Quadranti firmati - Parte 1

Scritto da:Alessandro M.|
9 minuti

Oggi affrontiamo un tema tanto appassionante quanto delicato: i quadranti firmati o “double signed”.
Prima di iniziare occorre specificare che, in questo primo capitolo, parleremo solo delle firme europee, mentre nella seconda versione ci concentreremo su quelle americane.

Vi sarà già capitato di trovarvi tra le mani un orologio che, sul quadrante, oltre a recare il nome della casa costruttrice, ne presenta un altro, apparentemente, senza nulla da spartire con la stessa. Vi siete mai chiesti il motivo?

Nel corso del Novecento le più importanti gioiellerie hanno avuto un ruolo di fondamentale importanza riguardo l’affermazione di determinate maison sul mercato mondiale.

Si viveva in un’epoca in cui i rivenditori ufficiali potevano decidere le sorti di determinati modelli e, perché no, delle maison stesse.
Da ciò si comprende come i concessionari più prestigiosi godessero di ampio margine di manovra.

Ecco la lista delle gioiellerie che Italian Watch Spotter ha selezionato per voi:



Hausmann&co

Hausmann&co nasce a Roma nel 1794, all’interno della bottega avviata da Giovanni Romano Ricci. Rappresenta il più antico negozio di orologeria tutt’oggi in attività nel nostro Paese.

Nel 1870, suo figlio Innocenzo, decide di far entrare in società, l’orologiaio di origini tedesche Ernst Hausmann, il quale si rivelerà una figura chiave per il successo dell’attività. Sarà proprio Ernst ad ereditare la prestigiosa bottega, che trasferirà nell’attuale sede, all’interno di Palazzo Fiano, in Via del Corso n°406.

Hausmann e Patek Philippe

Fra i tanti brand con cui Hausmann&Co vanta una stretta relazione, Patek Philippe occupa un posto davverso speciale. A questo proposito, in occasione del giubileo per i 225 anni della gioielleria, la sinergia fra Hausmann&Co e Patek Philippe, ha portato all’apertura della seconda boutique italiana firmata Patek Philippe, sita nella Capitale.

Un aneddoto su questa gioielleria lo troviamo nella pellicola Il Divo, di Paolo Sorrentino, in cui Franco Evangelisti regala a Giulio Andreotti (protagonista) un orologio preso proprio da Hausmann&Co.
Se non conoscete ancora la passione di Giulio Andreotti per l’orologeria qui c’è un articolo che fa per voi!

Di seguito possiamo ammirare alcuni orologi “double signed” con quadrante firmato Hausamnn.



Orologeria Verga

Benché sia opinione comune che i quadranti firmati Verga siano dell’Orologeria Luigi Verga, bastano 4 chiacchiere nel salotto milanese di via Mazzini per fare chiarezza.
Ad apporre la scritta “Verga” sul quadrante, spesso con una corona, non fu Luigi ma Romolo Verga, assieme a Rinaldo.
Questi due orologiai avevano negozi di gioielleria ed orologeria, rispettivamente in Piazza del Duomo (dove oggi è sita Cielo) ed in Via Orefici.

L’arrivo sul mercato di Luigi Verga, infatti, lo vedrà ribattezzato come il “Verghino”, paragonato a Romolo Verga, il “Vergone”. Anche Luigi Verga ha però firmato degli orologi, sotto il nome Giudici!

Prima del 1947, anno di nascita del negozio, a Milano, Luigi Verga operava infatti presso l’orologeria Giudici (di cui parliamo di seguito), in cui era direttore effettivo, nonostante la proprietà fosse di Barzetti.

Grazie all’esperienza maturata, ed alle controversie dovute alla morte del proprietario di Giudici, Luigi decide di inaugurare un piccolo punto vendita nel cuore della città, più precisamente in via Mazzini.

Sebbene questa nuova avventura fu un grande passo per l’orologiaio, la presenza del negozio di abbigliamento Galtrucco portò grande fortuna all’attività, a detta di Valerio, erede di Luigi.

Oggi, giunti alla quarta generazione, Verga risulta essere una realtà che vanta quattro negozi compreso l’originale, tutti situati nelle zone più esclusive di Milano, con una grande storia da scoprire.

Di seguito possiamo ammirare alcuni esempi di orologi “double signed” firmati Verga, in questo caso proprio Romolo Verga!



Giudici

Il laboratorio Giudici, è una realtà che ha fatto parte della storia di Milano, a partire dagli anni ’40.

Per aver un’idea del livello e della professionalità del laboratorio, basti pensare che il maestro orologiaio Luigi Verga ci lavorò nelle vesti di direttore e capo dell’assistenza, fino al 1945.

Di seguito possiamo ammirare alcuni esempi di orologi “double signed” firmati Giudici, tra cui un rarissimo cronografo Longines, simile a quelli di cui parliamo qui.



Gobbi

La prima bottega firmata Gobbi venne inaugurata a Modena, nel 1842, per mano di Raimondo Gobbi.

Al fianco di Raimondo, subentrò poi il figlio Giuseppe, che giocherà un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’azienda che, nel 1896, si trasferisce a Milano.

A causa degli intensi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il negozio venne praticamente raso al suolo. Nonostante ciò, l’attività risorse nel 1949, trasferendosi presso l’attuale sede, sita in Corso Vittorio Emanuele II. A tal proposito, anche dopo molti decenni, il negozio resta immutato negli arredi e nell’atmosfera che si respirava all’epoca.

Di seguito possiamo ammirare alcuni esempi di orologi “double signed” con quadrante firmato Gobbi, entrambi di grande rilievo storico.



Astrua

Nel lontano 1860, Vincenzo Astrua aprì a Torino, in via Barbaroux, una piccola realtà, costituita da un laboratorio dedicato alla riparazione di pendole, orologi da tavolo e da tasca.

Un laboratorio artigianale in grado di ricostruire componenti danneggiati, impossibili da reperire nella altre orologerie. Così come Tiffany, anche le scatole marroni scamosciate di Astrua resero la gioielleria immediatamente riconoscibile.

La dinastia degli Astrua giunge al termine alla fine del ‘900 quando Valter Franco Ricci, in seguito ad una proposta avanzata dagli ultimi eredi Astrua, acquisisce la prestigiosa boutique torinese.

Di seguito possiamo ammirare alcuni esempi di orologi “double signed” firmati Astrua, tra cui un Rolex Daytona ref. 6263, di cui potete leggere nella guida.



Trucchi

Nel 1907, Cesare Trucchi, apre il suo primo negozio a Napoli, più precisamente in Piazza Trieste, vicino a Piazza del Plebiscito, con lo scopo di soddisfare le esigenze della borghesia napoletana.

Gioielleria famosa per la sua cordialità, ancora oggi risulta essere un punto di riferimento per gli appassionati situati nel sud Italia (e non solo). Nel tempo, nonostante la posizione molto lontana da Ginevra e dalla Svizzera in generare, ha firmato numerosi orologi di grande rilievo!

 Di seguito possiamo ammirare due Patek Philippe “double signed”, con quadrante firmato Trucchi.




Gübelin

Gübelin è un’azienda a gestione familiare, fondata nel 1854 a Lucerna, per mano di Mauriz Breitschmid.

Oggi, giunti alla sesta generazione, troviamo alla guida Raphael Gübelin, il quale si impegna a mantenere vivi i valori tramandatigli dai suoi avi.

Gübelin, da sempre rinomata per la raffinatezza dei suoi gioielli, costituisce, tutt’oggi, il punto di riferimento svizzero per l’acquisto dei segnatempo più prestigiosi, con boutique a Lugano, Lucerna e Ginevra. Vanta numerosi brand all’interno dei suoi spazi, quasi tutti di alto livello.

Di seguito possiamo ammirare alcuni esempi di orologi “double signed” con quadrante firmato Gübelin, ma è possibile trovare sul mercato anche oggetti che recano soltanto il nome dell’orologeria.



Bucherer

Nel 1888, Carl Friedrich Bucherer, inaugura a Lucerna la sua prima gioielleria.
Saranno i suoi figli ad espandere l’attività di famiglia, stringendo amicizie con personaggi importanti, primo fra tutti Hans Wilsdorf.

A tal proposito, Bucherer vanta una partnership con Rolex fin dal lontano 1924, che tutt’oggi rimane il suo partner più importante. A testimonianza di questa unione, stipulata direttamente con Wilsdorf in persona, vi lasciamo una piacevole pubblicità dell’epoca, che spiega meglio di noi il connubio.

Oggi, il gruppo di negozi Bucherer vanta numerosi brand orologieri per ogni fascia di prezzo, da Flick-Flack, Tissot e Rado, fino a A. Lange e Söhne, Audemars Piguet e Cartier.
Di seguito possiamo ammirare due orologi “double signed” firmati Bucherer, entrambi cronografi in acciaio Rolex.

Fun fact: tempo fa, proprio Bucherer, ha proposto una serie di spot, tra cui quello sulla Regina Elisabetta, che trovate nel nostro articolo!



Türler

Fondata a Bienne (Svizzera) il 5 febbraio del 1883, per mano dei fratelli César Alexander e Jean Henri Türler, ha prodotto diversi esemplari con quadranti firmati.

La grande competenza, portò ben presto i fratelli a farsi conoscere nel panorama internazionale, presentando a Vienna le loro prime collezioni. Tuttavia la vera svolta avvenne nel 1907, quando Arnold Türler aprì il primo negozio, nella storica cornice di Paradeplatz, a Zurigo.

Fra gli innumerevoli uomini d’affari che hanno varcato la soglia del negozio, ricordiamo alcune figure storiche di rilievo, come: il Generale Montgomery e Sir Winston Churchill.

Il primo si fermò da Türler per far revisionare il proprio Longines, dal laboratorio d’assistenza. A lavoro ultimato, Montgomery scrisse una lettera ad Arnold, datata 24 febbraio 1946, nella quale manifestava la contentezza per il lavoro svolto sul proprio orologio.

Churchill, invece, inviò una lettera ad Arnold Türler, per ringraziarlo di un Atmos, ovvero un orologio a tavolo di marca Jaeger Le-Coultre.

Di seguito possiamo ammirare alcuni esempi di orologi “double signed” con quadrante firmato Türler.




Antonio Cairelli

L’orologeria Cairelli, fondata nel 1932 da Antonio Cairelli, è una realtà operante a Roma, dall’inizio degli anni ’30 alla fine degli anni ’60. L’attività, oltre al negozio sito al numero 144 della centralissima Via del Corso, disponeva anche di un valido laboratorio di assistenza.

Nel corso degli anni il nome dell’orologeria Cairelli divenne celebre, tanto da riuscire a stringere un saldo rapporto con il Ministero della Difesa.
A tal proposito, durante la Seconda Guerra Mondiale, Cairelli fornì valide strumentazioni da cruscotto, ai mezzi del Regio Esercito, motivo che l’ha resa famosa oggigiorno.

Successivamente, negli anni 60, il Ministero della Difesa diede un nuovo incarico a Cairelli, ovvero quello di intermediario fra lui e le ditte svizzere, fornitrici di orologi per l’esercito.
Le due aziende, a cui l’Italia si rivolse per tale strumentazione, furono Universal Geneve e Zenith. Gli orologi forniti si presentavano identici a livello estetico, l’unica differenza risiedeva nella funzione retour en vol, di cui solo l’Universal era dotato.

Sul quadrante degli esemplari acquistati dal Ministero della Difesa, detti cronometri CP2, campeggia ancora oggi il nome A. Cairelli.

Di seguito possiamo ammirare alcuni esempi di orologi “double signed” firmati A. Cairelli, di cui il più celebre è sicuramente l’Universal Geneve con quadrante 24 ore.



Asprey

Asprey nasce nel 1781 a Mitcham (Inghilterra), per mano di William Asprey.

L’azienda, ben presto, si trasferì a Londra, più precisamente in New Bond Street, imponendosi nel mercato della stampa su seta.

Tali abilità furono riconosciute anche dalla Regina Vittoria in persona, la quale conferì ad Asprey il sigillo reale.

Vi è una ragione per cui, fra tutte le gioiellerie menzionate, Asprey occupa un posto davvero speciale.
Nella seconda metà del ‘900, il sultano dell’Oman Qaboos Bin Said Al Said, ordinò dei pezzi speciali a Rolex, usando come intermediario proprio Asprey.

Invece che sul quadrante, che presentava lo stemma dell’Oman, la firma di Asprey era apposta sul fondello esterno.

Tali orologi riportano quasi sempre sul quadrante il “khanjar” , ovvero l’emblema nazionale omanita ed erano destinati a funzionari particolarmente validi o amici intimi del sultano.

Oggi invece sono preziosi oggetti da collezione, oggetto del desiderio di molti, che alle aste se li contendono, spingendo i prezzi alle stelle.
Indubbiamente, fuori dalla speculazione, sono un vero piacere da avere al polso per estetica e storia.


Autore

Autore
Classe 1993. Ingegnere Meccanico, da circa 8 anni coltiva una grande passione per l'orologeria, con una particolare attenzione verso il mondo del vintage. Collezionista e amministratore di un noto gruppo di appassionati su Facebook, sogna di realizzare un calibro tutto suo.
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