Le quattro nuove proposte di Chopard per Watches & Wonders 2026

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14 Aprile 2026
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A Watches and Wonders 2026 Chopard torna a giocare con i suoi modelli identitari, impossibili da abbandonare. Le nuove proposte sono quattro, le linee quelle di sempre, già confermate nelle edizioni del 2024 e del 2025:  Alpine Eagle, L.U.C, Happy Sport e Heure du Diamant.

Quattro nuove interpretazioni che attraversano con naturalezza il confine tra orologeria e alta gioielleria, due mondi che da sempre convivono nell’identità della Maison e che oggi trovano forme ancora più compiute. Da un lato calibri che celebrano i trent’anni della manifattura L.U.C, dall’altro superfici in cui diamanti, madreperla e onice diventano elementi costruttivi del progetto.

Scopriamoli insieme più da vicino!

Il nuovo Alpine Eagle 41 XPS

Quando nel 1980 Karl-Friedrich Scheufele sviluppa il St. Moritz, l’intenzione era proporre un orologio sportivo in acciaio che riflettesse uno stile di vita preciso, legato all’ambiente alpino e a un’idea di eleganza senza tempo. La riedizione contemporanea, l’Alpine Eagle, nasce molti anni dopo e continua ancora oggi a essere il laboratorio sportivo della Maison. Per ottenere una sportività non più legata alla robustezza ma alle proporzioni, il nuovo Alpine Eagle 41 XPS interviene sullo spessore, che è il punto più sensibile della collezione. Gli 8 mm complessivi, su 41 mm di diametro, modificano in modo concreto la percezione dell’orologio, soprattutto in relazione all’apertura del quadrante e alla distribuzione delle masse.

Il quadrante Mountain Glow – che, citando la Maison, ricorda i riflessi morbidi della luce che all’alba sfiora le vette innevate –  introduce una variazione significativa rispetto alle palette più fredde e compatte viste nel 2024 e nel 2025. Il tono champagne, ottenuto per via galvanica, lavora in combinazione con la decorazione radiale a iride d’aquila, amplificando la riflessione della luce più che il contrasto. Gli elementi funzionali – indici, numeri e lancette – sono in oro bianco etico con Super-LumiNova® X1, soluzione ormai standard per la collezione.

Il calibro L.U.C 96.40-L, spesso 3.30 mm, resta uno dei movimenti automatici sottili più equilibrati in produzione. Il micro-rotore in oro 22 carati, decentrato, lavora su due bariletti sovrapposti secondo la logica della Chopard Twin Technology, con un’erogazione di energia più regolare e una riserva di carica di 65 ore. La frequenza è di 4 Hz, con stop-second e regolazione fine tramite collo di cigno.

La presenza simultanea di COSC e Poinçon de Genève non è solo un dato di prestigio, ma consente a un orologio sportivo in acciaio di posizionarsi in un territorio normalmente riservato all’alta orologeria classica. Infatti il Poinçon de Genève, applicato sia al calibro sia all’orologio finito, impone criteri che riguardano finiture, montaggio e origine geografica e su un orologio in acciaio implica un livello di lavorazione particolarmente elevato, soprattutto sugli smussi e sulle superfici lucidate.

Il bracciale è stato rivisto in modo sostanziale rispetto alle versioni precedenti: la rastremazione dei primi elementi è più marcata, le maglie in prossimità della chiusura sono assottigliate e il sistema di estensione integrato consente una regolazione tra 2.5 e 5 mm, soluzione che era già comparsa nel 2025 sul Platinum XP CS, ma che qui è integrata in una struttura più sottile e coerente con il profilo complessivo dell’orologio.

Il nuuovo Happy Hearts 2026 con cinturino in denim

Quando Chopard introduce la collezione Happy Sport nel 1993, l’idea – fortemente voluta da Caroline Scheufele, oggi CEO della Maison – di inserire diamanti mobili in un orologio in acciaio rompe la convenzione precisa che separava nettamente gioielleria e orologeria. Non è un gesto decorativo, ma un cambio di prospettiva importante, che oggi si riconferma valido. Da allora, quel modello senza tempo, ha saputo reinventarsi, di anno in anno, con la stessa dose di fascino e di eleganza.

Il nuovo Happy Hearts resta fedele a questa intuizione, concentrando le novità sulla composizione visiva. Rimane invariata la cassa da 33 mm in Lucent Steel™ con le solite proporzioni consolidate (10,84 mm di spessore), ma il quadrante sfrutta una base in madreperla bianca per accogliere due cuori mobili: uno neutro, l’altro costruito su un dégradé sui toni del rosa che attraversa sfumature più sature e più tenui, dal malva al viola. Il passaggio cromatico è continuo e leggibile anche in movimento, e diventa l’elemento dominante rispetto ai tre diamanti mobili, altro elemento tipico della collezione.

Il calibro 09.01-C rimane invariato. È un automatico da 20,40 mm di diametro e 3,65 mm di spessore, con 27 rubini, frequenza a 25.200 alternanze/ora e 42 ore di riserva di carica. Non è un movimento progettato per prestazioni estreme, ma per stabilità e compattezza, e continua a funzionare bene in questo contesto.

La scelta del cinturino in denim, invece, è più significativa di quanto possa sembrare, perché introduce un elemento materico che sposta l’orologio verso una dimensione meno formale rispetto a configurazioni più classiche viste negli anni precedenti, coerente con l’idea originaria della collezione.

L.U.C 1860 Chronometer

Il nuovo L.U.C 1860 Chronometer è il pezzo più direttamente legato alla storia recente della Maison, pensato per i 30 anni della Manifattura Chopard a Fleurier. L’intera collezione L.U.C. nasceva nel 1996 per dotare la maison di una vera manifattura capace di produrre internamente movimenti di alta orologeria

Le dimensioni – 36,5 mm per 8,2 mm – restano quelle originarie, così come l’impostazione generale del quadrante, realizzato in oro bianco e guilloché a mano su torni d’epoca, ma con un nuovo colore Areuse Blue. La combinazione tra motivo radiale e anelli concentrici unita alla lavorazione su torni d’epoca, completamente eseguita a mano, costruisce una profondità che i processi industriali non possono replicare.  La minuteria satinata, gli indici a chevron e le lancette Dauphine completano un insieme leggibile senza sovraccarichi.

L’assenza della data, rispetto ad alcune configurazioni più recenti, riporta il modello a una maggiore simmetria. I piccoli secondi a ore 6 restano l’unica complicazione visibile.

Il movimento è anche per questo modello il L.U.C 96.40-L, con entrambe le certificazioni COSC e Poinçon de Genève, con le implicazioni già viste sull’Alpine Eagle.

A completare l’orologio, un cinturino in pelle di vitello grigio, con fibbia ad ardiglione in acciaio.

L’Heure du Diamant: costruzione per contrasto

Nel nuovo L’Heure du Diamant il tempo prende forma attraverso la materia. La cassa coussin in oro bianco etico 18 carati – di 30,5 mm per lato, con uno spessore di 9,3 mm – racchiude un quadrante in onice nero, compatto e profondo, che assorbe la luce creando una base uniforme e senza texture.

Su questa superficie si sviluppa la lunetta con 4,40 carati di diamanti, incastonati secondo la tecnica serti couronné. Le griffe a V lasciano entrare la luce lateralmente, generando una brillantezza diffusa e continua. I quattro indici principali sono anch’essi diamanti, e le lancette in oro bianco sono incastonate con pietre taglio brillante.

Il calibro automatico 09.01-C è lo stesso dell’Happy Hearts con gli stessi dati tecnici – 148 componenti, 42 ore di riserva di carica, 3.5 Hz  – ma qui completamente subordinato alla costruzione estetica. Il cinturino in alligatore nero con fibbia in oro bianco e diamanti completa un insieme in cui ogni elemento lavora sulla relazione tra assorbimento e rifrazione.

Conclusioni

Le quattro proposte Chopard per Watches and Wonders 2026 sono un’estensione coerente di un linguaggio ormai chiaramente definito. Non ci sono cambi di direzione, ma un lavoro di affinamento che interviene sulle proporzioni, sulla costruzione delle superfici e sul modo in cui i materiali dialogano con la luce.

L’Alpine Eagle continua a spingere la collezione verso una sportività dove la sottigliezza del profilo e la precisione del calibro L.U.C 96.40-L diventano parte integrante della stessa idea progettuale. Il L.U.C 1860 Chronometer, invece, ribadisce la centralità della manifattura di Fleurier, riportando il discorso sull’essenzialità del segnatempo classico, costruito attorno al gesto del guilloché e a una nozione di purezza formale.

Con Happy Hearts, la dimensione più giocosa della Maison si concentra sulla superficie: il movimento dei cuori e dei diamanti è ancora una forma di scrittura visiva del tempo, mentre L’Heure du Diamant porta questa relazione tra luce e materia al suo punto più estremo, dove l’orologio si avvicina alla struttura del gioiello senza perdere la propria identità meccanica.

Una continuità più precisa: quella di una Maison che, proprio nell’equilibrio tra orologeria e gioielleria, continua a definire la propria posizione.ù


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