Mancanza Di Materie Prime Nell'Orologeria... Che Succede?

Scritto da:Andrea David|
9 minuti

Nel periodo in cui stiamo vivendo ci siamo dovuti sicuramente abituare a tante cose nuove: distanziamento sociale, mascherine, limitazione nel partecipare ad eventi ecc…

Che piaccia o no, sicuramente siamo entrati in una “nuova era” con cui dovremo convivere ancora per un po’. 

Inevitabilmente il mondo dell’orologeria non è stato esente dagli effetti, seppur cosiddetti “secondari”, di questa pandemia. 

Un settore che, coronavirus a parte,  presentava già prima l’assenza di modelli nelle orologerie, liste d’attesa infinite e costante aumento dei prezzi nel mercato secondario.

A tutto ciò, da un anno a questa parte, in seguito appunto alla pandemia , si è aggiunto un effetto secondario che potrebbe influire su questo settore: la carenza di materie prime (che tra l’altro si sta facendo sentire, conseguentemente, con un aumento dei prezzi dei beni di prima necessità). 

La domanda a cui vogliami rispondere in questo articolo quindi è: questa mancanza di materie prime potrebbe o si sta già ripercuotendo nel mondo dell’orologeria?

La mancanza delle materie prime: i fattori determinanti

La pandemia di Covid-19, oltre alle vittime che ha causato e che, purtroppo, sta ancora causando, con i suoi effetti secondari ha gettato le catene di approvvigionamento di materie prime nel caos più totale. 

Tra queste mancanze non poteva che rientrare anche uno degli elementi essenziali e maggiormente usati nell’orologeria: l’acciaio. 

barre di acciaio una sopra l'altra

A contribuire a questa carenza e al conseguente aumento dei loro prezzi, sono intervenuti diversi fattori. 

Primo tra tutti, quello che potremmo definire il “principale fattore”, è stata la chiusura delle cosiddette “aziende non essenziali”. 

Come tutti ben sappiamo, durante il periodo compreso tra Marzo 2020 e il Maggio dello stesso anno, il mondo si era completamente fermato.

Questo ha costretto tra le più grandi aziende a doversi fermare e arrestare la propria produzione in modo da cercare di riuscire a contenere il dilagare del coronavirus, evitando così al massimo i contatti tra persone. 

operaio che smeriglia una lastra di acciaio

Il problema principale collegato a questo fattore è stato che i consumatori avevano comunque la possibilità di ordinare i prodotti dalle aziende e queste, una volta esaurite le scorte presenti nei loro magazzini e non potendo produrre, si sono trovate in forte difficoltà. 

La successiva riapertura delle attività non essenziali, avvenuta nella Primavera del 2020, ha fatto sì che le fabbriche, senza più scorte, hanno improvvisamente richiesto i materiali di cui avevano bisogno in quantità talmente ingenti da non permettere all’offerta di avere il tempo di soddisfare la domanda.

Ulteriore fattore che è intervenuto, è stata la presenza di svariati “colli di bottiglia” nel settore dei trasporti.

nave cargo con container

Questo è stato dovuto al fatto che, durante lo stop delle attività non essenziali, gli stimoli fiscali che andavano a sopperire alla mancanza di entrate, hanno costituito, comprensibilmente, un disincentivo al lavoro. 

Alla repentina ripresa delle attività, ciò si è tradotto in una mancanza di manodopera in quanto ha visto rinunciare ad un duro e stancante lavoro,  molti addetti al settore dei trasporti che hanno preferito continuare a percepire gli stimoli fiscali piuttosto che “rischiare” di tornare a lavorare, lontani da casa e dalla famiglia, data la situazione sanitaria a livello mondiale. 

Questa difficoltà di trasporto delle materie ha inevitabilmente influito sull’aumento dei prezzi in tutti i settori. 

Il materiale principale nell’orologeria: l’acciaio

L’acciaio, come detto prima, è sicuramente un esempio tra queste materie che hanno iniziato a scarseggiare.

La cosa interessante da notare è che, prima della pandemia, la domanda di acciaio era calata ma, a seguito di questa, ha subito una brusca impennata (domanda costante + riapertura aziende) con un conseguente aumento dei prezzi che hanno superato il 300% di quelli pre Covid. 

Basti pensare che prima della pandemia il prezzo per tonnellata dell’acciaio si aggirava tra i 500/800 $; successivamente a questa, siamo arrivati ad una cifra di 1.900 $ per tonnellata. 

Ma perché questo potrebbe essere un problema per l’orologeria? 

Potrebbe esserlo in quanto la richiesta di orologi è concentrata, per la maggior parte, sui modelli sportivi che sono, per l’appunto, realizzati in acciaio.

Parlando in termini generali, uno dei motivi per cui è presente una maggior richiesta di questi modelli (tralasciando per un momento speculazioni, fenomeno reseller, collezionismo ecc) è data dal fatto che gli orologi realizzati in questo metallo sono più economici rispetto agli equivalenti modelli realizzati in un materiale nobile e, quindi, più accessibili. 

A titolo di esempio, prendiamo le due varianti di un orologio conosciuto da tutti (acciaio oppure oro): il Rolex Submariner.

Il listino attuale per questo modello della casa coronata è di 8.750 € per la versione in acciaio contro i 35.400 € per la versione in oro.

Si hanno due orologi identici in tutto e per tutto ma che differiscono solo per il materiale con cui sono realizzati.

Da qui si può ben capire che, dato il grosso divario di prezzo, la versione in acciaio permette ad un pubblico più vasto di avvicinarsi a questo orologio determinando una costante crescita spropositata di domanda del prodotto. 

Se a questa maggior richiesta di modelli in acciaio aggiungiamo una carenza della materia con cui sono realizzati, cosa potrebbe succedere?

I modelli sportivi in acciaio 

Se si pensa al connubio tra orologio sportivo e acciaio non possono che venire in mente i modelli più iconici della storia dell’orologeria: i Nautilus di Patek Philippe, i Royal Oak di Audemars Piguet e i Daytona di Rolex.

La maggior parte delle maison del settore, in questo periodo, sono al centro dell’attenzione per la carenza di modelli in acciaio (e non solo ultimamente). 

Rolex Daytona in acciaio con quadrante bianco
Per i Rolex Daytona ci sono liste di attesa che superano i 5 anni

Devo precisare che però questo era un fenomeno già diffuso prima della pandemia ma che attualmente ha raggiunto dei livelli stratosferici, a mio parere: non si trova più nulla.

Appena si è iniziato a parlare ad inizio anno di carenza dell’acciaio, magari a qualcuno di voi potrebbe essere venuto in mente che questa potesse essere una delle cause a determinare questa forte mancanza in tutte le boutique. 

Boutique Rolex front desk

Purtroppo non è così e, a conferma di ciò Rolex, con una risposta a Yahoo Finance che potete leggere qui, ha detto che la carenza dei propri modelli non è dovuta alla mancanza di materie prime o, come per molti pensano, ad un’abile strategia.

La casa coronata infatti afferma che è presente una continua e crescente richiesta dei propri prodotti e l’azienda, seppur produca molti orologi all’anno, non è in grado di soddisfare tutta la domanda.

Ad essere precisi Rolex sarebbe in grado di soddisfarla ma ne andrebbe della qualità dei propri segnatempo: un prezzo che la casa coronata non vuole di certo pagare. 

Ma allora, questa mancanza di acciaio, su cosa incide nell’orologeria, se incide?

Mancanza di acciaio e aumento dei listini

Come detto da Fabrizio Buonamassa Stigliani (Direttore del Bulgari Watches Design Center) in una recente diretta Instagram con il noto imprenditore e collezionista Alessandro Squarzi, è vero che si ha questa scarsità di materie prime (acciaio in questo caso), ma ciò non va ad influire sulla capacità e quantità di produzione che un’azienda del settore orologiero è in grado di soddisfare ugualmente.  

(Guard la nostra più recente intervista con Fabrizio Buonamassa oppure leggila qui).

Quello che potrebbe però determinare questa mancanza di acciaio, secondo noi, è sicuramente un rallentamento nella produzione ed una difficoltà nel reperire l’acciaio, piuttosto che una vera e propria mancanza del prodotto finale.

Abbiamo avuto modo di chiedere informazioni in merito e, quello che ci è stato detto, è stata una conferma di quanto immaginato da noi.

L’unica cosa negativa che potrebbe determinare, e che molto probabilmente determinerà questa mancanza, sarà un inevitabile aumento dei prezzi di listino determinato dal normale equilibrio di domanda e offerta.

visione interna di un cilindro d'acciaio

Purtroppo però, per le varie problematiche da noi accennate (riapertura aziende post-Covid, mancanza di manodopera, difficoltà nei trasporti), questo si traduce in una difficoltà nel reperire la materia.

Questa difficoltà, per essere sanata, richiede un dispendio maggiore di risorse economiche da parte dell’azienda per non far mancare il prodotto finale, che allo stesso tempo si traduce in un “danno” a carico del consumatore: l’aumento dei listini. 

Conclusione 

Questa carenza di materie prime, nel settore dell’orologeria, sembra non stia causando grossi danni, ad ora. 
Vero è che la situazione che stiamo vivendo, è una cosa del tutto inaspettata e, soprattutto, non possiamo prevedere l’andamento della pandemia se non attraverso previsioni di dubbia accuratezza.

Sicuramente, nel caso dovessero esserci in futuro, ulteriori chiusure forzate, il settore dell’orologeria potrebbe risentirne ancora di più traendone ulteriori “danni” e difficoltà in aggiunta a quelle già presenti. 

Speriamo di poter ritornare al più presto ad una normalità in tutti sensi e, rimanendo in tema di orologi (e non solo), di poter ritornare a reperire, con più facilità, le materie prime con cui vengono prodotti i segnatempo che tanto adoriamo in modo da non vederne aumentati ulteriormente i prezzi.

Autore: Andrea David

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Classe 1994, dall’età di 4 anni con sempre un orologio al polso. Amante e studioso degli orologi vintage, compresi quelli militari, la sua passione si è ampliata verso gli orologi moderni dei brand indipendenti ed emergenti. È infine un membro attivo di un forum italiano del settore.
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