Manifattura o Fornitura? Qual è il Movimento Migliore?

Scritto da:Lorenzo Bareggi|
6 minuti

Tutti noi appassionati di orologeria prima o poi ci troviamo a dover rispondere a questo dilemma. Le nostre passate esperienze con gli orologi meccanici ci hanno permesso di “assaporare” con più gusto il mondo dei calibri, e ora ci presentano ad una scelta non banale.

Si incominciano a vedere nella lista dei nostri “desiderata” orologi sempre più particolari, con un’identità sempre più evidente. Giunti quindi al momento di scegliere il nostro prossimo compagno di polso, ci ritroviamo dare al “cuore pulsante” dell’orologio un ruolo decisivo.

Cosa scegliere? Un movimento di manifattura o di fornitura ? Andiamo quindi a scoprire i punti di forza di questi due mondi, cercando di capire quale dei due risponde meglio ai nostri gusti e alle nostre esigenze.

Il romanticismo della manifattura

Prima di cominciare cerchiamo di darne una nostra definizione e per farlo ci colleghiamo a quanto Thomas Gaumann (Head of R&D di IWC) afferma in uno dei video presenti sul loro sito. Possiamo quindi definire di manifattura, un movimento che viene concepito, sperimentato e prodotto dalla Maison che poi lo utilizza.

Prestigioso, unico, ma soprattutto esclusivo, sono queste le caratteristiche che più ci attirano di un calibro di manifattura. Avere al polso un gioiello raro, un autentico simbolo della maison che l’ha creato.

Un movimento di manifattura non è solo il frutto di un importante lavoro di progettazione; non rappresenta solo il luminoso trascorso di quel particolare marchio storico, ma è qualcosa di più. Un calibro in house è una scommessa. È un rischio che porta a mettere in gioco tutto il gusto estetico, l’inventiva e l’esperienza della maison, pur di lasciare la propria firma sui polsi degli appassionati.

Le più grandi complicazioni in ambito orologiero nacquero non solo per rispondere a precise esigenze del pubblico. Erano, e sono tutt’ora, un modo per mostrare le meraviglie meccaniche che solo le migliori maison potevano concepire.

Il tourbillon di Breguet, il primo cronografo di Louis Moinet, il primo indicatore della riserva di carica messo in commercio di Jaeger-LeCoultre; queste sono solo alcune delle numerose complicazioni che hanno fatto la storia dell’orologeria.

un tourbillon breguet con quadrante bianco. a sinistra foto frontale a destra del retro della cassa.
Breguet Tourbillon calibro manuale, by Christie’s

Non sono solamente delle soluzioni innovative per l’epoca. Rappresentano l’ingegno prodigioso di personaggi che hanno desiderato vergare il loro nome sui polsi e nei cuori di migliaia di persone. Noi appassionati ricordiamo questi illustri pionieri come le menti che hanno portato l’orologeria a ciò che oggi.

Elevare il movimento meccanico ad un livello superiore, avvicinandosi addirittura al campo artistico e a volte entrandoci del tutto. Fare della propria creazione un’eredità intramontabile, questa è la filosofia alla base del calibro di manifattura.

Caseback di un Vacheron Constantin con triple calendar
Vacheron Constantin con 4400 triple calendar manual caliber.

Movimento di fornitura? Less is More

Dall’altra parte abbiamo i calibri di fornitura. Questi invece, al contrario di quelli di manifattura, sono movimenti prodotti in maniera standardizzata da aziende terze che poi vengono, appunto, forniti alla maison che li utilizza in orologi disegnati in-house.

Si tratta in questo caso di veri e propri “porti sicuri” per tutti coloro che sono in cerca un movimento dalla consolidata affidabilità e robustezza.

Siamo sinceri e ammettiamo di aver guardato diverse volte i movimenti prodotti da terze parti con un occhio eccessivamente critico. Poche decorazioni e un design non sempre accattivante, quasi a voler comunicare disinteresse per la pura estetica.

Inoltre, la possibilità di trovare questi calibri su molti orologi diversi non aiuta di certo a renderli desiderabili quanto un movimento di manifattura.  

Ma ecco dove sta il vero punto di forza dei calibri di fornitura: la loro diffusione. Il privilegio di avere alle spalle dei test sul campo davvero importanti, numerosi successi costantemente riconfermati sul polso di altrettanti appassionati.

La sicurezza di avere con sé il frutto di anni di esiti favorevoli. Queste sono caratteristiche invidiabile, che non molti movimenti di manifattura possono esibire.

back case di un Onger watch
AS 1701 caliber su un Onger watch

Non trascurabile è sicuramente la questione economica: un movimento di manifattura è un investimento non da poco, non solo al momento dell’acquisto ma anche nel lungo periodo. I costi di revisione sono senza dubbio più alti rispetto ad un movimento di fornitura.

La disponibilità dei pezzi di ricambio è minore, e la complessità straordinaria di alcuni calibri non è sempre gestibile dagli orologiai riparatori. D’altro canto, un movimento di fornitura è longevo, l’efficienza e la reperibilità dei ricambi ne fanno praticamente un calibro everlasting.

Il celebre ETA 2824-2 ne è un esempio lampante: la sua affidabilità e modificabilità l’hanno reso il movimento svizzero “entry-level” per antonomasia. Un movimento famoso per l’efficienza meccanica spettacolare e un rapporto qualità prezzo imbattibile.

back case di un Zodiac Gold Dot (eta2824-2)
ETA 2824-2 su uno Zodiac Gold Dot

Introdotto per la prima volta negli anni 70, è rimasto da quel momento praticamente invariato.  Un calibro che riuscì ad emergere e diventare celebre persino in uno dei periodi più bui per l’orologeria meccanica: gli anni della diffusione dei movimenti al quarzo.

Ma quindi… manifattura o fornitura?

A livello tecnologico un movimento di fornitura è la soluzione perfetta. È adatto alla maggior parte delle esigenze quotidiane, persino per quelle un po’ più estreme. Permette di avere complicazioni non banali, come i cronografi, calendari completi, fasi lunari e tante altre. Inoltre, ci fa stare più tranquilli nel momento di una revisione o riparazione, risparmiando non poco.  

Ciononostante, tutto questo splendore tecnologico non ci dissuade dal desiderare un movimento di manifattura. L’avere tra mani l’espressione più autentica e completa di una maison è qualcosa che ci ha sempre affascinato (that never gets old).

Calibro 100.2 di Mortiz Grossman
Calibro 100.2 – Moritz Grossman

Il poter leggere il marchio o la firma su di un orologio non è per nulla banale: significa che è presente un gruppo di persone che ne risponde della qualità e della accuratezza, che si prende la responsabilità degli eventuali difetti. Sembra un concetto scontato, ma che sempre meno viene effettivamente messo in pratica.

Inoltre, la presenza di diverse aziende manifatturiere permette di ottenere quell’aura di sana competizione che hanno portato a concepire le più straordinarie complicazioni.

Calibro di un Patek Philippe Tourbillon R TO 27
Patek Philippe Caliber R TO 27, Tourbillon e ripetizione minuti.

Siamo infatti convinti che in fondo le grandi maison sono contente di avere dei validi concorrenti, nonché la loro principale spinta a fare sempre meglio e a creare sempre qualcosa di nuovo.

La corsa al primo cronografo automatico è stata una competizione non di poco, conto riuscendo a portare ad un livello superiore una complicazione di cento anni precedente.

Nomi altisonanti sono stati coinvolti in questa contesa, tra i quali ricordiamo: Zenith con il suo El Primero o Seiko con il suo 6139.

Oppure Heuer insieme a Breitling e a Hamilton-Buren, i primi a montare il Calibre 11/Chronomatic di Dubois Dépraz, risultato di una partnership straordinaria, celebre per aver movimentato il Monaco di Heuer.

I movimenti di fornitura hanno inoltre l’enorme vantaggio di essere modificabili e implementabili, portando ad evoluzioni veramente interessanti. Come il Valjoux 7750 (ora ETA): considerato il più abbordabile calibro cronografico automatico ad oggi sul mercato. Movimento di grandissima importanza per stato il banco di lavoro per numerosi perfezionamenti.

esempio di movimento di fornitura ETA Valjoux 7750 montato su un Bulova
ETA Valjoux 7750 montato su un Bulova Gold Plated

Tra le più riuscite ricordiamo il Longines L688.2, un movimento che si è saputo distinguere tra i vari prodotti del gruppo ETA. Esso unisce la natura robusta tipica del 7750 con finezze e accortezze originali proprie dei movimenti di manifattura.

Lo smistamento della cronografia con ruota a colonne e una disposizione dei sub-quadranti 3-6-9 sono chicche non scontate per un movimento di fornitura. Il risultato è qualcosa di nuovo, un movimento ibrido, che riesce a incorporare e accordare armoniosamente il meglio dei due mondi.

calibro Longines L688.2
Longines Calibro L688.2

Da sottolineare che nel corso della storia i movimenti di fornitura sono stati fondamentali per molte delle maison che oggi producono tutto in casa: un esempio è il Valjoux 72, calibro di fornitura spettacolare che (opportunamente modificato) ha animato i primi Cosmograph di Rolex.

Lo stesso Omega 321 insieme al suo successore 861, sono derivati da movimenti forniti dalla gloriosa Lemania. Ricordiamo che questi calibri hanno raggiunto livelli di qualità e di robustezza davvero sensazionali per l’epoca, tanto da essere usati in situazioni veramente estreme come lo spazio cosmico.

Non è detto quindi che i calibri forniti da terzi siano poco affascinanti. Allo stesso modo, non è detto che i calibri di manifattura siano generalmente più delicati

La storia, infatti, ci ha insegnato che calibri come il Longines 13ZN o il successore 30CH, oppure il Calibre 89 di IWC sono stati movimenti di manifattura riconosciuti universalmente tra i migliori nel loro campo.

Le loro caratteristiche di robustezza e di alta affidabilità li hanno resi celebri, e ancora oggi conservano il loro titolo.

Chi ha vinto?

Perciò, abbiamo trovato un vincitore? Assolutamente no, ed è giusto così. La scelta dipende da cosa noi appassionati desideriamo che il nostro orologio rappresenti: qualità ed efficienza convalidate nel corso degli anni, o un manufatto unico e distintivo.

Entrambi i movimenti meritano di avere un posto nella nostra raccolta di orologi; ognuno di essi, infatti, risponderà al meglio in occasioni differenti, donando a chi l’indossa emozioni sempre uniche.

Quindi che sia un calibro di manifattura o di fornitura, prendete quell’orologio che pensate vi farà sognare, e credetemi se vi dico che entrambi i movimenti esaudiranno tranquillamente i vostri desideri.

Autore: Lorenzo Bareggi

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Classe 1998, ingegnere meccanico triennale al Politecnico di Milano. La micromeccanica lo ha sempre affascinato e da quando aveva sette anni sogna di lavorare nel mondo dell’orologeria. Incuriosito da qualsiasi cosa abbia al suo interno un meccanismo. Appassionato di penne stilografiche, musica e fotografia e amante del bello in ogni suo forma.
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