Nel mondo dei diver professionali, poche collezioni sono depositarie di lustro e storia quanto la collezione Seamaster. Con la quarta generazione, presentata nel 2025, la Maison di Biel apre un capitolo che si colloca in continuità con la propria storia tecnica – ma al contempo la proietta in un territorio progettuale più rigoroso, più essenziale e sorprendentemente più moderno.

Timeline della linea Seamaster, Planet Ocean.
Sette nuovi modelli, tre tipologie di quadrante, una riprogettazione totale della cassa e un rinnovato approccio all’ergonomia e ai materiali. Let’s dive in!
Un percorso pionieristico lungo quasi un secolo
La genealogia del Planet Ocean non può essere compresa senza osservare l’intera tradizione subacquea di Omega. Tutto inizia nel 1932, quando la Maison presenta il Marine, riconosciuto come il primo orologio da immersione per uso civile. È un debutto che inaugura una linea evolutiva rigorosa: il Seamaster 300 del 1957, la sua seconda generazione nel 1964, il celebre Seamaster 120 “MAYOL” del 1981 e il Seamaster Diver 300M del 1993, che segna il ritorno definitivo del marchio nel segmento diving contemporaneo.


A sinistra: Il Marine, 1932. A destra: Il Seamaster 300, 1957.
In questo arco di decenni, Omega affina tecniche di impermeabilizzazione, soluzioni per la resistenza agli urti e alla pressione, e introduce progressivamente materiali avanzati. Tale patrimonio consente, nel 2005, la nascita della collezione destinata a diventare un pilastro dell’orologeria subacquea moderna: il Planet Ocean.
2005–2014: la prima e la seconda generazione, tra profondità e innovazioni
Il Planet Ocean del 2005 nasce con una missione precisa: superare gli standard professionali consolidati. Con una resistenza all’acqua fino a 600 metri – il doppio del Diver 300M – definisce un riferimento tecnico immediato. Il design recupera volutamente gli stilemi del Seamaster 300 degli anni ’50 e ’60: quadrante nero altamente leggibile, numeri arabi ai quarti d’ora, lancette a freccia e la scala di immersione della ghiera subacquea.
Nel 2009 arriva la prima svolta tecnologica: Omega introduce per la prima volta in un orologio svizzero il Liquidmetal™, utilizzato per la scala della ghiera in ceramica nera. L’unione ceramica–metallic glass porta durezza, uniformità estetica e resistenza ai graffi oltre i livelli precedenti, aprendo una nuova era costruttiva.


A sinistra: Il Planet Ocean 1a generazione, 2005-2009. A destra: Il Planet Ocean 2a generazione, 2011.
La seconda generazione del 2011 implementa innovazioni sostanziali: ghiere completamente in ceramica, quadranti lucidi, fondelli in vetro zaffiro e soprattutto il calibro 8500 aggiornato con spirale in silicio Si14, che incrementa la resistenza magnetica e introduce uno standard di precisione superiore.
Nel 2014, Omega risolve una delle sfide più complesse della chimica dei materiali: ottenere una ceramica arancione stabile, intensa e durevole. Il Planet Ocean GMT in platino reca la scritta “World Premiere”, testimoniando un traguardo tecnico mai raggiunto prima.
2016–2022: la terza generazione e l’arrivo dell’Ultra Deep
Il 2016 segna l’ingresso dei movimenti Co-Axial Master Chronometer certificati METAS: precisione, antimagnetismo e stabilità diventano elementi fondanti. Le casse si assottigliano, entra in scena l’oro Sedna™ 18K, la ghiera integra inserti in gomma e nasce la serie Deep Black, interamente in ceramica, progettata per resistere fino a 600 m.
Nel 2019, l’Ultra Deep scende nel punto più profondo della Terra. Il modello di produzione, introdotto nel 2022, mantiene la resistenza fino a 6.000 metri secondo gli standard ISO 6425 per immersioni in saturazione, impiegando materiali avanzati come l’O-MEGASTEEL, lega ad elevate prestazioni con colore più bianco e resistenza alla corrosione superiore.
Questa esperienza ingegneristica sarà determinante per la quarta generazione.

Timeline della linea Planet Ocean.
2025: la quarta generazione
Omega ripensa l’intero ecosistema costruttivo del Planet Ocean. Pur mantenendo la misura originale (del Planet Ocean 2005 e del Seamaster 300 anni ’60) da 42 mm, l’orologio viene ridisegnato in modo radicale: spessore ridotto da 16,1 mm a 13,79 mm, profilo appiattito grazie a un vetro zaffiro anteriore e una ghiera più sottile.



Ma la svolta tecnica più significativa è nascosta in un dettaglio. Ogni modello integra un anello interno in titanio, soluzione mutuata direttamente dalla progettazione dell’Ultra Deep. Questo elemento ha permesso la rimozione della valvola dell’elio, tradizionalmente presente da vent’anni nella collezione.


Una nuova architettura della cassa
La silhouette ora presenta linee più nette e angoli più pronunciati, ispirati ai modelli Omega degli anni ’80 e ’90. La cassa in acciaio si integra con un nuovo bracciale dalle maglie piatte (due file esterne spazzolate e una centrale lucida), più sottile, più ergonomico, regolabile in sei posizioni e dotato dell’estensione subacquea. La collezione include anche cinturini in gomma con fibbia pieghevole.


Il fondello, avvitato, è in titanio grado 5: riduce peso, aumenta robustezza e introduce un profilo ondulato che richiama l’eredità stilistica del Seamaster. Al centro, l’indiscusso e senza tempo ippocampo di Omega.
Quadrante e ghiera
Il quadrante è ora nero opaco su tutti i modelli: scelta funzionale che privilegia la leggibilità. Le lancette a freccia e gli indici applicati restano coerenti con il DNA della collezione, riempiti di Super-LumiNova.


La tipografia dei numeri arabi, invece, evolve: traforata, squadrata, più tecnica. Un ritorno alle origini del 2005, ma in chiave contemporanea.

Le varianti includono:
• Modelli arancioni: con numeri arabi verniciati arancioni opachi, ghiera in ceramica arancione [ZrO2] con scala bianca in ceramica ibrida.

• Modelli blu: con numeri arabi verniciati bianchi opachi, ghiera in ceramica blu [ZrO2] con scala in smalto bianco.

• Modelli neri: con numeri arabi rodiati, ghiera in ceramica nera [ZrO2] con scala in smalto bianco.

Su ogni quadrante, il logo Omega è rodiato mentre le scritte trasferite sono sempre bianche.
Il movimento: Co-Axial Master Chronometer 8912
Tutti gli orologi sono animati dal calibro Omega Co-Axial Master Chronometer 8912 – già utilizzato nei modelli Ultra Deep. Questi movimenti automatici offrono una riserva di carica di 60 ore e soddisfano i più alti standard di precisione, prestazioni e resistenza magnetica, certificati dall’Istituto Federale Svizzero di Metrologia (METAS).
Un movimento concepito per condizioni operative estreme, ora inserito in una cassa più sottile ed ergonomicamente avanzata.
La campagna Planet Ocean 2025
Con la campagna globale guidata da Glen Powell e Aaron Taylor-Johnson, OMEGA ribadisce un messaggio che attraversa vent’anni di Planet Ocean: l’orologeria subacquea è un terreno di esplorazione, e chi sceglie questi strumenti non cerca semplicemente un segnatempo, ma un compagno di avventura affidabile, preparato e costruito per i fondali quanto per la vita di tutti i giorni.


A sinistra: l’attore e ambassador Aaron Taylor-Johnson. A destra: l’attore e ambassador Glen Powell.
Conclusioni e prezzi
La quarta generazione del Planet Ocean non propone un semplice aggiornamento estetico o funzionale. È il risultato di un processo di ricerca che integra nel nuovo segnatempo: le innovazioni sperimentate nell’Ultra Deep, il rigore formale dei modelli storici Seamaster, la maturità progettuale acquisita in vent’anni e una nuova attenzione ai materiali e all’ergonomia.
L’orologio conserva la propria anima – robusta, professionale, profondamente legata al mondo subacqueo – ma assume proporzioni, linee e soluzioni tecniche più contemporanee, più controllate, più coerenti con la visione dell’orologeria degli anni a venire.
I listini per ciascuna versione sono rispettivamente:
- €9.200,00 nero con bracciale
- €9.200,00 blu con bracciale
- €9.400,00 arancione con bracciale
- €8.500,00 nero con cinturino nero
- €8.500,00 blu con cinturino nero
- €8.800,00 arancione con cinturino nero
- €8.800,00 arancione con cinturino arancio
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