La collezione 1858 di Montblanc da Rocca 1794 a Milano

Scritto da:Andrea C.|
Montblanc 1858 Geosphere cover IWS

In questi primi giorni di Novembre siamo stati ospiti di Montblanc da Rocca 1794 a Milano, per scoprire la collezione 1858.

La Gioielleria Rocca 1794 è rivenditore autorizzato per tutti i prodotti Montblanc, che da 3 anni celebra le sue novità di orologeria attraverso uno spazio, personalizzato e dedicato alla collezione che vuole mettere in risalto, all’interno del prestigioso store di Piazza Duomo a Milano.  
Nel 2018 è stato reso omaggio al primo smartwatch di Montblanc, il Summit. L’anno successivo lo spazio è stato dedicato alla collezione Heritage con particolare attenzione al nuovo quadrante color salmone e alla storia della manifattura Minerva. Quest’anno invece gli spazi dedicati hanno visto come protagonista la collezione di orologi 1858.

Se non avete già visto la nostra visita allo spazio Montblanc di Rocca 1794 nelle storie, questo è l’articolo che fa per voi. Andiamo!


Rocca 1794

Situata nel vero e proprio centro di Milano, Piazza del Duomo, la Boutique di Rocca è stata allestita da Montblanc per questa prima settimana di Novembre con un corner interamente dedicato alla collezione 1858, posto proprio all’ingresso del negozio, a sottolineare la partnership ed il rapporto che sussiste tra le due realtà. Già da fuori si nota il colore blu (che riprende le tonalità del nuovo Geosphere) delle porte e delle due vetrine centrali, che ospitano esemplari della collezione, costellati dall’iconica “stella”, emblema della maison, che rappresenta il Monte Bianco visto dall’alto.

Per gli appassionati meneghini, Rocca 1794 rappresenta da sempre un luogo ben nitido nell’immaginario.
Che sia di fretta o rilassato, il cammino del Milanese si tiene spesso per le vie del centro e, quando a camminare è un appassionato, spinge i suoi passi fino al Duomo per guardare le vetrine di quello che è uno dei negozi più forniti e suggestivi della città. E in quest’ultima settimana, malgrado la chiusura anticipata, dovuta al nuovo DPCM, questo appassionato (milanese e non) ha sicuramente potuto notare e ricordarsi del colore blu, e del grande orologio, posto proprio sull’ingresso del suo angolo di paradiso.


La collezione 1858

Un nome, una garanzia. Perché? Perché 1858 è l’anno di fondazione di Minerva (e se ancora non conoscete Minerva siete nel posto sbagliato, ma fate ancora in tempo a cliccare qui), una realtà molto importante per Montblanc.

Parlando con Lara Doddi (Marketing Training Manager), ho capito quanto questo “matrimonio” tra due eccellenze sia stato importante per Montblanc, e quanto Minerva abbia potuto consacrare il brand all’olimpo dell’Alta Orologeria.

E l’alta orologeria è il terreno di gioco di ItalianWatchSpotter, quello su cui ci divertiamo, impariamo e scopriamo nuove “gemme”, che poche altre volte ci sorprendono quanto i segnatempo di questa collezione 1858.


La nostra selezione

Ormai lo sapete… tra “Top 10” e vari format cerchiamo sempre di proporvi il meglio, anche quando (come in questo caso) scegliere è difficile. Ma è dove le cose si complicano che noi ci divertiamo, e con questo spirito abbiamo cercato di proporvi due pezzi che, ai nostri occhi, sono rappresentativi della collezione e della maison per intero.


Cronografo Automatico Monopulsante in bronzo

Mi piacerebbe guardarvi, ora, e chiedervi di darmi le vostre prime impressioni su questo orologio. Certo, è un cronografo, e poi?
Visto che siamo distanti e che state leggendo ve lo dico io: è un cronografo monopulsante con cassa in bronzo.

Ora, partendo dalla cassa, non è così frequente incontrare il bronzo nell’orologeria di alta gamma, ma a noi piace, e per ben 2 motivi. Il primo è che, a differenza dei suoi “fratelli” in acciaio, la versione bronzo è limitata a 1858 esemplari. La seconda invece è una caratteristica che divide le masse: la patina.

montblanc 1858 monopusher chronograph bronze limited edition

Il materiale di questo segnatempo, infatti, sviluppa con l’uso e col tempo un suo colore, una sua sfumatura in continua evoluzione. C’è chi lo pulisce, c’è chi lo aiuta con dell’acido… Non risulta strano capire che, se piace, questa patina ci serve un grosso assist: definisce, crea, rimarca quello che è il nostro orologio, e non un orologio qualsiasi.

La seconda caratteristica, che vi abbiamo già introdotto nelle storie, è il cronografo monopulsante.

Non starò ad annoiarvi con i tecnicismi, tanto trovate tutto cliccando qui, ma penso sia ovvio notare come questo unico tasto coassiale alla corona vada a creare un design minimalista, quasi un ibrido con un solo-tempo. E questa caratteristica attira gli appassionati di tutto il mondo da tempo, e con loro anche noi.

Bronzo da un lato, monopulsante dall’altro. Chiudiamo con due chicche estetiche, e poi ci siamo.
La natura sportiva di questo segnatempo viene rimarcata dalla presenza di un cinturino NATO. Io non sono un grande amante della categoria, ma posso dirvi che al polso è davvero comodo e fa la sua scena. Anche il movimento automatico e le dimensioni (42mm) sono molto sportivi, ma l’estetica ed il quadrante riescono pienamente nell’intento di strizzare l’occhio agli anni ’30 e ’40.


Geosphere 1858 con quadrante blu sfumato

Indubbiamente il nostro orologio Montblanc preferito, e non penso di parlare solo per me. Dal giorno uno, quello in cui lo abbiamo visto, ci siamo detti che era quello giusto. Come a voi succede con i “colpi di fulmine”, a noi accade con gli orologi, e non potremmo esserne più felici.

A renderlo speciale ai nostri occhi sono 2 caratteristiche (quest’anno 3!). Vediamole assieme:

Cosa c’entra il fondello? Cosa c’entrano le montagne? Se ve lo state chiedendo, i casi sono due. O non avete visto le nostre storie, o non conoscete l’orologio. In entrambi gli scenari, niente paura: siamo qua per voi!

Sette nomi, sette vette, sette traguardi.

“Seven Summit” sintetizza il tutto: una grande sfida alpinistica, quella di scalare le sette vette più alte per continente, idealmente con un Geosphere al polso. E perché non un altro orologio? Semplice: il DNA del Geosphere, la sua vocazione, è proprio la montagna, l’esplorazione, come testimonia il quadrante, che ricorda il blu dei ghiacciai.

E come il fondello, tanti altri dettagli lo rendono un Signor orologio. Prima fra tutti la lucidatura dello spigolo della cassa (che vi ricordo essere in titanio…).

È un orologio complicato? Sì ma anche no.

Tecnicamente monta ben 3 complicazioni (secondo orario, data e ore del mondo), eppure è facile da usare e da leggere. I due semi-globi rappresentano gli emisferi Australe e Boreale (è così: la Terra non è piatta!) e presentano una scala esterna dove si può leggere l’ora del luogo desiderato, considerando il meridiano di riferimento indicato dalla linea azzurra. A ore 9 incontriamo invece un secondo quadrante, che indica il secondo orario, mentre ad ore 3 la data, riferita all’ora locale.

Estetica, leggibilità, praticità e comodità al polso, c’è tutto. Se vi spaventano i 42 millimetri di diametro, niente paura, si tratta di un orologio sportivo, che necessita di essere leggibile ma anche agile, e grazie al titanio si riesce a fondere entrambe le cose, con un risultato molto leggero al polso.

Montblanc 1858 Geosphere cover IWS

Il cinturino in pelle (di fabbricazione Montblanc) non può mancare, ma il bracciale “chicchi di riso”, per noi, la fa da padrone.

Quando siete davanti alla scelta tra cinturino e bracciale, secondo noi, non c’è neanche da pensarci. Il bracciale, in generale, vince, ma in questo caso conquista proprio tutte le posizioni del podio.

Vedere oggetti ispirati al vintage è diventato la norma, eppure qualcuno riesce sempre a stupirci. Montblanc ce l’ha fatta con questo “chicchi di riso” bi-metallico, rendendo l’orologio non solo bello ma anche comodo.
Il bracciale sopra citato prende il nome dalle sue maglie centrali, somiglianti proprio ai grani del riso, ed è qualcosa di tipico del passato, solitamente in acciaio ed oggi largamente apprezzato e ricercato. Le maglie centrali di questo bracciale Montblanc sono curate e ci piacciono, ma il plus è il contrasto. Le maglie esterne, infatti, sono in titanio satinato, mentre i veri “chicchi di riso” sono in acciaio lucido, che riprende gli spigoli della cassa e crea un cromatismo perfetto.

Se non si fosse capito, il titanio non è un caso, infatti rende il bracciale più leggero. Quindi niente paura, al polso pesa quasi meno di un cinturino. E l’effetto è qui da vedere…

Se ancora non avete avuto modo, vi invito a scoprire la collezione 1858 di Montblanc sul loro sito (abbiamo lasciato indietro tanti orologi degni di nota!) e, a lockdown finito, di passare da Rocca 1794 a Milano per vedere gli orologi al polso. E io posso dirvelo: non ve ne pentirete!

Autore

Andrea C.
Direttore Editoriale
Studente di Ingegneria e appassionato di orologeria da ormai cinque anni, da qualche tempo vive il mondo delle fiere e degli eventi, con precedenti esperienze come redattore ed è attualmente il responsabile dell’online magazine.

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