Audemars Piguet E il Primo Orologio Da Polso Automatico con Tourbillon

Scritto da:Federico Chiesa|
9 minuti

Per chi ha una conoscenza limitata del fantastico mondo dei segna-tempo, Audemars Piguet spesso si identifica con il Royal Oak. Le icone, come spesso accade, finiscono per eclissare tutta una storia. Proprio per questo, oggi vi porteremo a scoprire una piccola perla, una pietra miliare della maison di “Le Brassus”: il primo orologio da polso con Tourbillon automatico della storia (ref. 25643, cal 2870).

Audemars Piguet ref. 25643, primo automatico da polso Tourbillon della storia. Appoggiato sopra un estratto

Il contesto storico

Possiamo dire con estrema certezza che il ventennio successivo al 1969, anno in cui Seiko commercializzò il primo movimento al quarzo, non fu un periodo florido, per usare un eufemismo. Nonostante ciò, la maison elvetica non perse il suo spirito innovatore che portò ad esempio alla commissione di un orologio sportivo di lusso ad un certo Gerald Genta

Questa predisposizione della maison a scelte dettate da ferree convinzioni, diedero poi seguito ad altre finezze tecniche ed estetiche. Il connubio fra le due diede alla luce, nel 1986, questo splendido esemplare di Tourbillon Automatico, il primo del suo genere ad essere concepito per la vendita al pubblico.

AP ref. 25643 appoggiato sul lato visto quindi in orizzontale

Perché è così speciale?

L’Audemars Piguet 2870 viene spesso nominato menzionando il numero del calibro, invece di usare la referenza 25643. Questo modo inusuale di nominare un orologio è generato dal fatto che l’innovazione tecnica che è stata proposta è di tale importanza da non poter essere messa in secondo piano. 

Le lancette di questo stupendo orologio, infatti, sono mosse dal primo meccanismo automatico con tourbillon ad essere stato prodotto e commercializzato in serie per un orologio da polso. Ad oggi, inoltre, questo tourbillon è il più piccolo che sia mai stato creato.

Zoom-in sul Tourbillon ad ore 11 dell'AP ref. 25643

Il calibro 2870, che venne introdotto sul mercato nell’aprile del 1986, è spesso solamente 4,8 mm, qualcosa di pazzesco anche per gli standard di oggi.

Oltre alla sua sottigliezza, questo segna-tempo è rimarchevole proprio per la serialità. Le altre maison de l’haute horlogerie, infatti, produssero anch’esse dei calibri di tutto rispetto, ma essi furono prodotti per singoli esemplari da esposizione o come produzione limitata per una cerchia ristretta di clienti.

Questo orologio però, a dispetto di tutti gli altri, contiene il primo tourbillon con una gabbia composta interamente di titanio. Il movimento utilizza un esclusivo sistema di avvolgimento a “martello” (precluso l’uso di un rotore a pieno diametro del movimento), in cui un peso di platino-iridio oscilla attraverso un piccolo arco anziché un cerchio completo.

Il risultato? Un peso di 0,314 g e l’onore di essere stati i primi ad usare il titanio per un Tourbillon.

L’occhio vuole la sua parte

Questo, però, non è un orologio adatto solo all’analisi tecnica. Ad uno sguardo, diciamo così, più artistico, l’orologio rievoca una simbologia di origine ancestrale, che penetra immediatamente nelle trame più recondite dell’Io.

Possiamo notare, infatti, come il quadrante, in oro 18 carati, metta in risalto l’anima pulsante dell’orologio. In alto a sinistra, a ore 11, troviamo il Tourbillon che con i suoi raggi dorati, ottenuti a regola d’arte dal quadrante, irradia tutto il sipario dove troviamo dei punti dorati con la funzione di indici.

AP ref. 26543 quadrante dorato con strisce a raggiera che partono dalla finestra del Tourbillon

Si tratta di una simbologia regale e divina, di provenienza egizia. Possiamo notare che nell’immagine riportata qui sotto, raffigurante una reliquia egizia, la regina Nefertiti è illuminata dal sole, il dio Aton, adorato per le sue proprietà vivificanti e onnipresenti.

Geroglifici Egizi raffiguranti una dea illuminata dal sole.

Una soluzione stilistica ambiziosa, che dà il giusto peso e la giusta importanza al magistrale lavoro degli orologiai di Audemars Piguet.

A ore 6, infine, troviamo il sopracitato peso oscillante, con le iniziali AP. Un’altra particolarità, che un occhio esperto avrà già notato, sta nel fatto che non c’è una corona di carica.

L’orologio, infatti, può essere fatto oscillare delicatamente per caricare la molla e l’impostazione delle lancette avviene tramite una piccola corona piatta inserita nel fondello.

Conclusioni

Audemars Piguet è la sintesi del connubio tra innovazione e gusto. E perché no, anche un po’ di follia. Quella sana follia che porta a superare i propri limiti, ad anticipare i tempi e che, come hanno dimostrato con il Royal Oak e con il Tourbillon più fine della storia, può portare alla gloria.

La storia di Audemars Piguet, come di altre maison, porta sempre una boccata di ottimismo. Essa si sintetizza nell’augurio di credere in sé stessi e nelle proprie idee, anche quando sono giudicate pazze o impossibili, solamente perché si sono anticipati i tempi. 

Un orologio fantastico, in cui si sposano gusto e tecnica, tanto importante quanto fraglie. Un po’ come tutte le cose belle.

Per scoprire di più sui Tourbillon di Audemars Piguet visitate il loro sito ufficiale.

Autore: Federico Chiesa

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È la penna dal tocco artistico e dal gusto sofisticato. Spesso colleziona indagini dal taglio storico, riguardanti eventi connessi al mondo dell’orologeria, mescolando con dovizia documenti d’archivio e deduzioni personali. Formatosi nel mondo economico e delle scienze umane, cerca sempre di scoprire il valore dei segnatempo, in termini di innovazione e di risposta ai bisogni, che siano essi pratici od estetici.
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