L’orologeria è un’arte secolare, il cui obiettivo è stato sempre lo stesso: la precisione. Lo sviluppo tecnologico e di materiali innovativi ha favorito questo aspetto, riducendo drasticamente lo scarto giornaliero. Basti pensare all’invenzione del bilanciere, oppure al genio di Breguet con il tourbillon; invenzioni che hanno davvero stravolto la meccanica e la precisione dei segnatempo.
Nonostante nel corso dei secoli la precisione degli orologi sia aumentata, c’è sempre stato un fattore che ha inficiato, e non di poco, l’oscillazione regolare del bilanciere. Essendo quest’ultimo costituito da materiali ferrosi, principalmente alluminio, risente dei campi magnetici prodotti sia dalla terra che dai dispositivi elettronici che ormai fanno parte della quotidianità, andando a compromettere la precisione dei nostri amati segnatempo.
Vediamo ora di approfondire questi concetti.
Perché un orologio si magnetizza?
Per comprendere la magnetizzazione degli orologi, è importante partire dal concetto di magnetismo.
Il magnetismo è un fenomeno fisico generato dal movimento di cariche elettriche ed è presente ovunque nel nostro ambiente. Il campo magnetico terrestre, ad esempio, può essere rappresentato come un insieme di linee di forza che formano un circuito tra i poli magnetici.
Dal punto di vista fisico, il magnetismo ha un’enorme importanza, ma in orologeria può rappresentare un problema. Infatti, se avviciniamo un magnete al fondello di un orologio, potremmo notare un’alterazione del movimento, con la lancetta dei secondi che potrebbe bloccarsi o accelerare in modo irregolare. Questo accade perché la spirale del bilanciere (ossia l’organo regolatore di un orologio meccanico che determina la precisone di ogni segnatempo), spesso realizzata in leghe metalliche ferromagnetiche, può aderire ai componenti vicini a causa dell’attrazione magnetica, compromettendo la regolarità delle oscillazioni.
Oggi il problema è amplificato dall’uso quotidiano di dispositivi elettronici, come smartphone e laptop, che contengono piccoli magneti permanenti (ad esempio negli altoparlanti e nelle chiusure magnetiche). Questi possono generare campi magnetici abbastanza intensi da alterare la precisione di un orologio, portando ad un’accelerazione o ad un rallentamento del suo funzionamento.
Come si combatte il magnetismo?
Per proteggere gli orologi dagli effetti del magnetismo, nel corso degli anni le maison hanno sviluppato diverse soluzioni in grado di attenuare o eliminare il problema.
Una delle prime soluzioni è stata introdotta da Rolex nel 1955 con il Milgauss, un orologio progettato per scienziati e tecnici esposti a campi magnetici intensi, come quelli presenti nei laboratori del CERN. Il Milgauss protegge il movimento dagli effetti elettromagnetici fino a 1000 Gauss, da cui prende il nome (“mille Gauss”).
In questo caso Rolex sfruttò un’invenzione geniale: la gabbia di Faraday intorno al movimento. La gabbia di Faraday è una struttura metallica (nel caso del Milgauss di Rolex è costituita da un doppio fondello) che blocca i campi elettromagnetici. Questa funziona distribuendo le cariche elettriche sulla sua superficie esterna, impedendo a campi elettrici e onde elettromagnetiche di penetrare all’interno. Viceversa, se le cariche elettriche si trovassero all’interno, la gabbia fungerebbe da isolante impedendone la fuoriuscita: è proprio così che funziona anche un forno a microonde.
Per comprendere l’importanza dei campi magnetici in orologeria, basta considerare che l’Istituto Federale di Metrologia (METAS) ha istituito una certificazione che valuta non solo la precisione del movimento, ma anche la sua resistenza ai campi magnetici. Per ottenere la certificazione METAS, un orologio deve prima superare i test del COSC e successivamente dimostrare di mantenere la propria precisione anche se esposto a un campo magnetico di 15.000 Gauss.
Il silicio: un materiale rivoluzionario contro il magnetismo
Come dicevo ad inizio articolo, anche lo sviluppo dei materiali ha contribuito nel contrastare il magnetismo. Un’importante innovazione di questo secolo, che ha decisamente cambiato il settore dell’orologeria, è stato il silicio. Questo materiale estremamente leggero, quasi come il carbonio, presenta non pochi vantaggi. Viene impiegato per realizzare lo scappamento a spirale grazie alle sue proprietà di leggerezza, anti magnetismo e resistenza alla dilatazione termica, garantendo una perfetta oscillazione del bilanciere in qualsiasi condizione e riducendo lo scarto giornaliero considerevolmente.
Essendo il silicio un materiale molto liscio, garantisce uno scorrimento ottimale senza la necessità di lubrificazione, garantendo nel tempo una precisione costante e una minore manutenzione senza degradarsi. Queste caratteristiche hanno reso questo materiale una delle più grandi innovazioni degli ultimi 25 anni, rivoluzionando l’organo regolatore all’interno di un movimento.
Quando il Magnetismo può diventare amico degli orologi
Proprio come accade alcune volte nei film, il nemico può diventare un alleato determinante, ed è proprio quello che è accaduto in orologeria. La tecnologia ha permesso negli anni di sfruttare a proprio favore gli effetti elettromagnetici e chi poteva farlo se non Breguet e Grand Seiko? Due marchi a cui le cose semplici non piacciono affatto. Vediamo di cosa si tratta.
Breguet 7727

Nel 2013, dopo anni di ricerca e sviluppo, Breguet introduce un nuovo segnatempo maneggiando con esemplare maestria i magneti. Si tratta infatti del primo orologio a sfruttare un campo magnetico per sostenere il gruppo bilanciere-spirale.

Grazie a questa invenzione, Breguet non si limita a contenere gli effetti negativi del magnetismo sugli orologi meccanici: riesce addirittura a domarli. Il bilanciere riesce così ad oscillare a 10Hz, ossia 72.000 alternanze/ora grazie agli attriti quasi nulli, consentendo all’orologio di vantare una marcia media di -1/+3 secondi al giorno, risultato superiore agli standard del COSC che si posizionano invece sui -4/+6 secondi al giorno.
Il movimento Spring Drive di Grand Seiko
Anche in Giappone hanno ben pensato di sfruttare il magnetismo per ottimizzare il funzionamento degli orologi. All’interno del movimento Spring Drive di Grand Seiko, troviamo infatti una componente magnetica che, attraverso degli impulsi derivanti da un circuito integrato, regola l’oscillazione del bilanciere frenandolo nel caso in cui sia troppo veloce, così da garantire una precisione ottimale e uno scorrimento regolare della lancetta dei secondi. Grand Seiko è stata una delle prime maison ad offrire un prodotto in grado di integrare i magneti per sfruttarli a proprio favore, aumentando notevolmente la precisione e gli standard qualitativi dell’azienda.
Conclusione
Quest’oggi abbiamo visto come, alcune volte, un fenomeno che all’apparenza può essere dannoso e negativo, si riveli una forte utilità, riuscendo ad essere fondamentale nel creare qualcosa di unico, proprio come è accaduto con il Breguet 7727.
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