L'Evoluzione e la Storia del TAG Heuer Monza

Scritto da:Pietro Pilla|
8 minuti

La versione originale dell’TAG Heuer Monza è stata lanciata nel 1976 in occasione della vittoria del Campionato del Mondo di Formula Uno da parte di Ferrari con Niki Lauda e Clay Regazzoni nel 1975.

Si tratta del primo titolo del Campionato Piloti per il pilota austriaco e il terzo titolo costruttori per la scuderia italiana ma, per narrare la storia di questo leggendario segnatempo, bisogna prima esplorare la straordinaria relazione che ha legato Jack Heuer e Enzo Ferrari.

La Relazione tra Heuer e Ferrari

Entrambi sono stati icone indiscusse nel loro ambito e il loro rapporto ha dato luogo a una delle collaborazioni più note, non solo nel mondo dell’orologeria e dell’automobilismo, ma anche nell’immaginario collettivo.

Heuer fin dal 1911 era associata al mondo delle corse e godeva di ottima credibilità tra i piloti, Jack di formazione era invece un ingegnere elettrico e si occupò dello sviluppo del primo sistema di cronometraggio elettronico dell’azienda di famiglia.

Nel 1971 Enzo Ferrari, che sicuramente necessita di ancora meno presentazioni, convinto che i francesi lo stessero imbrogliando a Le Mans, ci fece installare un sistema di cronometraggio proprio da Heuer.

vintage advertising of a F1 helmet clock from heuer and ferrari

Rifiutandosi poi di pagare, Jack chiese quindi di apporre il simbolo di Heuer sul frontale di ogni vettura e Enzo acconsentì, a patto che la maison svizzera contribuisse anche al pagamento dei piloti.

Ogni pilota avrebbe quindi indossato lo stemma dello scudo in cambio di un orologio in oro e un versamento di 25.000 franchi svizzeri ciascuno. Ebbe così inizio la partnership tra Ferrari e Heuer, a detta di Jack “la miglior azione di marketing della sua vita” infatti, indipendentemente dal risultato ottenuto, Ferrari era sempre sui giornali e ciò significava pubblicità gratuita per il marchio di orologi.

Nel 1972 venne installato un sistema di cronometraggio sulla pista Fiorano, appena costruita, e questo permise a Ferrari di analizzare le prestazioni delle sue vetture in modo più dettagliato rispetto a tutte le altre scuderie. Un team di tecnici Heuer inoltre accompagnò la scuderia del cavallino in tutte le gare e la presenza di dati migliori contribuì alla realizzazione di una vettura più performante (la 312T), che fu la chiave per la vittoria del ’75, dopo oltre un decennio di digiuno.

L’Heuer Monza Originale

L’anno successivo venne quindi presentato un cronografo in edizione limitata, con cassa in PVD nero, quadrante nero e dettagli rossi, a celebrare il recente successo automobilistico.

the original heuer Monza

Il nome scelto per questo segnatempo fu “Monza” in onore del Gran Premio d’Italia, circuito bello e maledetto su cui Ferrari vinse il campionato con una gara di anticipo l’anno precedente.

La cassa aveva una insolita forma ovale e racchiudeva il Calibro 15, derivato dall’iconico Calibro 11, che presentava il contatore dei piccoli secondi a ore 10 e il registro cronografico dei 30 minuti a ore 3.

La corona si trovava nella caratteristica posizione a ore 9 e, insieme ai tasti, era stata lasciata con acciaio a vista senza copertura in PVD, garantendo così un maggior contrasto con la cassa invece nera.

Il quadrante, nero anch’esso ma con vividi accenti rosso Ferrari, presentava inoltre due scale, da ore 12 a ore 3 una scala pulsometrica e, da ore 3 a 12 una scala tachimetrica.

Riedizione del 2000

Con l’inizio del nuovo millennio, TAG Heuer rielaborò questo modello in chiave moderna, abbandonando la cassa in PVD e modificando radicalmente sia la cassa che lo stile generale. Fu introdotta infatti una cassa a cuscino da 39 mm, decisamente più massiccia dell’originale, e ad ispirare l’estetica complessiva furono gli eleganti cronografi degli anni ’30.

Heure Monza re-edited in the early 2000s from Tag Heuer

Questa nuova interpretazione, più ingombrante, si allontanava notevolmente dallo spirito corsaiolo che caratterizzava la versione originale ed era disponibile in una moltitudine di configurazioni, sia per quanto riguarda le complicazioni, sia per il materiale della cassa.

Versione celebrativa per il 40° Anniversario

La versione celebrativa presentata nel 2016 per il 40° anniversario del modello è un interessante mix delle due edizioni precedenti infatti, mentre l’estetica complessiva e lo spirito corsaiolo sono mutuati quasi totalmente dal modello originale del ’76, la forma della cassa e la presenza della corona nella più classica posizione a ore 3 sono derivate dalla versione del Duemila.

Tag Heuer Monza 40th Anniversary

La cassa questa volta è in titanio grado 5, più difficile da lavorare di quello grado 2, permette però di essere lucidato con ottimi risultati estetici. A sostituzione del rivestimento in PVD, in questa ultima riedizione, è stato scelto un rivestimento in carburo di titanio che, pur mantenendo il colore nero originale, garantisce una maggiorata resistenza ai graffi.

Ad essere maggiorata è anche la dimensione della cassa, che viene portata a 42 mm, mentre vengono mantenuti i tasti e la corona a contrasto in acciaio. Il cinturino tropical in gomma originale viene sostituito da uno in pelle nera, mantenendo però lo stesso design a fori tipico del mondo delle corse ed è completato da una fibbia in titanio che riprende la stessa finitura della cassa.

Credits: Monochrome-watches.com

Anche il quadrante è fedele alla versione del ’76 e, pur presentando i registri specchiati rispetto all’originale, mantiene lo stesso design e i medesimi accenti rossi che lo hanno identificato fin dalla sua nascita. Fortunatamente anche il logo originale è stato mantenuto, come avviene per la quasi totalità delle riedizioni dei modelli storici (Dai un’occhiata al nuovo Dark Lord).

Credits: Monochrome-watches.com

La nostra opinione

Lasciando da parte la riedizione del 2000, credo che, l’edizione celebrativa, pur presentando numerose differenze rispetto all’originale, sfrutti in modo sapiente le nuove tecnologie mantenendo lo spirito che aveva caratterizzato l’orologio di partenza.

Disegnare un segnatempo con le stesse identiche proporzioni e caratteristiche di uno di quarant’anni prima, lo avrebbe reso probabilmente fuori moda e già vecchio ancor prima di essere presentato e Tag Heuer è riuscita invece a fornire un orologio nuovo sotto molti aspetti ma con un rimando alla sua (importante) tradizione senza risultare banale.


Per saperne di più sull’orologio originale vi invitiamo a visitare il sito di TAG Heuer.

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Classe 2001. Affascinato dal connubio di ingegneria ed estetica del mondo dell’orologeria, fin da piccolo è amante dell’arte in tutte le sue forme. Gioca e respira rugby da quando è venuto al mondo e studia Ingegneria Edile Architettura, facoltà che unisce a sua volta funzionalità ed estro creativo.
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