Nel 2001 Miyake Design Studio e Seiko avviano un progetto piuttosto insolito: affidare la progettazione di un orologio a designer provenienti da ambiti diversi, lasciando che ciascuno interpreti il tempo attraverso il proprio linguaggio. Venticinque anni e dodici designer piรน tardi, Issey Miyake Watch รจ diventato qualcosa di piรน di una semplice estensione del marchio giapponese.
La collezione comprende modelli al quarzo, automatici e cronografi, ma soprattutto una serie di esperimenti sulla forma dellโorologio da polso. Casse ispirate agli insetti, quadranti privi di indici, ore visualizzate attraverso dischi rotanti, bracciali trasparenti e geometrie costruite intorno al movimento: ogni referenza parte da una domanda diversa, mentre Seiko si occupa di trasformare lโidea in un prodotto industriale realmente indossabile.
Issey Miyake Watch x Seiko: un progetto con quattro regole
Quando Issey Miyake Watch debutta nellโautunno del 2001, il terreno รจ giร preparato. Piรน che uno stilista, Miyake รจ stato un progettista e insieme un creativo eclettico interessato per decenni al rapporto tra corpo, materiale e produzione industriale, spesso alla ricerca di soluzioni capaci di superare la distinzione tra moda, oggetto e tecnologia.
Il suo lavoro non iniziava necessariamente da un abito o da una silhouette, ma dal materiale stesso: dalla sua capacitร di piegarsi, conservare una forma, reagire al calore o accompagnare il movimento. La stessa fervente ricerca si รจ estesa ben oltre la moda e il corpo: dalla profumeria, con LโEau dโIssey, al design, con le lampade IN-EI prodotte da Artemide e premiate con il Compasso dโOro nel 2014, Miyake ha esplorato i temi piรน disparati.

Lampade IN-EI, Issey Miyake x Artemide.
Lโorologeria e questa collezione diventano quindi unโestensione naturale di quella ricerca, ma con unโimpostazione molto precisa e quattro regole a fondamento.
Ogni modello deve proporre un design inedito, essere analogico, venire prodotto in Giappone e coinvolgere il designer anche nella realizzazione del packaging. Miyake Design Studio mantiene la direzione creativa, mentre Seiko Watch Corporation mette a disposizione calibri, competenze produttive e capacitร di industrializzazione.
ร un dettaglio importante. Perchรฉ dimostra che questi orologi non sono concept destinati a rimanere in una teca, nรฉ semplici prodotti di licenza con un logo applicato sul quadrante. Sono invece oggetti costruiti attorno a movimenti Seiko e pensati fin dallโinizio per entrare in produzione.
La prima fase del progetto chiarisce subito quanto ampia possa essere questa libertร .
INSETTO รจ il primo orologio di Issey Miyake in collaborazione con Seiko
Il primo modello, presentato sul mercato nel 2001, si chiama INSETTO ed รจ disegnato da Shunji Yamanaka. Il nome non lascia molto spazio allโinterpretazione: cassa, corona e lancette riprendono rispettivamente la testa, le zampe e le antenne di un insetto ma non solo solamente unโimitazione decorativa. Yamanaka traduce quelle forme in elementi funzionali, costruendo un orologio tecnico, quasi biomeccanico.

INSETTO, Issey Miyake Watch x Seiko, firmato da Shunji Yamanaka
Le prime referenze comprendono configurazioni al quarzo e una piรน rara versione automatica equipaggiata con il calibro Seiko ND75A. Questโultimo รจ un movimento a 26 rubini, con frequenza di 28.800 alternanze/ora e circa 50 ore di autonomia dichiarata. Per un progetto spesso associato soprattutto al design e alla moda, partire anche con una proposta meccanica disegna chiaramente le aspettative e i confini del progetto stesso.
In piรน, INSETTO stabilisce il metodo che sarร seguito negli anni successivi: non chiedere al designer di decorare una cassa giร esistente, ma consentirgli di ripensarne lโarchitettura, partendo da una tela bianca.
TO: prima il materiale, poi lโorologio

TO, Issey Miyake x Seiko, firmato da Tokujin Yoshioka
Dopo lโesemplare VAKIO di Harri Koskinen, prodotto nel 2003 e caratterizzato da casse squadrate, finiture spazzolate e bracciali integrati, TO รจ il terzo capitolo di questo progetto. Disegnato da Tokujin Yoshioka, lโorologio TO nasce da un blocco di metallo e sembra voler conservare proprio quellโaspetto. Cassa, quadrante e bracciale non sono percepiti come componenti separati, ma come parti di un unico volume in acciaio.
La lettura dellโora รจ affidata a due dischi rotanti in alluminio che sostituiscono le tradizionali lancette in movimento. Il disco piรน grande indica i minuti, quello piรน piccolo le ore. Non ci sono indici nรฉ una vera separazione tra lunetta e quadrante: tutto avviene sulla superficie metallica dellโorologio.



Alcune versioni del TO in metallo con bracciale integrato.
La versione attuale misura 38 mm di diametro e 8,2 mm di spessore. La cassa รจ in acciaio, proposta anche con hard coating nero o trattamento color oro chiaro, mentre il vetro รจ Hardlex. Il calibro รจ il Seiko VJ20, un quarzo a due lancette con precisione dichiarata di ยฑ20 secondi al mese e autonomia della batteria di circa tre anni. Lโimpermeabilitร รจ di 5 bar.
L’impostazione monolitica e squadrata dell’orologio restituisce la percezione di un oggetto solido e compatto, che con il bracciale in acciaio raggiunge un peso di circa 140 grammi. Le versioni su cinturino in pelle scendono invece a circa 60 grammi.



Alcune versioni del TO in metallo con cinturino in pelle.
Nel 2008 il concetto viene tradotto anche in una versione automatica, senza alterare il linguaggio dellโorologio: il movimento rimane al servizio della forma, anzichรฉ diventare il principale argomento commerciale.
TWELVE di Naoto Fukasawa: togliere gli indici senza perdere lโora
Insieme a TO, TWELVE รจ tra gli orologi piรน longevi e riconoscibili di questa collaborazione. Prodotto nel 2005 e disegnato da Naoto Fukasawa, nasce da una sfida: quanto si puรฒ semplificare un quadrante mantenendolo leggibile? Fukasawa elimina numeri e indici, affidando lโintera scansione delle ore ai dodici lati del vetro e della cassa. Le due larghe lancette hanno uno spessore visivo calcolato in relazione al perno centrale, producendo un quadrante estremamente semplice ma immediatamente riconoscibile.

TWELVE, Issey Miyake x Seiko, disegnato da Naoto Fukasawa.
La versione da 38 mm misura 9,2 mm di spessore e pesa circa 45 grammi; esiste anche una variante da 28 mm, leggermente piรน spessa a 9,7 mm e con un peso di circa 33 grammi. La cassa รจ in acciaio, il cinturino in pelle di vitello e il vetro ancora una volta Hardlex. Allโinterno lavora lo stesso movimento del TO, il VJ20 al quarzo, mentre lโimpermeabilitร si ferma a 3 bar.



Alcune versioni del TWELVE, Issey Miyake x Seiko, disegnato da Naoto Fukasawa.
I numeri, presi singolarmente, sono ordinari. Anche la costruzione lo รจ. TWELVE dimostra che una cassa sagomata puรฒ svolgere il lavoro normalmente affidato alla minuteria, senza compromettere la lettura. A ventโanni dal debutto rimane probabilmente il modello che sintetizza meglio lโintero progetto Issey Miyake Watch: una modifica formale molto semplice, resa possibile da unโesecuzione industriale precisa.
Dal cronografo W al bracciale trasparente O
Negli anni successivi la collaborazione si allarga a designer con approcci molto differenti. Satoshi Wada, che prima di fondare il proprio studio aveva lavorato nel settore automobilistico per Nissan e Audi, presenta nel 2012 il cronografo W. Il riferimento al mondo dellโauto รจ evidente nella costruzione del quadrante, nei contatori e nella scala tachimetrica, ma il risultato rimane piรน pulito rispetto a molti cronografi sportivi tradizionali. Nel 2016 la famiglia si amplia con W Automatic, affidando a un movimento meccanico lโimpostazione giร sperimentata sulle versioni al quarzo.

W Issey Miyake x Seiko, disegnato da Satoshi Wada
Allโestremo opposto si trova O di Tokujin Yoshioka, introdotto nel 2011 per il decimo anniversario del progetto. Il nome richiama la parola francese eau: lโorologio รจ concepito come una massa dโacqua trasparente avvolta attorno al polso.

O, Issey Miyake x Seiko, disegnato da Tokujin Yoshioka.
Cassa e bracciale formano un unico elemento in materiale plastico, largo 33 mm e spesso 12,5 mm. Il peso รจ di appena 25 grammi. Il piccolo modulo centrale utilizza ancora il VJ20, con indicazione di ore e minuti, autonomia di circa tre anni e impermeabilitร di 3 bar.

O รจ forse lโesempio piรน chiaro di quanto il quarzo sia stato importante per questa collaborazione. Le dimensioni contenute del movimento consentono al designer di lavorare liberamente sulla trasparenza e sulla continuitร del bracciale, mantenendo il meccanismo quasi sospeso allโinterno dellโoggetto. Un calibro meccanico avrebbe senza dubbio imposto proporzioni e vincoli completamente diversi.



Alcune versioni dell’O.
Complicare il quadrante, non il movimento
Uno degli aspetti piรน interessanti della collezione รจ il modo in cui alcuni designer hanno ottenuto visualizzazioni insolite senza ricorrere a complicazioni meccaniche tradizionali.



Alcune versioni del VUE, Issey Miyake x Seiko, disegnato da Yves Bรฉhar.
VUE, realizzato da Yves Bรฉhar nel 2010, mostra soltanto lโora corrente, mentre quella precedente e quella successiva emergono o scompaiono gradualmente, grazie a un disco rotante dotato di aperture parziali. Lโeffetto รจ generato da una complicazione solo ed essenzialmente grafica, ma cambia il modo in cui il tempo viene letto. Il vetro cilindrico permette inoltre di osservare il quadrante lateralmente, alleggerendo visivamente la cassa in acciaio. Ancora una volta, il movimento rimane relativamente semplice; รจ ciรฒ che viene collocato sopra di esso a trasformare lโesperienza.

PLEASE, Issey Miyake x Seiko, disegnato da Jasper Morrison.
Lo stesso principio attraversa PLEASE di Jasper Morrison, 1/6 di Nao Tamura e C e f di Ichiro Iwasaki, nei quali la ricerca riguarda piuttosto la relazione tra lancette, indici, vetro, proporzioni e polso.


1/6, Issey Miyake x Seiko disegnato da Nao Tamura
Per il collezionista abituato a valutare un orologio partendo dal calibro, puรฒ sembrare unโinversione delle prioritร . Ma รจ anche ciรฒ che distingue il progetto da gran parte dellโorologeria convenzionale.
ROKU, l’orologio che riproduce le celle di un alveare
Nel 2020 Konstantin Grcic firma ROKU, uno dei modelli piรน riusciti della fase recente. Roku significa โseiโ in giapponese e il progetto nasce dallโincontro tra due geometrie: lโesagono della cassa e il cerchio del quadrante.

ROKU, Issey Moyake x Seiko, disegnato da Konstantin Grcic
La cassa misura 39,7 ร 41,7 mm, con uno spessore di 8,9 mm. ร realizzata in acciaio e abbinata, secondo la referenza, a un cinturino in pelle o a un bracciale milanese. Il vetro รจ Hardlex, lโimpermeabilitร raggiunge i 5 bar e il peso delle versioni in pelle รจ di circa 51 grammi.


A sinistra, la versione del VUE con bracciale milanese. A destra la versione con cinturino in pelle.
Il movimento รจ il Seiko VJ21 al quarzo, qui dotato anche dei piccoli secondi centrali: tre lancette, precisione di ยฑ20 secondi al mese e batteria da circa tre anni. La referenza NYAM702Y con hard coating nero รจ stata proposta in edizione limitata a 100 esemplari per i mercati esterni al Giappone.


A sinistra la versione con hard coating nero, limitata a 100 pezzi per i paesi esterni al Giappone. A destra una versione con cinturino in pelle del VUE.
ROKU risulta piรน vicino a uno strumento di precisione rispetto ad altri modelli della collezione. Lโesagono non รจ utilizzato come semplice esercizio grafico, perchรฉ i sei lati dialogano con la divisione del quadrante in dodici ore, mentre il cerchio interno segue il moto delle lancette.
ELLIPSE รจ il secondo orologio firmato da Naoto Fukasawa per Issey Miyake
Quindici anni dopo il primo orologio con la sua firma, Naoto Fukasawa torna con ELLIPSE. Se TWELVE utilizzava la cassa per sostituire gli indici, qui il punto di partenza รจ la posizione degli assi del cronografo.

ELLIPSE, Issey Miyake x Seiko, firmato da Naoto Fukasawa.
Unโellisse puรฒ essere costruita tracciando una linea attorno a due fuochi. Nel caso dellโorologio, Fukasawa utilizza come fuochi i due assi presenti nel movimento, integrando cosรฌ la disposizione dei contatori nella geometria della cassa. La forma non viene applicata a posteriori: deriva direttamente dallโarchitettura del calibro. ร un approccio particolarmente significativo perchรฉ mostra il vero ruolo di Seiko allโinterno del progetto.
Il valore di un catalogo fuori dagli schemi
A venticinque anni dal lancio, Issey Miyake Watch occupa una posizione ibrida difficile da classificare. Non รจ una collezione di alta orologeria e non ha mai preteso di esserlo. Molte referenze montano calibri al quarzo essenziali, e mantengono prezzi relativamente accessibili. Il catalogo dimostra โ con risultati non sempre ortodossi โ una incredibile varietร , inevitabile e insita in un progetto affidato a dodici personalitร diverse. Non tutti i modelli hanno la stessa immediatezza e alcuni esperimenti sono piรน convincenti come oggetti di design che come strumenti quotidiani. Ma proprio questa relativa discontinuitร , in linea con lo spirito sperimentale di Issey Miyake, rende interessante ripercorrerne la storia.
Negli anni Ottanta lo stilista sperimenta per la sua Maison di moda con intrecci di materiali come plastica, carta e fili metallici, interessandosi a temi oggi centrali, come la riduzione degli scarti, il recupero dei materiali e lโapplicazione della tecnologia ai processi tessili, dimostrando un largo anticipo rispetto al dibattito contemporaneo sulla sostenibilitร . Lavorando insieme a tecnici, artigiani e ingegneri dร vita a progetti come PLEATS PLEASE o A-POC (Acronimo di A Piece of Cloth) realizzato a quattro mani con Dai Fujiwara, oppure come la collaborazione con Irving Penne, al quale inviava i propri abiti per farli fotografare senza mai assistere allo shooting, accettando di scoprirli attraverso uno sguardo diverso dal proprio.


A sinistra una foto della campagna Pleats Please Issey Miyak, autunno inverno 1999. Photo courtesy of Francis Giacobetti. A destra, una foto di Yuriko Takagi.
Alla base di tutti i suoi progetti cโรจ una disponibilitร a sperimentare senza conoscere in anticipo il risultato, affidando ad altri lo sviluppo di una sua idea. Miyake costruisce gruppi di lavoro, mette in dialogo competenze differenti e lascia che gli altri creativi interpretino liberamente le sue idee.
Sono il pionierismo e lโoriginalitร di interessi a permettergli di oltrepassare non solo i confini della moda ma anche dellโimmagine e dellโestetica, per esempio disegnando i primi capi genderless.

David Bowie in una creazione di Issey Miyake, 1973. Photo courtesy of Masayoshi Sukita
Quando Issey Miyake Watch debutta nellโautunno del 2001, la formula รจ tanto libera quanto precisa. Ciascun designer ha messo in discussione un elemento diverso, e la natura รจ stata una costante fonte di ispirazione per questi orologi: la forma spigolosa del Roku imitava la forma di un nido d’ape, Insetto riprendeva le sembianze di un antropode, Grcic ha lavorato invece sulle geometrie ad incastro tra cerchio ed esagono.
In tutti i casi, il frequente ricorso al quarzo non ha rappresentato necessariamente un limite del progetto. In molti casi รจ proprio ciรฒ che ha permesso ai designer di lavorare con maggiore libertร sulle proporzioni, sul peso e sulla disposizione degli elementi. A supporto, Seiko, ha svolto un ruolo meno appariscente ma determinante, ovvero fornire movimenti affidabili e relativamente compatti, traducendo forme spesso poco convenzionali in casse, vetri, quadranti e bracciali producibili in serie.
La collaborazione riflette cosรฌ il metodo seguito da Miyake per gran parte della sua carriera: mettere la materia alla prova, coinvolgere competenze diverse e accettare che il risultato possa prendere una direzione non prevista. Piรน che imporre una firma riconoscibile, Miyake ha costruito uno spazio nel quale altre voci potessero confrontarsi con la sua idea di design.
Da INSETTO a ROKU, passando per TO, TWELVE, VUE e O, la collaborazione tra Miyake Design Studio e Seiko ha dimostrato che un movimento semplice non produce necessariamente un orologio banale. Talvolta รจ sufficiente cambiare il punto da cui nasce il progetto, e cominciare da zero.
Non dal calibro, non dalla complicazione e nemmeno dallโarchivio di una Maison, ma da una domanda: quale forma dovrebbe avere un orologio se fossimo ancora liberi di disegnarlo da zero? A rispondere sono la mente, le mani, il cuore. Issey Miyake, Seiko, e dodici poliedrici designer.
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