La guida completa al Patek Philippe 5970 in tutti i suoi metalli

Scritto da:Andrea C.|
9 minuti

Abbiamo avuto la fortuna di vedere quattro Patek Philippe 5970 sullo stesso tavolo durante una piacevole visita dai nostri amici di Verga Vintage. Un’occasione così non accadeva dal 2016!

Volete sapere perché è così speciale questa storia, e ancor di più questo orologio? Mettetevi comodi…

Tutti I Patek Philippe 5970

Genesi

Immagina di camminare per Milano in un giorno di primavera, con l’idea che qualcosa ti stupirà. Entri in un negozio di orologi e inizi a chiacchierare, mostri la tua conoscenza e, tra una tazza di caffè e una referenza, ti viene detto che c’è qualcosa di speciale, se lo vuoi vedere.

Acconsenti, e ti trovi di fronte una tra le referenze più ambite di Patek Philippe. Te ne aspetti un pezzo, e arriva. Poi un altro, e poi altri due. Tutte le versioni disponibili al pubblico sono su un unico tavolo. Possiamo dire che è la tua giornata fortunata.

Ecco, a noi è andata più o meno così… E se già vedere oro rosa, bianco, giallo e platino Patek in uno stesso luogo è un’impresa, è ancora più raro che quattro calendari perpetui cronografi di questo “calibro” vengano tutti stesso collezionista e, prima ancora, dallo stesso venditore.

La prima sfida per il giovane Thierry Stern

Il 5970 ha un ruolo importantissimo anche a livello storico. Prima dell’uscita, alle redini della maison c’era Philippe, erede della famiglia Stern, la quale durante la crisi degli anni ’30 acquisì Patek Philippe salvandola da quella che poteva essere la sua fine.

Philippe e Thierry

Come tutte le aziende a conduzione familiare, prima o poi arriva il momento più delicato: il passaggio generazionale. Il 5970 fu la alla prova sottoposta da Philippe al figlio Thierry, a cui ne fu affidato lo sviluppo.

Questa referenza doveva essere la sostituzione del 3970, che di per sé era già perfetto. La sfida era quindi quella di proporre un calendario perpetuo cronografo in chiave moderna, nelle misure più adatte a un pubblico giovane e alla nuova era dell’orologeria.


Il Calendario Perpetuo Cronografo in Patek Philippe

Se ci sono due complicazioni che fanno sognare i collezionisti in casa Patek, sono di sicuro il cronografo e il calendario perpetuo. Penso ormai lo sappiate, il primo serve per tener conto dei tempi e calcolare altre grandezze con questi, sia che si parli di una corsa, del battito cardiaco o di una distanza. Il secondo, invece, permette di fare a meno di un calendario cartaceo anche nel caso di anni bisestili. In parole povere, a fare i conti al posto nostro su quanto dura un mese, dicendoci sempre che giorno è oggi, correttamente.

Dai tempi del 1518 (e non parlo della guerra, ma del primo Calendario Perpetuo Cronografo Patek Philippe prodotto in serie), questa combinazione di complicazioni è un grido di battaglia che comunica a tutti la passione di chi indossa al polso qualcosa di simile.

1518 – @Hodinkee

Dal 1518 al 5270, passando per 2499 e 3970, incontriamo tutte referenze considerate un po’ il Santo Graal, che ognuno di noi deve conoscere. E tra queste la 5970 è forse tra le più particolari di Patek Philippe, di sicuro la referenza “moderna” meglio riuscita.


Il Patek Philippe 5970

“Nipote” del 3970 e “padre” del 5270, è un orologio di mezzo, che tanto piace ai collezionisti, soprattutto a noi giovani. La sfida lanciata al giovane Thierry Stern era stata superata con successo! L’orologio era perfetto e il futuro-CEO aveva fatto contenti tutti, compreso il padre.

(Se ve lo ricordate, a questo proposito, avevamo scritto un articolo tempo fa, che potete ritrovare qui.)

Questa nuova referenza unisce i canoni estetici di Philippe e quelli di Thierry, rendendolo unico nel suo genere e nella storia della maison ginevrina. Osservando e studiando gli orologi attuali e quelli passati si potranno via via comprendere tutte quelle scelte differenti che caratterizzavano i design del padre rispetto a quelli del figlio, e viceversa.

Il 5970 ha guadagnato 4mm su quella che era la cassa del suo predecessore, arrivando a 40mm (sebbene il calibro montato sia lo stesso). Rispetto al Patek Philippe 3970, infatti, è più grande, quindi più leggibile, ma non ha perso la sua ergonomia e la sua estrema versatilità al polso. Jackpot, direte voi. E avrete ragione nel dirlo!

Esteticamente è veramente sublime.

Quando si guarda un orologio complicato, la grande sfida è quasi sempre quella di mantenere un’estetica aggraziata e bilanciata, e in questo caso possiamo dire che lo scopo sia raggiunto. Il quadrante è ricco ma non affollato, la scala tachimetrica ha il suo spazio non sacrificato, i contatori sono molto leggibili, giorno e mese (nelle finestrelle) riescono ad alleggerire l’orologio. Anche la cassa, con queste anse imponenti, non stanca, secondo me grazie soprattutto ai tasti, che lo rendono un orologio potenzialmente in grado di passare inosservato.

Fuori dalla sua bellezza, però, questo orologio è noto ai più per essere l’ultimo della dinastia di calendari perpetui cronografi Patek Philippe a montare movimento di derivazione Lemania, e non il calibro di manifattura Patek attualmente in uso sul 5270.

Un’unica serie di casse, un’unica serie di quadranti e quattro metalli: queste le caratteristiche del 5970, prodotto soltanto dal 2004 al 2011. Come si diceva, in ognuna di queste casse, viene alloggiato il calibro CH 27 70 Q, di cui vi lasciamo una foto qui sotto.


I quattro metalli

Siamo finalmente arrivati alla parte più bella: i 4 modelli nel dettaglio.
Prima di proseguire, penso sia degno di nota il sottolinearvi che tutti e quattro gli orologi sono stati acquistati a loro tempo da Orologeria Luigi Verga, e sono tutti tornati in mano alla famiglia Verga.

Hanno compiuto un viaggio assieme a un unico proprietario, che li ha saputi apprezzare e conservare per più di 10 anni. Perché, lo sappiamo, un Patek Philippe non si possiede mai del tutto, ma viene conservato per le future generazioni…

Quattro 5970 assieme non si vedevano dall’asta di Christie’s del 2016… potrete capire l’emozione nel toccarli con mano.

Patek Philippe 5970G (Oro Bianco)

Forse il più difficile di tutti da apprezzare. La combinazione “bianco su bianco” non è oggi troppo gettonata, secondo me un po’ ingiustamente.

Parliamo di un orologio molto complicato, con un quadrante ricchissimo per quanto ben bilanciato, che come tale non può che beneficiare di maggiore leggibilità. E questo bianco con indici e sfere azzurrate, unite a grafiche nere gioca proprio al caso. Certo, il bianco “allarga” un po’ l’estetica complessiva dell’orologio e lo rende sicuramente più appariscente e meno formale ma, se si è giovani, può essere un ottimo approdo nel mondo dei Calendari Perpetui Patek Philippe

Patek Philippe 5970R (Oro Rosa)

Non il più raro, ma forse il mio preferito. Da non-fan dell’oro rosa, questa versione riesce ugualmente a farmi impazzire. È simile all’oro giallo, soprattutto se guardiamo all’abbinamento con il quadrante, ma ha una marcia in più.

A differenza di alcune leghe di “oro rosa” in cui le sfumature rossastre si fanno troppo evidenti, in questo caso l’effetto che se ne trae è più un’allure vintage rispetto alla carica marcata del rosso.

Assieme all’oro bianco, questo 5970 è stato tra i primi due ad essere presentati, rimasti in catalogo fino al 2009.

Patek Philippe 5970P (Platino)

Una versione, una parola: versatilità.
Metallo bianco (il più nobile, possiamo dire) e quadrante nero. Quale combinazione meglio di questa è in grado di accompagnare un uomo in qualsiasi momento della sua vita?!

Non c’è quindi da stupirsi se questo Patek Philippe 5970 è tra i più richiesti. E poi, se non bastasse il quadrante scuro, che sappiamo essere sempre un plusvalore su un chrono, possiamo sempre andare a guardare il Platino. Libro degli orologi, capitolo primo: se è in platino vuol dire che conta qualcosa. Questo materiale è da sempre sinonimo di rarità, e questo vale anche per il 5970.

Nessuno me lo ha chiesto, ma faccio fatica a tenerlo per me: è senza ombra di dubbio la mia variante preferita di questo QP.

È in realtà l’ultima versione prodotta del Patek Philippe 5970, entrata in catalogo nel 2010 e uscita nel 2011 con il termine della produzione. Sempre in platino è anche la versione con diamanti (5971P) introdotta però nel 2007.

Ciliegina sulla torta: è l’unico dei 4 chrono a non avere la scala tachimetrica “interrotta” dalla scritta “Swiss” al 6, e presenta una grafica diversa dagli altri, soprattutto nello spessore della scala dei 60 minuti.


Il Patek Philippe 5970J e il paradosso dell’oro giallo

Chiudi gli occhi e immaginati un Patek Philippe calendario perpetuo cronografo. C’è chi pensa a “oro giallo + quadrante bianco” e chi mente.

Banale, se vogliamo, scontato, classico, cliché. Che sia il lettore a scegliere il termine corretto, tanto, in questo caso, non serve a molto.
È infatti proprio questa versione ad essere la più rara, o almeno la più ricercata. Il trionfo della semplicità, possiamo dirlo.

A dirla tutta, se guardiamo meglio i fatti non è così sorprendente. La versione oro giallo è infatti il (o la, chi può dirlo…) sostituto dei Patek Philippe 5970 in oro rosa e bianco. Arriva in catalogo nel 2009, affiancando il 5971P in solitaria, ma scompare già nel 2010 per lasciare, come visto sopra, il posto al platino.

Se per noi e voi, magari, il 2009 è stato un anno come un altro, per Patek Philippe non possiamo dire lo stesso. Due grandi novità sono infatti rintracciabili nel catalogo della maison: un nuovo calibro cronografico (riservato alla donna, ai tempi) e un nuovo punzone. Come vi abbiamo raccontato tempo fa in questo articolo infatti, il Punzone di Ginevra lascia il posto al Sigillo Patek.

Il pezzo in foto è ancora dotato di Punzone di Ginevra, e possiamo farlo quindi risalire all’inizio dell’anno per questo motivo.


Conclusioni

Ultimo movimento su base Lemania, punzone di Ginevra, primo orologio uscito sotto la direzione di Thierry Stern. Insomma, il 5970 è qualcosa di speciale ed importante per Patek.

Certo, sotto moltissimi aspetti ci dispiace parecchio che sia durato così poco, soprattutto perché è tra i complicati più riusciti della maison, e (a mio avviso) supera il 5270 in termini di portabilità e modernità estetica.

Ciò detto, non possiamo fare a meno di apprezzarlo, e l’occasione di avere le quattro versioni principali tutte assieme e propizie per entrare nella testa della famiglia Stern.
Il susseguirsi dei metalli, i cambi estetici, le scelte di catalogo sono tutti elementi rintracciabili in queste quattro versioni, e apprezzabili a posteriori.

Certo, con questi quattro pezzi non copriamo la totalità della produzione, che vanta anche pezzi unici e versioni con diamanti, ma speriamo di avervi fatto fare un viaggio un po’ retrospettivo nel mondo dei cronografi con calendario perpetuo Patek Philippe.

Ringraziamo la Famiglia Verga per averli venduti a loro tempo, e Verga Vintage per averci dato l’occasione di toccare con mano queste meraviglie, tornate in catalogo nuovamente sotto il nome “Verga”.
Se non ci fossero commercianti con passione, probabilmente questo mondo sarebbe morto, e siamo felici di averli trovati e di aver avuto così modo di portare anche voi a vedere capolavori di questo tipo.

Gli orologi, come l’arte, servono ormai a generare emozioni, e questo avviene solo tramite la condivisione. Se vi siete emozionati, abbiamo raggiunto il nostro scopo.

Un grazie anche ad Orologi&Passioni per avermi permesso di scovare alcune informazioni e curiosità su questo pezzo di storia.

Autore

Andrea C.
Direttore Editoriale
Studente di Ingegneria e appassionato di orologeria da ormai cinque anni, da qualche tempo vive il mondo delle fiere e degli eventi, con precedenti esperienze come redattore ed è attualmente il responsabile dell’online magazine.

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