Guida ai cronografi - Seconda Parte

Scritto da:IWS Team|
Rolex Daytona Ceramica Chronographs Guide ItalianWatchSpotter

Nella prima parte della guida relativa all’utilizzo dei cronografi abbiamo spiegato il meccanismo di funzionamento di questa funzione, le varie meccaniche e i vari tipi esistenti. In questa seconda puntata invece, andiamo a vedere come si usa un cronografo e a cosa servono, nella vita quotidiana le scale cronografiche che possiamo trovare sui quadranti degli orologi dotati di questa complicazione.

I due modelli più iconici sono sicuramente il Rolex Daytona e l’Omega Speedmaster.

Per la loro gloriosa storia e per le loro caratteristiche sono sicuramente i più conosciuti, e nonostante siano mossi da movimenti diversi il loro funzionamento è analogo.



Funzionamento

Il pulsante posto ad ore due avvia e arresta la misurazione del tempo cronografico, mentre il secondo pulsante, ad ore quattro, serve per resettare la misurazione una volta fermato il crono.

Una caratteristica tecnica che differenzia i due orologi dal punto di vista pratico è che gli odierni Daytona utilizzano dei tasti a pompa con chiusura a vite per garantire un’impermeabilità maggiore e che quindi, prima di poter utilizzare il cronografo, andranno svitati.


I Contatori

Per poter misurare con precisione tempi che superano il minuto ci si avvale di alcuni contatori che, nel caso di questi due orologi, ci consentono di registrare tempi fino a 12 ore.

Questi hanno una scala in trentesimi per il contatore dei minuti, che quindi ogni due giri farà avanzare di un ora il contatore delle ore che invece è suddiviso in dodicesimi.

Il terzo contatore presente con scala in sessantesimi è quello dei secondi continui che è indipendente dal cronografo ed è sempre in movimento.


Entrambi hanno una scala tachimetrica riportata sulla ghiera e proprio da questa partiremo per illustrare i vari utilizzi possibili per i cronografi.



SCALA TACHIMETRICA

Serve per misurare la velocità media di un corpo in una distanza predefinita (solitamente un chilometro).

Per fare questo, sulla ghiera o sul quadrante è riportata una scala di valori che indica le possibili velocità medie del corpo oggetto della misurazione. Più aumenta il tempo impiegato, più questa decresce.

Nella pratica si avvia la misurazione del cronografo quando il corpo supera il primo punto della distanza presa come base di misurazione e si arresta quando questo supera il secondo punto, che delimita la fine.

La velocità media verrà indicata dalla lancetta dei secondi sulla scala.

Nel caso in cui il corpo abbia una velocità media inferiore a 60 km/h esistono alcune scale ( non presenti in Daytona o Speedmaster) che consentono la lettura di tempi medi più brevi attraverso una “scala a spirale” (dette anche “a chiocciola”).



SCALA TELEMETRICA

La scala telemetrica serve per determinare la distanza di un fenomeno visibile ed udibile.

Si dice che venisse usata durante la guerra per calcolare come posizionare i cannoni per colpire un bersaglio.
Alla visione del lampo provocato dal cannone veniva fatta partire la misurazione e, quando il proiettile toccava terra, veniva fermata.

Questo faceva sì che si potesse misurare con precisione a che distanza era avvenuto il fenomeno prima visibile, poi udibile.

Al giorno d’oggi può essere utile per calcolare, ad esempio, la distanza di un fulmine dall’osservatore, mediante lampo e tuono.

Questo avviene grazie alla differenza di velocità tra il suono nell’aria (circa 345 mt al secondo) e la velocità della luce ( 300.000 km al secondo).



SCALA PULSOMETRICA         

La scala pulsometrica è un perfetto strumento per i medici o chiunque debba calcolare velocemente i battiti per minuto di una persona.

Solitamente è indicato sul quadrante il numero di battiti da monitorare dopo aver fatto partire la misurazione: nell’immagine potete vedere “gradué pour 30 pulsations” ovvero calibrato per 30 pulsazioni.

Una volta fatto partire il cronografo si contano i battiti (solitamente 15 o 30) e successivamente si ferma. La lancetta dei secondi indicherà i battiti per minuto della persona.

Molto spesso gli orologi con scala pulsometrica più professionali vengono prodotti con cronografo monopulsante per rendere più pratico l’utilizzo a chi, oltre ad azionare la lancetta, sta contemporaneamente verificando i battiti del paziente e si ritrova con una sola mano disponibile.



SCALA ASMOMETRICA

Più difficile da trovare perché meno precisa, la scala asmometrica funziona nel medesimo modo della pulsometrica.

Rileva però, invece che i battiti cardiaci, le respirazioni per minuto eseguite dal soggetto in misurazione.



DECIMETRO

Questo particolare tipo di scala consente di dividere il minuto in cento parti, consentendo una facile conversione decimale del tempo.

Il minuto in centesimi era usato in ambito scientifico e industriale per facilitare il calcolo di costi di produzione e tempistiche di assemblaggio.



SCALA FILMOMETRICA

Una scala molto insolita e particolare, presente su alcuni rari modelli di Universal Geneve e Heuer prodotti intorno agli anni ’50 del 900.

Parlando dello specifico caso dell’Universal Geneve Film-Compax la doppia scala di due colori differenti presente sul quadrante serve (o forse è meglio dire serviva) per calcolare la quantità di pellicola cinematografica consumata in piedi al secondo.

La scala rossa indica la quantità di pellicola 16mm mentre la nera indica la quantità di pellicola 35mm, stando agli standard dell’epoca dei “classici” 24 fotogrammi al secondo.

Inoltre, il sotto-quadrante ad ore tre indica gli incrementi di piedi per minuto per entrambi i tipi di pellicola.



ALL IN ONE

Esistono anche alcuni orologi che, per soddisfare le esigenze di carattere tecnico di color che necessitano di misurare vari fenomeni utilizzando un orologio solo, incorporano nel quadrante tre differenti scale.

Famoso è il caso del Patek Philippe ref. 5975 che sul quadrante, apparentemente complesso alla lettura, presenta una scala telemetrica, una pulsometrica a 15 pulsazioni e una tachimetrica a spirale che consente di registrare velocità medie fino a 20km/h.

E ora, cosa manca? Per scoprirlo dovete aspettare la Parte 3

Autore

IWS Team
Team Italian Watch Spotter
Team Italian Watch Spotter

Ti potrebbero interessare

Back to top