Ulysse Nardin inaugura la nuova era della collezione Freak X

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08 Luglio 2026
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Venticinque anni dopo aver ridefinito il concetto stesso di orologio meccanico, Ulysse Nardin torna a intervenire sulla propria creazione più rivoluzionaria. La nuova generazione del Freak X, è più compatta, più raffinata e ancora più adatta all’utilizzo quotidiano, senza rinunciare a quell’identità che ha reso la famiglia Freak una delle più influenti dell’orologeria.

L’operazione assume un significato particolare perché coincide con due anniversari simbolici per la Maison: i 180 anni di Ulysse Nardin e i 25 anni dalla nascita della Freak, presentata nel 2001 su intuizione del Dr. Ludwig Oechslin. In questi anni la linea Freak ha dato origine a 35 brevetti17 calibri di manifattura e a una lunga serie di innovazioni che hanno contribuito a cambiare il linguaggio tecnico dell’alta orologeria contemporanea.

Più che un semplice aggiornamento, questa nuova generazione rappresenta quindi una revisione completa del progetto Freak X, frutto di oltre due anni di sviluppo da parte degli ingegneri e dei designer della manifattura di Le Locle.

Una collezione e il coraggio di anticipare il futuro

Quando la prima collezione Freak debuttò nel 2001, il panorama dell’alta orologeria era molto diverso da quello attuale. Il mercato era dominato da interpretazioni fortemente legate alla tradizione e difficilmente un marchio avrebbe rinunciato agli elementi fondamentali di un orologio, come quadrante, lancette e corona.

Ma Ulysse Nardin fece esattamente il contrario. Il Freak eliminava il quadrante tradizionale, rinunciava alle lancette e affidava l’indicazione del tempo direttamente al movimento. Il lungo ponte centrale, che ospita l’intero organo regolatore, compie una rotazione completa ogni sessanta minuti indicando i minuti, mentre un disco periferico visualizza le ore. Il risultato è un carrousel volante completamente sospeso, privo di ponte superiore, nel quale il movimento diventa contemporaneamente motore e indicatore del tempo.

Un capolavoro tecnico senza precedenti, capace di trasformare la meccanica in elemento funzionale prima ancora che estetico.

A questa impostazione radicale si aggiungeva un’altra innovazione destinata ad avere un impatto duraturo sull’intero settore: l’introduzione del silicio negli organi di regolazione. Quella che allora appariva come una scelta audace avrebbe progressivamente cambiato l’approccio dell’intera industria, aprendo la strada a una nuova generazione di movimenti caratterizzati da maggiore stabilità, minore attrito e migliore resistenza ai campi magnetici.

Oggi il silicio è ampiamente utilizzato dalle principali manifatture svizzere, ma è proprio il Freak ad aver dimostrato, per prima, come materiali provenienti dalla microtecnologia potessero convivere con l’alta orologeria più tradizionale.

Dal 2019 a oggi: l’evoluzione della collezione Freak

L’introduzione della Freak X nel 2019 aveva già rappresentato un passaggio importante per la collezione.

Per la prima volta compariva una corona tradizionale, rendendo l’orologio più intuitivo nell’utilizzo quotidiano e ampliandone il pubblico senza alterarne il principio costruttivo. Era una reinterpretazione più accessibile della Freak originale, pensata per conservare il caratteristico carrousel volante ma all’interno di una piattaforma più versatile.

La nuova generazione del 2026 porta questa visione ancora più avanti.

Una cassa completamente ridisegnata

L’aspetto più evidente è la riduzione del diametro da 43 a 41 mm.

Limitarsi a questo dato, però, significherebbe descrivere soltanto una parte delle migliorie apportate da Ulysse Nardin.

La nuova cassa monoblocco è infatti stata completamente ridisegnata. La distanza tra le anse scende da 49,6 a 47,3 mm, mentre lo spessore percepito viene ridotto a 10,35 mm (13,60 mm considerando il nuovo vetro zaffiro glassbox), migliorando sensibilmente la presenza al polso senza modificare il carattere della collezione.

Gli aggiornamenti interessano anche la costruzione stessa della cassa. Se il precedente Freak X utilizzava una costruzione modulare in titanio, questa nuova generazione invece ne adotta una monoblocco realizzata in acciaio riciclato all’80% (oppure in oro rosa), soluzione che incrementa la rigidità complessiva e contribuisce a limitare la propagazione delle vibrazioni meccaniche attraverso la cassa. Un dettaglio poco appariscente, ma indicativo dell’attenzione dedicata anche agli aspetti meno immediatamente visibili del progetto.

Anche il nuovo vetro zaffiro glassbox partecipa a questa evoluzione. La maggiore apertura del cristallo aumenta infatti la profondità prospettica del movimento, enfatizzando il caratteristico meccanismo e offrendo una percezione tridimensionale ancora più marcata del carrousel volante.

L’obiettivo di rendere la Freak X un orologio destinato all’uso quotidiano emerge anche da altri aspetti altrettanto significativi come l’impermeabilità.

Il modello adotta ora una corona a vite che assicura impermeabilità fino a 100 metri, il doppio rispetto alla precedente generazione. Non si tratta semplicemente di un incremento numerico: è un’evoluzione coerente con la filosofia di un orologio concepito per accompagnare chi lo indossa in contesti molto più ampi rispetto al passato.

Il nuovo calibro UN-232

Se la nuova cassa rappresenta l’evoluzione più evidente, il cambiamento più importante si trova sotto il vetro zaffiro. Per questa generazione Ulysse Nardin ha sviluppato un calibro di manifattura completamente nuovo, l’UN-232, progettato specificamente per accompagnare l’evoluzione della collezione Freak X.

Il movimento è stato ridisegnato secondo una costruzione più modulare, una scelta che non ha consentito soltanto di ridurre le dimensioni dell’orologio, ma apre anche la strada a future interpretazioni della collezione, comprese eventuali versioni con dischi delle ore realizzati secondo le tecniche Métiers d’Art. È un dettaglio che racconta come Ulysse Nardin abbia sviluppato qualcosa destinato a evolversi nel tempo, piuttosto che un semplice aggiornamento del modello precedente.

Resta naturalmente protagonista il caratteristico Flying Carrousel, il sistema che ha reso celebre la Freak fin dal 2001. Il movimento continua infatti a ruotare attorno al proprio asse completando una rivoluzione ogni sessanta minuti per indicare i minuti, mentre un disco periferico segnala le ore.

Cinque brevetti e una nuova generazione di componenti in silicio

La ricerca sui materiali continua a rappresentare uno dei pilastri della filosofia Freak.

Il nuovo UN-232 integra cinque brevetti, frutto dell’esperienza accumulata dalla Maison in oltre vent’anni di sviluppo della piattaforma Freak. Tra questi spicca l’introduzione, per la prima volta su un Freak X, dello scappamento DIAMonSIL, evoluzione della tecnologia proprietaria sviluppata da Ulysse Nardin per incrementare precisione, affidabilità e durata nel tempo.

A differenza del semplice silicio, il trattamento DIAMonSIL riveste i componenti con una superficie ad altissima durezza che riduce sensibilmente attriti e usura nei punti maggiormente sollecitati del movimento.

Accanto allo scappamento trovano posto un bilanciere extra-large in silicio e una spirale anch’essa in silicio, entrambi prodotti internamente da SIGATEC, il laboratorio specializzato di Ulysse Nardin dedicato alla lavorazione di questo materiale. La spirale adotta inoltre una particolare geometria ovoidale ed è termocompensata, caratteristiche pensate per migliorare la stabilità cronometrica al variare delle condizioni ambientali.

Il movimento beneficia inoltre di tre sofisticati sistemi di micro-ingegneria sviluppati con tolleranze micrometriche, concepiti per ridurre gli attriti, limitare il rumore meccanico e ottimizzare la trasmissione dell’energia all’interno dell’organo regolatore.

Micro-rotore in oro rosa e 72 ore di autonomia

Tra le novità Ulysse Nardin sostituisce anche il tradizionale rotore con un micro-rotore in oro rosa, completamente integrato nel movimento. La scelta consente di preservare la compattezza del calibro e, allo stesso tempo, lasciare libera la vista sulla parte meccanica anche attraverso il fondello in vetro zaffiro.

Il micro-rotore non rappresenta soltanto una soluzione tecnica raffinata. La sua collocazione crea infatti un interessante equilibrio visivo con il bariletto disposto sul lato opposto del movimento, entrambi valorizzati da una delicata finitura colimaçon, mentre il contrasto cromatico tra l’oro rosa e le superfici rodiate contribuisce ad arricchire ulteriormente la profondità dell’insieme.

Nonostante le dimensioni più contenute rispetto al precedente calibro, il nuovo UN-232 mantiene una riserva di carica di 72 ore, valore ormai diventato uno standard per la fascia più alta dell’orologeria contemporanea. Ogni movimento viene inoltre assemblato integralmente da un unico orologiaio nella manifattura di La Chaux-de-Fonds.

Più versatile anche al polso: il nuovo sistema di cinturini intercambiabili

L’obiettivo di rendere la Freak X una proposta realmente destinata all’utilizzo quotidiano emerge anche da un dettaglio apparentemente secondario, ma ormai sempre più rilevante nella fascia alta del mercato.

Per la prima volta la collezione introduce un sistema di cinturini intercambiabili a sgancio rapido, che permette di sostituire autonomamente cinturino o bracciale senza ricorrere ad alcun utensile. Una soluzione ormai adottata da numerose manifatture di alta gamma e che Ulysse Nardin integra senza alterare il carattere tecnico della collezione.

Nove configurazioni differenti, tra cinturini in pelle, caucciù e il nuovo bracciale integrato in acciaio riciclato all’80%, progettato espressamente per questa generazione della Freak X. Anche in questo caso la manifattura non si è limitata a sviluppare un semplice accessorio: il bracciale riprende infatti le finiture della cassa alternando superfici satinate e smussi lucidati, contribuendo a dare continuità estetica all’intero orologio.

Dal punto di vista ergonomico, il bracciale integra inoltre un sistema di microregolazione da 2 mm su entrambi i lati della chiusura, soluzione che consente un adattamento più preciso durante la giornata e migliora sensibilmente il comfort al polso. È un particolare che conferma quanto questa nuova Freak X sia stata sviluppata pensando non soltanto alla spettacolarità meccanica, ma anche all’esperienza d’uso quotidiana.

Tre interpretazioni, tre configurazioni

La nuova collezione debutta con tre configurazioni che condividono la medesima vocazione tecnica ma interpretano il progetto secondo personalità differenti.

La Freak X Grey propone una cassa in acciaio riciclato all’80% abbinata a un disco delle ore grigio sabbiato e a un cinturino in pelle di vitello marrone chiaro. È probabilmente la versione più essenziale e tecnica della collezione, pensata per mettere in risalto il movimento senza particolari contrasti cromatici.

La Freak X Blue adotta lo stesso materiale per la cassa, ma introduce un elegante disco delle ore soleil con sfumatura blu satinata e soprattutto il nuovo bracciale integrato in acciaio, soluzione che enfatizza la vocazione contemporanea del modello e ne rafforza ulteriormente la versatilità.

Al vertice della gamma si colloca infine la Freak X Gold, caratterizzata da una cassa interamente realizzata in oro rosa, disco delle ore nero sabbiato e cinturino in alligatore. In questa configurazione il contrasto tra le tonalità calde della cassa e l’architettura fortemente tecnica del movimento conferisce all’orologio una presenza decisamente più sofisticata.

Anche il posizionamento cambia

L’aggiornamento interessa inevitabilmente anche il posizionamento della collezione.

La nuova Freak X Grey viene proposta a 37.500 euro, mentre la Freak X Blue con bracciale integrato raggiunge i 38.600 euro. La versione in oro rosa sale invece a 58.200 euro, riflettendo sia il diverso materiale della cassa sia il livello costruttivo dell’intero progetto.

Si tratta di cifre importanti, ma perfettamente coerenti con un orologio che non appartiene semplicemente alla categoria degli sportivi di alta gamma. La Freak continua infatti a occupare una posizione quasi autonoma all’interno dell’orologeria contemporanea, dove ricerca tecnica, sperimentazione sui materiali e sviluppo meccanico rappresentano ancora oggi il vero valore del prodotto.

La collezione Freak è ancora davvero “freak”?

Perché se nel 2001 la prima Freak sembrava arrivare direttamente dal futuro, oggi il mondo dell’alta orologeria è molto diverso. Negli ultimi anni abbiamo visto crescere la diffusione di tourbillon, movimenti sempre più scheletrati, casse innovative e soluzioni estetiche che cercano di catturare l’attenzione al primo sguardo.

In questo scenario, la Freak X riesce ancora a essere qualcosa di veramente speciale?

La risposta è sì! Il nuovo calibro UN-232, la cassa completamente riprogettata, il passaggio a una costruzione monoblocco, l’introduzione dello scappamento DIAMonSIL, del micro-rotore in oro rosa, della corona a vite, dell’impermeabilità di 100 metri e del sistema di cinturini intercambiabili raccontano che, venticinque anni dopo, il Freak può ancora essere un orologio del futuro.

A cura di Alessandro Castagna


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