Newton spiegò la gravità. Breguet imparò a sfidarla: i nuovi Tourbillon per il 225° anniversario

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10 Luglio 2026
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Tutti gli appassionati di orologi devono chiedere scusa a Isaac Newton.

Chi, da bambino, non è rimasto affascinato dal celebre aneddoto di Isaac Newton seduto all’ombra di un albero, quando una mela, cadendo, gli avrebbe acceso l’intuizione destinata a cambiare per sempre la nostra comprensione del mondo? Ci piace immaginare quel pomeriggio del 1687: Newton che torna a casa ancora indolenzito, ma con la mente attraversata da un’idea rivoluzionaria, quella forza invisibile che oggi chiamiamo gravità.

Lasciamoci allora trasportare dal fascino di questa storia e facciamo un salto avanti di oltre un secolo. Immaginiamo AbrahamLouis Breguet passeggiare nei primi anni dell’Ottocento. Con la calma e l’eleganza che si addicono a un maestro orologiaio, estrae dalla tasca il proprio orologio, lo osserva con un gesto lento, preciso, quasi rituale. Ed è proprio in quell’istante che, almeno metaforicamente, viene colpito dalla stessa mela che due secoli prima aveva cambiato il destino di Isaac Newton.

Solo che, questa volta, invece di spiegare la gravità, Breguet decide di sfidarla in quella che forse è la prima vera ferita narcisistica della storia dell’orologeria: concepire che la precisione assoluta non dipenda dalla perfezione del meccanismo, ma dalla capacità di compensarne i limiti.

Storia ed etimologia del Tourbillon

In un periodo storico in cui ogni galantuomo estraeva dal taschino il proprio segnatempo, Abraham-Louis Breguet brevetta il Tourbillon (per l’esattezza il 26 giugno 1801) al fine di compensare gli effetti della gravità sul sistema regolatore degli orologi meccanici. Proprio per via della staticità della posizione in cui l’orologio da taschino viene riposto, il meccanismo del Tourbillon, ruotando continuamente lo scappamento e il bilanciere, distribuisce gli effetti della gravità in tutte le direzioni, migliorando la precisione dell’orologio stesso.

Ma perché venne scelta la parola Tourbillon per questa ingegnosa invenzione?

Sebbene l’inventore non abbia lasciato spiegazioni precise circa il motivo di questo termine, è plausibile che il nome derivi dall’idea dei vortici celesti tipica della concezione cosmologica cartesiana: secondo questa visione, i pianeti si muovono nello spazio trascinati da grandi vortici di materia, i Tourbillons, che garantiscono l’ordine dell’universo. Alla luce di ciò, la scelta del termine appare affascinante quanto puntuale, riflettendo il legame tra meccanica, armonia cosmica e ricerca dell’ordine, immaginario diffusissimo a cavallo tra ’700 e ’800 e ben rappresentato anche dalla metafora del “Grande Orologiaio”, creatore di un universo dominato da leggi fisse, associata a Voltaire.

Breguet, dunque, avrebbe scelto di utilizzare il termine Tourbillon proprio con finalità evocative, filosofiche e metaforiche: un piccolo sistema in rotazione che cerca costantemente, nel suo microcosmo, di riprodurre quell’equilibrio e quella regolarità che gli scienziati dell’epoca attribuivano al funzionamento dell’universo.

I nuovi Classique Tourbillon: tra mistero, innovazione e tradizione

Oggi, nel 2026, la Breguet moderna vuole rievocare la sublime armonia cosmica e regolarità universale attraverso cinque nuove referenze per celebrare i 225 anni dalla prodigiosa creazione del Tourbillon.

Ad aprire la collezione è il Classique Tourbillon 7357, diretto discendente della storica referenza 3350 presentata da Breguet nel 1989 (firmata Daniel Roth) come primo orologio da polso con questa complicazione

Questa importante eredità viene reinterpretata grazie al nuovo calibro 187B, evoluzione del celebre 558, composto da 190 elementi e capace di garantire 60 ore di riserva di carica. La frequenza resta 18.000 alternanze/ora, che è un richiamo filologico a quella utilizzata da Abraham-Louis Breguet in gran parte dei propri orologi. L’impiego della spirale Breguet in Nivachron e dell’ancora in silicio rende il movimento resistente ai campi magnetici, contribuendo al conseguimento del prestigioso Punzone Breguet.

Disponibile in platino oppure in oro Breguet 18 carati, il 7357 presenta una cassa da 35mm e 9,2mm di spessore (ancora più piccolo e sottile della ref. 3350), mentre la Carrure è scanalata e custodisce un quadrante in oro finemente decorato a mano con motivi guilloché di tipo Clous de Paris e Grain d’Orge, realizzati mediante la tecnica del guillochage e impreziosito da sfere Breguet anch’esse in oro, azzurrate.

Breguet Classique Tourbillon 7357

La configurazione del quadrante è pura essenzialità: a ore dodici presenta un rehaut in oro con numeri arabi, mentre il Tourbillon è disposto lungo la stessa asse che divide il quadrante in due metà verticalmente. La gabbia del Tourbillon viene impreziosita dalla lancetta dei secondi a tre bracci, in oro e azzurrata, mentre sull’apice della complicazione è presente una scala da 20 secondi disposta ad arco che contribuisce alla pulizia generale del quadrante e alla valorizzazione visiva del tourbillon stesso.

Breguet Classique Tourbillon 7357

Attraverso il fondello trasparente, la maestria degli artigiani di Breguet si manifesta nella platina completamente lavorata con motivo guillochè ispirato al Dent de Vaulion, vetta emblematica della Valle de Joux.

Classique Tourbillon Sidéral 7255

Il Classique viene presentato anche nella referenza 7255: il Tourbillon Sidéral, seppur già presentato in occasione dei 250 anni del marchio, oggi si distingue per una cassa in platino e per un quadrante in smalto Grand Feu avventurina, brillante e intenso, che richiama il cielo notturno e ben si addice all’essenza universale quasi spirituale di questo segnatempo.

Il rehaut è in oro e trattato con finitura nera e la cassa da 38 mm è in platino, Le scritte applicate Breguet e Tourbillon sono in oro Breguet placcato rodiato, così come il ponte superiore del tourbillon. Il movimento è il calibro manuale 187M1, anch’esso da 18.000 alternanze/ora e 50 ore di autonomia.

 Breguet Classique Tourbillon Sidéral 7255

Il 7255 introduce inoltre una prima assoluta per la collezione Classique: il Tourbillon volante. La gabbia, sostenuta esclusivamente dal ponte inferiore, sembra sospesa nel vuoto, mentre gli ingranaggi in zaffiro trattato antiriflesso amplificano l’effetto di fluttuazione attraverso una spettacolare visualizzazione “misteriosa”. Il risultato è una complicazione che sembra sfidare non solo la gravità, ma anche la percezione stessa dell’osservatore.

Il Classique Tourbillon Sidéral 7255 viene prodotto in edizione limitata a soli 50 esemplari

Il Tradition Tourbillon 7047: il fascino del Bleu de France.

L’omaggio al Tourbillon prosegue con il Tradition Tourbillon 7047, modello già presente nella collezione Breguet e ora proposto con cassa in platino da 41 mm, ponti e quadrante smaltato grand feu nella tonalità Bleu de France.

Breguet Tradition Tourbillon 7047

Qui il movimento rinuncia al ruolo di semplice meccanismo e diventa il quadrante stesso: tutto viene esposto. La scelta cromatica si estende anche allo spinello blu che sostituisce il tradizionale rubino sulla barra del Tourbillon, conferendo al segnatempo maggiore armonia estetica. I restanti rubini sono invece mantenuti per le loro superiori proprietà meccaniche, indispensabili a garantire l’affidabilità e il corretto funzionamento del movimento. Il meccanismo che anima il 7047 è il 569 a carica manuale che garantisce 55 ore di riserva di carica.

Come gli altri modelli della collezione celebrativa, anche il Tradition Tourbillon 7047 è realizzato in una serie limitata di appena 25 esemplari.

Marine Tourbillon Équation Marchante 5887: il fascino dell’universo

Accanto a questi modelli, il Marine Tourbillon Équation Marchante 5887 è forse la massima sintesi poetica per la celebrazione del tourbillon, racchiudendo in 43,9mm di diametro cassa un perfetto intreccio tra astronomia, storia e arte orologiera.

Breguet Marine Tourbillon Équation Marchante 5887

Si tratta del segnatempo da polso più complesso della collezione Breguet, racchiudendo alcune delle più raffinate espressioni dell’arte orologiera della Maison, tra cui l’affascinante e misteriosa equazione del tempo il calendario perpetuo e, ovviamente, il Tourbillon.

Il protagonista è senza dubbio il quadrante in zaffiro, impreziosito da una miniatura dipinta a mano in smalto Grand Feu che riproduce il cielo di Parigi alla mezzanotte del 26 giugno 1801: è qui che possiamo immergerci ed osservare il cielo sotto cui nacque il Tourbillon e venne registrato il brevetto, lo stesso cielo al quale, immaginiamo, Abraham-Louis Breguet volse lo sguardo con in mano la propria creazione, affascinato.

Un cielo che non è soltanto memoria storica, ma anche testimone per ciascuno dei 25 possessori di questo segnatempo: ogni esemplare può, infatti, essere personalizzato con la configurazione astronomica di una data e di un luogo scelti dal proprietario, rendendo ogni orologio un pezzo unico.

Anche il fondello racconta una pagina di storia. L’incisione della nave Royal Louis richiama il profondo legame tra Breguet e la marina francese, mentre la rosa dei venti in oro Breguet, sormontata dal giglio di Francia, rende omaggio alla nomina di Abraham-Louis Breguet a Horloger de la Marine Royale, ricevuta nel 1815.

Fascino, storia e mistero: il Tourbillon secondo Breguet

Con questa nuova collezione, Breguet fa del riferimento alla cosmologia e all’universo il protagonista assoluto, giocando sapientemente con classicità, fascino e mistero.

Ogni referenza interpreta in modo diverso la complicazione: il Classique ne custodisce la tradizione, il Sideral ne sottolinea il fascino e il mistero, il Tradition fa sfoggio della meccanica, mentre il Marine rende il fascino poetico del cielo e del tempo stesso un’opera d’arte da indossare.

Forse è proprio questo il motivo per cui ci emozioniamo ammirando un Tourbillon: osservarne la gabbia, la lenta rotazione, immaginando di vedere sul quadrante un microcosmo in funzione, un ecosistema perfettamente bilanciato e ordinato, l’illusione di decodificare, comprendere e assemblare la complessità dell’universo sul nostro polso, ci permette di entrare in contatto direttamente con il tentativo dell’uomo di trovare ordine nel caos e armonia.

Forse, se ancora possiamo emozionarci così tanto guardando un orologio, dobbiamo ringraziare Abraham-Louis Breguet ma anche, in fondo, Sir Isaac Newton.

A cura di Federico Neroni


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