Tutti gli anniversari e ricorrenze dell’orologeria nel 2026

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18 Febbraio 2026
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Nell’orologeria, il futuro guarda spesso indietro. Non per nostalgia o mancanza di idee, ma perché il tempo, per sua natura, ama ripetersi. Anniversari, ricorrenze e numeri tondi diventano così potenti dispositivi narrativi: occasioni per le Maison di rileggere la propria storia, riaffermare un’identità, talvolta ricalibrarla, introducendo cambiamenti e migliorie.

Lo scorso anno le Maison hanno celebrato ricorrenze importanti (come 250 anni di Breguet, 150 di Audemars Piguet, fino ai 270 di Vacheron Constantin) con collezioni memorabili; al tempo stesso, non tutte le date simboliche si sono tradotte in modelli celebrativi (basti pensare al 70° anniversario del Rolex GMT-Master, rimasto in sordina).  

Come il 2025, il 2026 si preannuncia un anno particolarmente denso, non tanto per la quantità di anniversari, quanto per la loro importanza simbolica. Dai cento anni di Tudor ai cinquanta del Nautilus, passando per il bicentenario di Gallet e alcune icone Rolex che raggiungono età importanti, il calendario sarà costellato di appuntamenti.

Con queste premesse, cosa aspettarsi dal 2026?

Cinquant’anni del Nautilus

Nel 1976, quattro anni dopo il Royal Oak, Patek Philippe presenta il Nautilus. Un orologio sportivo in acciaio con bracciale integrato e lunetta ottagonale, disegnato (come il suo predecessore) da Gérald Genta e accolto con la stessa diffidenza. Cinquant’anni dopo, il Nautilus è invece un simbolo indiscusso di innovazione, tra i segnatempo più importanti dell’orologeria moderna e tra i più ambiti del mercato, soprattutto nella versione in acciaio ref. 5711 con indicazione di ore, minuti e data.

Patek Philippe Nautilus ref. 3700/1 Gubelin (Credits: Menta Watches)

Dalle ultime dichiarazioni del presidente Thierry Stern, che ha più volte ribadito come l’acciaio non sia una priorità in questo momento, è verosimile immaginare che un’eventuale riedizione per l’anniversario sarà in altri materiali.

Trent’anni del Vacheron Constantin Overseas

Presentato nel 1996 come erede del leggendario Vacheron Constantin 222 del 1977, l’Overseas nasce in risposta alla nuova categoria degli sportivi di lusso con bracciale integrato inaugurata pochi anni prima dal Royal Oak e dal Nautilus.

Con la sua lunetta ispirata alla croce di Malta, il bracciale integrato e un’estetica solida ma raffinata, l’Overseas ha progressivamente assunto un’identità autonoma all’interno del catalogo di Vacheron Constantin. Dopo la prima generazione degli anni Novanta, la collezione viene profondamente aggiornata nel 2004, con linee più robuste e una presenza al polso più marcata.

È però nel 2016, in occasione del ventesimo anniversario, che l’Overseas compie il salto definitivo: nuova architettura della cassa, bracciale riprogettato, sistema di intercambiabilità rapida tra bracciale e cinturini e, soprattutto, l’introduzione sistematica di movimenti di manifattura visibili attraverso il fondello in vetro zaffiro. Da quel momento la collezione si è articolata in modo coerente, includendo modelli solo tempo, cronografi, dual time e versioni ultrapiatte con calendario perpetuo, fino ad arrivare a interpretazioni in titanio che hanno rafforzato il suo posizionamento sport-chic di alta gamma.

Il 2026 segnerà i trent’anni dell’Overseas: una ricorrenza significativa per una linea che oggi rappresenta il volto più dinamico della Maison ginevrina. Sarà l’occasione per una quarta generazione completa o per un aggiornamento mirato?

Tutti i compleanni di Rolex nel 2026

Per Rolex il 2026 è un anno pieno di appuntamenti. Cento anni dall’Oyster, settanta da due pilastri come Milgauss e Day-Date, entrambi introdotti nel 1956.

Rolex Bubbleback 3131, uno fra i primi Rolex ad avere la cassa Oyster.

L’Oyster, primo orologio da polso impermeabile e antipolvere del marchio, e uno dei primi in assoluto nella storia dell’orologeria, è il fondamento concettuale di Rolex, concretizzato in un’idea di affidabilità che ha definito l’intero linguaggio della corona.  

Uno dei rarissimi Milgauss 6543 ad oggi esistenti.

I primi prototipi del Milgauss (ref. 6543) destinati ai test del CERN risalgono già nel 1954, ma la comunicazione ufficiale di Rolex considera la ref. 6541 del 1956 il primo modello di produzione. Soprattutto alla luce delle recenti innovazioni tecniche del marchio in tema di anti-magnetismo, come lo scappamento Dynapulse, il Milgauss potrebbe offrire margini di manovra più ampi per reinterpretazioni e ritorni.

Uno dei primi esemplari di Day-Date ref. 6511 in oro giallo (Credits: Rolex)

Dello stesso anno è il Rolex Day-Date, primo orologio da polso a indicare il giorno della settimana per esteso, con finestra arcuata a ore 12 e data a ore 3. Ideato fin dall’inizio esclusivamente in metalli preziosi, rimane oggi uno dei modelli più iconici e longevi di Rolex. L’ultimo aggiornamento sostanziale risale al 2015, con il lancio del Day-Date 40 e dei movimenti di generazione 32xx.

Il 50° anniversario dell’Heuer Monza

Il TAG Heuer Monza debutta nel 1976 con una caratteristica cassa nera “C-shaped” e un movimento automatico. Nasce per celebrare il successo storico della Ferrari nel Campionato Costruttori di Formula 1, a distanza di oltre un decennio dall’ultimo titolo.

Il Tag Heuer Monza

La cassa in metallo e il calibro 15, al posto del calibro 12, contribuirono a posizionare il modello come relativamente accessibile. Rieditato e rivisto più volte nel corso degli anni, l’ultima interpretazione è il Monza Flyback Chronometer in carbonio con quadrante scheletrato. Quale sarà la versione pensata per festeggiare il suo primo mezzo secolo?

Il 200° anniversario di Gallet: due secoli di storia e una seconda possibilità

Tra le ricorrenze del 2026 cade il bicentenario di Gallet, entrata nella storia quando uno dei suoi cronometri fu utilizzato per il primo volo motorizzato dei fratelli Wright.

Fondata nel 1826 da Julien Gallet a La Chaux-de-Fonds, la maison è stata per decenni un nome di riferimento nel mondo dei cronografi professionali, prima di scivolare nell’inattività nell’era post-quarzo. I duecento anni diventano un’occasione intelligente per un rilancio credibile del marchio, oggi sotto l’egida di House of Brands di Breitling, insieme a Universal Genève (che ha acquisito Gallet nel 2023 per circa 65 milioni di franchi svizzeri).

Gallet Multichron 30M “Clamshell”, la referenza più iconica del marchio francese.

La nuova strategia del gruppo, comunicata dal CEO di Breitling Georges Kern lo scorso 19 novembre in occasione della Dubai Watch Week, pensa ai tre marchi per tre diverse fasce di prezzo distinte: Universal Genève si posiziona al vertice dell’ultra-lusso; Breitling copre il segmento centrale; Gallet è invece destinato all’ingresso nel mondo dell’orologeria.

L’eredità di Gallet è sorprendentemente contemporanea e se ben interpretata, potrebbe colmare uno spazio sempre più difficile da riempire, cioè quello dell’orologeria professionale a prezzi di listino accessibili.

Il 100° anniversario di Tudor

Nel 1926 Tudor nasce per volontà di Hans Wilsdorf (fondatore di Rolex) come alternativa più accessibile a Rolex. Pur mantenendo elevati standard qualitativi, utilizzando casse e corone Rolex abbinate a movimenti di provenienza esterna, ha impiegato decenni per emanciparsi davvero dalla casa madre.

Uno dei primi Tudor, prodotto pochi anni dopo la fondazione della Maison, il Tudor “Catanach’s”.

Negli ultimi quindici anni Tudor ha progressivamente ridefinito il proprio posizionamento. Collezioni come il Black Bay, con le sue lancette Snowflake introdotte già alla fine degli anni Sessanta, hanno trasformato un codice tecnico in un segno identitario forte e immediatamente riconoscibile. L’introduzione dei movimenti di manifattura e l’apertura, nel 2021, del sito produttivo di Le Locle condiviso con Kenissi hanno consolidato una credibilità tecnica che oggi non necessita più di paragoni.

Il centenario rappresenta quindi meno una celebrazione nostalgica e più la conferma di un percorso compiuto: da marchio “accessibile di Rolex” a brand con una propria coerenza stilistica, un pubblico distinto e un ruolo ben definito nel segmento sportivo contemporaneo. Resta da capire se Tudor sceglierà di sottolineare la ricorrenza con una riedizione simbolica, un richiamo agli archetipi Submariner anni Cinquanta-Sessanta o, al contrario, con un progetto capace di sintetizzare il secolo appena trascorso in una visione più attuale.

Trent’anni di Parmigiani Fleurier

Nel 1996, Michel Parmigiani, già allora orologiaio di grande reputazione, fonda il proprio marchio grazie al supporto della famiglia Sandoz. Il debutto, ambizioso, prevede una collezione di 52 referenze, tra modelli semplici e complicati. Il Toric QP Rétrograde, primo orologio da polso del marchio, definisce alcuni dei codici estetici distintivi della maison, mentre il calibro di manifattura PF110 dell’Ionica Hebdomadaire impressiona da subito il settore per la riserva di carica di otto giorni.

Nel 2026 Parmigiani Fleurier celebra il trentennale della sua fondazione: tre decenni in cui il marchio ha saputo coniugare restauro orologiero, innovazione tecnica e design elegante, diventando un punto di riferimento per gli appassionati più attenti alla meccanica e alla raffinatezza estetica. I modelli storici come il Tonda e il Toric sono stati nel tempo reinterpretati con complicazioni originali, quadranti ricercati e materiali innovativi, consolidando un linguaggio riconoscibile e coerente.

Uno fra i primi orologi disegnati da Michel Parmigiani, il Toric Memory Time. (Credits: Antiquorum)

La collezione Tonda, in particolare, incarna questa evoluzione: dal classico Tonda 1950 con le sue proporzioni pure e il micro‑rotore elegante, alle versioni più complesse come il Tonda PF Split‑Seconds Chronograph e il Tonda PF Flying Tourbillon, che dimostrano la padronanza di complicazioni di alta orologeria senza rinunciare a sobrietà e equilibrio estetico.

Questo anniversario diventa così non solo un’occasione per celebrare la storia di Parmigiani Fleurier, ma anche per riaffermare la sua identità nel panorama contemporaneo dell’orologeria indipendente, dove l’eccellenza tecnica si unisce alla poetica della forma.

Il 180° anniversario di Ulysse Nardin

Fondata nel 1846 a Le Locle, Ulysse Nardin costruisce la propria reputazione sui cronometri marini di alta precisione adottati dalle marine militari di tutto il mondo. Questa eredità nautica continua ancora oggi a definire l’identità della manifattura e convive con una vocazione sperimentale che fin dagli anni Ottanta ha portato il marchio a essere tra i pionieri nell’uso del silicio.

Il 2026 segna i 180 anni di una storia straordinaria, in cui Ulysse Nardin ha saputo trasformare strumenti di precisione in icone del lusso contemporaneo. Dai cronometri marini ai Freak, modello rivoluzionario e pietra miliare dell’orologeria degli ultimi decenni, il marchio ha sempre saputo alternare rigore tecnico e audacia creativa.

Il primo della collezione, il 2001 Ulysse Nardin Freak 1 in oro bianco.

Lanciato nel 2001 come “laboratorio al polso”, il Freak elimina corona, quadrante e lancette tradizionali per utilizzare il movimento stesso come indicatore del tempo, impiegando componenti in silicio e sistemi innovativi come il meccanismo di avvolgimento Grinder che ha influenzato l’intero settore. Versioni recenti come il Freak ONE, vincitore al Grand Prix d’Horlogerie de Genève 2023, e le varianti Freak X, Freak S e Freak Vision testimoniano l’evoluzione di questo concetto rivoluzionario e la capacità della Maison di rinnovarsi pur restando fedele alla propria identità pionieristica.

Questo anniversario permette di celebrare un patrimonio fatto di innovazione continua, savoir-faire tradizionale e design distintivo, confermando la capacità della Maison di guardare al futuro senza dimenticare le radici nautiche che ne hanno scritto la leggenda.

Conclusioni

Nell’orologeria, celebrare significa quasi sempre reinterpretare. Alcuni marchi sceglieranno la strada della riedizione filologica, altri quella dell’innovazione tecnica, altri ancora useranno l’anniversario come pretesto per consolidare un’identità già forte. Non tutte le date si tradurranno necessariamente in modelli celebrativi ma tutte rappresentano un’opportunità per ribadire cosa rende un’icona tale e perché continui a esserlo.

Guardando oltre il 2026, il calendario continuerà a offrire appuntamenti significativi, ma difficilmente con la stessa concentrazione simbolica. Il 2027 porterà con sé ricorrenze importanti, tra cui i 270 anni di Jaeger-LeCoultre e i 140 anni di Bulgari, mentre il 2028 segnerà i 190 anni di Patek Philippe. Saranno anni forse meno “tondi”, meno immediatamente spettacolari sul piano numerico, ma non per questo privi di potenziale narrativo.

Perché se è vero che le cifre tonde funzionano come catalizzatori mediatici, è altrettanto vero che l’orologeria non vive di sole ricorrenze. Le Maison più solide hanno dimostrato di saper creare attesa anche in assenza di anniversari ufficiali. E forse è proprio questo il punto: non saranno solo i calendari a determinare l’intensità dei prossimi anni, ma la capacità dei marchi di trasformare il tempo, ancora una volta, in racconto.


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