L’introduzione della referenza 565 ribadisce lo spirito pionieristico che, da sempre, anima Patek Philippe.
Ne parliamo oggi analizzando nel dettaglio cosa rende il 565 un orologio tanto moderno ed apprezzato dai collezionisti.
Allโinizio degli anni 30 gran parte del mondo si leccava le ferite in seguito alla disastrosa crisi del ’29, che, oltre ad un generale crollo di tutti i settori economici, aveva anche causato un abbassamento nella domanda di merci.
A tal proposito ogni azienda dovette industriarsi per offrire prodotti a costi piรน bassi ma che fossero, comunque, in linea con i propri standard qualitativi.

Ebbene, anche Patek Philippe, giร al tempo conosciuta come una della maisons piu prestigiose, ebbe la necessitร di studiare dei modelli che potessero soddisfare la minor propensione alla spesa da parte dei propri clienti.
Tale bisogno si incontrava con unโaltra tendenza, di natura pratica, ossia la voglia di disporre di orologi con casse impermeabili.
Dallโunione di queste due esigenze, nacque lโidea di un orologio rivoluzionario per i classici dettami Patek Philippe, ossia un segnatempo in acciaio con cassa impermeabile.
Attraverso tale manovra, Patek cercava sia di accaparrarsi una nuova categoria di clienti, sia di esaudire le richieste di coloro i quali, giร clienti, desideravano indossare un Patek Philippe anche in situazioni meno formali.
Tuttavia il progetto della casa ginevrina non era di facile attuazione, per due motivi.
In primis, la produzione delle casse impermeabili non era ancora del tutto approntata e solo poche ditte potevano garantire un prodotto di qualitร .
Lโacciaio, inoltre, era un materiale, fino a quel momento, ignorato dallโorologeria ma che si stava facendo strada, in quanto meno costoso dellโoro. Il suo grande problema risiedeva nella difficoltร di lavorazione, dovuta alla maggior durezza rispetto ai canonici oro e argento. Tutto ciรฒ presupponeva che lโazienda produttrice fosse dotata di appositi macchinari ed attrezzi, cosa assolutamente non scontata per lโepoca.
Da questa situazione si desume come il numero di aziende papabili fosse davvero esiguo.
La scelta ricadde quasi subito su una ditta unica nel suo genere, quanto ad innovazione e lungimiranza, ossia la Taubert & Fils.

Taubert & Fils
Nel 1924 Taubert rilevรฒ la ditta Borgel, brillante cassaio, che giร nel 1892 aveva depositato il brevetto per una cassa impermeabile.
Le ragioni per le quali la figlia di Franรงois Borgel (fondatore), cedette lโazienda del padre sono incerte, tuttavia si presume siano di natura economica.
Contestualmente allโacquisizione della Borgel, lโazienda si rinominรฒ Taubert & Fils ed aggiornรฒ la cassa brevettata dallo stesso Borgel trentโanni prima.
Grazie ai capitali della Taubert & Fils ed alle idee lasciate da Borgel la compagnia divenne leader sia nella produzione di casse impermeabili, sia nella lavorazione dellโacciaio per lโorologeria.

Il rapporto fra la ditta acquistata (Borgel) e lโacquirente (Taubert) risulta quantomeno singolare, in quanto, ad oggi, Borgel รจ molto piu conosciuta rispetto a Taubert & Fils.
Con ogni probabilitร ciรฒ รจ dovuto al fatto che, anche dopo lโacquisizione, il nome Borgel ha continuato ad apparire nelle pubblicitร e sulle casse prodotte. Infatti, su di esse, non troverete mai il punzone Taubert & Fils ma solo quello di Franรงcois Borgel, immediatamente riconoscibile e sinonimo di qualitร e robustezza.
Il punzone Borgel, registrato nel 1887, รจ formato dalle iniziali del fondatore (FB) sorrette dalla chiave di Ginevra.

Inizialmente, in linea con lo spirito conservatore che da sempre la caratterizza, Patek Philippe affidรฒ alla Taubert & Fils solamente la produzione, non la progettazione, delle casse.
La prima cassa interamente disegnata da Taubert compare, nel 1935 sulla referenza 438, da 28mm di diametro.

L’avvento del 565
Dopo un primo uso โsperimentaleโ delle nuove casse realizzate dalla Taubert & Fils, nel 1938 viene introdotta una referenza che per molti versi potremmo definire come rivoluzionaria. Si tratta della referenza 565, la cui peculiaritร risiede sicuramente nella cassa a due corpi, brevettata allโinizio degli anni 30.

Essa deve la propria fama a quattro fattori principali:
Grande qualitร costruttiva
Tale da indurre molte delle maison piรน blasonate ad utilizzarla.
Infatti oltre a Patek Philippe anche Vacheron Constantin e Ulysse Nardin ne fecero uso.

Fondello a vite decagonale
Parte del brevetto, insieme al tappo antipolvere, che serviva anche a tenere fermo il movimento.

Dimensioni
Si trattava di una cassa da 35mm, una misura a tutti gli effetti oversized per lโepoca. Tali connotati ne facevano la prima cassa Calatrava impermeabile di dimensioni considerevoli.

Corona
Anche la forma della corona รจ davvero caratteristica, in quanto presenta una leggera protuberanza verso lโesterno.
I collezionisti lโhanno soprannominata โa cappello di preteโ.

Il cliente che acquistava un Patek Philippe ref.565 poteva scegliere tra due versioni disponibili:
Secondi al sei
Costituisce la prima versione, introdotta nel 1938 e rimasta nei cataloghi fino a fine produzione, nel 1952.
Nel corso degli anni due sono i calibri che hanno equipaggiato questa versione.
Il primo movimento, ossia il 12-120, resta in voga fino al 1949, anno nel quale viene introdotto il 12-400.
I modelli che incassano tale movimento risultano estremamente rari, tanto che ad oggi, se ne conoscono solo quattro.

Secondi continui
Introdotta nel 1939, incassa il calibro 12SC, derivato dal 12-120.
Anche questa versione conoscerร un secondo movimento, ossia il 27SC, munito del prestigioso Punzone di Ginevra, che farร la sua comparsa nel 1950.

Ciรฒ che rende un Patek Philippe 565 piรน desiderabile rispetto ad un altro รจ sicuramente il quadrante.
Vi sono moltissime configurazioni diverse, alcune delle quali estremamente rare ed appetibili per i collezionisti, come le seguenti
Quadrante al radio

Questo esemplare di Patek Philippe 565 รจ stato venduto da Phillips a Novembre 2016 allโesorbitante cifra di 322.000 franchi svizzeri, ossia 212.000 โฌ, piu il 25% (74.000 โฌ) di diritti.
La ragione per cui tale esemplare รจ cosรฌ quotato risiede nel suo quadrante, che ne fa un pezzo unico. In esso, infatti, vengono a convergere tanti elementi ricercati dai collezionisti, ossia: indici e sfere al radio, secondi centrali ed il colore nero del quadrante, molto raro ed apprezzato.
Numeri Breguet

I numeri Breguet, oltre a far andare in visibilio gli appassionati, conferiscono al quadrante un fascino ed unโeleganza unici.
Ad oggi sono noti meno di quindici esemplari di Patek Philippe 565, con quella che รจ, sicuramente, una delle configurazioni piรน ricercate, ossia con numeri Breguet applicati e lancette al radio.
L’esemplare in foto รจ stato battuto da Phillips a Maggio 2018 raggiungendo la ragguardevole cifra di 137.500 franchi svizzeri (94.500 โฌ piรน 31.500 di diritti).
Firma del concessionario

Come ormai sappiamo i quadranti โdouble signedโ sono particolarmente apprezzati dai collezionisti.
In questo caso ci troviamo davanti ad uno splendido Patek Philippe 565 venduto dal concessionario venezuelano Serpico Y Laino.
Lโorologio รจ stato battuto da Phillips a Maggio 2017, per 63.750 franchi svizzeri (44.250 โฌ piรน 14.750 di diritti).
Come di consueto in Patek Philippe i quadranti prima del 1947 riportano la firma per intero (Patek Philippe & co), mentre dopo tale anno vi sarร solo la scritta Patek Philippe.
Non solo Patek Philippe
Come giร affermato, le casse impermeabili di Taubert & Fils godettero di parecchio successo.
Infatti, oltre a Patek Philippe altre furono le Case prestigiose ad impiegare la stessa cassa del 565, come Movado, Doxa, Vacheron Constantin ed Ulysse Nardin, di cui vedete un esempio in foto.

Prendiamo come esempio la maison Doxa, la quale proponeva modelli con la stessa cassa del 565 e per questo motivo oggi conosciuti come “Doxa 565”.
Solitamente tali esemplari avevano casse 32mm, tuttavia esiste anche una versione, estremamente rara, da 35mm.

Nonostante i modelli delle Maison sopracitate siano certamente meno quotati rispetto ai 565 di Patek Philippe, essi risultano incredibilmente piรน rari e difficili da reperire rispetto a questโultimi.
Per tali motivi questi orologi risultano un ottimo modo per differenziare la propria collezione, spaziando in un campo decisamente inusuale ma ricco di fascino e storia, senza spendere una fortuna.