Harold Lloyd sospeso nel vuoto, aggrappato alle lancette di un gigantesco orologio in Safety Last!. Un’illusione prospettica del primo cinema muto, certo. Ma anche l’immagine archetipica che viene alla mente quando si parla di cinema e di orologi, ancora prima di film come Inception e Interstellar, che degli intricati piani temporali e del ticchettio delle lancette hanno fatto la loro costruzione basilare e imprescindibile.

Harold Lloyd in Safety Last! (1923) | Credits: Hal Roach Studios
L’orologio sul grande schermo era già lì da tempo – come parte del guardaroba degli attori, come strumento autentico scelto per la sua credibilità tecnica o per il suo valore storico. A volte diventa un dettaglio decisivo per la trama, altre un product placement calibrato con intelligenza. In ogni caso, non è mai neutro: definisce un personaggio, consolida un’estetica, rafforza un’identità. A volte frammento di cultura e di storia capace di superare la memoria stessa del film che lo ha reso celebre.
Il binomio cinema-orologio negli anni ha dato vita a icone leggendarie, nel nome di un’arte che non si accontenta di creare solo grandi successi al box office ma punta a rivoluzionare in modo permanente l’universo visivo di intere epoche.
Lo 007 di Sean Connery vestiva Rolex, il Bond di Craig sceglie Omega
Nessun connubio è più leggendario di quello tra James Bond e il suo segnatempo. Nato dalla penna di Ian Fleming, la spia britannica trova sul grande schermo un’estetica precisa quando Sean Connery, in Dr. No (1961), indossa un Rolex Submariner ref. 6538, trasformandolo nell’orologio subacqueo più iconico al mondo.

Sean Connery mentre indossa il Rolex Submariner ref. 6538.
Corona oversize da 8mm, impermeabilità professionale fino a 200 metri, carisma affascinante. È l’orologio che accompagna le missioni di From Russia with Love e Goldfinger, la cui scena pre-titoli lo ritrae protagonista: strumento subacqueo, timer per ordigni, accessorio impeccabile sotto il polsino di uno smoking bianco. Con la sua cassa da 38 mm in acciaio e il movimento calibro 1030, il 6538 è un orologio costruito per l’avventura. Il quadrante nero e indici luminosi trasmettono immediata affidabilità tecnica, mentre il plexiglass bombato conferisce un fascino che lo rende ancora oggi inconfondibile.

Sean Connery in una scena di From Russia with Love, 1963.
Con Daniel Craig, l’epica si aggiorna. In No Time to Die il polso di Bond è firmato Omega Seamaster Diver 300M 007 Edition. La cassa da 42 mm ospita il calibro automatico Omega 8806, certificato Master Chronometer, antimagnetico fino a 15.000 gauss, con riserva di carica di 55 ore. Il fondello è inciso con le cifre “007” e un numero di serie unico; Il cinturino è in tessuto NATO a richiamare l’effetto vintage del quadrante, perfettamente coerente con l’identità di Bond contemporaneo. Ampio tempo sullo schermo e una fortissima identità estetica ne hanno fatto una nuova icona, degna dell’era Craig.

Apollo 13, Top Gun e Le Mans portano sul grande schermo orologi
Il grande schermo ama da sempre gli strumenti autentici. In Apollo 13, il film che narra l’omonima missione spaziale fallita a causa di un guasto, Kevin Bacon indossa lo Speedmaster Moonwatch di Omega, utilizzandolo per cronometrare le accessioni del motore che garantiscono il rientro al sicuro sulla Terra. Precisissima la ricostruzione, che riconosce gli orologi Omega come strumenti ufficiali certificati delle missioni lunari NASA.

Kevin Bacon, Tom Hanks, e Bill Paxton in Apollo 13 (1995) | Credits: Universal Pictures
Un meccanismo analogo alla costruzione di Bond avviene per Pete “Maverick” Mitchell, protagonista del blockbuster di Tony Scott uscito nel 1986, Top Gun. Tom Cruise veste un Porsche Design Chronograph 1 con rivestimento in PVD nero, uno dei primi progettati da Ferdinand Alexander Porsche e sviluppato in collaborazione con l’azienda svizzera Orfina.
Un oggetto nato per le corse automobilistiche, adottato come emblema di un pilota di caccia. Nel sequel del 2022, il mito si rinnova tornando sullo schermo insieme ai Pilot’s Watches “SFTI” di IWC Schaffhausen, creati nella vita reale dalla casa per istruttori e studenti della Marina Militare Statunitense.

Tom Cruise in Top Gun (1986) | Credits: Paramount
E poi c’è Steve McQueen, the King of Cool. Che nel 1971 interpreta Michael Delaney in Le Mans (la pellicola dedicata alla 24 Ore di Le Mans) e sceglie per sé il Monaco ref. 1133B di TAG Heuer. La cassa quadrata da 39 mm, impermeabile fino a 100 metri, è un design rivoluzionario per l’epoca, con corona posizionata a sinistra e pulsanti cronografici a destra, mentre il quadrante blu intenso ospita due contatori argentati a ore 3 e 9 e lancetta dei secondi continui a ore 6.
Al suo interno batte il Calibre 11, sviluppato dal cosiddetto Project 99, una collaborazione tra Heuer, Breitling, Buren e Dubois-Depraz. Questo calibro, con micro-rotore e sistema automatico brevettato, è considerato il primo movimento cronografico automatico della storia.

Steve McQueen in Le Mans (1971) | Credits: Cinema Centre Films
Corona a ore 9, quadrante blu, spirito racing. E un polso fortunato, di uno Steve McQueen appassionato pilota di auto e di moto sia sullo schermo che nella vita lo rendono il manifesto di una controcultura elegante e ribelle. Le vittorie alla Baja 1000, all’International Six Days Trial e alla 12 ore Sebring nel 1970 oggi gli valgono una consacrazione globale e un TAG Heuer che porta il suo nome, con un’estetica fedele al modello originario indossato nel ’79.
Gli orologi nei capolavori di Christopher Nolan e Bret Easton Ellis
Il resto degli orologi comparsi sul grande schermo a cui penso hanno una presenza quasi totemica: il Rolex Datejust di Patrick Bateman, il piccolo orologio da taschino in Pulp Fiction, l’Hamilton Khaki Field in Interstellar. Sembrano lì da sempre, intersecati ai loro personaggi in un tempo sospeso che dura decenni e di cui nessuno si è mai dimenticato. Contemporanei allora, eterni oggi.

Christopher Walken nei panni del Capitano Koons in Pulp Fiction (1994) | Credits: A Band Apart, Jersey Films, Miramax.
Per lo yuppie dell’American Psycho di Ellis, l’orologio non è un semplice accessorio: è un simbolo di prestigio e di potere. Il Rolex, insieme ai completi grigi di Giorgio Armani, diventa una vera e propria armatura identitaria che certifica lo status, un segno immediatamente riconoscibile di successo, controllo, appartenenza.

Nella trasposizione cinematografica di Mary Harron, Christian Bale indossa un Seiko 5 SNXJ90 vintage invece di un Rolex. Compatto, elegante, con cassa da 38 mm, lunetta zigrinata dorata, quadrante bianco con indicazione day-date e bracciale a cinque maglie in stile Jubilee, è un gioco sofisticato di citazioni e aspirazioni che echeggia il prestigio del Rolex perfettamente coerente con l’ambiguità del personaggio – dove l’apparenza è tutto, e nulla è davvero autentico.
Nell’epopea cosmica di Christopher Nolan, il modello sviluppato da Hamilton per Murphy Cooper – interpretata da Mackenzie Foy e poi da Jessica Chastain – diventa l’elemento centrale della narrazione. Attraverso la lancetta dei secondi, che trasmette in codice Morse i dati necessari a salvare l’umanità, l’orologio diventa l’unico strumento di comunicazione tra padre e figlia, separati dal tempo e dallo spazio.

Mackenzie Foy e Matthew McConaughey I due Hamilton in Interstellar (2014) | Credits: Paramount Pictures, Warner Bros
Oggi il Khaki Field Murph Automatic – disponibile in 42 mm o 38 mm – ne è la replica fedele: cassa in acciaio, quadrante nero, lancette cathedral, cinturino in pelle nera. Ma è nella lancetta dei secondi, dove la parola “Eureka” stampata in lacca vive in codice Morse, che si nasconde l’unica differenza rispetto all’originale.
Gli orologi nelle serie TV
Nelle serie televisive contemporanee, l’orologio è spesso un segnale immediato di status, potere e identità sociale. Più che semplici accessori, i segnatempo diventano strumenti di caratterizzazione visiva, capaci di raccontare posizione, ambizione e personalità di un personaggio con un solo dettaglio al polso.
In Mad Men, gli orologi scandiscono lo scorrere delle giornate su Madison Avenue. Sul polso di Don Draper si alternano un Rolex Oyster Perpetual con quadrante nero e indici applicati e un Longines Ultra-Chron dalle linee sottili e vetro bombato, contribuendo alla precisione della ricostruzione della New York degli anni Sessanta.

Tom Wambsgans in Succession indossa un AP Royal Oak Chronograph.
Nei corridoi di Succession, la famiglia Roy indossa Patek Philippe Nautilus 5711, Audemars Piguet e Rolex di varia natura. Kendall Roy sceglie un Richard Mille RM 67-01 – cassa tonneau, movimento scheletrato, estetica tecnica, Tom Wambsgans evolve dal Cartier Santos all’Audemars Piguet Royal Oak Chronograph. Segni di potere forse piccoli ma decisivi.
Lo stesso vale per Harvey Specter in Suits. I suoi Patek Philippe e Rolex Daytona – cronografi con lunetta tachimetrica e casse in acciaio o oro bianco – completano l’abito e rafforzano l’immagine di sicurezza e controllo che definisce il personaggio.

Tim indossa un Rolex Day-Date Ref. 228238 con quadrante nero
In The White Lotus, ogni orologio contribuisce a delineare la fisionomia dei protagonisti: il Rolex Day-Date 228238 in oro giallo da 40 mm indossato da Timothy, ma anche lo stesso modello che Victoria preferisce con quadrante champagne; l’Hublot Big Bang Unico Black Magic e il Rolex Milgauss 116400GV scelti da Saxon, fino all’Omega x Swatch MoonSwatch Mission to Saturn di Lochlan, più leggero e ironico rispetto all’oro pieno dei genitori.

Tony Soprano e il suo Rolex Day-Date 18038.
Per Tony Soprano, la scelta ricade su un vistoso Rolex Day-Date 18038 in oro giallo con bracciale President. Accanto a lui, Carmela indossa un Rolex Lady-Datejust bicolore, mentre Uncle Junior sceglie un Datejust 1601: variazioni sullo stesso codice che raccontano, anche al polso, la gerarchia del potere nella famiglia Soprano.

Carmela Soprano indossa un Rolex Lady Datejust
Conclusioni
Dal Casio CA53W Twincept Databank di Back to the Future all’Hamilton Ventura indossato da Elvis Presley in Blue Hawaii, il grande schermo ha costruito una galleria di segnatempo che vivono in un tempo sospeso.

Elvis Presley in Blue Hawaii con al polso l’Hamilton Ventura.
In oltre un secolo di storia del cinema, gli orologi hanno avuto ruoli, spazi e tempi diversi. Con un valore che è derivato, più che dalla sola esposizione sul grande schermo, da un’integrazione che consente all’orologio di partecipare a un sistema di senso più ampio.

Michael J.Fox in Ritorno al futuro (1985) | Credits: Universal Pictures
Quando l’incontro funziona davvero, il risultato è qualcosa che supera il semplice product placement: un oggetto che resta legato per sempre a una scena, a un volto, a un momento di cinema. E allora viene quasi spontaneo chiedersi: è il film a rendere iconico l’orologio, o è l’orologio a contribuire a rendere memorabile il film?
Sei alla ricerca del regalo perfetto? Esplora il nostro store online e scopri l’intera collezione firmata IWS – Italian Watch Spotter!
Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale sul mondo dell’orologeria seguici su Instagram e visita il nostro canale Youtube.