Guida ai cronografi - Prima Parte

Scritto da:IWS Team|

Con questo primo episodio della Guida Ai Cronografi vogliamo spiegarvi l’ABC e le varianti dei cronografi da polso (e qualcosa anche da tasca…). Nel secondo episodio potete invece leggere di più sulle scale, cliccando qui!

Il primo cronografo della storia, il “contatore di Terzi”, venne creato da Louis Moinet nel 1816 ed era il primo orologio da tasca con una lancetta centrale in grado di fare un giro al minuto e di essere avviata, fermata e rimessa in posizione da un pulsante.

Il termine “chronographe”, però, venne coniato alcuni anni dopo da Nicolas-Mathieu Rieussec che brevettò un sistema dove la lancetta di misurazione era dotata di un piccolo serbatoio di inchiostro e riusciva a segnare su un quadrante bianco il momento di avvio e di stop, così da poter misurare la durata di un intervallo.

La vera rivoluzione arriva quando, verso gli anni ’30 del 900, furono brevettati i primi cronografi da polso aggiungendo al meccanismo dell’orologio un modulo che gestiva in maniera separata le funzioni di avvio, stop e reset.

Nel corso della storia gli innumerevoli utilizzi del cronografo trovano terreno fertile per far diventare questa complicazione famosa ed amata sia da chi realmente la utilizza per scopi tecnici, sia da chi l’apprezza per fattori esclusivamente estetici.


Esistono vari tipi di cronografo ma prima è giusto dare delle nozioni generali per capire il funzionamento dei modelli più complicati.


Le parti principalmente interessate sono la ruota dei secondi dell’orologio e quella dei secondi del cronografo.

Mentre la prima gira continuamente, quella dei secondi cronografici deve poter azionarsi e fermarsi a comando.

Parte fondamentale quindi del funzionamento del meccanismo è in che modo viene realizzato il collegamento tra secondi continui e cronografici, chiamato innesto.

L’innesto può essere laterale o verticale

L’innesto laterale agisce mediante una leva azionata dal tasto che si preme per far partire la misurazione del tempo. Alla pressione, una leva muove un ingranaggio verso la ruota dei secondi continui che, connettendosi alla ruota dei secondi cronografici, li mette in moto.

Questo tipo di innesto è meno preciso rispetto a quello verticale perché alla pressione della leva potrebbe verificarsi un piccolo “salto” dovuto all’allineamento delle due ruote.

L’innesto verticale, invece, funziona come una frizione

Le due ruote dei secondi sono sovrapposte e, quando viene premuto il tasto di avvio, l’innesto avviene tramite il contatto e non l’incastro.

Questo rende il tutto più fluido e tende ad usurarsi in maniera meno veloce rispetto all’innesto laterale.

Altro fattore cruciale è il sistema di smistamento

Ovvero il processo con il quale vengono gestiti tutti i leveraggi che comandano le funzioni del cronografo.

Anche qui i sistemi sono due.

Smistamento con ruota a colonne

È considerato il miglior sistema di smistamento e, oltre ad essere tecnicamente molto avanzato, fa sicuramente aumentare il prestigio e l’apprezzamento da parte degli appassionati a causa della complessità di costruzione.

Movimento di un Romeo Ferraris

Funziona tramite la Ruota a Colonne (visibile nella parte alta della foto), un componente cilindrico pieno sulla quale sommità vengono realizzate sei “colonne” di forma trapezoidale che servono per smistare i leveraggi che comandano le funzioni del cronografo.

Questo sistema rende l’avvio del cronografo morbido e necessita una pressione minore rispetto allo smistamento a camme.

Smistamento a camme

Lo smistamento a camme prevede un sistema di leve che vengono gestite da una camma.

Watchuseek

Il numero dei componenti è simile a quello dello smistamento a colonna ma necessita di una precisione costruttiva minore e costi minori di produzione e manutenzione.

Il sistema migliore è sicuramente lo smistamento con ruota a colonna ed innesto verticale, mentre quello più economico è lo smistamento a camme con innesto laterale, che pecca di precisione a causa del “salto” provocato dall’unione tra gli ingranaggi dei secondi continui e cronografici.


I cronografi sono degli importanti strumenti di calcolo e necessitano di garantire la massima precisione possibile

Per questo, negli anni, sono nate diverse versioni che si adattano a moltissimi campi d’utilizzo. Vediamone alcune.


Flyback

Fu Longines, nel 1936, a depositare il brevetto dell’antenato degli odierni cronografi flyback.

Questa “complicazione nella complicazione” consente di effettuare misurazioni in rapida successione senza dover azzerare manualmente il cronografo.

Viene solitamente utilizzato il pulsante di reset che, quando il cronografo è attivo, fa ripartire istantaneamente la misurazione da zero.

Longines Collector

Rattrapante

Come abbiamo spiegato in un articolo precedente, il primo misuratore rattrapante venne creato nel 1827 da Louis-Fredric Perrelet.

Questo particolare tipo di cronografo è utilissimo per registrare due eventi con uguale inizio ma diversa fine.

Le lancette dei secondi sono due, una sovrapposta all’altra.

Una volta fatte partire simultaneamente si ha la facoltà, attraverso un apposito pulsante, di fermarne una mentre l’altra prosegue la misurazione senza fermarsi.

Riavviandola, poi, raggiunge e segue la marcia di quella che non era stata fermata.

Avendo due sfere dei secondi da gestire è considerata una complicazione importante e difficile da implementare a causa dei vari errori e imprecisioni che potrebbero comparire, per esempio l’imperfetto allineamento delle sfere dei secondi.

All’interno della categoria dei cronografi rattrappanti esiste anche il monorattrappante.

È costituito da una lancetta singola ed è in grado di arrestarsi e riprendere il moto recuperando i secondi di pausa perduti durante l’intervallo di stop.


Monopulsante

Il cronografo monopulsante presenta un pulsante singolo che, in sequenza obbligata, permette di compiere tutte le tre fasi di avvio, stop e reset che normalmente vengono gestite da due pulsanti distinti.

Un tratto distintivo sta nella posizione del tasto, che può trovarsi ad ore 2, 4 o, in alcuni casi, nella corona ad ore 3

Firenze, di Romeo Ferraris

Cronografi da regata

Non meno importanti, questi particolari cronografi servono al regatante per calcolare, nei minuti che precedono la partenza, il lato giusto da cui partire in funzione della linea di partenza e direzione del vento.

Hanno un particolare sistema di countdown preimpostato e azionato dal meccanismo cronografico che segna il tempo rimanente dal SET a START, spesso con cifre analogiche o sistemi di finestrelle dai colori sgargianti per facilitare la lettura. Consentono quindi di calcolare ottime strategie di partenza interfacciandosi anche con la ghiera graduata.


Cronografo “Centrale”

Introdotto da Singer Reimagined nel 2017 ed incentrato su un’alta leggibilità della funzione cronografica.

È il frutto di un imponente lavoro da parte del team per creare un movimento che permetta di leggere l’ora in modo periferico (ai lati del quadrante) con due dischi rotanti, e le informazioni del cronografo al centro del movimento.


Monopulsante “Absolute Clutch” De Bethune

Come potete leggere nel nostro articolo sulla nuova collezione, De Bethune, con il DB21 Maxichrono, detiene un record: un cronografo monopulsante con 5 lancette centrali.

Questo fa in modo di avere, al centro, tutte le indicazioni cronografiche, leggibili in modo molto rapido. Il tutto è ottenuto grazie all’Absolute Clutch, una combinazione di entrambi i tipi di innesto sopra menzionati.


Cronografo a doppio tourbillon Zenith Defy

Questo nuovo cronografo Zenith, presentato qualche mese fa alla fiera di Basilea, monta il sofisticatissimo movimento cronografico automatico El Primero 9020 che, grazie ai suoi due tourbillon, arriva a misurare con precisione fino ai centesimi di secondo.

Questo è possibile grazie a due scappamenti tourbillon separati:

Quello dell’orologio lavora ad una frequenza di 36.000vph e il tourbillon compie un giro ogni 60 secondi, mentre quello del cronografo, il più veloce al mondo, lavora alla impressionante frequenza di 360.000vph compiendo un giro ogni 5 secondi e permettendo alla lancetta dei secondi cronografici di compiere un giro del quadrante al secondo.


Eberhard Chrono 4

Questo orologio, nato nel 2001 e protetto da un brevetto che permette solo ad Eberhard di produrre questa complicazione, allinea i contatori del cronografo e il sotto-quadrante dei secondi continui.

All’apparenza banale, per costruire questo tipo di movimento ci vollero parecchi anni e la testardaggine di Palmiro Monti, all’epoca CEO del gruppo.

Basato su un movimento cronografico modulare ETA 2894-2 altamente rivisitato e rivisto, si è giunti al Crono 4 montando otto ruotismi aggiuntivi per dare movimento ai quattro sotto-quadranti che ( da sinistra a destra) segnano minuti, ore, 24 ore del cronografo e secondi continui.


Benché con l’avvento della tecnologia questa funzione sia sempre meno usata da chi la indossa, il cronografo rappresenta senza dubbio una delle complicazioni fondanti dell’orologeria, nonché uno degli elementi principiali della sua diffusione nel ‘900. Basti pensare al legame che il cronografo ha con la velocità ed i motori per capire quanto una “semplice lancetta” possa rivoluzionare del tutto un oggetto

Sei arrivato fino qui? Vai alla seconda parte della guida!

Autore

IWS Team
Team Italian Watch Spotter
Team Italian Watch Spotter

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