Guida IWS: I quadranti in pietra Rolex

Scritto da:IWS Team|
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Abbiamo collaborato con Jasper di AmsterdamVintageWatches per offrirvi la guida definitiva ai Rolex con quadranti in pietra, un argomento che spesso crea confusione, ma non al team di AVW!

Prefazione

Ho studiato gemmologia perché ho sempre avuto la passione, fin dall’adolescenza, per gli oggetti unici e naturali. A quanto pare non sono il solo, infatti anche molti marchi di orologi hanno usato pietre preziose per le loro creazioni.

Conosciamo tutti lo zaffiro che è usato nella corona di molti Cartier e sicuramente avrete visto, almeno su instagram, un paio di pezzi con  diamanti incastonati, nella lunetta, negli indici o persino nei bracciali. Per non parlare di quelli con full-pavé. Ma io stesso sono più interessato agli orologi Rolex in cui l’intero quadrante è realizzato con una pietrasemipreziosa“.

Rolex non è l’unico marchio che ha utilizzato quadranti in pietra. Si potrebbe infatti pensare a Piaget, Cartier, Patek; solo per citarne alcuni. Tuttavia, tutto ciò che Rolex fa merita un approfondimento. Con il mio background e la mia formazione, mi sento la persona giusta per presentarvi molteplici esempi e trasmettervi una conoscenza approfondita di questa materia.

Sfortunatamente, c’è molta disinformazione e noi siamo qui per combatterla una volta per tutte.


La storia

L’uso di pietre dure per la realizzazione di quadranti, da parte di Rolex, iniziò negli anni ’70.
Era insolito per i commercianti avere in pronta consegna  Day-Date o Datejust con quadrante in pietra, ma su richiesta potevano ordinarli con costi aggiuntivi, visualizzabili su questa vecchia e rara “Tabella dei codici dei quadranti”.

Con l’introduzione della data a scatto rapido, nel 1978, Rolex ha continuato a usare i quadranti in pietra per le referenze a 5 cifre di Day-Date e Datejust.

Negli anni ’90, altre 2 linee di modelli divennero disponibili con un quadrante in pietra: il Submariner 16618 e il Daytona (solo in metalli preziosi). Anche nel catalogo attuale possiamo trovare Daytona e un paio di Day-Date con quadrante in pietra, ma per ora ci limiteremo a guardare le nostre 10 pietre preferite usate come quadrante nella storia di Rolex.


Le configurazioni

A seconda della pietra e del modello per cui è stato realizzato il quadrante, esistono diverse varietà per quanto riguarda la grafica e l’esecuzione.

Ad eccezione dei Daytona con quadrante in pietra, che non dispongono di alcuna funzione di calendario, negli altri orologi la data e il giorno sono incorniciati con lo stesso materiale della cassa e della corona. Anche il font segue questa configurazione. Ad esempio: in caso di font bianco; la finestrella, la corona e la cassa devono essere realizzate in oro bianco o in platino.

Anche le finestrelle sono interessanti in quanto mostrano lo spessore della pietra. Le aperture sono praticate nella pietra, proprio come i fori per fissare il logo ed eventualmente gli indici.

Ho detto “eventualmente”, poiché ci sono molti esempi di quadranti in pietra che non presentano alcun indicatore. Alcuni hanno solo un 6 e un 9, con un diamante, o un indice di diamanti. Indipendentemente da ciò, non troviamo alcun utilizzo di materiale luminoso sulla pietra. Tuttavia, i primi esemplari presentano la dicitura “T swiss T” a ore 6, dove la “T” sta per Tritium (trizio).

I quadranti in pietra sono solitamente (non sempre) dotati anche di un gioco sfere “chiuso”. Rolex ha semplicemente utilizzato lo stesso cliché dei quadranti normali  per timbrare la pietra, proprio come i quadranti ‘No lume’ che sono timbrati con una T.

Successivamente, i quadranti in pietra Rolex, sono passati ad avere solo la scritta ” Swiss” e, gli ultimi esemplari (così come i “service”), riportano “Swiss made “.

Pietre

Onice

Cominciamo con la variante meno rara ma probabilmente più amata: i Rolex con quadrante in Onice.

Questo minerale è una varietà di calcedonio che in realtà è stratificato ed è infatti possibile visualizzare su questo delle occlusioni di una vasta gamma di colori. Eppure Rolex ha utilizzato esclusivamente le parti più nere.

L’Onice è una pietra diffusa soprattutto sui quadranti senza indici del Day-Date e del Datejust. Rolex successivamente ha aggiunto la possibilità di avere un quadrante in onice con 6 e 9 con diamanti incastonati o con tutti gli indici in diamanti.

Un Rolex con quadrante Onice spesso dimenticato è il 16618. Come per tutti i Rolex vintage, bisogna prestare attenzione ai dettagli poiché la variante in pietra dura di questo Submariner viene facilmente scambiata per un normale quadrante nero 16618. Sebbene l’Onice rifletta la luce in modo diverso dalla semplice lacca nera, per non correre rischi possiamo identificarlo dalla presenza dell’apertura della data incorniciata.


Lapislazzuli

Un’altra esecuzione frequente e, rispetto ad alcuni quadranti in questo elenco, meno rara, è realizzata in lapislazzuli.

Ha le stesse possibilità di configurazione dell’Onice ma tende ad essere leggermente più prezioso. Il colore blu di questa pietra è molto intenso e salta davvero all’occhio quando viene utilizzato sul quadrante. Rispetto ai quadranti in Onice, ci sono molte inclusioni principalmente bianche e gialle. Il lapislazzuli è fatto di lazurite e, oltre alla sodalite, contiene spesso calcite (bianca) e pirite (gialla). Questo mix si traduce in un quadrante decisamente divertente.

Proprio come l’Onice, anche il Sub in oro conosce un’edizione rara con quadrante in questa pietra. Ma il modello sportivo che sorprende davvero, almeno quando si tratta di prezzo, è il Rolex Daytona con quadrante Lapislazuli. Un esemplare unico in platino è stato venduto da Sotheby’s nel 2020 e a un prezzo record di oltre 3 milioni di dollari commissioni comprese. Poco dopo, questa casa d’aste ha nuovamente annunciato la vendita di un Daytona Zenith, probabilmente unico, con quadrante in lapislazzuli questa volta in oro giallo. Per motivi sconosciuti questo lotto è stato ritirato.


Malachite

La malachite è stata utilizzata per molti oggetti decorativi nella storia antica in quanto ha un colore verde vivace. Diverse sfumature a bande corrono sul quadrante, un po’ come onde verdi.

Le varietà Day-Date sono sempre prive di indici, quindi si possono davvero apprezzare e godere al meglio tutte le sfumature delle pietre. L’uso della malachite da parte di Rolex si è rivelato persistente in quanto è stato utilizzato dalla metà degli anni ’70 fino ad oggi, ma solo per il Day-Date e il Datejust.


Occhio di tigre

Insieme all’onice, al lapislazzuli e alla malachite, sono fra le pietre più comunemente utilizzate per Day-Date e Datejust.

L’effetto speciale di questa varietà di quarzo è il suo riflesso, ottenuto dalla struttura fibrosa del minerale. La luce si riflette in diverse angolazioni in modo simile alla seta. Inutile dire che questo gioco di sfumature crei un effetto da togliere il fiato.

A differenza delle pietre precedenti, i quadranti occhio di tigre sono stati montati esclusivamente su oro giallo, che fosse Datejust o Day-Date, e sempre senza indici.

Quindi un quadrante marrone / giallastro con lancette dorate e senza indici…non è molto leggibile. Ma a chi importa realmente dell’ora in questi casi?!

Credits: Rolex Passion Market

Pirite

La pirite è stata aggiunta piuttosto tardi all’ “arsenale” dei quadranti in pietra Rolex.
Infatti, se andate a vedere, non viene nemmeno menzionata nella tabella dei codici dei quadranti degli anni ’80.

In effetti, sono noti solo 2 Day-Date con questo interessante quadrante, entrambi con 10 indicatori  in diamanti e realizzati in oro giallo.

La pirite è un minerale solfuro che può essere instabile quando trovato sulla superficie terrestre. In passato veniva talvolta utilizzato per accendere le prime armi da fuoco, e anche come quadrante… fa scintille.

Poiché ha una lucentezza metallica e una tonalità gialla, è noto come “oro matto”. Potrebbe sembrare in qualche modo simile all’oro ma non lo è per nulla ed in effetti è quasi inutile, ma non quando è incorporato nel tuo Day-Date. Basta guardare la bellezza di questo tipo di quadrante “Milkyway”!


Sodalite

La parte interessante del quadrante in Sodalite è che era riservato (in teoria) ai Datejust in acciaio, dove la maggior parte dei quadranti in pietra sono invece per i Day-Date o Datejust in oro.

Un’altra parte degna di nota è la grafica di questi Datejust in vetro zaffiro. A seconda della tonalità del quadrante, Rolex ha utilizzato il font bianco o nero rispettivamente per la Sodalite blu scura o più chiara.


Howlite

Spesso scambiato per “Marmo”, questo materiale non ha nulla a che fare con quello che si può trovare sul piano del bagno o della cucina.

In effetti, con un valore di 3,5 sulla scala di moh, è molto più fragile delle eccellenze di Carrara.

L’Howlite bianca presenta venature simili a quelle del marmo, in uno spettro di colori che vanno dal grigio chiaro al nero, proprio come nel marmo, creando ogni volta un motivo unico. Secondo la mia ricerca, finora sono emersi 26 quadranti, tutti su Day Date in oro giallo a 5 cifre e con numeri romani.  


Ferrite

Esistono 2 tipi di quadranti in ferrite. La prima serie era realizzata in oro giallo per il Day-Date a 5 cifre e per i Datejusts meno comuni e presentava numeri romani.

L’esecuzione attuale è riservata all’Everrose Day-Date e viene fornita con indici in diamanti, contemporaneamente a brillante, e baguette a ore 6 e 9.

Inoltre, la ferrite è utilizzata esclusivamente a scopi industriali. È molto insolito vederla usata come “pietra”, ma dopo essere stata trattata mostra un’estetica interessante. 


Diaspro

Il Diaspro si propone con una vasta gamma di colori ma Rolex ha utilizzato il verde, il colore più associato al marchio, cosa che negli ultimi anni ha garantito una crescente popolarità a questo quadrante in pietra.

L’esecuzione più popolare è quella senza indici, ma ancora una volta esiste anche una versione con numeri romani e una con diamanti. Di solito si trova su Datejust o Day-Date in oro giallo, ma finora sono stati scoperti anche 2 esemplari di Day-Date in oro bianco con questo quadrante in pietra.

Se si trovano macchie rosse (inclusioni di ematite) allora è indicato come un Bloodstone.


Fossile

I Day-Date con quadrante fossile sono anche chiamati “Jurrasic Parks”, e se non indovinate perché, devo preoccuparmi.

Ne sono noti pochi e sono disponibili in 2 tonalità. La scarsità di questi quadranti in Fossile è dovuta dalla difficoltà del processo di produzione. Si ricava uno strato sottile di fossile, quindi si aggiunge l’incastonatura di 10 diamanti, le cornici dorate per le finestre e la corona, si aggiunge la stampa e si rifinisce. E il tutto va fatto senza rompere la superficie. Questo è anche l’unico quadrante in pietra marchiato “T Swiss made T” quando monta lancette al trizio.

Oltre alle 2 tonalità dei piccoli fossili pietrificati, è stato successivamente aggiunto un quadrante Rolex “Ammonite Fossile”. Questo era sia con indici diamanti, sia di nuovo solo con diamanti al 6 e al 9.

Santo Graal, Unicorno!

Scritto da Jasper Lijfering
Tradotto da Andrea Casalegno

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