata da tonalità brune e rossastre, lavorata secondo una complessa architettura di sei elementi indipendenti.

La pietra viene selezionata, tagliata, lavorata a rilievo e infine lucidata a mano, fino a ottenere una composizione geometrica nella quale le venature naturali acquistano profondità e movimento. La progressione cromatica verso il centro richiama idealmente la struttura di un occhio, mentre il contrasto con la cassa in titanio grado 5 rivestito DLC accentua il carattere contemporaneo del progetto. All’interno lavora il calibro di manifattura A01 automatico con microrotore, per una creazione che mette in relazione lavorazione lapidaria e design architettonico.

Anoma – A2 TimeForArt 2026

La ricerca formale di Anoma trova nella striscia di Möbius una delle sue ispirazioni più affascinanti. Questa figura geometrica, caratterizzata da una superficie continua, diventa il punto di partenza per la costruzione dell’A2, un orologio nel quale linee e volumi sembrano svilupparsi senza un principio o una fine.

Per TimeForArt, la Maison presenta un esemplare unico con quadrante in stromatolite rossa, materiale naturale che introduce una dimensione geologica nella composizione. La cassa in acciaio, dalle proporzioni asimmetriche di 41,5 × 36 mm, accompagna il movimento delle superfici, mentre il calibro manuale La Joux-Perret D100 anima una creazione nella quale geometria, natura e percezione del tempo si incontrano.

Atelier Wen – Ancestra 百石 (Bǎishí)

Una sfera da discoteca reinterpretata attraverso l’arte dell’intarsio in pietre dure: è questa l’idea, sorprendente e sofisticata, alla base dell’Ancestra Bǎishí di Atelier Wen. Realizzato in collaborazione con l’Atelier Olivier Vaucher, il quadrante combina occhio di tigre, diaspro marrone, bianco e verde, pietra di luna color crema ed eliotropio.

Ogni frammento viene disposto secondo una geometria studiata per generare l’illusione ottica di una superficie sferica, nonostante il quadrante sia perfettamente piano. Le differenti proprietà ottiche dei minerali amplificano l’effetto, creando una composizione che cambia carattere con l’incidenza della luce. Il calibro W11.20, sviluppato da Pequignet sulla base dell’EPM03, presenta ponti ispirati alle rappresentazioni tradizionali cinesi del vento e decorazioni in lacca blu avventurina. Un’interpretazione particolarmente riuscita del rapporto tra artigianato, cultura e sperimentazione visiva.

Baltic – Stepgraph Tantalum Prototype “Art of the Earth”

Con lo Stepgraph, Baltic porta a TimeForArt un prototipo di un modello ancora inedito, sviluppato nell’ambito della piattaforma sperimentale Baltic Experiments. La particolarità è innanzitutto nella cassa da 37 mm, realizzata in tantalio, metallo raro e complesso da lavorare, riconoscibile per la tonalità grigio scuro con riflessi bluastri.

Il quadrante in madreperla blu, arricchito da indici in diamanti coltivati in laboratorio, introduce una componente organica e iridescente che dialoga con il carattere minerale della cassa. La costruzione alterna superfici curve e profili a gradini, conferendo profondità a un progetto che affronta il tema artistico attraverso il comportamento dei materiali. La presenza di un movimento cronografico manuale Sellita SW510-M completa questo interessante esercizio di ricerca tecnica ed estetica.

Bremont – Terra Nova Jumping Hour Blue Night

Bremont interpreta una delle modalità di visualizzazione dell’ora più affascinanti della tradizione orologiera: l’ora saltante con indicazione a finestrella, o montre à guichet. La Terra Nova da 35 mm rinuncia al quadrante convenzionale per lasciare spazio a una superficie essenziale, scandita dalle aperture dedicate alla lettura del tempo.

La finitura satinata e granulosa dell’acciaio 904L, abbinata al trattamento PVD Blue Night, conferisce alla cassa e al quadrante una particolare profondità materica. Il blu diventa il filo conduttore dell’intera composizione, estendendosi al cinturino in pelle. Una creazione che dimostra come sottrazione, texture e colore possano essere altrettanto espressivi di una decorazione elaborata.

Bvlgari – Serpenti Seduttori Automatic TimeForArt

Per Bvlgari, il dialogo tra arte e orologeria passa attraverso un materiale intimamente legato alla storia italiana: il marmo. La Maison sceglie il Verde Alpi, proveniente dalla Valle d’Aosta, per realizzare il quadrante di un Serpenti Seduttori Automatic in oro giallo da 34 mm.

Le venature naturali della pietra generano una composizione irripetibile, racchiusa dalla caratteristica cassa a goccia e da una lunetta impreziosita da 36 diamanti. La corona presenta uno smeraldo taglio cabochon, mentre il bracciale articolato richiama le squame del serpente. Il calibro automatico di manifattura BVS100 Lady Solotempo, visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro, completa un orologio che esprime con particolare efficacia la duplice identità di Bvlgari, tra gioielleria romana e competenza orologiera svizzera.

Chanel – Monsieur Flying Tourbillon

Chanel sceglie la malachite per dare vita a un esemplare unico del Monsieur, trasformando il quadrante in una composizione di verdi intensi, attraversata dalle caratteristiche striature della pietra. La lavorazione traforata permette di osservare il movimento sottostante, costruendo un interessante dialogo tra materia naturale e architettura meccanica.

Il calibro di manifattura 5.1 a carica manuale ospita un tourbillon volante decorato con una testa di leone in miniatura, riferimento al segno zodiacale e al simbolo protettivo di Gabrielle Chanel. La cassa in ceramica nera da 42 mm introduce un contrasto netto con la vivacità cromatica della malachite, mentre il cinturino verde, sviluppato in armonia con la pietra selezionata, completa una creazione nella quale ogni elemento partecipa a un progetto estetico unitario.

Chopard – Alpine Eagle 41 XP TimeForArt 2026 Edition 3

Chopard porta l’arte dell’incisione a mano al centro dell’Alpine Eagle 41 XP, con un quadrante in oro bianco etico 18 carati interamente dedicato alla rappresentazione di un’aquila in volo. Ogni piuma viene scolpita a bassorilievo su una superficie spessa meno di un millimetro, attraverso un lavoro che restituisce una straordinaria percezione di profondità.

Una patina nera applicata alla composizione enfatizza i dettagli e i contrasti, permettendo alla luce di rivelare progressivamente la complessità dell’incisione. La cassa da 41 mm in Lucent Steel, spessa appena 8,03 mm, custodisce il calibro automatico di manifattura L.U.C 96.17-L, con microrotore in oro 22 carati e 65 ore di riserva di carica. Il risultato è un incontro tra scultura miniaturizzata e alta orologeria meccanica, nel quale l’animale simbolo della collezione diventa protagonista assoluto.

Czapek × Guillaume Dénervaud – Antarctique Artists & Artisans

La collaborazione tra Czapek e l’artista svizzero Guillaume Dénervaud introduce una dimensione pittorica nell’Antarctique. Il quadrante in madreperla, realizzato con il contributo dello specialista Metalem, viene dipinto a mano dall’artista, dando vita a una composizione astratta dominata da sfumature blu e forme organiche.

La superficie iridescente della madreperla interagisce con il disegno, modificandone la percezione a seconda della luce. La cassa in acciaio da 40,5 mm e il bracciale integrato conservano il carattere sportivo dell’Antarctique, mentre il calibro automatico SXH5, dotato di microrotore in platino riciclato e 60 ore di autonomia, ne conferma la qualità meccanica. Un incontro diretto tra pittura contemporanea e orologeria indipendente.

Dennison – ALD Dual Time “Oblong” Unique Piece

Dennison affronta il tema artistico attraverso una riflessione sulla forma. Il progetto, sviluppato nell’ambito del rilancio della storica Maison e della visione creativa di Emmanuel Gueit, parte dalla caratteristica cassa ALD, ruotandone l’orientamento di 90 gradi.

Il quadrante ospita due indicazioni orarie indipendenti, disposte su superfici in lapislazzuli e malachite. Il blu profondo, attraversato dalle inclusioni dorate della prima pietra, dialoga con le striature verdi della seconda, dando vita a una composizione grafica dall’evidente sensibilità decorativa. La cassa in acciaio da 37 × 33,5 mm e il bracciale Bark-Mesh completano un orologio nel quale proporzione, colore e materialità assumono un ruolo centrale.

Felipe Pikullik – FPA1 TimeForArt Skeleton

L’orologeria indipendente berlinese di Felipe Pikullik si distingue per un approccio che restituisce centralità al lavoro manuale e alla decorazione meccanica. L’FPA1 TimeForArt Skeleton esprime questa filosofia attraverso un quadrante scheletrato e azzurrato termicamente, che lascia emergere l’architettura del movimento di manifattura sottostante.

I ponti in alpacca presentano superfici finemente satinate e angoli lucidati a mano, mentre il ponte del bilanciere e il relativo supporto sono impreziositi da incisioni ornamentali tradizionali. Il calibro FPA1, primo movimento sviluppato interamente nell’atelier di Berlino, integra una data retrograda e un bilanciere realizzato artigianalmente. La cassa in acciaio da 39 mm racchiude così una creazione che celebra la bellezza della meccanica attraverso la trasparenza, la profondità e la qualità delle finiture.

Gerald Charles × Igor Mitoraj – Maestro GC39 Mitoraj

Tra le collaborazioni più significative del catalogo figura quella tra Gerald Charles e l’universo artistico di Igor Mitoraj, sviluppata con Atelier Mitoraj e Galleria d’Arte Contini. Il progetto prende ispirazione da Luci di Nara, opera nella quale il linguaggio dello scultore, fatto di riferimenti classici, frammentazione e riflessioni sulla condizione umana, trova una delle sue espressioni più riconoscibili.

La Maison non si limita a riprodurre l’opera sul quadrante, ma ne traduce la tridimensionalità attraverso una scultura miniaturizzata in ottone con trattamento PVD color oro 4N. Il volto emerge da una superficie guilloché, all’interno della caratteristica cassa Maestro, le cui geometrie richiamano l’architettura barocca di Francesco Borromini. L’indicazione a ora saltante, collocata nella parte superiore, lascia ampio spazio alla composizione artistica. È un incontro particolarmente coerente tra la sensibilità scultorea di Mitoraj e l’eredità progettuale di Gérald Charles Genta.

Hermès – Arceau Faubourg Party

Hermès trasforma il proprio storico indirizzo parigino, il 24 Faubourg Saint-Honoré, in uno scenario notturno sospeso tra illustrazione, arte dello smalto e immaginario digitale. Il motivo Faubourg Party, disegnato dall’illustratore ungherese Tibor Kárpáti, rilegge la celebre boutique attraverso un linguaggio visivo ispirato ai videogiochi degli anni Ottanta.

La scena viene riprodotta sul quadrante mediante pittura miniata a smalto, con una ricchezza di dettagli che restituisce l’atmosfera di una festa sotto il cielo stellato. La cassa Arceau in oro bianco da 38 mm, impreziosita da 82 diamanti, custodisce il movimento automatico di manifattura H1837 con indicazione delle fasi lunari. L’incontro tra pixel art e smaltatura tradizionale dà vita a un oggetto dal carattere narrativo e sorprendentemente contemporaneo.

Jaquet Droz × Académie de Meuron – Les Volumes du Temps

Jaquet Droz porta a TimeForArt un progetto che unisce la propria tradizione nei Métiers d’Art alla visione di una nuova generazione di artisti. Les Volumes du Temps nasce infatti da un’idea di Fiona Djukanovic, studentessa dell’Académie de Meuron, ed esplora il rapporto tra volume, geometria e luce.

Il quadrante è costruito attraverso forme coniche in oro inciso a mano, rivestite da smalto Grand Feu traslucido, alle quali si affiancano superfici realizzate con la tecnica champlevé su oro massiccio. Le variazioni di profondità dello smalto e il modo in cui la luce attraversa i differenti volumi conferiscono alla composizione un carattere quasi architettonico. La cassa in oro bianco 18 carati da 41 mm custodisce il calibro JD2653.Si. Una creazione che testimonia la capacità di Jaquet Droz di interpretare il quadrante come uno spazio artistico tridimensionale.

L’Epée 1839 – Regatta Unique Piece

Con L’Epée 1839, TimeForArt supera i confini dell’orologio da polso per entrare nel mondo delle sculture meccaniche. La Regatta, reinterpretata dall’artista Floriano Castaldi, prende ispirazione dal canottaggio e dalle forme affusolate delle imbarcazioni da competizione.

Alta oltre mezzo metro, la struttura verticale rivela il movimento attraverso un’architettura aperta, nella quale il treno degli ingranaggi richiama idealmente l’allineamento dei vogatori. Le lancette evocano la forma dei remi, mentre il bilanciere visibile scandisce il ritmo dell’intera composizione. Per questa versione unica, le superfici sono state trasformate attraverso una speciale laccatura che combina effetti cromati e colori vivaci. Il movimento meccanico di manifattura, con otto giorni di riserva di carica, completa un oggetto nel quale la funzione orologiera diventa parte integrante dell’esperienza scultorea.

LEBOND – Attraction × TimeForArt

L’architettura di Antoni Gaudí rappresenta il punto di partenza della proposta di LEBOND, realizzata nel centenario della scomparsa dell’architetto catalano. L’Attraction × TimeForArt traduce le forme organiche tipiche delle sue costruzioni in una cassa in titanio grado 5 da 38 mm, caratterizzata da anse curve e una corona dalla particolare geometria a cipolla.

Il nome rimanda all’Hotel Attraction, visionario progetto di grattacielo concepito da Gaudí per New York e mai realizzato. La pianta dell’edificio compare sul vetro zaffiro del fondello, sovrapposta alla vista del movimento automatico ETA 2892-A2. Il segnatempo, la cui testa pesa appena 33 grammi, viene accompagnato da una confezione artigianale a forma di libro e da una stampa numerata. Un omaggio che interpreta l’architettura come equilibrio tra forma, funzione e immaginazione.

Louis Erard × Monica Bonvicini – “Not For You”

Con Monica Bonvicini, Louis Erard porta nel mondo dell’orologeria il linguaggio provocatorio dell’arte concettuale. La frase Not For You, presente nella ricerca dell’artista dal 2006, occupa il quadrante attraverso lettere lucide e specchianti, disposte su una superficie argentata con decorazione Clous de Paris.

Il messaggio si rivolge direttamente a chi osserva l’orologio, introducendo una riflessione sul possesso, sull’esclusività e sul rapporto tra opera e spettatore. Il cinturino in pelle nera porta la firma autografa dell’artista ed è accompagnato da un sigillo rosso che invita a non indossarlo, preservandone la natura di opera d’arte. Due cinturini aggiuntivi consentono invece di utilizzare il segnatempo, animato dal calibro automatico Sellita SW261-1. Una creazione nella quale il valore artistico risiede soprattutto nella forza dell’idea e nella sua capacità di interrogare chi guarda.

Maurice de Mauriac × Carlton DeWoody – TimeForArt Rallymaster

Il Rallymaster nasce dall’incontro tra Maurice de Mauriac e il designer Carlton DeWoody, con l’intenzione di esplorare il rapporto tra cultura del tennis, stile personale e orologeria indipendente. Per TimeForArt, il modello viene reinterpretato in una versione unica caratterizzata da una cassa in acciaio da 39 mm con rivestimento ceramico Cerakote bianco gesso.

Il cinturino personalizzato in pelle, con costruzione di tipo Bund, introduce una dimensione estetica che richiama l’equipaggiamento sportivo e il design contemporaneo. L’orologio è accompagnato anche da una pallina da tennis personalizzata. Una proposta che si distingue dalle interpretazioni più tradizionali dei mestieri d’arte, scegliendo di raccontare l’orologeria attraverso la cultura visiva e lo stile di vita.

Maurice Lacroix × Ficus Interfaith – 1975 Master Skeleton Pearl Buoy

La collaborazione tra Maurice Lacroix e il duo artistico newyorkese Ficus Interfaith dà vita a uno degli esperimenti materici più particolari della collezione. Il quadrante viene realizzato attraverso una tecnica di terrazzo artistico, nella quale perle naturali sono inglobate in resina epossidica e successivamente sezionate fino a ottenere una lastra spessa appena un millimetro.

Questa lavorazione rivela il cuore madreperlaceo delle perle, generando una superficie iridescente e leggermente traslucida attraverso la quale si intravede il movimento scheletrato di manifattura ML234. La corona presenta una perla taglio cabochon, mentre il cinturino in pelle giapponese viene rifinito con diversi strati di lacca applicati a mano. L’intero progetto è costruito sul rapporto tra trasparenza, stratificazione e trasformazione della materia.

MING × Jason Anderson – 37.JA Prototype Set

MING presenta un lotto particolarmente interessante, composto da tre prototipi della collezione 37.JA, sviluppata insieme all’artista britannico Jason Anderson. Le versioni Blue, Red e Yellow traducono in forma orologiera le composizioni cromatiche della serie pittorica Spectrum, caratterizzata da interpretazioni astratte di paesaggi urbani.

Per preservare fedelmente colori e texture delle opere originali, MING ha sviluppato un processo di riproduzione su carta giapponese di qualità archivistica, successivamente applicata a una base metallica. Anche le lancette sono state disegnate appositamente, con profili che richiamano i grattacieli Art Déco. I tre orologi, con cassa in acciaio da 38 mm e calibro manuale Sellita SW210.M1, sono accompagnati da altrettante stampe firmate dall’artista. Una collaborazione nella quale il quadrante diventa letteralmente il supporto di una riproduzione artistica.

Perrelet × The Dial Artist – LAB Peripheral

Perrelet prosegue il dialogo con The Dial Artist, già protagonista di una collaborazione per TimeForArt 2024, reinterpretando questa volta il LAB Peripheral. L’artista interviene direttamente sulla particolare struttura scanalata del quadrante, trasformando ogni incisione in uno spazio destinato al colore.

Le differenti tonalità riempiono i solchi, dando vita a una composizione grafica che cambia percezione con il movimento della luce. Lo stesso trattamento viene esteso alla massa oscillante periferica visibile sul lato del quadrante, integrando così la componente meccanica nel progetto decorativo. La cassa in acciaio da 42 mm custodisce il calibro automatico P-411. Un esempio di come un elemento tecnico possa diventare parte attiva di una composizione artistica.

Simon Brette × Anita Porchet – Chronomètre Artisans

L’incontro tra Simon Brette e Anita Porchet riunisce due personalità di riferimento nei rispettivi ambiti dell’alta orologeria indipendente e dell’arte dello smalto. Per TimeForArt, la celebre smaltatrice interpreta il linguaggio decorativo del Chronomètre Artisans attraverso una composizione astratta in smalto Grand Feu.

Il progetto prende ispirazione dai tratti delle incisioni che caratterizzano i quadranti di Simon Brette, traducendoli in una successione di linee delicate, realizzate con una palette volutamente essenziale di neri e grigi sfumati. L’effetto ricerca la precisione del gesto e la profondità visiva dello smalto, senza ricorrere a decorazioni ridondanti. La cassa in platino da 39 mm e il calibro manuale SBCA accompagnano una creazione il cui nome definitivo e la presentazione completa sono annunciati per le settimane precedenti all’asta.

Toledano & Chan – Oshinobi

Toledano & Chan affronta il rapporto tra lusso, identità e percezione attraverso un orologio costruito attorno al concetto di invisibilità. Oshinobi è un termine giapponese storicamente associato all’idea di muoversi in incognito, nascondendo il proprio rango o la propria identità.

L’esterno presenta il caratteristico linguaggio brutalista del marchio, con una struttura geometrica in titanio grado 5 che cela completamente il quadrante. Un pannello scorrevole rivela, soltanto quando desiderato, una superficie ricoperta da 387 diamanti naturali incastonati a neve, per un totale di circa due carati. Il calibro manuale Le Temps Manufacture LTM-2000 anima questo prototipo, destinato a precedere una produzione limitata prevista per il 2027. Il progetto rilegge la tradizione degli orologi segreti, trasformando l’atto di mostrare l’ora in una scelta personale.

UNIMATIC × Luca Cavolini – Modello 5 Super Slim TFA26

UNIMATIC sceglie di inaugurare la nuova cassa Modello 5 Super Slim attraverso una collaborazione con l’artista e artigiano italiano Luca Cavolini. Il quadrante viene realizzato interamente a mano partendo da una base in argento spessa circa 0,6 mm, arricchita da intarsi in oro puro 24 carati.

La composizione prende ispirazione dal rapporto tra luce solare e superficie dell’acqua, due elementi ricorrenti nell’immaginario del marchio. Le incisioni orizzontali e gli inserti aurei reagiscono diversamente alla luce, creando un effetto dinamico che varia con il movimento del polso. Anche il fondello viene inciso a mano e impreziosito da un inserto in oro 24 carati. La cassa in acciaio da 36 mm ospita un movimento al quarzo Ronda 1013, lasciando alla lavorazione artigianale il ruolo di protagonista assoluta.

Universal Genève × Tamara de Lempicka Estate – Cabriolet De Lempicka

Universal Genève recupera una delle proprie soluzioni progettuali più affascinanti, il Cabriolet, introdotto originariamente nel 1933 con il nome Ideo. La sua caratteristica cassa reversibile, nata per proteggere il quadrante, diventa in questa interpretazione un supporto artistico dedicato all’universo di Tamara de Lempicka.

Il fondello ospita una miniatura dipinta a mano da Isabelle Villa, ispirata al Portrait d’Ira P., mentre il quadrante principale utilizza numeri realizzati con inserti laccati che richiamano il carattere grafico del font Bifur di Cassandre. La cassa in oro rosa 18 carati e il cinturino in alligatore verde petrolio contribuiscono a restituire l’atmosfera dell’Art Déco. Animato dal calibro di manifattura UG-111, questo esemplare unico mette in relazione pittura, tipografia e design industriale degli anni Trenta.

Zenith × USM – DEFY Chronograph USM TimeForArt

Zenith e USM condividono un legame particolarmente interessante con la cultura del design svizzero degli anni Sessanta. Nel 1965 USM brevettò il proprio sistema di arredamento modulare Haller; quattro anni più tardi Zenith presentò il DEFY originale e il celebre calibro cronografico El Primero.

Per TimeForArt, queste due storie si incontrano in un DEFY Chronograph da 37 mm con quadrante lucidato a specchio, sul quale risaltano dettagli blu, verdi, gialli e arancioni ispirati alla palette cromatica USM. Il movimento è l’El Primero 400 automatico ad alta frequenza, con ruota a colonne e oscillazione a 5 Hz. A rendere il lotto ancora più particolare è la presenza di un elemento d’arredo USM Haller realizzato appositamente, con un sistema dedicato alla conservazione dell’orologio. Un progetto che racconta con efficacia le affinità tra alta orologeria, design modulare e cultura industriale.

Quando il collezionismo sostiene la creatività

Osservando le creazioni di TimeForArt 2026 nel loro insieme, emerge un aspetto particolarmente significativo: non esiste un unico modo di interpretare il rapporto tra arte e orologeria. Per alcune Maison il punto di partenza è la tradizione dei mestieri d’arte, con tecniche tramandate da generazioni e applicate a materiali di straordinaria complessità. Per altre è il design a guidare la ricerca, attraverso nuove geometrie, sperimentazioni materiche e linguaggi che arrivano dall’architettura, dalla pittura o dalla scultura contemporanea.

Ciò che accomuna questi progetti è la volontà di attribuire al segnatempo un valore espressivo che va oltre la sua funzione. Il quadrante diventa uno spazio di sperimentazione, il movimento partecipa alla composizione e l’orologio, pur conservando la propria identità meccanica, assume quella di un oggetto artistico.

Ed è forse proprio questo il contributo più interessante di TimeForArt: ricordarci che l’orologeria non si limita a custodire e tramandare un patrimonio di conoscenze, ma può continuare a essere un linguaggio creativo vivo, capace di dialogare con artisti, progettisti e discipline differenti.

Il prossimo 5 dicembre, a New York, queste creazioni troveranno nuovi collezionisti. Ma il loro valore andrà oltre l’aggiudicazione: attraverso il sostegno allo Swiss Institute, il tempo dedicato alla loro realizzazione contribuirà a rendere possibile quello di nuove opere, nuove mostre e nuove generazioni di artisti.


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